Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.30.2007.304
07 217/703
Bellinzona
19 gennaio 2009
Sentenza
In nomedella Repubblica e CantoneTicino
Il Presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar
sedente con Danilo Augusto Pischedda in qualità di segretario per statuire sul ricorso 15 ottobre 2007 presentato da
RI 1,
difesa da: DI 1
contro
la decisione 28 settembre 2007 n. (401) 07 217/703 emessa dalla Sezione dei permessi e dellimmigrazione, Bellinzona,
viste le osservazioni 5 novembre 2007 presentate dalla Sezione dei permessi e dellimmigrazione, Bellinzona,
letti ed esaminati gli atti,
ritenuto in fatto
A.La Sezione dei permessi e dellimmigrazione con decisione 28 settembre 2007 ha inflitto a RI 1, quale gerente del __________, __________,, una multa di fr. 1860.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 350.- e alle spese di fr. 60.-, per aver consentito che venissero servite bevande alcoliche ad un avventore minorenne e aver altresì consentito laccesso al locale a 55 persone, mentre lautorizzazione in suo possesso permette una presenza massima di 32 persone (con riferimento al rapporto di contravvenzione 25 luglio 2007).
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 4, 28, 57 (recte: 50) lett. b e 66 Les Pubb; art. 80 e 81 RLes Pubb.
B.Contro la predetta pronuncia dipartimentale __________ si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone lannullamento.
C.La Sezione dei permessi e dellimmigrazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.
considerato in diritto
1.La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dellinsorgente e la tempestività dellimpugnativa sono date dallart. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dellart. 12 LPContr.
2.Giusta lart. 80 RLes Pubb il gerente è la persona fisica responsabile verso lUfficio permessi e il gestore del rispetto della legge e del regolamento. Egli assicura, con la sua presenza, il buon funzionamento dell'esercizio sotto tutti i punti di vista (curando in particolare l'istruzione del personale, i rapporti con la clientela, l'ordine, la quiete, l'igiene, la pulizia ecc.; art. 81 RLes Pubb, che concretizza lart. 53 cpv. 1 della legge). Inoltre, eglinon deve fornire bevande alcoliche alle persone di età inferiore ai 18 anni (art. 50 lett. b Les Pubb).
Le infrazioni alla Legge sugli esercizi pubblici e al regolamento di applicazione, sono punite con una multa da un minimo di fr. 50.- ad un massimo di fr. 10'000.-, giusta le disposizioni della legge di procedura per le contravvenzioni. Il minimo per le contravvenzioni relative alla vendita di bevande alcoliche ai sensi dellart. 50 è fissato a fr. 200.- (art. 66 cpv. 1 Les Pubb).
A norma dellart. 66 cpv. 2 Les Pubb sono punibili il gestore, il gerente, il titolare della patente o i loro rappresentanti.
3.La Sezione dei permessi e dellimmigrazione ha multato la ricorrente, in applicazione delle predette norme, quale gerente del __________, __________, per aver consentito che venissero servite bevande alcoliche a una minorenne e per aver altresì consentito lingresso nel locale a un numero di avventori oltre il limite contemplato nellautorizzazione alla gestione e nella patente (donde la menzione nel rapporto di contravvenzione dapprima e nella decisione impugnata in seguito degli art. 4 e 28 Les Pubb).
I fatti rimproverati allinsorgente sono stati accertati in seguito a un controllo effettuato dalla Polizia cantonale, Gendarmeria di __________, in data __________ 2007, alle ore 22.30 circa, su segnalazione dei familiari della minorenne colta da malore dopo lassunzione di una bevanda alcolica (cfr. rapporto dinchiesta della Polizia del 23 maggio 2007 e certificato medico 21 maggio 2007).
4.La ricorrente contesta gli addebiti a lei mossi, negando qualsiasi sua responsabilità per laccaduto, giacché non era presente nel momento in cui è stata servita la bevanda alcolica alla minorenne.
Sostiene dunque di non aver personalmente compiuto alcuna infrazione alla Les Pubb così come sostenuto dallautorità cantonale. In particolare, assevera che non si può rimproverarle di aver servito una bevanda alcolica alla minorenne. Ritiene poi di non essere punibile, poiché non si è resa autrice colpevole con coscienza e volontà della contravvenzione alla Les Pubb.
Inoltre, considerato che linchiesta di polizia ha permesso di stabilire che a servire la bevanda alcolica alla minorenne è stato il signor __________, marito della gestrice e collaboratore saltuario del locale, ella pretende che la procedura di contravvenzione avrebbe dovuto essere avviata nei confronti di questultimo, autore materiale dellinfrazione (cfr. ricorso pag. 3, punto 3).
Soggiunge che nella decisione impugnata non si fa riferimento alladdebito relativo al servizio di bevande alcoliche a una persona di età inferiore ai 18 anni, nonostante nel rapporto di contravvenzione sia stato menzionato. In particolare, a suo dire, le norme menzionate nella decisione non si riferiscono al divieto di servire alcool ai minorenni (cfr. ricorso pag. 4 punto 4).
Infine, contesta lammontare della multa, che ritiene sproporzionato, siccome non tiene minimamente conto della situazione, dellentità della presunta infrazione e della totale assenza di colpa.
5.In concreto, le argomentazioni addotte non sono liberatorie.
Anzitutto si noti che il fatto che la ricorrente non fosse presente nellesercizio pubblico non è contestato; in effetti, non le viene rimproverato di aver personalmente servito le bevande alcoliche, ma di aver permesso che ciò accadesse. Del resto, tale addebito risulta specificatamente dal rapporto di contravvenzione che linsorgente ha ammesso di aver ricevuto. Sebbene sarebbe auspicabile che lautorità di prime cure riprendesse la fattispecie nella decisione impugnata, senza limitarsi a rinviare al rapporto di contravvenzione, in concreto i rimproveri mossi erano perfettamente chiari e noti allinsorgente, che era stata invitata ad esprimersi in merito; nulla muta a tale conclusione il fatto che lautorità abbia erroneamente indicato nel rapporto di contravvenzione e quindi nella decisione impugnata lart. 57 lett. b, anziché lart. 50 lett. b Les Pubb. Trattasi, a non averne dubbio, di un errore di battitura facilmente ravvisabile, che non inficia la decisione.
Ciò premesso, va detto che il fatto che ella non fosse presente non è rilevante. In effetti, la responsabilità del gerente - sia esso attivo in proprio o per conto del gestore, in un rapporto di subordinazione - sancita dallart. 53 LEs Pubb, è estesa anche alla sua assenza (cfr.Marco Garbani, Commentario alla LEP, Bellinzona 2005, n. 53.17 ad art. 53 Les Pubb).
In pratica il gerente non si sottrae alle proprie responsabilità argomentando che egli era assente (cfr.Marco Garbani, op. cit.).
6.In concreto, come detto, effettivamente risulta che la ricorrente era assente in occasione del controllo, in quanto la sua presenza allinterno del locale è di quattro ore giornaliere, che vengono effettuate al mattino dalle ore 07.00 alle ore 09.00 e dalle 12.00 alle ore 14.00 (cfr. verbale di interrogatorio 16 maggio 2007). Durante questa assenza, era comunque responsabile dellesercizio pubblico, anche se la gestrice o il di lei marito la sostituivano.
In particolare, alla ricorrente si rimprovera di aver permesso la vendita di una bevanda alcolica (Vodka Blu) a una minorenne allinterno del __________, __________, in violazione dellart. 50 lett. b Les Pubb. Si noti che questa disposizione riguarda unicamente il gerente, ad esclusione dei suoi collaboratori (che vanno semmai puntiti sulla base di altre disposizioni di legge). Il gerente può liberarsi dalla sua responsabilità dimostrando che ha impartito le necessarie direttive ai propri collaboratori e che non ha oggettivamente potuto impedire la consegna della bevanda alcolica al minorenne. Il gerente (o chi collabora con lui) è tenuto a verificare chi ordina e a chi fornisce le bevande alcoliche (cfr.Marco Garbani, op. cit., n. 50.4 ad art. 50 Les Pubb), ritenuto che in caso di dubbi circa letà del cliente deve esigere la presentazione di un documento ufficiale di legittimazione (art. 53a Les Pubb).
