Erwägungen (8 Absätze)
E. 4 Quale sarà la probabile durato di questi provvedimenti (temporanea, estesa nel tempo o illimita? In tutti i casi è estesa nel tempo e molto probabilmente illimitata.
E. 4.2 Il Tribunale federale delle assicurazioni ritiene infatti di non potere condividere l'analisi dei primi giudici nella misura in cui essi non hanno (sufficientemente) tenuto conto del prevedibile (in)successo integrativo legato al provvedimento in esame.
E. 4.2.1 È vero, come è stato rilevato nella pronuncia impugnata, che a proposito di assicurati affetti da poliartrite giovanile questa Corte ha a più riprese osservato che di principio - dal momento che in questi casi il processo infiammatorio cessa in età adulta - possono essere assegnati provvedimenti sanitari poiché nell'istante determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAI si può prevedere una certa stabilizzazione e che pertanto, fino al termine della crescita, vi è un diritto a provvedimenti sanitari (ricostruttivi o conservativi) necessari alla prevenzione di danni durevoli allo scheletro che potrebbero nuocere alla formazione professionale oppure alla successiva capacità di guadagno (DTF 101 V 192 consid. 1b, 100 V 104 consid. 1c; si veda anche DTF 105 V 20; VSI 200 0 pag. 66 consid. 1; RCC 1972 pag. 466; cfr. pure la sentenza del 3 giugno 2003 in re H., I 522/02, consid. 3). Tuttavia, anche in questi casi, il Tribunale federale delle assicurazioni non si è limitato a queste constatazioni, bensì ha pure esaminato le fattispecie dal profilo del prevedibile successo integrativo. In particolare, nella sentenza pubblicata in DTF 101 V 191 questa Corte ha chiaramente evidenziato come all'assunzione da parte dell'AI di un intervento di sinovectomia applicato a un'assicurata affetta da poliartrite giovanile ostasse il fatto che l'intervento fosse preceduto dall'applicazione bilaterale di due protesi dell'anca che, oltre a lasciare prevedere un successo integrativo di durata limitata (di circa 5 anni) e a costituire pertanto un reperto accessorio sfavorevole per la prognosi relativa alla capacità deambulatoria dell'interessata, relativizzava ampiamente il valore integrativo della sinovectomia (DTF 101 V 193 consid. 2).
E. 4.2.2 Ora, anche se il dott. B.________,
appositamente interpellato in sede cantonale, ha osservato che l'intervento di
osteotomia avrebbe corretto in buona parte il varismo dell'assicurato e ha
precisato che senza tale intervento l'articolazione del ginocchio, fortemente
deformata e qualificabile quale stato di preartrosi, sarebbe con ogni
probabilità divenuta instabile, con conseguente perdita della capacità di
deambulazione (lo specialista non ha tuttavia specificato se questa perdita
sarebbe stata di natura provvisoria o definitiva), ciò non toglie che, per sua
stessa ammissione, la prognosi era tutt'altro che favorevole in considerazione
dell'obesità dell'assicurato (
72.5 kg
per un'altezza di
138 cm
[stato al 13 maggio 2004]) e del fatto che fino al termine della
crescita ci si doveva attendere una recidiva, come poi puntualmente si è
verificato (cfr. scritto dell'11 aprile 2005 dello studio legale Probst:
"Mi preme al riguardo evidenziare come oggigiorno si sia verificato il
ridetto peggioramento dello stato di salute di R.________, essendosi la sua
tibia flessa verso l'interno e conseguentemente generando una stortura del
ginocchio sinistro di ben 40°. Il piccolo R.________ dovrà dunque essere
sottoposto nuovamente ad un intervento chirurgico correttivo, previsto
presumibilmente verso la fine di maggio, essendogli attualmente preclusa la
possibilità di deambulare correttamente")” (STFA sentenza del 10 novembre
2006, I 436/05).
2.6. L’Ufficio AI ha fondato la decisione
del 15 marzo 2006 sulla base delle annotazioni
del
28 febbraio 2006
del medico del SMR, Dr.ssa __________
(doc.
AI 31-1):
"
Per questo ragazzo, che soffre di
sclerodermia circoscritta (come a
certificato del Dr. __________
del 18.01.06) il 21.05.03 erano state rifiutate le prestazioni AI per
fisioterapia e mezzi ausiliari ortopedici, poiché in base alla documentazione
fornita allora, mancavano le condizioni per la copertura dei costi in
conformità con l’art. 12 della LAI.
Ora c’è da notare quanto segue:
La sclerodermia appartiene al grande gruppo delle
malattie del tessuto connettivo cui appartiene anche l’artrite cronica
giovanile (ACJ).
Per l’ACJ l’AI prende a carico le misure
preventive di conseguenze stabili come la fisioterapia, le sinoviectomie, gli
apparecchi ausiliari ortopedici ed eventuali interventi di chirurgia
ortopedica, se ritenuti necessari, in base all’art. 12 LAI.
Per RI 1 che soffre di sclerodermia circoscritta,
è necessaria fisioterapia costante e adattamento di mezzi ausiliari ortopedici
per evitare conseguenze sempre più gravi ed invalidanti.
Penso che per RI 1, la fisioterapia e i mezzi
ausiliari ortopedici, debbano andare a carico dell’AI in conformità
dell’articolo 12 della LAI poiché:
1.)
RI 1 soffre di una malattia del tessuto
connettivo con conseguenze ortopediche simili a quelle dell’ACJ per la quale
l’AI riconosce sia fisioterapia che mezzi ausiliari ortopedici.
2.)
La fisioterapia e i mezzi ausiliari ortopedici
in questo minore servono ad evitare (come nell’ACJ) conseguenze sempre più
gravi ed invalidanti.”
Successivamente
l’UAI ha sottoposto il caso al medico del SMR, Dr. __________ che nelle
annotazioni del 26 luglio
2006 ha
precisato quanto segue (doc. AI 55-1):
"
Riassumendo:il giovane RI 1 soffre di
sclerodermia, malattia acquisita. Si rendono necessari trattamenti di tipo
diverso, comprendenti medicamenti, fisioterapia, ergoterapia (ora), mezzi
ausiliari.
Dal profilo della medicina assicurativa è chiaro
che tale malattia non è di tipo congenito, quindi l’applicazione dell’art. 13
LAI non può essere considerata.
La malattia si manifesta con lesioni di vario
tipo (lesioni cutanee, contratture) ed è di tipo evolutivo. La cura della
malattia di base non può essere dunque riconosciuta secondo articolo 12 LAI.
Le conseguenze, vedi contratture, con il
trattamento sia fisio che ergo, tendono a rimanifestarsi. La cura non è dunque
volta a risolvere un difetto stabilizzato o ampiamente stabilizzato, ma un
difetto pure evolutivo. Si annota pure che tali terapie hanno anche un
carattere preventivo.
Anche per le conseguenze della malattia non trova
applicazione l’art. 12 LAI.
Mezzi ausiliari, non sottoposti alle regole
dell’art. 12 e/o 13 LAI e indipendenti dalle possibilità d’integrazione possono
essere concessi secondo l’art. 19 LAI risp. l’OMAI.
La richiesta per ortesi d’estensione del
ginocchio (richiesta del 21.02.06) è stata accolta favorevolmente. In analogia
alle regole che reggono l’erogazione di busti ortopedici e la fisioterapia
necessaria al successo della cura (esempio scoliosi idiomatica), si è dato
parere favorevole anche per l’assunzione dei costi di fisioterapia. A questo
punto va notato che la fisioterapia deve essere limitata alla motricità
dell’arto portatore di ortesi e non alla cura di altre conseguenze della
sclerodermia.
Per quanto riguarda l’ergoterapia, questa non è
rivolta alla cura delle contratture del ginocchio, per cui rientra nel capitolo
delle cure della malattia come tale e non a carico dell’AI”.
Il 22
marzo 2007 lo stesso medico ha nuovamente precisato (doc. AI 69-1):
"
Ho rivisto la documentazione riguardante il ragazzo
RI 1. Egli è affetto da sclerodermia.
Si tratta di malattia “immunitaria” e sicuramente
di tipo evolutivo. Necessità di trattamenti specifici di durata variabile, ma
su lunghi periodi. Una guarigione, allo stato attuale delle conoscenze, non è
certa.
Alle terapie farmacologiche specifiche vanno
aggiunte cure fisiche (fisioterapia) per mantenere la funzionalità articolare.
Anche la fisioterapia costituisce una cura di eventuali deficit,
rispettivamente prevenzione di deficit funzionali. Essa va applicata, secondo
necessità in modo continuativo.
Alla domanda se siamo confrontati con invalidità,
si può rispondere affermativamente.
Alla domanda se si tratta di stato stabilizzato o
malattia evolutiva, chiaramente si può rispondere che si tratta di malattia
evolutiva.
Alla domanda se la prognosi con una fisioterapia
(e naturalmente con la farmacoterapia specifica) è favorevole si può rispondere
che questa è molto incerta.
Non vi sono elementi sufficienti perché si possa
paragonare la situazione clinica attuale con i portatori di reumatismo
giovanile (vedi eccezioni per la presa a carico di fisioterapia secondo art.
12).
In conclusione si può affermare che anche la
fisioterapia va ritenuta come cura del male, per cui non vediamo elementi a
favore dell’assunzione delle spese di cura relative secondo l’art. 12 LAI
(questo vale anche per l’apparecchio Kinetec, già erogato).”
L’UAI in
applicazione dell’art. 53 LPGA e fondandosi sulle annotazioni del medico del
SMR Dr. __________, ha così annullato la decisione del 15 marzo 2006 (doc. AI
77-1).
Da parte sua,
il medico curante dell’assicurato, il Dr. __________, primario del Servizio
cantonale di dermatologia dell’Ospedale __________ di __________, rispondendo
ai quesiti posti dalla precedente patrocinatrice del ricorrente, dopo
aver posto la
diagnosi di “
sclerodermia circoscritta (morfea), che colpisce l'emicorpo
sinistro, e che si può definire oggi come oggi più che a banda di tipo
pansclerotico
”
ha così risposto alle domande poste (doc. AI 83-17):
1.
Quali
provvedimenti sanitari sono necessari per RI 1 al momento e per quali scopi
terapeutici?
Finora abbiamo trattato RI 1 con
immunosoppressori. Basandoci sul consulto eseguito presso
la Clinica Universitaria
dì Ginevra dal Prof. __________
nei primi mesi della malattia, abbiamo iniziato a curarlo con Prednisone e Ciclosporina
A per la durata di 2 anni per quel che riguarda
la Ciclosporina A
e un po' di più per il corticosteroide,
visto che avevamo delle difficoltà ad interrompere questo trattamento. Dal
settembre 2006 fino al maggio
2007, ha
beneficiato di un'ulteriore cura con Prednisone e Methotrexate,
visto che la sclerodermia circoscritta cominciava a debordare sull'emicorpo
destro. La situazione si è stabilizzata, e per ora abbiamo deciso di tenere il
paziente sotto sorveglianza senza immunosoppressori sistemici. In parallelo,
grazie anche all'aiuto soprattutto del Dr. __________, abbiamo sempre fatto
eseguire a RI 1 una fisioterapia, un drenaggio linfatico manuale, un'ergoterapia,
fisioterapia in piscina, e provvedimenti ortopedici, che hanno permesso al
paziente di svolgere la sua vita in modo più o meno normale. Perché queste
terapie sistemiche aggressive e tutte queste “fisioterapie”? Evidentemente
perché siamo consci della gravità della dermatosi, di cui è afflitto RI 1, che
può creargli oltre a dolori lancinanti, di cui in parte soffre, dovuti alla
costrizione della cute sclerotica, e perché vogliamo anche a permettere al
paziente una qualità di vita simile a quella dei suoi coetanei. I provvedimenti
sono stati e sono tuttora necessari, perché il loro arresto a lungo termine può
portare ad un peggioramento della sclerodermia circoscritta.
2. Quali effetti avranno questi
provvedimenti rispettivamente e quali sarebbero le conseguenze per RI 1 se non
si applicassero questi provvedimenti?
I provvedimenti di tipo sistemico basato su
immunosoppressori a lungo termine possono causare delle complicanze di vario
tipo, che per ora sono state strettamente sorvegliate tramite esami paraclinici
e per cui non abbiamo nessun indizio o sospetto. Per quel che riguarda invece
l'aspetto fisioterapico in generale, come già spiegato, questo tipo di
provvedimenti permette dì mantenere una motorica più o meno funzionale, e di
evitare il più possibile la sclerotizzazione cutanea. Se non si applicassero,
c'è un grossissimo rischio, quasi certo, di un aggravamento ulteriore della sclerodermia
circoscritta.
3. Eventuali difetti stabili possono essere
impediti tramite i provvedimenti o i provvedimenti servono unicamente a
ritardare la sopravvenienza?
I provvedimenti possono impedire un netto
peggioramento della malattia e ne è esempio l'utilizzo di Prednisone e
Methotrexate negli ultimi 6 mesi che ha impedito l'avanzamento della sclerodermia
verso l'emicorpo destro. Non potremo mai con certezza stabilire se servono
unicamente a ritardarne la sopravvenienza, visto che il decorso di questa
malattia è imprevedibile e nessun esperto può stabilirlo con certezza.
E. 5 Come si presenta la prognosi a lungo termine nei casi di sclerodermia circoscritta e banda? Nei casi di sclerodermia circoscritta a banda o meglio pansclerotica all'emicorpo sinistro la prognosi per la vita a lungo termine è favorevole, mentre per la morbidità della malattia è sfavorevole. Tuttavia, come ho già ripetuto inizialmente, l'evoluzione delle sclerodermie circoscritte è imprevedibile da caso a caso e nel caso anche di RI 1 potremmo assistere ad un arresto del processo infiammatorio, che lascerebbe soltanto le lesioni sclerotiche attuali.
E. 6 Quali saranno le conseguenze del provvedimenti sanitari sulla formazione futura di RI 1 e sulla futura capacità lucrativa? I provvedimenti sanitari sulla formazione futura di RI 1 e sulla futura capacità lucrativa giocano un ruolo importante, perché da una parte trattando il paziente gli permetteremo di continuare i suoi studi, evitando complicanze maggiori necessitanti eventuali ricoveri e d'altra parte sulla futura capacità lavorativa, più riusciremo a salvare tessuto cutaneo normale e meglio sarà per le possibilità professionali aperte al paziente.
E. 7 Vi sono da parte sua altre
considerazioni importanti?
Sì! Credo che per RI 1 in futuro, ci saranno
degli impedimenti dovuti alla sua dermatosi, per quel che riguarda certe
attività professionali soprattutto legato alla fisicità. Un paragone come mi ha
presentato nella sua lettera con l'artrite cronica giovanile, nel caso di sclerodermia
circoscritta a banda o pansclerotica è difficile. Infatti, come lei ben
segnala, per questa forma di artrite al momento dell'età adulta nella più parte
dei casi il processo infiammatorio scompare, mentre per quel che riguarda la morfea
non possiamo affermarlo con certezza e in tutti i casi lo stato sclerotico
acquisito rimane. A mio avviso, ben comprendendo le difficoltà cavillose
dell'assicurazione malattia in Svizzera con i suoi differenti fornitori di
prese a carico di prestazioni, in particolare l'assicurazione Al, posso medicalmente
affermare che per RI 1, esiste già un'invalidità per certe attività fisiche e
di conseguenza anche in futuro per certe attività professionali.
