Erwägungen (3 Absätze)
E. 11 par. 1 enuncia il principio dell'unicità della legislazione applicabile in funzione delle regole previste dagli art. 11 par. 2 a 16, dichiarando determinanti, di principio e salvo eccezioni, le disposizioni di un solo Stato membro (principio dellalex loci laboris; art. 11 par. 3 lett. a del regolamento n. 883/2004).
L'art. 11 del regolamento (CE)
n. 883/2004 prevede:
"1. Le persone alle quali si applica il presente regolamento sono soggette alla legislazione di un singolo Stato membro. Tale legislazione è determinata a norma del presente titolo.
2. Ai fini dell'applicazione del presente titolo, le persone che ricevono una prestazione in denaro a motivo o in conseguenza di un'attività subordinata o di un'attività lavorativa autonoma sono considerate come se esercitassero tale attività. Ciò non si applica alle pensioni di invalidità, di vecchiaia o di reversibilità né alle rendite per infortunio sul lavoro, malattie professionali, né alle prestazioni in denaro per malattia che contemplano cure di durata illimitata.
3. Fatti salvi gli articoli 12-16:
a) una persona che esercita un'attività subordinata o autonoma in uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato membro;
b) un pubblico dipendente è soggetto alla legislazione dello Stato membro al quale appartiene l'amministrazione da cui egli dipende;
c) una persona che riceva indennità di disoccupazione a norma dell'articolo 65 in base alla legislazione dello Stato membro di residenza è soggetta alla legislazione di detto Stato membro;
d) una persona chiamata o richiamata alle armi o al servizio civile in uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato membro;
e) qualsiasi altra persona che non rientri nelle categorie di cui alle lettere da a) a d) è soggetta alla legislazione dello Stato membro di residenza, fatte salve le altre disposizioni del presente regolamento che le garantiscono l'erogazione di prestazioni in virtù della legislazione di uno o più altri Stati membri."
Per l'art. 13 del regolamento (CE) 883/2004:
"1. La persona che esercita abitualmente un'attività subordinata in due
a)
alla legislazione dello Stato membro di residenza, se esercita una parte sostanziale della sua attività in tale Stato membro o se dipende da più imprese o da più datori di lavoro aventi la propria sede o il proprio domicilio in diversi Stati membri; oppure
b)
alla legislazione dello Stato membro in cui l'impresa o il datore di lavoro che la occupa ha la sua sede o il suo domicilio, se essa non esercita una parte sostanziale delle sue attività nello Stato membro di residenza.
2. La persona che esercita abitualmente un'attività lavorativa autonoma in due o più Stati membri è soggetta:
a)
alla legislazione dello Stato membro di residenza se esercita una parte sostanziale della sua attività in tale Stato membro; oppure
b)
alla legislazione dello Stato membro in cui si trova il centro di interessi delle sue attività, se non risiede in uno degli Stati membri nel quale esercita una parte sostanziale della sua attività.
3. La persona che esercita abitualmente un'attività subordinata e un'attività lavorativa autonoma in vari Stati membri è soggetta alla legislazione dello Stato membro in cui esercita un'attività subordinata o, qualora eserciti una tale attività in due o più Stati membri, alla legislazione determinata a norma del paragrafo 1.
4. Una persona occupata in qualità di pubblico dipendente in uno Stato membro e che svolge un'attività subordinata e/o autonoma in uno o più altri Stati membri è soggetta alla legislazione dello Stato membro al quale appartiene l'amministrazione da cui essa dipende.
5. Le persone di cui ai paragrafi 1-4 sono trattate, ai fini della legislazione determinata ai sensi di queste disposizioni, come se esercitassero l'insieme delle loro attività subordinate o autonome e riscuotessero l'insieme delle loro retribuzioni nello Stato membro in questione."
Anche le Direttive sull'obbligo assicurativo nell'AVS/AI (DOA) stabiliscono al N. 2016 che l'ALC prevede l'assoggettamento alla legislazione di un solo Stato (art. 11 par. 1 regolamento (CE) n. 883/2004).
