Dispositiv
- dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Raccomandata
Incarto n.34.2003.9
fc/sc
Lugano
28 aprile 2004
In nomedella Repubblica e Cantonedel Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Francesca Cassina Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 27 gennaio 2003 di
__________
contro
__________
in materia di previdenza professionale
ritenuto,in fatto
Parimenti ha fatto anche la Cassa pensioni con uno scritto del 31 marzo 2003 (IX).
Il TCA si è espresso in questo senso anche in un giudizio non pubblicato del 23 luglio 2003 nella causa C.
In simili condizioni il TCA nella presente lite considererà dunque la risposta di causa e la documentazione allegata alla stessa, ritenuto come all'attore è stata data facoltà di esprimersi in proposito (cfr. IV).
Nel merito
precisando che in seguito all'evento del 4 settembre 1999 il paziente aveva sviluppato un grave stato depressivo che rendeva necessari un sostegno psicologico e continue cure medicamentose.
Dal canto suo, il dott. __________, psichiatra, che ha costantemente seguito l'attore a far tempo dal 5 aprile 2000 nell'ambito della psicofarmacoterapia, psicoterapia di sostegno, socio-ed ergoterapia presso la clinica di __________, nel suo rapporto medico del 20 giugno 2000 all'AI, posta la diagnosi di "disturbo della personalità emotivamente instabile con scompenso ansiodepressivo acuto", ha precisato che il danno alla salute esisteva da molti anni per quanto riferito al disturbo personologico e dall'autunno 1999 per i problemi psichiatrici acuti. A suo avviso, __________ soffriva di problemi di concentrazione e difficoltà mnemoniche, era irritabile, teso e inquieto denotando labilità emotiva, diminuzione del tono vitale su di un umore di base triste. Richiesto sul grado d'incapacità di lavoro ha così affermato:
precisando che il disturbo personologico del paziente era tale da non permettergli di essere reinserito nel circuito lavorativo quale insegnante di scuola __________. Secondo il medico lo stato psichico del paziente controindicava dei provvedimenti d'integrazione professionale, mentre che in un secondo tempo si sarebbero dovute valutare le sue potenzialità riabilitative. Inoltre, il medesimo necessitava di cure specialistiche per un periodo indeterminato (atti AI).
Nel suo scritto del 21 settembre 1999 all'avv. __________, il dott. __________ ha inoltre precisato di aver avuto in cura __________ già nel corso del 1988 per disturbi psichici di carattere dissociativo e che in quel periodo assumeva ansiolitici ed alcool (atti AI).
Dal canto suo il dott. __________, psichiatra, ha eseguito una perizia per chiarire i fatti e le condizioni di salute di __________ legate all'evento del 4 settembre 1999. Nel suo rapporto dettagliato del 31 gennaio 2000 all'attenzione del Ministero pubblico ha sottolineato l'esistenza di un disturbo della personalità antisociale tale da ridurre il funzionamento sociale globale e in particolare le capacità lavorative quale insegnante (atti AI).
A conclusioni analoghe è giunto anche il dott. __________, psicologo, il quale nel suo referto del 26 novembre 1999 al Ministero pubblico ha definito __________ come un soggetto nevrotico presentante un disturbo di personalità antisociale rilevando come i disturbi emotivi del soggetto fossero gravi e tali da influenzare tutta la sfera del comportamento con carenze nelle capacità di controllare i comportamenti e le reazioni emotive. Ne ha infine raccomandato una presa a carico specialistica intesa a tamponare le componenti aggressive ed impulsive (atti AI).
Dal canto suo il neurologo dott. __________, nel suo rapporto al dott. __________ del 1. ottobre 1999, posta la diagnosi di "manifestazione di aggressività, sotto l'influsso d'alcool, in personalità caratteriale"
pur rilevando l'assenza di anomalie dal punto di vista neurologico, ha osservato trattarsi di un paziente caratteriale e violento di natura, osservando: "Mi stupisce il fatto che possa fare il maestro di scuola!" (cfr. atti AI) .
Alla luce di questi referti, il medico dell'AI, ritenuta superflua un'ulteriore valutazione psichiatrica, ha concluso che la professione di docente non era più esigibile e optato per un esame sui provvedimenti professionali da intraprendere (cfr. proposta medico dott. __________ del 15 marzo 2001). Nuovamente interpellato, il dott. __________, nel suo certificato del 26 giugno 2001, ha dal canto suo informato l'UAI che lo stato del paziente era peggiorato, manifestando il medesimo un tono dell'umore rivolto verso il basso, labilità emotiva, astenia e apatia e ritenendo quindi non più indicato il processo reintegrativo (atti AI).
L'UAI ha quindi incaricato il dott. __________, psichiatra, di eseguire una perizia psichiatrica su __________. Lo specialista ha consegnato il suo rapporto in data 18 febbraio 2002 nel quale ha posto quale diagnosi "distimia in una personalità antisociale" esistente dall'1. giugno 2000 con incapacità lavorativa del 70% (totale se riferita all'attività di insegnante) precisando che i fatti del settembre 1999 avevano segnato il tornante nella vita del paziente e che da allora si assisteva ad una disinserzione sociale progressiva, resistente agli interventi terapeutici. Ritiene illusorie misure di riadattamento professionale e definisce il paziente irrecuperabile dal profilo medico (atti AI).
Nella sua risposta del 2 marzo 2004 il dott. __________ ha così precisato il rapporto medico da lui redatto all'attenzione dell'AI:
La vicecancelliera ha inoltre interpellato il dott. __________ il 19 feb-braio 2004 in riferimento al suo rapporto all'AI del 7 giugno 2000 (XXIII). In risposta, il 1. marzo 2004 il medico ha affermato:
Anche il dott. __________ è stato interpellato dal TCA in merito all'incapacità lavorativa di __________ attestata nel suo rapporto del 18 febbraio 2001 (XXIV) e con scritto 10 marzo 2004 ha risposto quanto segue:
In concreto, vi sono pertanto motivi pertinenti per scostarsi dalla data di decorrenza della rendita d'invalidità ritenuta dall'assicurazione per l'invalidità, senza che occorra esaminare se la decisione dell'UAI debba essere considerata di primo acchito insostenibile (STFA non pubblicata 16 dicembre 2003 in re O., B 68/03).
Abbondanzialmente va infine detto che a suddette conclusioni non può mutare nemmeno la circostanza che l'assicurato si è annunciato, il 21 maggio 2000, all'assicurazione disoccupazione rivendicando il diritto all'indennità di disoccupazione dal 26 aprile 2000 qualificandosi nell'apposito formulario collocabile in misura completa (cfr. agli atti AI). In effetti tale circostanza denota unicamente la sua volontà di cercare, malgrado gli eventi e i problemi di salute, un'occupazione, ma nulla ancora dice, specie in presenza - come in concreto - di problemi di natura psichica, sulla sua effettiva capacità lavorativa. Inoltre, a prescindere da ciò, a titolo generale va detto che il fatto che l'assicurazione disoccupazione riconosce un assicurato idoneo al collocamento non ha un'incidenza sull'apprezzamento della sua idoneità al lavoro o della sua effettiva capacità lavorativa da parte delle altre assicurazioni (cfr. l'art. 15 cpv. 3 OADI) e non esclude di conseguenza che un assicurato reputato idoneo al collocamento dagli organi dell'assicurazione disoccupazione venga invece ritenuto incapace al lavoro dall'AI o dagli organi incaricati di applicare la LPP (cfr. STFA non pubblicata 25 settembre 2000 in re A., B 13/00).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti