Erwägungen (1 Absätze)
E. 26 LPP), l'assicurato che non ha (ancora) diritto ad una rendita dell'AI al termine del periodo di carenza di un anno secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI in ragione dell'esecuzione di misure di riformazione e, quindi della concessione delle relative indennità giornaliere - come in concreto - non può pretendere una rendita della previdenza professionale fintanto, appunto, che le misure di riformazione ordinate dall'AI non siano concluse (DTF 123 V 272 e riferimenti).
Nel caso concreto, ciò vale sia per la parte obbligatoria della LPP, sia per quella sovraobbligatoria, considerato come la fondazione convenuta abbia stabilito la coordinazione con gli altri ambiti in modo analogo a quello previsto dalla legge (cfr. consid. 2.4.; DTF 122 V 155 consid. 3d).
Secondo l'ex datrice di lavoro dell'attore, la __________, il salario annuo lordo cui avrebbe avuto diritto __________ se fosse stato totalmente abile al lavoro nel 1999 è pari a fr. 45'409 (XLVII). Nello scritto del 31 ottobre 2001 al TCA la ditta ha in effetti così indicato l'evoluzione dei salari nel periodo da 1995 al 2002:
Il TCA non ha motivi per scostarsi da queste cifre, le allegazioni dell'interessato, secondo cui l'aumento salariale indicato dalla ditta __________ sarebbe troppo esiguo, non essendo state minimamente sostanziate o documentate. Le argomentazioni avanzate dall'ex datrice di lavoro a sostegno delle cifre indicate appaiono invece convincenti.
In particolare, considerati i redditi mensili percepiti da __________ nel 1994 (fr. 3'400) e nel 1995 e 1996 (fr. 3'434) (cfr. doc. _), un aumento come quello preteso dall'attore tale da condurre ad un salario mensile ipotetico nel 2002 di fr. 4'200 non può essere ritenuto verosimile (LVIII; cfr. STFA dell'8 ottobre 2002 nella causa S., K 26/00 consid. 4.5).
In proposito si osservi d'altra parte che "il guadagno presumibilmente perso" ai sensi dell'art. 24 OPP2 costituisce comunque un valore ipotetico che il giudice può determinare disponendo di un certo margine d'apprezzamento (cfr. DTF 123 V 93 consid. 3b e STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99) e riferendosi rigorosamente alla concreta situazione, sulla base dell'evoluzione particolare più presumibile e non di quella più vantaggiosa o di quella generale. Non è infatti superfluo ribadire in questa sede che, come detto (consid. 2.3 e 2.5), il concetto di indebito profitto di cui all'art. 34 cpv. 2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui allart. 45bis LAI per il quale dopo la realizzazione del rischio assicurato lavente diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato levento assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195).
Infine, in data 14 novembre 2002 la Fondazione ha ancora precisato che la rendita di fr. 8'513.40 ("bei Eintritt der Erwerbsunfähigkeit"), aggiornata al rincaro, corrispondeva nel 1999 ad una prestazione di fr. 8'598.55 (LII).
Con riferimento all'ammontare della rendita d'invalidità il Regolamento della Fondazione convenuta prevede che la medesima prestazione ammonta al 7,5% dell'avere di vecchiaia determinante e che la rendita per figli di invalidi ammonta al 20% della rendita d'invalidità del genitore (art. 14.3 e 15.1 del Regolamento, doc. _). Inoltre, l'art. 4.9 del Regolamento stabilisce che quale avere di vecchiaia determinante fa stato l'avere di vecchiaia effettivo (composto, secondo l'art. 4.7, dagli accrediti di vecchiaia, dalla eventuale prestazione di libero passaggio apportata e dai conferimenti facoltativi, interessi compresi) maggiorato dai presunti accrediti di vecchiaia fino al compimento del 65.esimo anno d'età, calcolati in base all'ultimo salario assicurato al netto degli interessi (doc. _).
Tale disciplinamento corrisponde sostanzialmente a quello legale (cfr. l'art. 24 LPP; cfr. anche l'art. 8.3 del Regolamento che definisce gli accrediti di vecchiaia) risultando tuttavia più favorevole per l'assicurato nella misura in cui prevede un'aliquota di conversione per il calcolo della rendita d'invalidità del 7,5% anziché del 7.2% come previsto dagli art. 24 cpv. 2 LPP in relazione con gli art. 14 LPP e 17 OPP2. Ne discende che il disciplinamento della rendita di invalidità previsto dal regolamento in oggetto, in quanto rientrante nei limiti e nell'autonomia che la legge concede agli istituti di previdenza (art. 6 e 49 LPP), è conforme alle LPP.
Si ricorda tuttavia ancora all'assicurato che qualora le circostanze (segnatamente l'ammontare delle rendite percepite) dovessero modificarsi in misura rilevante (vale a dire di almeno il 10%) ai sensi del citato art. 24 cpv. 5 OPP2 in rapporto alla situazione vigente al momento in cui è stato eseguito il calcolo della sovrassicurazione, gli è data facoltà di postulare un adattamento della rendita della previdenza professionale cui ha diritto (cfr. sopra consid. 2.3.).
Dispositiv
- dichiara e pronuncia §§ La rendita è soggetta ad adeguamento ai sensi del consid. 2.10. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
RACCOMANDATA
Incarto n.34.2001.00049
fc
Lugano
17 dicembre 2002
In nomedella Repubblica e Cantonedel Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
con redattrice:
Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 31 agosto 2001 di
__________,
rappr. da: avv. __________,
contro
Fondazione di previdenza LPP __________,
in materia di previdenza professionale
ritenuto,in fatto
- Fondazione Istituto collettore LPP
- __________ Fondazione collettiva LPP
- Fondazione collettiva LPP __________
- Fondazione di previdenza del personale della __________
chiedendo che le parti convenute fossero condannatea corrispondergli unarendita d'invalidità della previdenza professionale a far tempo dal 13 maggio 1996, di almeno
fr. 20'000.‑‑ annui.
Tutte le parti convenute hanno richiesto la reiezione della petizione.
Mediante sentenza del 27 agosto 2001, cresciuta in giudicato, il TCA ha dichiarato irricevibile la petizione presentata nei confronti della __________, mentre ha respinto nel merito quelle inoltrate nei confronti della Fondazione Istituto Collettore LPP, la Fondazione collettiva LPP della __________ e la Fondazione previdenza del personale della __________. Il TCA ha in sostanza ritenuto che l'incapacità lavorativa all'origine dell'invalidità era da ricondurre al dicembre 1994. Di conseguenza debitore della prestazione d'invalidità della previdenza professionale era l'istituto di previdenza presso il quale era affiliata la __________, ditta per la quale l'assicurato aveva lavorato dal 1. maggio 1994 al 31 gennaio 1996 (cfr. inc. __________).
in diritto
L'istituto di previdenza può inoltre stabilire nelle sue disposizioni regolamentari che il diritto alle prestazioni sia differito fintanto che l'assicurato riscuote il salario pieno (art. 26 cpv. 2 LPP; SZS 1998 p. 393; 1995 p. 464 consid. 3b).
In proposito va ancora ricordato che nell'ambito della previdenza obbligatoria, gli istituti di previdenza sono di principio vincolati da quanto pronunciato dall'assicurazione invalidità non solo per quel che concerne il grado d'invalidità (SZS 1996 p. 48 consid. 2b e 2d e riferimenti), ma ugualmente per quanto concerne la nascita del diritto alla rendita (DTF 123 V 271 consid. 2a e riferimenti; SZS 2002 p. 155; SZS 1997 p. 68). Nella previdenza obbligatoria il concetto d'invalidità è infatti il medesimo, di modo che accertamenti separati del grado d'invalidità potrebbero condurre a risultati differenti in contraddizione con lo scopo perseguito dalla legge (DTF 115 V 210 e 218; DTF 188 V 39).
La giurisprudenza federale ha stabilito che il diritto alla rendita della previdenza professionale non insorge fintanto che l'assicurato ha diritto a indennità giornaliere dell'AI. Tenuto in effetti conto dell'interdipendenza che lega le prestazioni d'invalidità del secondo pilastro a quelle del primo (cfr. l'art. 26 LPP), l'assicurato che non ha (ancora) diritto ad una rendita dell'AI al termine del periodo di carenza di un anno secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI in ragione dell'esecuzione di misure di riformazione e, quindi della concessione delle relative indennità giornaliere - come in concreto - non può pretendere una rendita della previdenza professionale fintanto, appunto, che le misure di riformazione ordinate dall'AI non siano concluse (DTF 123 V 272 e riferimenti).
Nel caso concreto, ciò vale sia per la parte obbligatoria della LPP, sia per quella sovraobbligatoria, considerato come la fondazione convenuta abbia stabilito la coordinazione con gli altri ambiti in modo analogo a quello previsto dalla legge (cfr. consid. 2.4.; DTF 122 V 155 consid. 3d).
Secondo l'ex datrice di lavoro dell'attore, la __________, il salario annuo lordo cui avrebbe avuto diritto __________ se fosse stato totalmente abile al lavoro nel 1999 è pari a fr. 45'409 (XLVII). Nello scritto del 31 ottobre 2001 al TCA la ditta ha in effetti così indicato l'evoluzione dei salari nel periodo da 1995 al 2002:
Il TCA non ha motivi per scostarsi da queste cifre, le allegazioni dell'interessato, secondo cui l'aumento salariale indicato dalla ditta __________ sarebbe troppo esiguo, non essendo state minimamente sostanziate o documentate. Le argomentazioni avanzate dall'ex datrice di lavoro a sostegno delle cifre indicate appaiono invece convincenti.
In particolare, considerati i redditi mensili percepiti da __________ nel 1994 (fr. 3'400) e nel 1995 e 1996 (fr. 3'434) (cfr. doc. _), un aumento come quello preteso dall'attore tale da condurre ad un salario mensile ipotetico nel 2002 di fr. 4'200 non può essere ritenuto verosimile (LVIII; cfr. STFA dell'8 ottobre 2002 nella causa S., K 26/00 consid. 4.5).
In proposito si osservi d'altra parte che "il guadagno presumibilmente perso" ai sensi dell'art. 24 OPP2 costituisce comunque un valore ipotetico che il giudice può determinare disponendo di un certo margine d'apprezzamento (cfr. DTF 123 V 93 consid. 3b e STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99) e riferendosi rigorosamente alla concreta situazione, sulla base dell'evoluzione particolare più presumibile e non di quella più vantaggiosa o di quella generale. Non è infatti superfluo ribadire in questa sede che, come detto (consid. 2.3 e 2.5), il concetto di indebito profitto di cui all'art. 34 cpv. 2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui allart. 45bis LAI per il quale dopo la realizzazione del rischio assicurato lavente diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato levento assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195).
Infine, in data 14 novembre 2002 la Fondazione ha ancora precisato che la rendita di fr. 8'513.40 ("bei Eintritt der Erwerbsunfähigkeit"), aggiornata al rincaro, corrispondeva nel 1999 ad una prestazione di fr. 8'598.55 (LII).
Con riferimento all'ammontare della rendita d'invalidità il Regolamento della Fondazione convenuta prevede che la medesima prestazione ammonta al 7,5% dell'avere di vecchiaia determinante e che la rendita per figli di invalidi ammonta al 20% della rendita d'invalidità del genitore (art. 14.3 e 15.1 del Regolamento, doc. _). Inoltre, l'art. 4.9 del Regolamento stabilisce che quale avere di vecchiaia determinante fa stato l'avere di vecchiaia effettivo (composto, secondo l'art. 4.7, dagli accrediti di vecchiaia, dalla eventuale prestazione di libero passaggio apportata e dai conferimenti facoltativi, interessi compresi) maggiorato dai presunti accrediti di vecchiaia fino al compimento del 65.esimo anno d'età, calcolati in base all'ultimo salario assicurato al netto degli interessi (doc. _).
Tale disciplinamento corrisponde sostanzialmente a quello legale (cfr. l'art. 24 LPP; cfr. anche l'art. 8.3 del Regolamento che definisce gli accrediti di vecchiaia) risultando tuttavia più favorevole per l'assicurato nella misura in cui prevede un'aliquota di conversione per il calcolo della rendita d'invalidità del 7,5% anziché del 7.2% come previsto dagli art. 24 cpv. 2 LPP in relazione con gli art. 14 LPP e 17 OPP2. Ne discende che il disciplinamento della rendita di invalidità previsto dal regolamento in oggetto, in quanto rientrante nei limiti e nell'autonomia che la legge concede agli istituti di previdenza (art. 6 e 49 LPP), è conforme alle LPP.
Si ricorda tuttavia ancora all'assicurato che qualora le circostanze (segnatamente l'ammontare delle rendite percepite) dovessero modificarsi in misura rilevante (vale a dire di almeno il 10%) ai sensi del citato art. 24 cpv. 5 OPP2 in rapporto alla situazione vigente al momento in cui è stato eseguito il calcolo della sovrassicurazione, gli è data facoltà di postulare un adattamento della rendita della previdenza professionale cui ha diritto (cfr. sopra consid. 2.3.).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
§§ La rendita è soggetta ad adeguamento ai sensi del consid. 2.10.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti