Erwägungen (1 Absätze)
E. 46 ).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di
attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra
professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità
al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che
entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle
misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo
l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione
d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita
se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete
non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti
d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro
(art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al
40%.
L'art. 28
cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se
sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al
60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal
raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata
alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
.
S
econdo
la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i
redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di
incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.4.
Q
ualora
l'amministrazione entra nel merito di una nuova domanda di prestazioni, essa
deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare
verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso
applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso
(art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss.
OAI; VSI 1999 p. 8;
Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen,
in
Schaffauser/ Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p.
15; DTF 117 V 198).
L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che “
se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta."
I principi giurisprudenziali
sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art.
41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg.
consid. 3.5).
In
particolare, l
a costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI
sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di
salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di
salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno
hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994
in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109
V 116 consid. 3 b, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88
a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al
guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole.
L’art. 29
bis
è applicabile per analogia (art. 88
a cpv. 2 OAI).
2.5. Nella
fattispecie concreta, a seguito dalla nuova domanda di prestazioni l’Ufficio AI
ha ordinato una (nuova) perizia reumatologica a cura del dr. med. __________.
Nel rapporto
peritale datato 11 luglio 2017, il succitato specialista, basandosi sugli atti
medici presenti nell’inserto, dopo aver proceduto all'anamnesi familiare,
patologica, personale, socio-lavorativa ed alla descrizione dei disturbi
soggettivi, ha riportato gli esiti delle costatazioni oggettive assunte durante
la visita dell’assicurato e proceduto all’esame dei referti radiologici. Egli
ha posto le seguenti diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa:
"
(…)
1.
Diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa.
-
Dolori e impotenza funzionale
all'arto superiore sx alla presenza di:
. Stato dopo frattura della clavicola sx
dislocata lo 02.09.'08 con intervento di osteosintesi il 27.10.'08 e intervento
di ablazione del materiale lo 07.01.'10.
. Stato dopo intervento di disinserzione,
re-inserzione del tendine sovraspinato per lesione parziale l'11.02.'11 con
tenotomia del lungo capo del bicipite e acromioplastica.
Dallo 02.09.'08.
- Gonartrosi femoro-tibiale mediale e
femoro-rotulea del ginocchio dx in stato dopo:
. Artroscopia con lavaggio articolare nel 2005,
artroscopia con meniscectomia mediale e parziale abrasione in marzo 2015,
artroscopia con resezione parziale del menisco mediale e fibrolisi anteriore in
dicembre 2015 con esiti di rottura parziale del legamento crociato anteriore.
Da marzo 2015.
-
Sindrome lombovertebrale cronica
recidivante alla presenza di discopatia con protrusione erniaria L5/S1 e canale
lombare stretto.
Da inizio del 2016. (…)” (doc. 149 pag. 7-8)
In merito alla
capacità lavorativa nell’abituale attività, il dr. med. __________ ha ritenuto l’assicurato
inabile al 100%, come già valutato nella sua precedente perizia del 19 novembre
2013 in cui le problematiche erano legate all’arto superiore ed alla clavicola sinistri.
Quale nuovo danno alla salute egli ha accertato una sintomatologia alla schiena
ed al ginocchio destro.
Riguardo alla
capacità lavorativa in attività adeguate, egli ha concluso:
"
(…) Rispetto alla mia precedente
perizia il paziente presenta attualmente una problematica al ginocchio dx con
una gonartrosi femoro-patellare e soprattutto femoro-tibiale interna
relativamente avanzata. Inoltre presenta una sindrome lombospondilogena in
presenza di una discopatia con protrusione erniaria L5/S1 e canale lombare
stretto. Tulle queste problematiche determinano una riduzione della capacità
lavorativa in misura superiore rispetto alla mia precedente perizia.
Attualmente in attività che rispecchiano i suoi limiti funzionali il paziente
risulta abile in misura del 50% con un'inabilità lavorativa quindi del 50% da
intendersi come riduzione del rendimento.
Il paziente deve in effetti evitare lavori in cui
utilizzi il braccio sx al di là di 45-50° rispetto alla posizione anatomica,
braccio al corpo. Può rimanere seduto per circa 2 ore, in piedi fermo al
massimo 40 minuti. Può camminare per un massimo di 20 minuti, deve evitare di
sollevare pesi superiori a 10 kg e solo in maniera occasionale.
Deve evitare di lavorare su terreni dissestati, salire
e scendere scale, lavorare accovacciato.
Tutte queste problematiche ne limitano quindi la
capacità lavorativa anche in mestiere adattato in misura del 50% da intendersi
come riduzione del rendimento.
Questa incapacità lavorativa è da considerare valida a
partire dalla visita odierna.” (doc. 149 pag. 10-11)
La perizia reumatologica è stata confermata dal SMR con rapporto
finale del 3 agosto 2017 (doc. 150/155 inc. AI).
Con il presente ricorso
l’assicurato sostiene un peggioramento del suo stato di salute rispetto alla
perizia del dr. med. __________.
2.6. Per costante giurisprudenza
(cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare
l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è
necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o
eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali
attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente
esigibili dall'assicurato (
DTF 125 V 256
consid.
4 pag. 261;
115 V 133
consid. 2 pag. 134;
114 V 310
consid. 3c pag. 314;
105 V 156
consid.
1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente
professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali
attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/ Reichmuth,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).
Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
In una sentenza del 14 luglio 2009,
(9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 56, pag. 174, il TF, richiamati
l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali e l’art. 49 OAI
che stabilisce i compiti, ha sottolineato che a un rapporto del SMR può essere
riconosciuta la qualità di perizia, anche se è stato redatto senza aver
visitato personalmente l’assicurato.
Inoltre,
circa il ruolo del medico SMR, va rammentato che
per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici
regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni
mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale
dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di
esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi.
Scopo
e senso del disposto come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità,
per gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli
aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro
specifiche conoscenze medico-assicurati-ve, sono quindi chiamati a valutare la
capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una
chiara separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale.
Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).
Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Va
poi evidenziato
che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di
regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid.
5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il
medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc
) e che il solo fatto che uno o
più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a
rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).
2.7. Nell’evenienza concreta,
richiamata la giurisprudenza in materia di valore probatorio dei rapporti
medici di cui al considerando precedente, questo Tribunale non intravede
ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è giunto il SMR
sulla base della perizia reumatologica del dr. med. __________.
Non vi sono infatti motivi
per non aderire alle conclusioni, frutto di una dettagliata valutazione, del
rapporto 11 luglio 2017 del succitato specialista, il quale ha ritenuto
l’assicurato totalmente inabile nella sua abituale attività ma abile al 50% in
attività adeguate rispettose delle limitazioni fisiche, il tutto a decorrere
dalla sua valutazione. Né del resto la successiva documentazione medica
raccolta in procedura amministrativa permette di distanziarsi da quanto sopra.
A tal riguardo, nel rapporto 6 marzo 2018 il medico curante, dr. med. __________,
allegando il rapporto 29 novembre 2017 del dr. med. __________, specialista in
chirurgia ortopedica, oltre ad esporre le note diagnosi ha confermato
un’abilità lavorativa in altre attività del 50% dal luglio 2017 (doc. 169 inc.
AI).
Con il presente ricorso
l’assicurato, come detto, sostiene un peggioramento della sua situazione
fisica.
A tal riguardo egli ha allegato
il rapporto 27 maggio 2019 del dr. med. __________ dal seguente tenore:
"
(…) Il Signor RI 1 rimane vittima
di un trauma al ginocchio destro all'inizio degli anni '90 procurandosi una
frattura della rotula.
Tre anni fa, intervento di ricostruzione legamentare
eseguita dal Dr. __________.
Dopo questi interventi una ripresa della sua
professione come cameriere non era possibile, è stato quindi riqualificato come
viticoltore.
Sei mesi dopo aver iniziato questa nuova attività, cade
e si procura un nuovo trauma del ginocchio.
Le ultime radiografie del ginocchio mostrano una
gonartrosi femoro-tibiale mediale e femoro-rotulea, quest'ultima di natura
post-traumatica.
Il ginocchio ha un deficit estensorio di 10°, flette a
90°, lieve deviazione in varo, il crociato anteriore stabile con un Lachmann
con un'escursione un po' aumentata. lpotrofia del quadricipite a -2 cm.
Ho spiegato al paziente che presto o tardi sarà
inevitabile un intervento di artroprotesi totale del ginocchio, per il momento
cerchiamo di insistere con il trattamento conservativo.
Questo quadro di gonartrosi tricompartimentale dà
diritto ad una menomazione dell'integrità del 30% secondo le tabelle .5 della SUVA.
Qualora in un futuro dovesse essere posta l'indicazione
chirurgica, la ripresa del suo lavoro come viticoltore non sarà comunque
garantita.
L'intervento verrebbe eseguito a causa dei dolori.
Nel frattempo ho richiesto un'infiltrazione sotto eco
del ginocchio dx, rivedrà il pz al bisogno.” (doc. X1)
Chiamato dal TCA a prendere
posizione, con osservazioni 13 giugno 2019 l’Ufficio AI ha pertinentemente
rilevato:
"
(…) In merito al contenuto va
rilevato che tale referto si basa su una visita medica avvenuta tre mesi dopo
l'emanazione della decisione impugnata del 15 febbraio 2019, momento
determinante per la valutazione del caso (si rammenta che il giudice valuta la
legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto esistente
al momento in cui essa stata resa), indica diagnosi sovrapponibili a quelle
espresse nella perizia del dr. med. __________ dell'11 luglio 2017, riprese nel
rapporto finale del Servizio medico regionale (SMR) del 3 agosto /2017, non
pone indicazioni in merito a limiti funzionali e/o abilità lavorativa residua.”
(doc. XII)
Non essendo pertanto emersi
nuovi elementi rispetto alla perizia del dr. med. __________ che possano dimostrare
un peggioramento dell’artrosi al ginocchio destro, la valutazione
medico-teorica alla base della decisione contestata non può che essere
confermata.
Di
conseguenza, visto quanto sopra, richiamato inoltre l'obbligo che incombe
all'assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze
del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid.
3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pp.. 57, 551 e 572), il TCA
ritiene dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2
e i riferimenti ivi citati),
che dal 19 novembre 2013 l’assicurato è da
considerare inabile al 100% nella sua abituale attività lavorativa, ma abile in
attività adeguate del 70% dal 19 novembre 2013 (come da decisione del 26 maggio
2014) e inabile al 100% dal 1° marzo 2015 ed al 50% dal luglio 2017.
2.8. Occorre ora procedere al
calcolo della capacità di guadagno residua in attività adeguate dal mese di
luglio 2017, mese del miglioramento e della stabilizzazione dallo stato di
salute dell’assicurato, mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.3), il cui
calcolo, rimasto incontestato, è stato esposto nella decisione impugnata.
Per il periodo precedente,
visto il risorgere di un’invalidità al 100%, dovuta ad una totale inabilità
(anche) in attività adeguate, dal marzo 2015 – quindi entro 3 anni dalla
soppressione dalla rendita decisa il 26 maggio 2014 – in applicazione dell’art.
29 bis OAI l’assicurato ha diritto ad una rendita intera.
2.8.1. Secondo giurisprudenza,
riassunta nella STF 9_501/2013 del 28 novembre 2013, per determinare il reddito
ipotetico conseguibile dalla persona assicurata
senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire
quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio
dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado di
verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue
capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'essere
determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo
reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se
del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in presenza di circostanze
particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere ai dati
statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag.
325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo sarà
in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti
l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui
percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in
grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per
esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace
al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà
professionali a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o
ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra
ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della
persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più
al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322
consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).
Quale reddito da valido, vista
la precedente decisione del 26 maggio 2014, tenuto poi conto che l’assicurato
dal 2015 beneficia di prestazioni sociali, l’amministrazione si è rettamente
fondata sui dati statistici relativi al settore 56 (servizi di ristorazione), livello
di competenze 2 (conoscenze professionali specializzate) (cfr. doc. 152 inc.
AI), determinando in tal modo un salario da valido di fr. 54'638.-- (fr.
5'399.-- mensili per 42.3 ore settimanali), dato aggiornato, secondo quanto a suo
tempo a disposizione, al 2016.
2.8.2. Per quel che concerne il reddito
da invalido, lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale
concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in
maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché
l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile, il
reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione
del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che,
secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della
particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello
medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul
salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
L’Alta Corte ha stabilito
che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche
concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA I 222/04 del
5 settembre 2006).
Nel caso in esame, nel rapporto 17 settembre 2018,
al cui tenore va fatto riferimento, il consulente IP ha elencato le diverse
attività esigibili (doc. 183 inc. AI).
C
onformemente alla citata giurisprudenza, l’Ufficio AI ha utilizzato
i dati salariali forniti dalla tabella TA1 (stato 2014) elaborata dall'Ufficio
federale di statistica e relativa ad una professione che presuppone qualifiche
inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
pagg. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pagg. 47ss.) per un salario mensile, aggiornato
al 2016, di fr. 5'367,56.--. Riportando tale dato su 41.7 ore di durata media
lavorativa settimanale, il dato statistico corrisponde a fr. 67'148,21 per un
impiego a tempo pieno (stato 2016).
Considerata un’abilità del 50%,
riconosciuta una riduzione totale del 15% per attività leggere, il reddito da
invalido è stato quantificato in fr. 28’538.--
(cfr. rapporto 18 settembre 2018 del consulente IP in doc. 183 incarto
AI).
2.8.3. Dal raffronto dei redditi
risulta un grado d’invalidità del 47,7%, arrotondato a 48% come da DTF 130 V
121, che permette di riconoscere un quarto di rendita dal 1° novembre 2017 (tre
mesi dall’attestato miglioramento ex art. 88a cpv. 1 OAI), preceduto, come
visto, dal diritto ad una rendita intera dal marzo 2015 ma con versamento dal 1°
dicembre 2016 (6 mesi dalla nuova domanda inoltrata nel giugno 2016, cfr. art.
29 cpv. 1 LAI).
Seppur
l’amministrazione non ha adeguato al 2019 (momento della decisione contestata) i
redditi di riferimento, tale omissione risulta irrilevante ai fini dell’esito
della vertenza, poiché l’eventuale aggiornamento non permetterebbe di portare
l’invalidità ad un grado del 50% conferente il diritto alla mezza rendita dal
1° novembre 2017.
Visto
quanto precede, l’amministrazione ha rettamente riconosciuto una rendita intera
dal marzo 2015 (con versamento dal 1° dicembre 2016) ridotta dal 1° novembre
2017 ad un quarto.
Confermata quindi la
decisione impugnata, il ricorso va di conseguenza respinto.
2.9. Secondo l'art. 69 cpv. 1bis
LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione
o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.--
e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al
valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/ 2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto l’esito della
vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.
Dispositiv
- Il ricorso èrespinto.
- Le spese di fr. 500.-- sono a carico del ricorrente. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il vicepresidente Il segretario di Camera giudice Raffaele Guffi Gianluca Menghetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.32.2019.69
BS/sc
Lugano
9 marzo 2020
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 14 marzo 2019 di
RI 1
contro
la decisione del 15 febbraio 2019 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità,6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità
consideratoin diritto
in ordine
nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se correttamente lUfficio AI ha riconosciuto una rendita intera dal 1° marzo 2015 (con versamento dal 1° dicembre 2016 trattandosi di una domanda tardiva ex art. 29 cpv. 1 LAI) ridotta ad un quarto dal 1° novembre 2017.
2.3. Secondo lart. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità sintende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, Lassurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo lart. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità lincapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.4.Qualora l'amministrazione entra nel merito di una nuova domanda di prestazioni, essa deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss.OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen,inSchaffauser/ Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p. 15; DTF 117 V 198).
Lart. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado dinvalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, dufficio o su richiesta."
I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dellart. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).
In particolare, la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. Lart. 29bisè applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI).
Con il presente ricorso lassicurato sostiene un peggioramento del suo stato di salute rispetto alla perizia del dr. med. __________.
2.6. Per costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256consid.4 pag. 261;115 V 133consid. 2 pag. 134;114 V 310consid. 3c pag. 314;105 V 156consid.1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/ Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
In una sentenza del 14 luglio 2009, (9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 56, pag. 174, il TF, richiamati lart. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali e lart. 49 OAI che stabilisce i compiti, ha sottolineato che a un rapporto del SMR può essere riconosciuta la qualità di perizia, anche se è stato redatto senza aver visitato personalmente lassicurato.
Inoltre, circa il ruolo del medico SMR, va rammentato cheper lart. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi.
Scopo e senso del disposto come pure dellart. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurati-ve, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).
Se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).
Va poi evidenziatoche in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano unopinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dallamministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).
2.7. Nellevenienza concreta, richiamata la giurisprudenza in materia di valore probatorio dei rapporti medici di cui al considerando precedente, questo Tribunale non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è giunto il SMR sulla base della perizia reumatologica del dr. med. __________.
Non vi sono infatti motivi per non aderire alle conclusioni, frutto di una dettagliata valutazione, del rapporto 11 luglio 2017 del succitato specialista, il quale ha ritenuto lassicurato totalmente inabile nella sua abituale attività ma abile al 50% in attività adeguate rispettose delle limitazioni fisiche, il tutto a decorrere dalla sua valutazione. Né del resto la successiva documentazione medica raccolta in procedura amministrativa permette di distanziarsi da quanto sopra. A tal riguardo, nel rapporto 6 marzo 2018 il medico curante, dr. med. __________, allegando il rapporto 29 novembre 2017 del dr. med. __________, specialista in chirurgia ortopedica, oltre ad esporre le note diagnosi ha confermato unabilità lavorativa in altre attività del 50% dal luglio 2017 (doc. 169 inc. AI).
Con il presente ricorso lassicurato, come detto, sostiene un peggioramento della sua situazione fisica.
A tal riguardo egli ha allegato il rapporto 27 maggio 2019 del dr. med. __________ dal seguente tenore:
Chiamato dal TCA a prendere posizione, con osservazioni 13 giugno 2019 lUfficio AI ha pertinentemente rilevato:
Non essendo pertanto emersi nuovi elementi rispetto alla perizia del dr. med. __________ che possano dimostrare un peggioramento dellartrosi al ginocchio destro, la valutazione medico-teorica alla base della decisione contestata non può che essere confermata.
2.8. Occorre ora procedere al calcolo della capacità di guadagno residua in attività adeguate dal mese di luglio 2017, mese del miglioramento e della stabilizzazione dallo stato di salute dellassicurato, mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.3), il cui calcolo, rimasto incontestato, è stato esposto nella decisione impugnata.
Per il periodo precedente, visto il risorgere di uninvalidità al 100%, dovuta ad una totale inabilità (anche) in attività adeguate, dal marzo 2015 quindi entro 3 anni dalla soppressione dalla rendita decisa il 26 maggio 2014 in applicazione dellart. 29 bis OAI lassicurato ha diritto ad una rendita intera.
2.8.1. Secondo giurisprudenza, riassunta nella STF 9_501/2013 del 28 novembre 2013, per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicuratasenza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).
Quale reddito da valido, vista la precedente decisione del 26 maggio 2014, tenuto poi conto che lassicurato dal 2015 beneficia di prestazioni sociali, lamministrazione si è rettamente fondata sui dati statistici relativi al settore 56 (servizi di ristorazione), livello di competenze 2 (conoscenze professionali specializzate) (cfr. doc. 152 inc. AI), determinando in tal modo un salario da valido di fr. 54'638.-- (fr. 5'399.-- mensili per 42.3 ore settimanali), dato aggiornato, secondo quanto a suo tempo a disposizione, al 2016.
2.8.2. Per quel che concerne il reddito da invalido, lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
LAlta Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dellinchiesta sulla struttura dei salari edita dallUfficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA I 222/04 del 5 settembre 2006).
Nel caso in esame, nel rapporto 17 settembre 2018, al cui tenore va fatto riferimento, il consulente IP ha elencato le diverse attività esigibili (doc. 183 inc. AI).
Conformemente alla citata giurisprudenza, lUfficio AI ha utilizzatoi dati salariali forniti dalla tabella TA1 (stato 2014) elaborata dall'Ufficio federale di statistica e relativa ad una professione che presuppone qualifiche inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, pagg. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pagg. 47ss.) per un salario mensile, aggiornato al 2016, di fr. 5'367,56.--. Riportando tale dato su 41.7 ore di durata media lavorativa settimanale, il dato statistico corrisponde a fr. 67'148,21 per un impiego a tempo pieno (stato 2016).
Considerata unabilità del 50%, riconosciuta una riduzione totale del 15% per attività leggere, il reddito da invalido è stato quantificato in fr. 28538.--(cfr. rapporto 18 settembre 2018 del consulente IP in doc. 183 incarto AI).
2.8.3. Dal raffronto dei redditi risulta un grado dinvalidità del 47,7%, arrotondato a 48% come da DTF 130 V 121, che permette di riconoscere un quarto di rendita dal 1° novembre 2017 (tre mesi dallattestato miglioramento ex art. 88a cpv. 1 OAI), preceduto, come visto, dal diritto ad una rendita intera dal marzo 2015 ma con versamento dal 1° dicembre 2016 (6 mesi dalla nuova domanda inoltrata nel giugno 2016, cfr. art. 29 cpv. 1 LAI).
Seppur lamministrazione non ha adeguato al 2019 (momento della decisione contestata) i redditi di riferimento, tale omissione risulta irrilevante ai fini dellesito della vertenza, poiché leventuale aggiornamento non permetterebbe di portare linvalidità ad un grado del 50% conferente il diritto alla mezza rendita dal 1° novembre 2017.
Visto quanto precede, lamministrazione ha rettamente riconosciuto una rendita intera dal marzo 2015 (con versamento dal 1° dicembre 2016) ridotta dal 1° novembre 2017 ad un quarto.
Confermata quindi la decisione impugnata, il ricorso va di conseguenza respinto.
2.9. Secondo l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/ 2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto lesito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso èrespinto.
2. Le spese di fr. 500.-- sono a carico del ricorrente.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il vicepresidente Il segretario di Camera
giudice Raffaele Guffi Gianluca Menghetti