Nel verbale dinterrogatorio 16 maggio 2007 a pag. 2 la ricorrente ha affermato di essere a conoscenza del fatto che la gestrice e il di lei marito servivano abitualmente alcolici a minorenni e di averli per questo motivo ripresi più volte, concludendo che, nonostante tutto, avevano continuato a fare ciò che volevano. Ella ha pure soggiunto che se il malandazzo fosse perdurato avrebbe provveduto a ritirare la gerenza.
Orbene, come risulta dalle dichiarazioni dellinsorgente medesima, è pacifico che i ripetuti rimproveri sono rimasti infruttuosi, ovvero non si sono rivelati sufficienti a dissuadere la gerente e il di lei marito dal dispensare bevande alcoliche ad avventori minorenni. Di fronte a simile consapevolezza (sulla base della quale non poteva nemmeno escludere che fossero serviti superalcolici), linsorgente avrebbe dovuto prendere ulteriori provvedimenti, dipartendosi se del caso anzitempo dal contratto che la legava alla gestrice: non avendolo fatto ella ha assunto il rischio che simili infrazioni fossero nuovamente perpetrate, compiendo perlomeno per dolo eventuale quello che le viene rimproverato. Daltro canto, come emerso dal rapporto dinchiesta, era risaputo che nellesercizio pubblico in questione vi era una presenza di avventori oltre il numero consentito(non è la prima volta che i nostri servizi intervengono presso il __________, sia per disturbo alla quiete pubblica (segnalati al Municipio di __________) e per labbondante affollamento del locale oltre il numero)(cfr. rapporto pag. 2/3), interventi che non potevano passare inosservati e che dovevano essere noti alla gerente, giacché domiciliata nel borgo rivierasco.
In definitiva, a prescindere da chi abbia materialmente consegnato la bevanda alcolica alla minorenne e da chi abbia fatto entrare un numero di avventori superiore a quello consentito, lassenza non esimeva dalla propria responsabilità la gerente, che risulta essere punibile per la cosiddetta culpa in vigilando, considerato che non ha mai concretamente ed efficacemente preso le opportune misure per evitare che i fatti contestati potessero accadere.
7.Quanto alla commisurazione della multa, tenuto conto da un lato della chiara responsabilità della ricorrente e dallaltro del fatto che non risultano precedenti a suo carico, questo giudice ritiene che un importo di fr. 1200.- risulti confacentemente proporzionato alla gravità delle infrazioni commesse (caratterizzate, come detto, da culpa in vigilando), rettamente commisurato al grado di colpa e contenuto nei limiti concessi dalla legge.
Il ricorso deve pertanto essere parzialmente accolto nella misura che precede, con conseguente adeguamento degli oneri di primo grado. Tasse e spese per lodierno giudizio seguono la soccombenza preponderante della ricorrente (art. 15 LPContr).
per questi motivi visti gli art. 4, 28, 50 lett. b, 66 Les Pubb; art. 80 e 81 RLEs Pubb; 1 e segg. LPContr;
dichiara e
pronuncia: 1.Il ricorsoè parzialmente accoltoe la decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1 è inflitta una multa di fr. 1200.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 200.- e alle spese di fr. 40.-.
2.La tassa di giustizia di fr. 150.- e le spese di fr. 50.- sono a carico della ricorrente.
3.Intimazione a:
Il presidente: Il segretario:
Avvertenza:contro il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) per i motivi previsti dagli art. 95 e 97 LTF, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).