2.7.
Giova, inoltre, segnalare, che perché un rapporto
medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in
maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi,
prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in
piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione
delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352
consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123;
STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).
Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.),
la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).
Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid.
3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).
Il TFA, in una sentenza I 938/05 del 24 agosto 2006 si è espresso
sul valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell’ambito
dell’assicurazione per l’invalidità, sottolineando che in caso di divergenza
tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere
ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente
considerazione:
"
(…)
3.2 L
'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux
des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères
jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès
lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer
celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical
régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique
pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève,
du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur
l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel.
(…)" (consid.
3.2)
Infine,
va rilevato che, affinché
un esame medico in ambito
psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni
(D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, p. 571 seg., in particolare la nota
158, p. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e
cantonali, in particolare
la DTF
127 V 294).
In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten,
in
SZS 1999 p. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tenere conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita di integrazione sociale, un eventuale profitto tratto
dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale
della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere
a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal
paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (cfr. STCA 32.1999.124
del 27 settembre 2001).
2.8. Come
accennato (cfr. consid. 2.5.), conformemente alla giurisprudenza dell’art. 5
cpv. 2 LAI, ai minorenni invalidi sono riconosciuti i provvedimenti sanitari
anche se il danno alla salute ha ancora una valenza labile, senza i quali
risulterebbe difettosa o subentrerebbe uno stato stabilizzato, le cui
conseguenze si ripercuoterebbero negativamente sulla loro futura capacità
lavorativa o sulla formazione professionale; temporalmente parlando, inoltre,
la valutazione dell’aspetto integrativo del chiesto provvedimento deve essere
effettuata facendo riferimento al momento in cui il minorenne entrerà nel mondo
lavorativo.
Premesso
quanto sopra, va esaminata la questione se sono realizzati i presupposti
giurisprudenziali – riferiti all’art. 5 cpv. 2 LAI - per dispensare
provvedimenti sanitari agli assicurati minorenni che non svolgono
attività lucrativa, nonostante il carattere ancora momentaneamente labile
dell'affezione.
Una prima
condizione imprescindibile per assumere provvedimenti sanitari in questa
circostanza è che la misura - senza la quale si otterrebbe una guarigione
incompiuta o sussisterebbe un difetto stabile, difficilmente correggibile,
pregiudicante la formazione professionale o/e la capacità di guadagno - non
sia illimitata nel tempo.
Nel caso
concreto a tale questione ha risposto il medico curante, Dr. __________ in data
29 maggio 2007 che alla domanda: quale sarà la probabile durata di questi
provvedimenti ha risposto che “
in tutti i casi è estesa nel tempo e molto
probabilmente illimitata
”. Si tratta dunque di provvedimenti sanitari di
durata illimitata che servono per la cura dell’affezione. Lo stesso medico ha
affermato che: “
I provvedimenti possono impedire un netto peggioramento
della malattia e ne è esempio l’utilizzo di Prednisone e Methotrexate negli
ultimi 6 mesi che ha impedito l’avanzamento della sclerodermia verso l’emicorpo
destro
” (doc. AI 83-17). La sclerodermia ha inoltre una prognosi incerta a
detta dello specialista: “
Non potremo mai con certezza stabilire se servono
unicamente a ritardarne la sopravvenienza, visto che il decorso di questa
malattia è imprevedibile e nessun esperto può stabilirlo con certezza
”
(doc. AI 83-17).
In
secondo luogo, nel caso di giovani assicurati, il successo che ci si attende da
un provvedimento sanitario d’integrazione è durevole ai sensi dell’art. 12 cpv.