Questa regola non si applica alle persone che esercitano un'attività lucrativa e non sono cittadine di uno Stato dell'UE, dell'AELS o della Svizzera. Ad esse si applicano le convenzioni di sicurezza sociale oppure la LAVS.
2.7. Come visto, per attività subordinata e attività autonoma si devono intendere le attività lavorative che sono considerate tali ai sensi della normativa previdenziale dello Stato membro nel cui territorio dette attività vengono svolte (sentenza 9C_560/2015 del 15 aprile 2016 consid. 3.3.2).
In concreto, è pacifico che TERZ 1 è affiliato quale indipendente in Italia (cfr. allegati doc. 7). Egli, secondo le sue affermazioni, svolge unattività indipendente anche in Svizzera.
Da parte sua la Cassa sostiene che lattività svolta in favore della società ricorrente è di natura dipendente. Ciò che avrebbe come conseguenza lassoggettamento dellintero reddito conseguito in Svizzera visto che TERZ 1 non esercita unattività subordinata in Italia (cfr. art. 13 cpv. 3 regolamento 883/04; cfr. per un caso di unattività indipendente svolta sia in Svizzera sia in un Paese dellUE [Germania]: DTF 144 V 201; per un caso di attività dipendente svolta sia in Svizzera sia in un Paese dellUE [Germania]: sentenza 9C_539/2018 del 29 gennaio 2019).
Per stabilire la qualifica dellattività svolta in favore della società ricorrente in Svizzera e dunque per definire lo Stato nel quale va assoggettato il reddito così conseguito nel 2021 occorre applicare il diritto svizzero (sentenza 9C_560/2015 del 15 aprile 2016 consid. 3.3.2).
2.8.A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro, in materia di AVS, possono fornire indizi ma non sono elementi decisivi per stabilire se una persona esercita un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (DTF 146 V 139 consid. 3; DTF 144 V 111, consid. 4.2 e 6.1; sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 4.2, pubblicata in SVR 2018 AHV Nr. 10; sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (DTF 146 V 139; DTF 144 V 111).
2.9. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza 9C_603/2019 del 17 febbraio 2020, consid. 3.3.1; DTF 144 V 111; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.10. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di unattività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dallassicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dellattività, le spese generali incorse sono sopportate dallassicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di unattività lucrativa indipendente è lesercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di unattività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando lassicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal datore di lavoro e, durante lattività svolta, è integrato nellazienda di questultimo, e non può praticamente esercitare unaltra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso lesistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dellassicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Lallora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;Greber/Duc/ Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.11.Il Tribunale federale ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (cfr. DTF 146 V 139 consid.3.2; DTF 144 V 111, consid. 6.1; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da unattività dipendente o no (DTF 146 V 139 consid. 3.2; DTF 144 V 111, consid. 6.1; Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.12.Il Tribunale federale ha avuto modo di rammentare che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e che il processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare unattività lavorativa indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).
Per quanto concerne linvestimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto laccento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (DTF 146 V 139, consid. 5.1 e 6.2; DTF 144 V 111, consid. 6.2.2; Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).
In linea di principio è reputato dipendente chi è condizionato dal suo datore di lavoro in merito allorganizzazione del lavoro, rispettivamente dal punto di vista economico dellimpresa e non sopporta un rischio imprenditoriale specifico (sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 4.2,pubblicata in SVR 2018 AHV Nr. 10;sentenza 9C_213/2016 del 17 ottobre 2016, consid. 3.2 con riferimenti).
A questo proposito il TF ha rammentato che il rischio economico dellimprenditore può essere definito come la possibilità di incorrere in perdite di sostanza economica della società a causa di valutazioni o comportamenti professionali inadeguati (sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 5.5.2,pubblicata in SVR 2018 AHV Nr. 10). La giurisprudenza federale menziona molteplici indizi a favore dellesistenza di un tale rischio, segnatamente il fatto che la persona in esame opera investimenti importanti, subisce le perdite, sopporta il rischio dincasso e delcredere, assume i costi generali, agisce in proprio nome e per suo proprio conto, si procura lei stessa i mandati, occupa del personale e utilizza i propri locali commerciali (sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 5.5.2pubblicata in SVR 2018 AHV Nr. 10, con riferimento alla sentenza 9C_213/2016 del 17 ottobre 2016, consid. 3.4).
Questi principi non comportano comunque da soli soluzioni applicabili in modo uniforme e schematico. Poiché in molti casi vi sono vari elementi di entrambe le attività, la decisione deve spesso ricercare quali siano gli aspetti che prevalgono nel caso di specie (sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 4.2pubblicata in SVR 2018 AHV Nr. 10; sentenza 9C_527/2017 del 26 gennaio 2018, consid. 4.1).
Laddove gli elementi in favore di unattività dipendente ed indipendente si equivalgono, vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 2.2; DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).
Sul tema cfr. anche sentenza 9C_589/2019 del 2 marzo 2020 e la sentenza 9C_45/2020, 9C_46/2020 del 1° ottobre 2020.
2.14. A proposito dei consulenti in generale va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 72, al consid. 4 il TF ha dovuto esaminare la qualifica (dipendente oppure indipendente) di un consigliere tecnico dimpresa.Lattività dellassicurato, che aveva lavorato come chimico, consisteva nel fornire una consulenza nellambito della costruzione di 2 fabbriche di colori in Algeria e della formazione del personale attivo in entrambe le strutture.
Alla fine di unaccurata analisi del caso di specie, lAlta Corte ha modificato la sentenza di prima istanza ed ha stabilito che linteressato andava affiliato quale indipendente.
Per lAlta Corte il contenuto del contratto sottoscritto dalle parti conteneva maggiormente elementi in favore di unattività indipendente. In particolare linteressato poteva svolgere la sua funzione senza essere inserito nellorganizzazione dellazienda e senza dover sottostare a particolari direttive degli amministratori della società. Non era neppure ravvisabile una subordinazione a livello organizzativo e la dipendenza economica si esauriva nella circostanza che linteressato, nel periodo in esame, poteva lavorare unicamente per la medesima società (consid.4:[ ]
Die erwähnten Bestimmungen, welche als Indizien für eine Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten sich durchaus im Rahmen des auch für eine selbständige Beratertätigkeit Üblichen. Die rigorosen gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art.
11) weisen sodann ganz eindeutig auf den selbständigen Charakter des Beratungsauftrages hin. Auch konnte der Beschwerdeführer nach seiner unwidersprochen gebliebenen Schilderung der effektiven Vertragsabwicklung seine Beraterfunktion tatsächlich in unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die Administration der Firma BECSA eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht der Firmenleitung unterstellt gewesen zu sein (Art. 3, 6
f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten Rechtsprechung ein Hauptmerkmal unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt sich nicht feststellen. Die wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin, dass der Beschwerdeführer während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für die Firma BECSA tätig sein musste. Dies ergibt sich aber aus dem grossen Umfang des vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim Bau zweier Farbfabriken und der Personalinstruktion) und ist für sich allein nicht entscheidend. Zu denken ist beispielsweise an die grosse Zahl von Zulieferfirmen in Industrie und Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf einen einzigen Grossabnehmer ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht zweifelhaft ist, dass es sich um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt).
Nei contratti di consulenza il rischio imprenditoriale consiste proprio in questa unilateralità che viene ancor più esacerbata dalle citate possibilità di scioglimento del contratto (Bei Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die erwähnten Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird). Rientra del resto nella natura dellattività di consulenza il fatto che il consulente investe poco o nulla (Anderseits liegt es in der Natur eines Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen zu verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt. Falls die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die dadurch bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des Unternehmerrisikos zu betrachten).
In una sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, il TF ha confermato la qualifica di indipendente attribuita dal Tribunale cantonale e contestata in sede federale dallUFAS ad un assicurato che aveva continuato a lavorare in maniera importante per lazienda presso la quale era dipendente prima di costituire una propria società e che aveva concluso anche unulteriore collaborazione con un'altra ditta.
