Sachverhalt
Nel 1997 egli ha conosciuto limputato in occasione di un ritiro spirituale in un __________ a __________ in India con Sai Baba. Circa un anno dopo, AP 1 ha aperto una nuova relazione bancaria, denominata AP 1, presso l__________ ed ha incaricato IM 1 della sua gestione, concedendogli, il 18 dicembre 1998, procura amministrativa sul conto, con la facoltà di eseguire investimenti e disinvestimenti, ma non di effettuare prelevamenti non autorizzati (allegato alla querela, AI 1).
Il capitale girato sul conto AP 1 dallaccusatore privato è stato di USD 678'515.- (AI 1).
Il prevenuto ha, da quel momento, gestito gli averi depositati sul conto in questione, collocandoli in vari titoli azionari, obbligazionari e in fondi dinvestimento che, al 18 maggio 2001, avevano raggiunto complessivamente un valore di fr. 892'866.54 (estratto bancario allegato alla querela, AI 1).
La corrispondenza bancaria non veniva ricevuta dal titolare, ma dal gestore esterno, rispettivamente rimaneva in banca. Limputato sottoponeva, tuttavia, regolarmente a AP 1 degli estratti conto anonimi, allestiti su carta bianca.
Il mandato conferito allimputato con contratto del 18 dicembre 1998 (allegato allAI 1) lo autorizzava a disporre in misura illimitata del patrimonio del cliente (ad amministrare senza restrizioni i valori patrimoniali contabilizzati) e a muoversi con operazioni ad alto carattere speculativo. AP 1 e limputato non hanno in effetti concordato, nemmeno al di fuori del contratto scritto, alcun particolare limite al mandato, né alcun tipo di profilo dinvestimento, tanto che lo stesso accusatore privato ha ammesso che il suo consulente avevacarta bianca(MP di confronto 14 febbraio 2012, AI 66, pag. 7).
Con la sottoscrizione del documento del 18 dicembre 1998, AP 1 ha confermato - come si legge esplicitamente nelle clausole in esso contenute - di essere stato informato chei summenzionati strumenti finanziari derivati e a termine non sono utilizzati unicamente a fini di garanzia e che a seconda del prodotto e della strategia il rischio delle perdite può essere notevolenonché che leoperazioni con strumenti finanziari derivati e a termine eseguite dal mandatario avvengono a rischio del mandante.Il cliente ha pure confermato, firmando il contratto, di conoscere il funzionamento degli strumenti derivati e delle borse.
Il risultato maggiorato era dovuto, tra le altre cose, a:
-saldi errati;
-a indicazioni di titoli con corso maggiorato con conseguente sopravvalutazione;
-quantità di titoli indicata maggiore di quella reale (in due casi);
-presenza solo sulle situazioni patrimoniali rilasciate da IM 1 di titoli __________ anche dopo che essi sono stati venduti;
- presenza solo sugli estratti rilasciati dal prevenuto dei titoli __________ e __________, non quotati in borsa e non contabilizzati da __________ (AI 75, pag. 6 seg.).
Le ricerche effettuate dallEFIN non hanno permesso di appurare se i titoli __________ e __________ esistessero realmente o meno (AI 75, pag. 7).
Questi due titoli, oltre a __________, anchesso presente nelle situazioni patrimoniali di __________, non sono mai stati, di fatto, quotati ufficialmente e quindi mai realmente monetizzabili (AI 75, pag. 9).
