Viste le risultanze della perizia giudiziaria a cura del ZMB, all'assicurato va riconosciuto il diritto a una rendita intera d'invalidità
Erwägungen (1 Absätze)
E. 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2.2. Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante
(momento dell’eventuale diritto alla prestazione) è realizzato antecedentemente
al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili.
Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al
tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
2.3. Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha riconosciuto
all’assicurato il diritto ad un quarto di rendita (grado d’invalidità 40%) dal
1. aprile 2002.
Il
ricorrente contesta la valutazione medica e postula il riconoscimento di una
rendita intera.
2.4. Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.
Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA, dal 1 gennaio 2007 Tribunale federale) i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va precisato che, secondo una sentenza
del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il
raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale
diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta
Corte ha anche precisato che l’ammi-nistrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo
all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di
rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà
pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF
129 V 222; cfr. anche
STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.5.
Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC
1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).
Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(…)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V
298 consid. 4c in fine).
(…)" (STFA del 30 giugno 2004
nella causa W., I 166/03, consid. 3.2)."
Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In
una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento
di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa
da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05
del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).
2.6. Nell’evenienza
concreta, stanti le divergenti valutazioni mediche contenute agli atti, questo
TCA ha ordinato l’allestimento di una perizia pluridisciplinare giudiziaria a
cura del ZMB.
Dal
referto peritale 8 aprile 2008 (XVII) risulta che i periti, dopo aver esposto
dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive (dr. __________/dr. __________
e dr. __________), hanno fatto capo a quattro consultazioni specialistiche, di
natura reumatologica (dr. __________), neurologica (dr. __________), internistica
(dr. __________) e psichiatrica (dr. __________).
Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti i periti hanno così risposto ai quesiti
proposti dalle parti coinvolte:
"
(…)
4.1.
A) Fragen der beklagten Partei
Es beschreibe der Experte den Zustand des
Versicherten mit Darstellung der Ressourcen und Defiziten.
Die Vorgeschichte, die eigenen Befunde mit
Einbezug der Ressourcen und Defizite des Versicherten, haben wir eingehend
beschrieben. Es sei auf die Ausführungen oben verwiesen.
4.2. Gibt es Diagnosen mit Auswirkungen auf
die Arbeitsfähigkeit und seit wann bestehen sie? Beurteilung und
Prognose? Wie und wie viel beeinflussen diese die Arbeitsfähigkeit?
Herr RI 1 leidet an einer schweren gemischten Zwangsstörung
und an einer bipolaren affektiven Störung. Er ist in der freien Wirtschaft
praktisch nicht einsetzbar, in einem sehr restriktiven Rahmen, den wir oben
beschrieben haben, beträgt die Arbeitsfähigkeit 20 %. Zum Verlauf haben wir
oben bei der Beurteilung Stellung bezogen.
4.3. Welche Tätigkeiten in Zusammenhang mit
den während den universitären Studien erworbenen beruflichen Sachkenntnissen
sind noch zumutbar? (z. Bsp. Archöologie, Geographie, Geschichte der Antike,
mit Tätigkeiten in Richtung Forschung/Entwicklung und pädagogischen Aktivitäten
etc.). Allenfalls in welchem Ausmass? Welches wären die allfälligen
funktionellen Einschränkungen?
Die erheblichen psychischen Störungen schränken Herrn RI
1 nicht nur speziell in bestimmten Tätigkeiten ein, die mit spezifischen
beruflichen Sachkenntnissen verbunden sind, sondern generell bei allen Tätigkeiten
in der freien Wirtschaft. Es ist überdies das ganze Leben des Versicherten
davon betroffen, sämtliche sozialkommunikativen Bezüge, nicht nur die
beruflichen Aktivitäten. In Frage kommen höchstens Tätigkeiten in einem
begrenzten zeitlichen Rahmen, mit vielen krankheitsbedingten Unterbrechungen,
in einer Umgebung, die sich der Explorand selber einrichten kann, also
praktisch nur in einem geschützten Rahmen. Die Arbeitsfähigkeit beträgt höchstens
20%. Sicher nicht in Frage kommen pädagogische Tätigkeiten, respektiv sämtliche
Tätigkeiten, die einen kontinuierlichen Kontakt zu Menschen voraussetzen.
4.4. Auf welche Art und Weise kann der
Versicherte die ihm zu Verfügung stehenden physischen und psychischen
Ressourcen noch nutzen? Allenfalls welche Behandlungen wären zumutbar?
Es ist nicht so sehr eine Frage der physischen
Ressourcen als der psychischen. Aus psychiatrischer Sicht haben wir die
psychischen Ressourcen anhand der so genannten komplexen Ich-Funktionen eingeschätzt
und dargestellt,
2
es sei auf die Ausführungen unseres
psychiatrischen Konsiliarius oben verwiesen.
Der Versicherte steht in adäquater
psychiatrisch-psychotherapeutischer Behandlung, man kann keine anderen
medizinischen Massnahmen zur Verbesserung der Arbeitsfähigkeit vorschlagen.
4.5. In welchen anderen Tätigkeiten konnte
der Versicherte seine verbliebenen Fähigkeiten am besten nutzen?
Die funktionellen Einschränkungen des Versicherten
haben wir beschrieben. Es können keine bestimmten Tätigkeiten genannt werden,
wo der Explorand seine Fähigkeiten besser nutzen könnte.
4.6. Wie hat sich, mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit, die Arbeitsunfähigkeit entwickelt?
Zum Verlauf der Arbeitsfähigkeit haben wir uns zum Teil
an die Akten gehalten, zum Teil waren wir auch auf die Angaben des Versicherten
angewiesen. Wahrscheinlich besteht eine wesentliche Einschränkung der Arbeitsfähigkeit
seit
1999,
Ende 1999 mit vollständiger Arbeitsunfähigkeit, mit einer
Verbesserung der Arbeitsfähigkeit im Verlaufe des Jahres 2000. Seit 2001
besteht im Durchschnitt wahrscheinlich höchstens eine Arbeitsfähigkeit von 20
%.
2
__________ Nicht wollen oder nicht können?,
Schweizerische Zeitschrift für Sozialversicherung und berufliche Vorsorge, Heft
4, 2007
5.1.
B) Fragen der Klagepartei.
Ist die Diagnose gemäss Punkt 5 auf Seite 10
des Gutachtens der MEDAS/SAM vom 1 1.02.2004 korrekt?
Nein.
5.2. Sind die medizinisch-theoretischen Einschätzungen
korrekt sowie diejenigen
über die Arbeitsfähigkeit gemäss Punkt 7 auf
Seite 11 und Punkt 8 auf Seite 12 des Gutachtens der SAM vom 11.02.2004?
Nein, auch die medizinisch-theoretischen Einschätzungen
und die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sind nicht korrekt. Aus somatischer
Sicht ist der Explorand arbeitsfähig, und zwar vollschichtig. Vor allem ist die
Diagnose einer Fibromyalgie nicht nachvollziehbar. Bezüglich der Arbeitsfähigkeit
aus psychischen Gründen besteht keine bedeutende Abweichung zum Gutachten der
MEDAS __________ vom 2004.
5.3. Bestätigt die aktuelle pharmakologische
Behandlung und die zuletzt eingetretene therapeutische Entwicklung die
Korrektheit der Diagnosen der MEDAS vom 11.02.2004? Oder widerlegen Sie die
Diagnose gemäss ärztlichem Bericht des RAD vom 06.09.2004?
Der Versicherte wird pharmakologisch adäquat behandelt
und die Entwicklung seit 2006 hat eine gewisse Stabilisierung erbracht. Das ist
vereinbar mit den von uns oben gestellten Diagnosen, entspricht aber nicht den
Diagnosen, die in der MEDAS __________ oder vom RAD im Jahr 2004 gestellt
wurden.