Il TF ha respinto il ricorso dellUFAS. Ha evidenziato che il contratto in essere non contempla lobbligo per lassicurato di seguire delle direttive, ma lascia allinteressato una grande libertà per quanto concerne lorganizzazione del proprio lavoro. Lutilizzo delle strutture della società non è previsto. Inoltre linteressato è attivo anche per altre ditte o ha perlomeno, come emerge dai documenti prodotti, la possibilità di esserlo. Le affermazioni dellUFAS secondo cui linteressato per lacquisizione della clientela o la pubblicità utilizza le strutture della società non sono invece comprovate. Al contrario il fatto di utilizzare una carta da visita propria fa semmai ritenere che linteressato agisce in nome proprio e per proprio conto. La remunerazione in funzione del tempo di lavoro, controllato dal committente, la presentazione di una lista delle spese separata e lobbligo di produrre dei rapporti di lavoro contemplano effettivamente i tipici elementi di unattività dipendente. Tuttavia queste modalità sono presenti anche in attività che sono palesemente indipendenti (avvocati, medici, ecc.). Anche il fatto che non è il lavoro in sé, bensì il tempo di lavoro ad essere remunerato e che il contratto prevede una clausola di disdetta inusuale potrebbe far ritenere unattività dipendente. Tuttavia il precedente datore di lavoro non ha garantito allassicurato un lavoro determinato che gli permette di avere una certezza circa il compenso conseguito. Inoltre, lassenza di unassicurazione in caso di perdita di guadagno per malattia o servizio militare è tipica dellattività indipendente.
LAlta Corte ha poi precisato che lattività svolta dallinteressato nellambito del contratto concluso con il precedente datore di lavoro contiene effettivamente numerosi elementi di unattività dipendente. Tuttavia in un lavoro in cui gli investimenti non sono per forza importanti occorre mettere laccento sullaspetto organizzativo dellattività. In virtù della grande libertà di cui dispone linteressato sia dal punto di vista dellorario di lavoro che dal punto di vista dellattività stessa, gli sforzi per ottenere altri lavori presso altre società e lassenza di altri incarichi da parte del precedente datore di lavoro fanno sì che gli elementi a favore di unattività indipendente sono maggiori. Ciò vale a maggior ragione se si tien conto che linteressato è allinizio dellattività indipendente e dunque una certa dipendenza economica nei confronti di un solo committente è usuale.
In una sentenza 9C_589/2019 del 2 marzo 2020, al consid. 3.3, con riferimento alla DTF 110 V 72, consid. 4b e alla sentenza H 102/06 del 26 aprile 2007, consid. 6.4 con rinvii pubblicata in SVR 2007 AHV n. 12, pag. 32, il Tribunale federale ha rammentato che sono considerati lavoratori indipendenti i professionisti che vengono chiamati una o più volte come consulenti per risolvere problemi specifici in un determinato ambito o problemi organizzativi, senza essere chiaramente in un rapporto di lavoro con il cliente (In diesem Sinne gelten Fachleute, die einmalig oder wiederholt als Berater zur Lösung von bereichsspezifischen oder organisatorischen Problemen hinzugezogen werden, ohne eindeutig in einem Arbeitsverhältnis zum Auftraggeber zu stehen, regelmässig als selbstständigerwerbende Personen).
Nel caso giudicato dal Tribunale federale, come emerge dal consid. 4.1, il consulente era stato qualificato dalle autorità cantonali quale dipendente della A AG poiché si presentava quale A AG Consultant presso i clienti, non emetteva fatture a suo nome ma note donorario tramite la società committente, la quale riversava il 70% al consulente. Tra il cliente finale e il consulente non esisteva alcun contratto. Ciò veniva confermato dal fatto che era la società che definiva in dettaglio il mandato di consulenza tramite un contratto dove venivano definiti la durata dellintervento, il contenuto, il luogo e limporto versato. Linteressato doveva inoltre trasmettere dei rapporti di lavoro alla società, alla quale doveva sottostare per quanto concerne gli standard di qualità richiesti, ciò che confermava una subordinazione dal punto di vista organizzativo. Il fatto che nei confronti dei clienti si presentava con il suo nome o quello della sua ditta individuale, non era importante secondo i giudici cantonali. Inoltre la quasi totalità degli importi guadagnati lo era grazie al lavoro svolto per tale società.
Il Tribunale federale ha evidenziato che lautorità cantonale non ha rilevato che in realtà lassicurato non è consulente della società ricorrente, ma fa parte di una struttura composta di tre attori, conformemente a quanto stabilito nella sentenza H 7/03 del 30 aprile 2004, pubblicata in SVR 2005 AHV n. 3, pag. 7. La società funge da collegamento tra il consulente e le altre aziende che necessitano temporaneamente dei servizi di un consulente esterno competente per risolvere dei problemi operativi. Ciò avviene nellambito di un cosiddetto contratto di cessione, in cui sono disciplinati i dettagli dellincarico in questione. Il consulente non percepisce il compenso dovuto direttamente dalla società per la quale lavora ma dalla società di mediazione che riceve il compenso e, dedotta la sua quota, la versa al consulente.
Al consid. 4.3 il Tribunale federale ha rammentato che nella citata sentenza H 7/03 del 30 aprile 2004, è stato riconosciuto (consid. 3.2) che se una società si avvale dei servizi di una persona fisica che è stata inviata da una terza società, la questione del suo statuto AVS si pone in maniera particolare. In una tale costellazione, sia il soggetto che presta il servizio sia il soggetto che ne usufruisce (azienda cliente) possono essere considerati come potenziali datori di lavoro tenuti al versamento dei contributi. Al fine di valutare se e chi, per la retribuzione corrisposta alla persona fisica, va qualificato come datore di lavoro ai sensi dellAVS, occorre stabilire preliminarmente in quale rapporto contrattuale per le parti coinvolte nel rapporto triangolare si sono verificati i fatti rilevanti per lo statuto contributivo.
In concreto è determinante il lavoro la cui controprestazione (il compenso) costituisce l'oggetto del contributo. In relazione alla qualifica dell'attività di consulenza, il criterio principale della (mancata) integrazione funzionale, lavorativa ed organizzativa va esaminata nellambito del rapporto tra la società committente ed il consulente.
Al consid. 4.3.1 il Tribunale federale ha rilevato che nel caso di specie lorigine economica del compenso non va ricercata nel rapporto contrattuale tra la società ricorrente ed il consulente ma nel fatto che questultimo ha fornito i suoi servizi quale consulente delle rispettive aziende a cui è stato inviato dalla società ricorrente con la quale aveva sottoscritto il contratto iniziale.
Il Tribunale federale al consid. 4.3.2 ha poi affermato che al riguardo - in tal senso già la sentenza H 7/03 (consid. 3.3) - non cambiano nulla gli elementi citati dall'amministrazione e dal tribunale di prima istanza dell'accordo tra il consulente e la società ricorrente.
Il fatto che il compenso non venga versato direttamente dalle aziende clienti al consulente non determina una subordinazione gerarchica (Daran ändern - in diesem Sinne bereits das Urteil H 7/03 (E. 3.3) - auch die von Verwaltung und Vorinstanz angeführten Gestaltungselemente der Rahmen- und Einsatzvereinbarung zwischen der Beschwerdeführerin und A.B.________ nichts. Im Umstand, dass die Entschädigungen nicht direkt von den Kundenfirmen an den Berater fliessen, kommt nicht eine hierarchische Unterstellung zum Ausdruck).
Con la clausola corrispondente, la società ricorrente mira piuttosto a garantire le proprie provvigioni.
La responsabilità contrattualmente prevista del consulente, che deve presentare periodicamente alla società ricorrente i rapporti di lavoro, nonché gli "standard A. AG" che deve osservare, non fungono da strumento di controllo del contenuto del lavoro svolto, ma piuttosto da monitoraggio del volume dellattività effettuata quale base per la fatturazione.
Un altro argomento contro il rapporto di lavoro tra la società ricorrente ed il consulente è che la prima si è riservata il diritto di trasferire i soldi solo dopo aver ricevuto il pagamento dall'azienda cliente. Il rischio dell'incasso e del credere, pertanto, è a carico del consulente.
L'esistenza di un rischio imprenditoriale si fonda sul fatto che i consulenti delle società sovente lavorano per aziende la cui solvibilità è a rischio. In concreto questo rischio viene trasferito al consulente.