1 LAI se appare verosimile che si manterrà per un periodo importante della vita
attiva futura. Quesito da esaminare secondo una prognosi medica che deve
permettere di prevedere che senza l’intervento verrebbe a verificarsi un danno
permanente in un prossimo futuro e nel contempo che grazie ad esso sarà possibile
raggiungere uno stato di stabilità in grado di garantire premesse notevolmente
migliori per la formazione futura e per la capacità lucrativa (cfr. le sentenze
citate al consid. 2.5.).
Il Dr. __________
ha posto una diagnosi sostanzialmente sfavorevole indicando che “
nei casi di
sclerodermia circoscritta a banda o meglio pansclerotica all'emicorpo sinistro
la prognosi per la vita a lungo termine è favorevole, mentre per la morbidità
della malattia è sfavorevole
” (doc. AI 83-18). I provvedimenti sanitari
vanno dunque messi a carico dell’assicurazione malattia non potendo, grazie ad
essi, essere prevista una certa stabilizzazione della malattia.
Vista la
natura della patologia di cui soffre RI 1, questo TCA non può che confermare la
decisione dell’UAI.
La Dr.ssa __________ ha
infatti associato la patologia di cui soffre l’assicurato con il grande gruppo
delle malattie del tessuto connettivo in particolare all’artrite cronica
giovanile, per la quale l’assicurazione invalidità riconosce sia fisioterapia che
mezzi ausliari ortopedici (doc. AI 31-1). Un paragone che il Dr. __________ ha
per contro negato ritenendo che “
non vi sono elementi sufficienti perché si
possa paragonare la situazione clinica attuale con i portatori di reumatismo
giovanile
” (doc. AI 69-1). A sostegno dell’opinione espressa dal Dr. __________
vi sono tutte le certificazioni dei medici curanti dell’assicurato che non
hanno mai tracciato una simile analogia, sulla base della quale il primo medico
del SMR ha riconosciuto i proveddimenti sanitari in questione, e soprattutto il
parere del medico curante Dr. __________ che ha specificato come un paragone
con l’artrite cronica giovanile nel caso di sclerodermia circoscritta a banda o
pansclerotica è difficile (doc. AI 83-18).
L’Alta
Corte nella sentenza pubblicata in STFA 1965 pag. 92 e in STFA I 436/95 del 10
novembre 2006, pur rammentando che il diritto a provvedimenti sanitari
d'integrazione può essere riconosciuto non soltanto agli assicurati minorenni
che si trovano alla soglia dell'età della formazione professionale, bensì anche
a quelli più giovani, ha precisato che quanto più lontana è l'età della
formazione professionale e quindi l'inizio della capacità di guadagno, tanto
più ridotta è in molti casi la probabilità di una incapacità lucrativa futura,
non fosse altro per la possibilità di adattamento o per l'ampiezza delle
possibilità di formazione che rimangono ancora aperte. Per queste
considerazioni, il Tribunale federale aveva concluso che la prevalenza dello
scopo integrativo dev'essere ammessa con maggiore rigore se in discussione sono
misure sanitarie in favore di assicurati molto giovani (STFA 1965 pag. 96
consid. 2c).
La questione
di sapere se tale giurisprudenza si applica ad un assicurato di 13 anni può
rimanere aperta in quanto la decisione impugnata può essere confermata e il
ricorso respinto sulla base delle due motivazioni precedentemente addotte.
Visto quanto
sopra, questa Corte ritiene che i provvedimenti sanitari di cui si chiede
l’assunzione nel caso di specie siano principalmente destinati alla cura vera e
propria dell’affezione e non, in maniera prevalente, all’integrazione
professionale in quanto tale. Con essi infatti, i medici curanti intendono
preservare una situazione valetudinaria labile da un suo peggioramento. Tali
provvedimenti non possono essere posti a carico dell’assicurazione per
l’invalidità ma sono di competenza dell’assicurazione malattia.