a) che i presunti reati di cui ai punti (di seguito solo pti.) 1, nella sua doppia variante, e 2 dell'AA sarebbero eventualmente avvenuti dal 18 maggio 2001 (data del primo rendiconto agli atti della relazione AP 1, VI PP AP 1 15.7.2008 all. 1 e Al 1 pag. 1) al 12 gennaio 2004 (data dell'ultimo rendiconto agli atti così come allestito da IM 1, VI PP AP 1 15.7.2008 all. 1 e Al 1 pag. 4);
b) che almeno il 12 aprile 2002 AP 1 ha sottoscritto una dichiarazione in cui attesta di aver "preso visione delle posizioni titoli e dei saldi" del suo conto AP 1, il cui importo in conto corrente, in obbligazioni e come controvalore titoli corrisponde esattamente al relativo estratto patrimoniale di __________ a tale data (VI PP IM 1 28.9.2011 doc. 3);
c) che perlomeno il 12 aprile 2002, il 16 dicembre 2002 e 27 giugno 2003 AP 1 ha direttamente ordinato a __________ tre diversi bonifici (Al 28), di cui quello del 16 dicembre 2002 eseguito su un ordine di pagamento della stessa banca (AI 28), da cui il dover concludere che, perlomeno quel giorno, AP 1 si trovasse presso gli uffici di un'agenzia __________ di __________, ciò che è peraltro confermato anche da __________ (di seguito solo __________) nel suo VI PP 16.12.2010 secondo cui "D: il cliente AP 1 Le ha mai chiesto ragguagli in merito alla situazione del suo conto (stato patrimoniale del conto/andamento degli investimenti)? Se sì, quando, rispettivamente, con quale frequenza le chiedeva queste informazioni? R: che io ricordi, lo ha fatto nel 2002 quando si è presentato in banca per firmare l'ordine di bonifico di400'000.- del 16 dicembre 2002. D: corrisponde al vero, come sostenuto da IM 1, che il cliente AP 1 si era incontrato con Lei in più occasioni, prendendo visione dei suoi estratti conto? R: non ricordo. Ribadisco di ricordare di avere avuto contatti con il cliente a far tempo dal 2002" (VI PP __________ 16 dicembre 2010 pag. 2 e 3);
d) che, a parziale comprova di quanto indicato al cons. 3, perlomeno i titoli fuori mercato __________ furono acquistati col consenso di AP 1, visto che già il 10 gennaio 2000 ne ordinò il relativo acquisto per USD 5000.- (Al 28);
e) che dal 16 gennaio 2002 l'imputato non ha volutamente più richiesto le commissioni in suo favore per la gestione della relazione AP 1 (Al 94), mentre che in forza all'Al 94 e al suo scritto 25.11.2014 (doc. TPC 19) è la stessa PP a fissare in complessivi 3984.-[recte: USD 3'984.-]le commissioni da lui conseguite nel periodo maggio/giugno 2001 ([recte: USD]1'034.-) rispettivamente per i mesi di luglio 2001/gennaio 2002 ([recte: USD]2950.-), ritenuto che la pubblica accusa non è riuscita a documentare alcun incasso da parte di IM 1, che del resto Io nega (cons. 3), di qualsivoglia retrocessione per tutto il periodo indicato nell'AA;
f) che anche solo partendo dalle sue dichiarazioni nei VI PP 15 luglio 2008 a pag. 4 e dal riacquisto da parte di IM 1, dopo il gennaio 2004 (pto. 1 dell'AA), dei titoli fuori mercato __________ comperati il 27 giugno 2003 al costo di 10'000.- (Al 75 pag. 8), l'AP (art. 118 segg. CPP) avrebbe conseguito un utile, o perlomeno una diminuzione del suo passivo, di 10'000.-, pari a USD 12400.- (Al 75 pag. 8), senza altresì dimenticare, sempre a dire di AP 1, l'ulteriore consegna fattagli dall'imputato di 12'500.-, vuoi per contanti o per bonifico (VI PP AP 1 15.7.2008 pag. 4);
g) che gli asseriti documenti falsi di cui al pto 2 dellAA sono quelli indicati a pag. 2 dello scritto 25 novembre 2014 del PP (doc. TPC 19) e meglio i rendiconti della relazione AP 1 del 18 maggio 2001, 27 febbraio 2002, 9 aprile 2002, 4 giugno 2002, 12 settembre 2002 e 28 gennaio 2003 (per unesemplare si veda VI PP AP 1 15.7.2008 all. 1), 12 giugno 2003 (perun esemplare si veda VI PP IM 1 12.12.2008 all. 1),16 dicembre 2003 e 12 gennaio 2004 (per un esemplare si veda VI PP AP 115.7.2008 all. 1). (sentenza impugnata, consid. 4, pag. 8 segg.).
Deciso il proscioglimento, la Corte non è entrata nel merito delle pretese di indennizzo avanzate dallAP per complessivi fr. 513'655.- (sentenza impugnata, consid. 11, pag. 14).
Truffa e amministrazione infedele qualificata
La sanzione è la pena detentiva sino a tre anni o la pena pecuniaria (art. 158 n. 1 cpv. 1 CP). Per il terzo capoverso del citato disposto, il giudice può pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto.
Ladempimento della fattispecie di base presuppone la realizzazione di tre condizioni oggettive ed una soggettiva: è necessario che lautore abbia avuto una posizione di gerente (Forum Poenale 2/2011, pag. 69 segg. ed ivi ripresa sentenza del Bezirksgericht di Zurigo, 9. Abteilung, del 3 settembre 2010, con riferimenti dottrinali), che egli abbia violato un obbligo che gli incombeva nellambito di tale funzione, che ne sia risultato un pregiudizio e che egli abbia agito intenzionalmente o con dolo eventuale (Bernard Corboz, op. cit., n. 2 segg. ad art. 158; Niggli, Basler Kommentar, n. 9 segg. ad art. 158; Stefan Trechsler, Praxiskommentar, n. 2 segg. ad art. 158; DTF 123 IV 17, 122 IV 279 e 120 IV 190).
Perseguita è la violazione intenzionale dei doveri di amministrare e di sorvegliare che derivano dalla legge, da un mandato ufficiale o da un negozio giuridico (Mauro Mini, La legge sullesercizio delle professioni di fiduciario, 2002, p. 225 e 226 e riferimenti).
Lautore deve, così, essere tenuto a gestire gli interessi pecuniari altrui o a sorvegliarne la gestione. E, quindi, necessario che egli abbia un dovere di amministrazione o di tutela.
Gestore ai sensi della norma è colui che dispone di sufficiente indipendenza nel senso di un potere di amministrazione autonomo sul patrimonio affidatogli (DTF 129 IV 124 consid. 3.1,123 IV 17consid. 3b,120 IV 190consid. 2b). E, dunque, indispensabile, affinché vi sia gestione ai sensi dellart. 158 CP, che il gestore goda di unautonomia sufficiente su tutto o su parte del patrimonio altrui, sui mezzi di produzione o sul personale di unazienda (STF del 2 febbraio 2009, 6B_931/2008, consid. 2.1; DTF 123 IV 17 consid. 3b; 120 IV 190 consid. 2b).
La norma in questione precisa che il dovere di gestione o di salvaguardia di interessi pecuniari altrui può derivare dalla legge, da un mandato ufficiale, da un negozio giuridico o anche da una gestione daffari senza mandato (FF 1991 II 1018; per esempi concreti cfr. Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 7° ed., Berna 2010, § 19 n. 10). Questultima possibilità concerne in modo particolare i casi in cui il gerente prosegue la propria attività dopo la morte del mandante, senza essere al beneficio di un valido mandato post mortem.
Il potere di amministrazione autonomo sui beni affidati può manifestarsi sia attraverso la stipulazione di atti giuridici, sia con lobbligo di difendere, sul piano interno, precisi interessi patrimoniali, sia, infine, con il compimento di atti materiali (Geschäftsführer im Sinne von Art. 159 aStGB ist, wer in tatsächlich oder formell selbständiger und verantwortlicher Stellung im Interesse eines andern für einen nicht unerheblichen Vermögenskomplex zu sorgen hat.Geschäftsführer ist nicht nur, wer Rechtsgeschäfte nach aussen abzuschliessen hat, sondern auch, wer entsprechend seiner Fürsorgepflicht im Innenverhältnis für fremde Vermögensinteressen sorgen soll, STF 18 gennaio 2003, 6S.711/2000, consid.4.3.; DTF 123 IV 17 consid. 3b).
Perché vi sia reato, il gestore deve aver trasgredito ad un dovere che gli incombe in tale sua qualità (DTF 120 IV 190). Per stabilire se vi è stata una trasgressione, occorre preliminarmente determinare in maniera concreta i contenuti dellobbligo o, detto altrimenti, stabilire quale comportamento avrebbe dovuto adottare lautore. Nelleffettuare questo esame bisogna, tra le altre cose, chiarire se egli era tenuto a conservare il patrimonio oppure se era chiamato a fare in modo che esso aumentasse.
Atti conformi ai doveri di gestione possono anche comportare lassunzione di rischi, la cui concretizzazione non ne rappresenta una violazione (Corboz, op. cit., n. 8 ad art. 158). In effetti, le attività commerciali e di amministrazione di capitali sono sovente e per la loro stessa natura soggette al pericolo di una perdita finanziaria, per cui agire correndo questo rischio può essere conforme al mandato o agli impegni assunti (DTF 105 IV 89, consid. 2b e 2c). In tal senso, dunque, può risultare addirittura contrario ai doveri contrattuali, rispettivamente legali, tralasciare ladozione di una disposizione rischiosa (Stratenwerth/Jenny/Bommer, op. cit., § 19, n. 13).
In simili situazioni, non si può decretare una condanna ai sensi dellart. 158 CP nemmeno nel caso in cui loperazione si concluda con un esito negativo.
Gli obblighi di amministrare e sorvegliare richiedono ladempimento di atti tendenti alla tutela degli interessi patrimoniali altrui (Mauro Mini, op. cit., pag. 227 e riferimenti).
Non ogni inadempimento contrattuale realizza la fattispecie dellart. 158 CP: penalmente perseguibile è la violazione di un obbligo principale da parte dellautore, mentre quella di semplici doveri accessori non realizza il reato (Mario Postizzi, Contratto di Mandato e reato per omissione, in CFPG, Basilea 2009, n. 43, pag. 192).
Esempi di trasgressione dei doveri di gestore sono, tra gli altri, lutilizzo contrario alle regole di un patrimonio affidato, come limpiego non dichiarato di manodopera subordinata allautore per suoi scopi privati o a favore di unaltra ditta (DTF 81 IV 280 seg.), il mancato incasso di tasse dovute e pagabili da parte di un segretario comunale (DTF 81 IV 232), la trascuranza volontaria della promozione della vendita dei prodotti in un chiosco (DTF 86 IV 15), la conclusione di contratti per proprio conto o a favore di terzi concorrenti invece che per conto del proprietario della ditta per la quale lautore lavora (DTF 115 IV 313 consid. 3; 80 IV 248), la deviazione da parte del gerente di una filiale di guadagni spettanti alla casa madre sui conti di una ditta da lui controllata (DTF 109 IV 112 seg. consid. 2a), laccettazione di tangenti in cambio di un comportamento che nuoce agli interessi patrimoniali del committente (DTF 129 IV 124 consid. 4.1), leffettuazione di una serie di investimenti speculativi contrari agli interessi ed alle istruzioni dei clienti (DTF 120 IV 190 consid. 2b).
Il reato è consumato solo se vi è un pregiudizio economico a danno di una terza persona (DTF 120 IV 190 consid. 2b). E il caso quando ci si trova di fronte ad una vera lesione del patrimonio, vale a dire ad una diminuzione dellattivo, ad un aumento dei passivi, ad una mancata diminuzione del passivo o ad un mancato aumento dellattivo, oppure ancora ad una messa in pericolo dellattivo, tale da avere per effetto una diminuzione del suo valore dal punto di vista economico (STF 13 gennaio 2011, 6B_223/2011, consid. 3.3.3 e sentenza 2 febbraio 2009, 6B_931/2008, consid. 4.1).
Un pregiudizio temporaneo è sufficiente (DTF 121 IV 104 consid. 2c).
Laggravante del cpv. 3 dellart. 158 cifra 1 CP prevede che sia punito con una pena detentiva da uno a cinque anni colui che ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto.
Larricchimento deve poi essere illecito, requisito che vien meno se lautore ne ha diritto o pensa in buona fede di averne diritto. Se per contro questultimo non è completamente convinto del suo diritto, ma agisce comunque, lintenzione di procacciare indebito profitto è da riconoscere per dolo eventuale (Corboz, op. cit., n. 14 ad art. 138).