Il Tribunale federale ha poi rilevato, quali ulteriori indizi del caso di specie, che il consulente nel contratto viene denominato indipendent contractor, associate partner of A AG, viene fatto riferimento ad una cooperation e deve pagare un contributo mensile (partner contribution) alla società ricorrente.
Il ricorso è stato accolto e la decisione su opposizione impugnata che confermava la dipendenza del consulente con la società ricorrente è stata annullata.
2.15. Nel caso di specie, per i motivi che seguono, alla luce della documentazione prodotta dalle parti e della giurisprudenza riportata nei precedenti considerandi, questo TCA non può confermare la decisione impugnata.
TERZ 1 è affiliato quale indipendente in Italia, dove svolge lattività di consulente. Egli ha allestito uno specifico sito web dove pubblicizza la sua attività che consiste nel mettere a disposizione, per consulenze, la sua __________ esperienza nellambito della cucina __________ __________, __________ (cfr. https://__________ consultato il 18 maggio 2022).Allo stesso tempo è a disposizione per __________ (cfr. https://__________ consultato il 18 maggio 2022).Egli organizza inoltre corsi di cucina __________ ed ha messo in vendita un libro, da lui redatto, dedicato alla cucina __________.
TERZ 1 dispone pure di un sito instagram (www.__________) dove pubblicizza la sua attività.
Linteressato, che afferma di aver terminato il lavoro quale dipendente nel corso del mese di marzo 2019 (cfr. allegato doc. 7 doc. VI), ha iniziato a collaborare come consulente per numerose società e/o persone a partire dal __________ (cfr.il citato sito internet: __________; __________; __________; __________; __________; __________; __________; __________).
Per quanto concerne il 2021 egli ha emesso fatture per complessivi Euro 61661, di cui Euro 23'620 nei confronti della ricorrente (cfr. plico doc. E).
Oltre che per la RI 1, linteressato ha emesso fatture per una signora di __________ (__________) in gennaio, marzo, maggio e novembre, per la società __________ di __________, per il __________ di __________, numerose fatture per __________ di __________, per unaltra signora di __________ in maggio, numerose fatture per __________ di __________, due fatture per __________ di __________, per __________ a __________, per una signora di __________, per __________ di __________, per __________ di __________ e per __________ di __________ (cfr. plico doc. H).
In relazione allattività svolta in favore della ricorrente, va rilevato che TERZ 1 non è tenuto a rispettare orari di lavoro, si presenta a nome e per conto proprio (cfr. allegato doc. 7, domanda 13) e non deve sottostare a direttive particolari. Lunico vincolo con la società è costituito dal fatto che le parti hanno concordato una presenza di 84 giorni allanno, pari ad una media di 7 giorni al mese; la presenza, tuttavia, viene concordata tra le parti, coordinando le reciproche esigenze. Non vi è pertanto alcun obbligo per TERZ 1 di essere presente in periodi predefiniti. Tantè che nel 2021 egli ha effettivamente lavorato per la ricorrente non più di 50 giorni (e nel 2022, fino al 26 aprile, 8 giorni; cfr. doc. VI).
La pluralità dei committenti, la circostanza che il reddito conseguito con linsorgente costituisce solo una parte dellimporto guadagnato nel 2021 con la sua attività di consulente, il fatto che linteressato non è tenuto ad alcuna clausola di divieto di concorrenza, riservata lusuale clausola di riservatezza, e gode, in questo ambito, della massima libertà imprenditoriale, sono tutti elementi determinanti in favore della qualifica di attività indipendente.
Egli del resto, dopo una lunga carriera quale dipendente, si è messo in proprio nel corso del 2019 e per questo motivo solo con il tempo ha iniziato a diversificare la sua clientela.Va rammentato che allavvio di una nuova attività indipendente è abbastanza usuale che un unico grande cliente costituisca la base degli affari, la conquista di nuovi clienti potendo per contro avvenire a poco a poco con il passare del tempo (sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013 consid. 4.3; sentenza H 149/06- H155/06 del 24 gennaio 2008; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007 consid. 7.1; sentenza H 155/04 del 14 febbraio 2005 consid. 4.3).
Certo, egli ha affermato di seguire e sviluppare il suo lavoro in base al manifesto gastronomico che la ricorrente gli ha fornito e che rappresenta la filosofia della società. Egli deve inoltre fornire formazione e consulenza ai clienti della società con lobiettivo di metterli in condizione di dotarli di un servizio di alto livello, impegnandosi a svolgere il proprio incarico in base a indicazioni della società (cfr. art. 1 del contratto).
Tuttavia questo non è un motivo per ritenere TERZ 1 suo dipendente. Infatti, come rilevato in sede di ricorso, la ricorrente si limita ad illustrare al consulente la propria idea di cucina ed il messaggio da far passare alla clientela. Spetta tuttavia allinteressato rivedere liberamente, sulla base della propria esperienza e della propria creatività, le proposte gastronomiche (doc. I). Il consulente ha quale obiettivo quello di espandere le attività legate alla ristorazione, segnatamente i progetti della società, e supervisionare la qualità dei prodotti e dei piatti, oltre che sviluppare nuove ricette. Il fatto che debba poi fornire formazione ed assistenza anche ai clienti della società e controllare la qualità dei servizi non lo rende ancora suo dipendente. Nellambito della consulenza è infatti usuale che la persona interessata venga chiamata a verificare e controllare se quanto spiegato e consigliato venga poi applicato in modo corretto e conforme ai precetti esposti.
Linteressato non ha diritto a vacanze retribuite e neppure ad un salario in caso di malattia od infortunio, come è invece usuale nellambito di una attività di carattere dipendente (cfr. sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 4.2; sentenza 9C_946/2009 del 30 settembre 2010 consid. 5.2.2 pubblicata in SVR 2011 AHV Nr. 1 pag. 33).
Lutilizzo delle strutture della società non è previsto.
La retribuzione giornaliera di fr. 380, subordinata alla presentazione di un report delle attività svolte e di una fattura riepilogativa mensile con lindicazione del numero di giornate effettuate ed approvate dalla ricorrente e la necessità di previamente concordare eventuali spese, non può invece portare automaticamente a qualificare lattività di dipendente, ritenuto che anche altre attività tipicamente indipendenti (avvocati, medici od altri fornitori di servizi), prevedono forme di retribuzione simili (cfr. sentenza 9C_1029/2012 del 27 marzo 2013, consid. 4.2: [ ]Die Vergütung nach Zeitaufwand (unter Voraussetzung eines monatlich vom Endkunden zu prüfenden, den Anforderungen der P.________ AG entsprechenden Erfolgs und der vom Endkunden visierten/bestätigten "verbrauchten Arbeitszeit"), die separate Spesenabrechnung und das Erfordernis der Arbeitszeitrapporte kommen nach den zutreffenden Vorbringen in der Beschwerde typischerweise bei unselbständigen Erwerbstätigkeiten vor. Gleichwohl kann allein daraus nicht zwingend auf eine Abhängigkeit des Beschwerdegegners geschlossen werden, umso weniger als solche Modalitäten beispielsweise bei selbständig erwerbenden Anwälten, Ärzten oder anderen (Dienst-) Leistungserbringern ebenfalls durchaus üblich sind (vgl. Urteil 9C_1094/2009 vom 31. Mai 2010 E. 3.7, in: SVR 2010 AHV Nr. 12 S. 42) [ ]).
Rilevante, nel caso di specie, è inoltre la circostanza che il contratto può essere disdetto da entrambe le parti in qualsiasi momento senza alcun preavviso, ciò che comporta un rischio aziendale estremamente elevato, e che linteressato svolge la sua funzione senza essere inserito nellorganizzazione o nellamministrazione della società ricorrente. A questo proposito, ed in relazione allinvestimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto laccento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).
In concreto sia il rischio aziendale estremamente elevato, sia lassenza di dipendenza organizzativa-lavorativa, fanno propendere per unattività indipendente.Nel caso di specie il criterio principale dellassenza di una integrazione funzionale, lavorativa ed organizzativa nella ricorrente è adempiuta.