La prima
decisione dell’UAI va dunque ritenuta manifestamente errata e correttamente
annullata dall’amministrazione con la decisione del 20 giugno 2007. Il ricorso
va pertanto respinto.
2.9. Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all
'
assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese; l’entità delle spese è determinata
fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza
riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- sono poste a carico
del ricorrente.
E. 28 febbraio 2006del medico del SMR, Dr.ssa __________(doc. AI 31-1):
Successivamente lUAI ha sottoposto il caso al medico del SMR, Dr. __________ che nelle annotazioni del 26 luglio2006 haprecisato quanto segue (doc. AI 55-1):
LUAI in applicazione dellart. 53 LPGA e fondandosi sulle annotazioni del medico del SMR Dr. __________, ha così annullato la decisione del 15 marzo 2006 (doc. AI 77-1).
Da parte sua, il medico curante dellassicurato, il Dr. __________, primario del Servizio cantonale di dermatologia dellOspedale __________ di __________, rispondendo ai quesiti posti dalla precedente patrocinatrice del ricorrente, dopo
aver posto la diagnosi di sclerodermia circoscritta (morfea), che colpisce l'emicorpo sinistro, e che si può definire oggi come oggi più che a banda di tipopansclerotico ha così risposto alle domande poste (doc. AI 83-17):
La questione di sapere se tale giurisprudenza si applica ad un assicurato di 13 anni può rimanere aperta in quanto la decisione impugnata può essere confermata e il ricorso respinto sulla base delle due motivazioni precedentemente addotte.
Visto quanto sopra, questa Corte ritiene che i provvedimenti sanitari di cui si chiede lassunzione nel caso di specie siano principalmente destinati alla cura vera e propria dellaffezione e non, in maniera prevalente, allintegrazione professionale in quanto tale. Con essi infatti, i medici curanti intendono preservare una situazione valetudinaria labile da un suo peggioramento. Tali provvedimenti non possono essere posti a carico dellassicurazione per linvalidità ma sono di competenza dellassicurazione malattia.
La prima decisione dellUAI va dunque ritenuta manifestamente errata e correttamente annullata dallamministrazione con la decisione del 20 giugno 2007. Il ricorso va pertanto respinto.
Dispositiv
- dichiara e pronuncia Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il presidente Il segretario Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Raccomandata
Incarto n.32.2007.256
LG/DC/sc
Lugano
29 settembre 2008
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Luca Giudici, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 10 agosto 2007 di
RI 1
contro
la decisione del 20 giugno 2007 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità,6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità
ritenuto,in fatto
Con decisione datata 16 maggio 2006 lUAI ha accolto, altresì, la richiesta dellassicurato per mezzi ausiliari e garantito il rimborso dei costi di quattro paia di scarpe di confezione diversa (in totale 8 scarpe) dal 1° marzo 2006 al 31 dicembre 2010 (doc. 40-1).
In secondo luogo i ricorrenti hanno evidenziato che la decisione impugnata non è consona con i criteri giurisprudenziali per lapplicazione dellart. 12 LAI (doc. I).
1.7.Con scritto del 13 novembre 2007 (doc. VI) lavv. RA 2 hatrasmesso al TCA il certificato medico del Dr. Med. __________ nel quale si attesta un miglioramento generale dello stato di salute di RI 1 (doc. B). Su tale base il patrocinatore ha ritenuto dimostrata la tesi ricorsuale secondo cui i trattamenti e le terapie effettuate hanno comportato un miglioramento duraturo del quadro clinico dellassicurato e dunque da considerare a carico dellassicurazione invalidità.
in diritto
(STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H 97/03)
Il diritto ad una rendita AI non esclude il diritto ai provvedimenti sanitari d'integrazione purché questi ultimi servano a mantenere o a migliorare la capacità di guadagno residua e che esista un rapporto ragionevole tra il costo di questi provvedimenti ed il loro risultato pratico. In generale questo non è il caso per i beneficiari di rendite intere AI (cfr. marginali 67 ss. delle Direttive UFAS sui provvedimenti sanitari d'integrazione).