5.4. Sind die Diagnose und die Einschätzung
über die Arbeitsfähigkeit gemäss dem ärztlichen Bericht des RAD/SMR vom
06.09.2004 korrekt?
Nein.
5.5. Wie erklärt der Gutachter die
beachtlichen Unterschiede zwischen dem Gutachten der MEDAS vom 11.02.2004 und
dem medizinischen Bericht des RAD vom 06.09.2004 in Bezug auf die Diagnose und
die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit?
Die beachtlichen Unterschiede zwischen dem
MEDAS-Gutachten und dem Bericht des RAD ergeben sich dadurch, dass beide keine
korrekten Diagnosen gestellt haben. Beide Stellen haben nur die depressive
Komponente in ihrer Einschätzung der Arbeitsfähigkeit berücksichtigt. Dabei ist
es durchaus möglich, dass der Explorand einmal depressiver war als das andere
Mal. Die entscheidende psychische Störung, die für die erhebliche Arbeitsunfähigkeit
verantwortlich ist, ist aber die Zwangsstörung. Diese wurde offensichtlich
übersehen. Wahrscheinlich hat der Versicherte selber nicht über seine Zwänge
berichtet und man hat sie auch nicht beobachten können, da der Versicherte
weder in der MEDAS __________ noch beim RAD stationär aufgenommen wurde. Möglicherweise
wurde aber auch nicht nach Zwangssymptomen gefragt.
5.6. Zu welcher Schlussfolgerung gelangt der Gutachter?
Die Schlussfolgerungen haben wir in unserer
Beurteilung oben beschrieben. Es sei darauf verwiesen.
(…)." (XVII, pag. 40-44)
Questo
Tribunale non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni
cui sono giunti i periti del ZMB, i quali hanno compiutamente valutato le
differenti affezioni di cui l’assicurato è portatore, giungendo ad una
conclusione logica e priva di contraddizioni in merito alla sua incapacità
lavorativa media dell’80% dal 2001 per motivi psichiatrici.
Va
qui ricordato che, secondo giurisprudenza, in caso di perizia giudiziaria, il
giudice – di regola – non si scosta, senza motivi imperativi, dalle conclusioni
del perito medico, il cui ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione
della giustizia della propria scienza medica per fornire un'interpretazione
scientifica dei fatti considerati (STF del 25 settembre 2007 nella causa V.
contro P.-P. e TCA, U 306/06; DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e riferimenti ivi
menzionati). Il giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario
nel caso in cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure
sulla base di una controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che conduca
ad un altro risultato (DTF 101 IV 130). Egli può discostarsene anche nel caso
in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri esperti, ritiene di avere
sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.
Va tuttavia sottolineato che il perito giudiziario – contrariamente al perito
di parte o allo specialista che si esprime sotto altra veste – ha uno statuto
speciale nel senso che egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo
sottopone alla comminatoria di cui all'art. 307 del Codice penale, una funzione
qualificata al servizio della giustizia (cfr. STFA del 15 gennaio 2001 nella
causa B., U 288/99, nonché dottrina e giurisprudenza ivi citate).
Del
resto l’avv. RA 1, nelle osservazioni 11 aprile 2008, ha osservato che “(…)
dalla stessa (ndr.: perizia pluridisciplinare dello ZMB) risulta con chiarezza
lo stato di salute fisico e psichico e la conseguente inabilità lavorativa
dell’80% del ricorrente. Si conferma quindi quanto già evidenziato nel ricorso
del 16 gennaio 2006 che si chiede di accogliere, fissando all’80% il grado
d’invalidità.” (XIX).
Anche
il dr. __________, nelle annotazioni 17 aprile 2008, riguardo alla perizia
dello ZMB, ha osservato che “(…) non vi sono osservazioni da fare, in pratica
viene confermato uno stato valetudinario compromesso come già riconosciuto in
occasione della perizia SAM. Le differenze diagnostiche sono discusse in modo
coerente e convincente nella perizia. Si conclude per una persistente IL
dell’80% per qualsiasi attività, prognosi incerta. Per la data dell’inizio dell’IL
di lunga durata si può stabilire il 27.4.2001 (vedi rapporto dr.ssa __________).”
(XX/Bis).
In
simili circostanze, visto tutto quanto precede, si giustifica l’annullamento
della decisione impugnata e il riconoscimento del diritto ad una rendita intera
(grado d’invalidità 80%) dal mese di aprile 2002 (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI,
vedi inoltre doc. AI 14/1-3 e 15/1-2).
2.7.
Vincente
in causa, il ricorrente, patrocinato da un legale, ha diritto ad un’indennità
per ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).
2.8. Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.05.2008 32.2006.151 Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.05.2008 32.2006.151 Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.05.2008 32.2006.151
Viste le risultanze della perizia giudiziaria a cura del ZMB, all'assicurato va riconosciuto il diritto a una rendita intera d'invalidità
Raccomandata Incarto n. 32.2006.151 FS /td Lugano 6 maggio 2008 In nome della Repubblica e Cantone Ticino Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni Giudice Raffaele Guffi con redattore: Francesco Storni, vicecancelliere segretario: Fabio Zocchetti statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2006 di RI 1 rappr. da: RA 1 contro la decisione del 13 settembre 2006 emanata da Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona in materia di assicurazione federale per l'invalidità ritenuto, in fatto 1.1. RI 1, classe __________, nel settembre 2002 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti in quanto affetto da “(…) “fibromialgia” e “sindrome da stanchezza cronica” […] mal di stomaco e dermatite […] dolori alla schiena (lombare); dolori nella regione pettorale (ergometria) […] dolori alle mani […] dolori allo stomaco e disturbi digestivi (gastroscopia) (…)” (doc. AI 1/1-7 e 4/1-5, in particolare il doc. AI 4/5). Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia pluridisciplinare a cura del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione Invalidità (SAM) (doc. AI 31/1-22), con decisione 13 settembre 2006 (doc. AI 72/1-2), preavvisata con progetto 2 giugno 2006 (doc. AI 67/1-3), l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad un quarto di rendita (grado d’invalidità 40%) a contare dal 1. aprile 2002. 1.2. Contro questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA con il quale, contestata la valutazione medica – in particolare la discordanza tra le conclusioni a cui sono giunti i periti del SAM e il dr. __________, medico SMR, nel suo rapporto 6 settembre 2004 (doc. AI 39/1-5) – ha chiesto: “ In via principale:
1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza al sig. RI 1 è riconosciuto il diritto ad una rendita intera di grado 70%.
2. Protestate spese e ripetibili. In via subordinata:
1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza il sig. RI 1 viene sottoposto ad una perizia, atta a definire il suo grado d’invalidità.
2. Al sig. RI 1 è riconosciuto il diritto ad una rendita intera di grado 70%.
3. Protestate spese e ripetibili.” (I) 1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI si è confermato nelle proprie allegazioni e – ritenute le annotazioni 6 novembre 2006 con le quali il dr. __________, medico SMR, ha concluso che “(…) dal lato medico non ho nulla da aggiungere alla valutazione espressa dal dr. __________ che espone anche le carenze della valutazione psichiatrica SAM.” (III/Bis) – ha chiesto di respingere il ricorso. 1.4. Con osservazioni 21 novembre 2006 l’avv. RA 1 ha ribadito le richieste formulate con il ricorso. 1.5. Il vicepresidente del TCA, con ordinanza 4 aprile 2007 (VII), ha ordinato una perizia medica pluridisciplinare a cura del Zentrum für medizinische Begutachtungen di __________ (in seguito ZMB). 1.6. Il 10 aprile 2008 è pervenuta al TCA la perizia pluridisciplinare del ZMB che è stata intimata alle parti per osservazioni (XVII e XVIII). L’assicurato e l’Ufficio AI hanno preso posizione con scritti 11 rispettivamente 25 aprile 2008 (XIX e XX). considerato in diritto In ordine 2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STF del 21 dicembre 2007 nelle cause B. e D. SA, H 180/06 e H 183/06; STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98). Nel merito 2.2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1). Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante (momento dell’eventuale diritto alla prestazione) è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007. 2.3. Oggetto del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad un quarto di rendita (grado d’invalidità 40%) dal
1. aprile 2002. Il ricorrente contesta la valutazione medica e postula il riconoscimento di una rendita intera. 2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss). Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l 'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1 gennaio 2007 Tribunale federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’ammi-nistrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere. Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF 129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01). 2.5. Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128). Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che: " (…) Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V 298 consid. 4c in fine). (…)" (STFA del 30 giugno 2004 nella causa W., I 166/03, consid. 3.2)." Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06). 2.6. Nell’evenienza concreta, stanti le divergenti valutazioni mediche contenute agli atti, questo TCA ha ordinato l’allestimento di una perizia pluridisciplinare giudiziaria a cura del ZMB. Dal referto peritale 8 aprile 2008 (XVII) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive (dr. __________/dr. __________ e dr. __________), hanno fatto capo a quattro consultazioni specialistiche, di natura reumatologica (dr. __________), neurologica (dr. __________), internistica (dr. __________) e psichiatrica (dr. __________). Sulla base delle risultanze dei singoli consulti i periti hanno così risposto ai quesiti proposti dalle parti coinvolte: " (…) 4.1. A) Fragen der beklagten Partei Es beschreibe der Experte den Zustand des Versicherten mit Darstellung der Ressourcen und Defiziten. Die Vorgeschichte, die eigenen Befunde mit Einbezug der Ressourcen und Defizite des Versicherten, haben wir eingehend beschrieben. Es sei auf die Ausführungen oben verwiesen. 4.2. Gibt es Diagnosen mit Auswirkungen auf die Arbeitsfähigkeit und seit wann bestehen sie? Beurteilung und Prognose? Wie und wie viel beeinflussen diese die Arbeitsfähigkeit? Herr RI 1 leidet an einer schweren gemischten Zwangsstörung und an einer bipolaren affektiven Störung. Er ist in der freien Wirtschaft praktisch nicht einsetzbar, in einem sehr restriktiven Rahmen, den wir oben beschrieben haben, beträgt die Arbeitsfähigkeit 20 %. Zum Verlauf haben wir oben bei der Beurteilung Stellung bezogen. 4.3. Welche Tätigkeiten in Zusammenhang mit den während den universitären Studien erworbenen beruflichen Sachkenntnissen sind noch zumutbar? (z. Bsp. Archöologie, Geographie, Geschichte der Antike, mit Tätigkeiten in Richtung Forschung/Entwicklung und pädagogischen Aktivitäten etc.). Allenfalls in welchem Ausmass? Welches wären die allfälligen funktionellen Einschränkungen? Die erheblichen psychischen Störungen schränken Herrn RI 1 nicht nur speziell in bestimmten Tätigkeiten ein, die mit spezifischen beruflichen Sachkenntnissen verbunden sind, sondern generell bei allen Tätigkeiten in der freien Wirtschaft. Es ist überdies das ganze Leben des Versicherten davon betroffen, sämtliche sozialkommunikativen Bezüge, nicht nur die beruflichen Aktivitäten. In Frage kommen höchstens Tätigkeiten in einem begrenzten zeitlichen Rahmen, mit vielen krankheitsbedingten Unterbrechungen, in einer Umgebung, die sich der Explorand selber einrichten kann, also praktisch nur in einem geschützten Rahmen. Die Arbeitsfähigkeit beträgt höchstens 20%. Sicher nicht in Frage kommen pädagogische Tätigkeiten, respektiv sämtliche Tätigkeiten, die einen kontinuierlichen Kontakt zu Menschen voraussetzen. 4.4. Auf welche Art und Weise kann der Versicherte die ihm zu Verfügung stehenden physischen und psychischen Ressourcen noch nutzen? Allenfalls welche Behandlungen wären zumutbar? Es ist nicht so sehr eine Frage der physischen Ressourcen als der psychischen. Aus psychiatrischer Sicht haben wir die psychischen Ressourcen anhand der so genannten komplexen Ich-Funktionen eingeschätzt und dargestellt, 2 es sei auf die Ausführungen unseres psychiatrischen Konsiliarius oben verwiesen. Der Versicherte steht in adäquater psychiatrisch-psychotherapeutischer Behandlung, man kann keine anderen medizinischen Massnahmen zur Verbesserung der Arbeitsfähigkeit vorschlagen. 4.5. In welchen anderen Tätigkeiten konnte der Versicherte seine verbliebenen Fähigkeiten am besten nutzen? Die funktionellen Einschränkungen des Versicherten haben wir beschrieben. Es können keine bestimmten Tätigkeiten genannt werden, wo der Explorand seine Fähigkeiten besser nutzen könnte. 4.6. Wie hat sich, mit überwiegender Wahrscheinlichkeit, die Arbeitsunfähigkeit entwickelt? Zum Verlauf der Arbeitsfähigkeit haben wir uns zum Teil an die Akten gehalten, zum Teil waren wir auch auf die Angaben des Versicherten angewiesen. Wahrscheinlich besteht eine wesentliche Einschränkung der Arbeitsfähigkeit seit 1999, Ende 1999 mit vollständiger Arbeitsunfähigkeit, mit einer Verbesserung der Arbeitsfähigkeit im Verlaufe des Jahres 2000. Seit 2001 besteht im Durchschnitt wahrscheinlich höchstens eine Arbeitsfähigkeit von 20 %. 2 __________ Nicht wollen oder nicht können?, Schweizerische Zeitschrift für Sozialversicherung und berufliche Vorsorge, Heft 4, 2007 5.1. B) Fragen der Klagepartei. Ist die Diagnose gemäss Punkt 5 auf Seite 10 des Gutachtens der MEDAS/SAM vom 1 1.02.2004 korrekt? Nein. 5.2. Sind die medizinisch-theoretischen Einschätzungen korrekt sowie diejenigen über die Arbeitsfähigkeit gemäss Punkt 7 auf Seite 11 und Punkt 8 auf Seite 12 des Gutachtens der SAM vom 11.02.2004? Nein, auch die medizinisch-theoretischen Einschätzungen und die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sind nicht korrekt. Aus somatischer Sicht ist der Explorand arbeitsfähig, und zwar vollschichtig. Vor allem ist die Diagnose einer Fibromyalgie nicht nachvollziehbar. Bezüglich der Arbeitsfähigkeit aus psychischen Gründen besteht keine bedeutende Abweichung zum Gutachten der MEDAS __________ vom 2004. 5.3. Bestätigt die aktuelle pharmakologische Behandlung und die zuletzt eingetretene therapeutische Entwicklung die Korrektheit der Diagnosen der MEDAS vom 11.02.2004? Oder widerlegen Sie die Diagnose gemäss ärztlichem Bericht des RAD vom 06.09.2004? Der Versicherte wird pharmakologisch adäquat behandelt und die Entwicklung seit 2006 hat eine gewisse Stabilisierung erbracht. Das ist vereinbar mit den von uns oben gestellten Diagnosen, entspricht aber nicht den Diagnosen, die in der MEDAS __________ oder vom RAD im Jahr 2004 gestellt wurden. 5.4. Sind die Diagnose und die Einschätzung über die Arbeitsfähigkeit gemäss dem ärztlichen Bericht des RAD/SMR vom 06.09.2004 korrekt? Nein. 5.5. Wie erklärt der Gutachter die beachtlichen Unterschiede zwischen dem Gutachten der MEDAS vom 11.02.2004 und dem medizinischen Bericht des RAD vom 06.09.2004 in Bezug auf die Diagnose und die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit? Die beachtlichen Unterschiede zwischen dem MEDAS-Gutachten und dem Bericht des RAD ergeben sich dadurch, dass beide keine korrekten Diagnosen gestellt haben. Beide Stellen haben nur die depressive Komponente in ihrer Einschätzung der Arbeitsfähigkeit berücksichtigt. Dabei ist es durchaus möglich, dass der Explorand einmal depressiver war als das andere Mal. Die entscheidende psychische Störung, die für die erhebliche Arbeitsunfähigkeit verantwortlich ist, ist aber die Zwangsstörung. Diese wurde offensichtlich übersehen. Wahrscheinlich hat der Versicherte selber nicht über seine Zwänge berichtet und man hat sie auch nicht beobachten können, da der Versicherte weder in der MEDAS __________ noch beim RAD stationär aufgenommen wurde. Möglicherweise wurde aber auch nicht nach Zwangssymptomen gefragt. 5.6. Zu welcher Schlussfolgerung gelangt der Gutachter? Die Schlussfolgerungen haben wir in unserer Beurteilung oben beschrieben. Es sei darauf verwiesen. (…)." (XVII, pag. 40-44) Questo Tribunale non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i periti del ZMB, i quali hanno compiutamente valutato le differenti affezioni di cui l’assicurato è portatore, giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni in merito alla sua incapacità lavorativa media dell’80% dal 2001 per motivi psichiatrici. Va qui ricordato che, secondo giurisprudenza, in caso di perizia giudiziaria, il giudice – di regola – non si scosta, senza motivi imperativi, dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (STF del 25 settembre 2007 nella causa V. contro P.-P. e TCA, U 306/06; DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati). Il giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che conduca ad un altro risultato (DTF 101 IV 130). Egli può discostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria. Va tuttavia sottolineato che il perito giudiziario – contrariamente al perito di parte o allo specialista che si esprime sotto altra veste – ha uno statuto speciale nel senso che egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo sottopone alla comminatoria di cui all'art. 307 del Codice penale, una funzione qualificata al servizio della giustizia (cfr. STFA del 15 gennaio 2001 nella causa B., U 288/99, nonché dottrina e giurisprudenza ivi citate). Del resto l’avv. RA 1, nelle osservazioni 11 aprile 2008, ha osservato che “(…) dalla stessa (ndr.: perizia pluridisciplinare dello ZMB) risulta con chiarezza lo stato di salute fisico e psichico e la conseguente inabilità lavorativa dell’80% del ricorrente. Si conferma quindi quanto già evidenziato nel ricorso del 16 gennaio 2006 che si chiede di accogliere, fissando all’80% il grado d’invalidità.” (XIX). Anche il dr. __________, nelle annotazioni 17 aprile 2008, riguardo alla perizia dello ZMB, ha osservato che “(…) non vi sono osservazioni da fare, in pratica viene confermato uno stato valetudinario compromesso come già riconosciuto in occasione della perizia SAM. Le differenze diagnostiche sono discusse in modo coerente e convincente nella perizia. Si conclude per una persistente IL dell’80% per qualsiasi attività, prognosi incerta. Per la data dell’inizio dell’IL di lunga durata si può stabilire il 27.4.2001 (vedi rapporto dr.ssa __________).” (XX/Bis). In simili circostanze, visto tutto quanto precede, si giustifica l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento del diritto ad una rendita intera (grado d’invalidità 80%) dal mese di aprile 2002 (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, vedi inoltre doc. AI 14/1-3 e 15/1-2). 2.7. Vincente in causa, il ricorrente, patrocinato da un legale, ha diritto ad un’indennità per ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA). 2.8. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso. Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI. Per questi motivi dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è accolto . § La decisione 13 settembre 2006 è annullata. §§ RI 1 ha diritto ad una rendita intera d’invalidità dal 1° aprile 2002.
2. Le spese, per fr. 500.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI, che verserà inoltre all’assicurato fr. 2’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta. Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni Il vicepresidente Il segretario Raffaele Guffi Fabio Zocchetti