Nel caso di giovani assicurati, il successo che ci si attende da un provvedimento sanitario d'integrazione è durevole ai sensi dell'art. 12 cpv. 1 LAI se appare verosimile che si manterrà per un periodo importante della vita attiva futura (DTF 104 V 83consid. 3b e le sentenze ivi citate). La questione di sapere se il successo integrativo sarà durevole e sostanziale, dev'essere esaminata secondo una prognosi medica sulla base della situazione fattuale quale si presenta prima dell'operazione in discussione (DTF 101 48, 97 consid. 2b, 103 consid. 3; cfr. pure VSI 2000 pag. 306 consid. 2b [sentenza del 25 gennaio2000 inre B., I 626/99]). Tale prognosi, oltre a lasciare prevedere che senza l'intervento verrebbe a verificarsi un danno permanente in un prossimo futuro, deve nel contempo anche fare presagire che grazie ad esso sarà possibile raggiungere uno stato di stabilità in grado di garantire premesse notevolmente migliori per la formazione futura e per la capacità lucrativa (STFA I 436/05 del 10 novembre 2006; sentenza del 31 ottobre2005 inre W., I 302/05, consid. 3.2.2).
Il Tribunale federale ha avuto modo di rilevare che, conformemente all'art. 5 cpv. 2 LAI, per valutare il diritto a provvedimenti sanitari non è rilevante il momento in cui la misura viene eseguita, bensì l'istante in cui il giovane entrerà a far parte della vita attiva (DTF 100 V 103).
Inoltre nella sentenza I 436/05 del 10 novembre 2006, relativa ad un assicurato minorenne affetto da adiposità permagna, lAlta Corte ha rilevato quanto segue:
2.6. LUfficio AI ha fondato la decisione del 15 marzo 2006 sulla base delle annotazionidel 28 febbraio 2006del medico del SMR, Dr.ssa __________(doc. AI 31-1):
Successivamente lUAI ha sottoposto il caso al medico del SMR, Dr. __________ che nelle annotazioni del 26 luglio2006 haprecisato quanto segue (doc. AI 55-1):
LUAI in applicazione dellart. 53 LPGA e fondandosi sulle annotazioni del medico del SMR Dr. __________, ha così annullato la decisione del 15 marzo 2006 (doc. AI 77-1).
Da parte sua, il medico curante dellassicurato, il Dr. __________, primario del Servizio cantonale di dermatologia dellOspedale __________ di __________, rispondendo ai quesiti posti dalla precedente patrocinatrice del ricorrente, dopo
aver posto la diagnosi di sclerodermia circoscritta (morfea), che colpisce l'emicorpo sinistro, e che si può definire oggi come oggi più che a banda di tipopansclerotico ha così risposto alle domande poste (doc. AI 83-17):
La questione di sapere se tale giurisprudenza si applica ad un assicurato di 13 anni può rimanere aperta in quanto la decisione impugnata può essere confermata e il ricorso respinto sulla base delle due motivazioni precedentemente addotte.
Visto quanto sopra, questa Corte ritiene che i provvedimenti sanitari di cui si chiede lassunzione nel caso di specie siano principalmente destinati alla cura vera e propria dellaffezione e non, in maniera prevalente, allintegrazione professionale in quanto tale. Con essi infatti, i medici curanti intendono preservare una situazione valetudinaria labile da un suo peggioramento. Tali provvedimenti non possono essere posti a carico dellassicurazione per linvalidità ma sono di competenza dellassicurazione malattia.
La prima decisione dellUAI va dunque ritenuta manifestamente errata e correttamente annullata dallamministrazione con la decisione del 20 giugno 2007. Il ricorso va pertanto respinto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti