Sachverhalt
Pur trattandosi di una gravidanza gemellare di una donna di mezza età, quindi di una situazione più a rischio rispetto alla norma, sino al momento del parto non vi erano state particolari complicazioni, eccetto un ricovero in clinica alla 33a settimana, dal 26 al 28 febbraio 2008, per una maturazione polmonare fetale, effettuata secondo protocollo senza problemi di sorta (rapporto duscita 12 marzo 2008, AI 9).
Nonostante la posizione cefalica dei nascituri e le contingenze specifiche consentissero il parto vaginale, contrariamente al consiglio del dr. med. AP 1, la signora CO 1 aveva chiesto un taglio cesareo elettivo. Dopo discussione con lei ed il marito, lo stesso è stato programmato per il 25 marzo 2008 (rapporto operatorio 25 marzo 2008, AI 9).
È stato così che il 24 marzo 2008, a 37 e 3/7 settimane di gravidanza, CO 1 è entrata in clinica per essere sottoposta al taglio cesareo.
Gli esami preliminari e quelli del sangue (prelievo effettuato alle 17:00, tabella risultati dei Laboratori medici MCL/LMC, AI 9) hanno permesso di accertare che il suo stato di salute a quel momento era buono. Essendo il valore dellemoglobina (10.1 Hb) nella norma, ma un po più basso di quello stadard di riferimento (per le donne tra i 12 e i 14 Hb), lanestesista dr. med. __________, in accordo con limputato, ha ordinato a puro titolo precauzionale due sacche di eritrociti, cioè di sangue (verbale di audizione __________, allegato al verb. dib. primo grado, pag. 1; PP AP 1 13 ottobre 2008, AI 33, pag. 2).
Il giorno seguente, alle 07:20 come da programma, CO 1 è giunta in sala operatoria per essere sottoposta alloperazione e, dopo incisione in Pfannenstiel classica, con apertura della parete addominale, nonché rottura dei due sacchi amniotici, ha dato alla luce le piccole __________, alle 08:02, e __________, alle 08:03, entrambe in buona salute.
È purtroppo da questo momento in poi che iniziano a subentrare delle complicazioni vieppiù importanti.
In seguito luterotomia è stata suturata. Per poter ottenere una contrattura soddisfacente dellutero e poter iniziare la chiusura della parete addominale si sono dovuti effettuare, oltre a uniniezione di 5 unità per via endovenosa e una perfusione di 20 unità di Syntocinone, uniniezione di Méthérgine in vena ed una a livello miometriale (in utero), accompagnate da un massaggio diretto dellutero (rapporto operatorio 25 marzo 2008, pag. 2, AI 9).
In base alla scheda clinica, le perdite ematiche sino a questo momento sono state stimate in 500 ml (AI 9). Lanestesista ha tuttavia dichiarato che esse erano quantificabili in 1'200 ml (VI __________ 13 ottobre 2008, AI 34, pag. 3).
A posteriori, anche limputato ha stimato in 1000-1'200 ml la perdita, correggendo quanto aveva concluso al momento del parto (verbale di audizione dellimputato, allegato al verb. dib. primo grado, pag. 2).
I periti giudiziari, come vedremo, hanno quantificato le perdite in quantitativi circa quattro volte superiori.
Terminate le operazioni di sutura, la paziente è stata affidata alla levatrice __________ per essere portata in reparto e il dr. med. __________ ha dato ordine di effettuare un esame dei valori dellemoglobina, in base al quale si sarebbe potuto sapere con maggior esattezza se vi era stata unimportante perdita di sangue (verbale di audizione __________, allegato al verb. dib. primo grado, pag. 2).
A quel momento CO 1 era vigile e presente, rispondeva alle domande, ma tendeva ad addormentarsi facilmente, pur essendo sempre svegliabile (verbale di audizione __________, allegato al verb. dib. primo grado, pag. 1; foglio di sorveglianza 25.3.2008, AI 9).
Una volta giunta in reparto, alle 09:15 (foglio di sorveglianza, AI 9), __________ ha subito effettuato anche un controllo ostetrico, notando che la neo mamma aveva un fondo uterino contratto, con perdite ematiche che inizialmente apparivano nella norma, ma soprattutto, fattore allarmante, che soffriva di ipotensione arteriosa. Informato di questo fatto lanestesista, lostetrica ha ricevuto lindicazione somministrare 1 ml di Efredina (che aumenta la pressione), di procedere ad aumentare i liquidi in endovena, di posizionare la donna con le gambe in alto (posizione Trendelenburg) e di fornire ossigeno (verbale di audizione __________, allegato al verb. dib. primo grado, pag. 1). Non potendo fare tutto da sola, __________ ha chiesto aiuto alla collega TE 1.
Nel frattempo il laboratorio _________ dellOspedale ha effettuato unanalisi dei campioni di sangue prelevati alla paziente, dalla quale sono risultati dei valori dellemoglobina allarmanti, 3.1 Hb, accompagnati da un ematocrito dello 0.10 Hct (a fronte di un valore di riferimento generico tra 0.35 e 0.45 Hct), eritrociti 1.17 tera/l (valore di riferimento tra 3.90 e 5.25), MCHC (concentrazione cellulare media di emoglobina) 298 g/l (valore di riferimento tra 315 e 360), e trombociti (piastrine) a 80 g/l (valore di riferimento tra 160 e 370).
I dati sono risultati talmente bassi da far ipotizzare un malfunzionamento dellapparecchio e indurre la responsabile del laboratorio, TE 2, a ripetere il test:
A domanda dellavv. DI 1 rispondo che ho controllato due volte il primo risultato dei valori dellemoglobina perché non avevo mai visto un valore così basso. Io ricordo di aver passato due volte il campione sullapparecchio perché poteva anche darsi che fosse passata una bolla e avesse influenzato negativamente il risultato. (verb. dib. dappello, pag. 4 seg.).
Lanalisi di controprova ha portato ad un esito analogo, confermando i primi dati: emoglobina 3.2 Hb, ematocrito dello 0.10 Hct, eritrociti 1.18 tera/l, MCHC 308 g/l e trombociti (piastrine) a 79 g/l.
Non appena ricevuti i secondi risultati, TE 2 ha chiamato in reparto per darne notizia. Non è appurato chi abbia risposto alla chiamata, ma è certo che __________ ne è stata immediatamente informata (PP __________ 6 febbraio 2009, AI 70, pag. 3).
A detta della capo laboratorio, questo è avvenuto verso le 09:39 (verb. dib. dappello, pag. 5). Gli orari indicati sugli estratti dellapparecchio sono delle 09:35:49 per il primo screening e 09:37:33 per il secondo (doc. dib. dappello n. 1). La stessa TE 2 ha comunque precisato che questi sono dati temporali meno precisi rispetto a quelli dei documenti che si ritrovano allAI 9, che indicano le 09:35 come momento dellesame.
Non vi è dunque chiarezza circa il momento della telefonata con la segnalazione del tenore di emoglobina. In virtù del principio in dubio pro reo, questa Corte ritiene quindi di dover accertare che questa è avvenuta subito dopo lottenimento dei risultati delle 09:37:33, unico dato certo. In effetti, nonostante laffermazione della teste che ha parlato delle 09:39, non vi è alcun elemento concreto per considerare provato un simile orario.
Daltro canto, come vedremo in seguito, un paio di minuti di differenza non hanno alcuna influenza sullesito della vertenza.
Subito dopo essere stata avvisata dei risultati dellemoglobina, __________ ha preso contatto con lanestesista, ed ha chiesto alla collega TE 1 di avvertire il dr. med. AP 1, che in quel momento era in sala operatoria, che i valori dellemoglobina erano molto bassi, che la paziente era ipotesa e che presentava importanti perdite ematiche. A questa notizia, il medico ha subito dato ordine di trasfondere le due sacche di sangue che erano state riservate dal giorno prima.
Al processo dappello, ella ha avuto modo di chiarire cosa esattamente le è stato ordinato dallimputato:
A domanda dellavv. DI 1 dichiaro di ricordare di aver chiamato il dottor AP 1 su delega dellostetrica non appena ricevuti i risultati dellemoglobina. Il dottor AP 1 mi ha risposto ordinando di partire subito con la somministrazione delle due sacche già riservate e di ordinarne altre quattro. (verb. dib. dappello, pag. 8).
Analogamente, nello stesso tempo, poco dopo le 09:37 (sempre in base a quanto accertato in precedenza), anche il dr. med. __________, contattato dalla levatrice, ha dato lordine di trasfondere la paziente con due sacche (verbale di audizione __________, allegato al verb. dib. primo grado, pag. 2).
TE 1 è così uscita per andare in camera della donna a prendere la tessera con il gruppo sanguigno e poi in ufficio a recuperare i formulari. Nel percorso da lì al laboratorio, davanti allascensore, ella ha incrociato il dr. med. AP 1 che le ha firmato il formulario dordinazione delle 4 sacche supplementari. Anche questo fatto ha potuto essere acclarato solo in sede ricorsuale, poiché fino a quel momento, dalle dichiarazioni, sembrava che ad essere stato firmato fosse solo un documento per la richiesta delle due sacche già riservate il 24 marzo 2008:
Ricordo, come ho già dichiarato, di avere incrociato il dottor AP 1 davanti ascensore mentre mi stavo recando in laboratorio per ritirare le prime due sacche. Ricordo pure che, in quelloccasione, egli ha sottoscritto il formulario per lordinazione delle quattro sacche di sangue non riservate.
Al momento in cui il laboratorio mi aveva chiesto di prelevare un altro campione di sangue per rifare lesame dellemoglobina, io ho pure prelevato delle fiale aggiuntive in modo da poter guadagnare tempo qualora fosse stato necessario ordinare più sangue. Queste provette servono per testare la compatibilità del sangue della paziente con quella da trasfondere.
Al presidente preciso che per ritirare le sacche di sangue riservate il giorno prima non era necessaria più alcuna firma da parte del dottor AP 1. (verb. dib. dappello, pag. 8).
Linfermiera si è recata quindi in laboratorio, ha lasciato le provette con i campioni dellultimo prelievo ed ha preso le due dosi di eritrociti già disponibili.
Dalla documentazione prodotta (doc. dib dappello 1), risulta che poi, alle 09:52:54, è stata effettuata unulteriore verifica dei valori, in esito alla quale il tenore dellemoglobina è stato ancor più basso, 2.8 Hb. Questo esame è stato fatto su un nuovo campione, richiesto a __________ dal laboratorio e prelevato dalla paziente dallinfermiera TE 1 (PP TE 1 6 febbraio 2009, AI 71, pag. 2).
Il prevenuto ha così proceduto ad un massaggio manuale esterno con lo scopo di espellere i coaguli sanguigni e mantenere la pressione uterina (PP AP 1 13 ottobre 2008, AI 33, pag. 2).
Nel frattempo, linfermiera TE 1 è rientrata in reparto con le sacche di eritrociti, la trasfusione della prima delle quali è subito iniziata, agevolata dallutilizzo dellapparecchio spremi sacche. Alcuni minuti dopo, linfermiera TE 1 è ritornata dalla paziente accompagnata dallinfermiera anestesista __________ (detta __________), che aveva portato con sé un altro apparecchio per trasfondere e scaldare il sangue. Proprio questultima ha provveduto ad aprire una seconda via venosa.
Dal foglio di sorveglianza (AI 9) risulta che la prima sacca è stata trasfusa alle 09:38 e la seconda sacca di eritrociti è stata somministrata alle ore 10:00. Già in base agli accertamenti sullorario delle telefonate, ma anche per quanto verrà detto in seguito, questi orari non appaiono affidabili. Anzi sono errati.
Nel giornale di laboratorio, invece, quale ora del ritiro delle prime due sacche, sono indicate le 10:00 (AI 9).
In base a queste prove, si può dare per accertato che il trasferimento è avvenuto attorno alle ore 11:00. Il rapporto speciale allestito dal prevenuto il 27 marzo 2008 (AI 9) indica proprio in questorario il momento dellarrivo in cure continue e la scheda Centro cure continue Clinica __________ (AI 9), riporta che la paziente è stata solo 10 minuti in cure continue.
A questo punto, visto il persistere della problematica, limputato ha deciso di procedere ad un intervento di isterectomia (asportazione dellutero), facendo ricondurre immediatamente la paziente in sala operatoria.
Alle 11:10 CO 1 è giunta in sala operatoria (cartella servizio di sala operatoria, AI 9), alle 11:22 è stata avviata lanestesia da parte del dr. med. __________. Lintervento chirurgico vero e proprio, effettuato dallimputato con lassistenza del dr. __________, ha avuto inizio poco dopo, alle 11:30, con lasportazione dellutero.
Durante loperazione sono stati somministrati 3 flaconi di plasma e 3 sacche di eritrociti: le prime due dosi di eritrociti sono arrivate in sala operatoria dalle cure continue, con la paziente, mentre i 3 flaconi di plasma fresco sono stati consegnati verso le 11:50 e verso le 12:00 è stato somministrato il terzo sacchetto di eritrociti (rapporto anestesiologico, AI 8, pag. 1).
Nei 30 minuti dallinizio delloperazione, la paziente è stata sempre emodinamicamente stabile, con una pressione attorno a 95/50 mmHg e un polso di 90 b/min.
Qualche minuto dopo le 12:00, mentre lintervento era ancora in corso, lanestesista è stato chiamato nella sala operatoria vicina perché quello ivi effettuato era terminato. Alle 12:10 egli ha dovuto tuttavia rientrare durgenza al capezzale della signora CO 1 poiché linfermiera __________, arrivata per portare due sacche di plasma, guardando il monitor aveva notato che erano apparsi valori da ipocapnia, essendo il tasso di anidride carbonica passato da 34 a 17 mmHg (rapporto anestesiologico, AI 8, pag. 1). In quel momento lutero era già stato estratto e si stava per dare inizio alla chiusura della laparotomia (Rapporto operatorio dellisterectomia addominale, AI 9, pag. 2)
Il dr. med. __________ ha proceduto a far cambiare il tubicino del capnografo, onde scongiurare la presenza di vapore nello stesso, e ha subito avvisato i medici presenti che se non fosse stato quello il problema, vi era la possibilità di unembolia in corso. Alle 12:15 ha aumentato la dose di ossigeno al 100% e ha somministrato in endovenosa alla paziente medicamenti per lanestesia.
Alle 12:17 è stato sostituito il tubo del capnografo ma nonostante ciò lipocapnia è peggiorata. Un minuto dopo i colleghi hanno segnalato allanestesista che la donna si stava svegliando e iniziava a spingere con laddome, per cui egli ha proceduto subito alla ventilazione manuale e le ha somministrato un miorilassante.
Alle 12:25 il dr. med. __________ ha notato sullelettrocardiogram-ma un allargamento del QRS (onde dello schema) e quindi un abbassamento della frequenza cardiaca (brachicardia), seguita dopo pochi secondi da un arresto cardiaco (asistolia).
A quel punto, lanestesista ed il dr. med. __________, giunto nel frattempo in sala operatoria, hanno iniziato la rianimazione: questultimo ha effettuato il massaggio cardiaco, mentre il primo ha continuato a ventilarla ed ha proceduto a somministrarle medicamenti appositi quali adrenalina e atropina (rapporto anestesiologico, AI 8, pag. 2).
Dal canto suo, il dr. med. __________, chirurgo presente in clinica ed entrato, per puro caso, in sala per vedere come stava la paziente (conoscendone bene i famigliari), ha preso atto dellurgenza e si è prestato a dar manforte, procedendo ad un clampaggio dellaorta addominale sotto larteria mesenterica inferiore, per aumentare il flusso ematico negli organi vitali.
Nonostante tutti i tentativi, comprese un paio di defibrillazioni, il cuore di CO 1 ha avuto solo dei timidissimi rilanci e lei non si è mai ripresa realmente. Il sospetto di unembolia trombotica si è fatto pian piano largo tra i presenti. Volendo tentare il tutto per tutto per salvare la vita alla neomamma, verso le 13:00, il dr. med. __________ ha preso contatto con il dr. med. __________, del __________ di __________, per verificare se vi fosse la possibilità di intervenire chirurgicamente. Essendo la disponibilità del nosocomio a prendersi carico della paziente subordinata allesecuzione di un esame econtranstoracito, è stato chiesto al dr. med. __________, cardiologo, di procedere in tal senso. Da tale verifica è risultata la conferma di una embolia polmonare massiccia, con dilatazione del ventricolo sinistro. Di conseguenza è stato subito organizzato un trasporto a __________ con lelicottero della REGA, partito alle 14:41 (AI 12, doc. 5).
Nel frattempo, non essendo stato portato a termine lintervento, in vista del trasporto, si è proceduto ad inserire delle garze laparotomiche per tamponare laddome, nonché a riavvicinarlo con dei punti di Donati ed un foglio adesivo Ioban a chiusura dellincisione (AI 12, doc. 1, lettera di decesso del 27 marzo 2008).
Purtroppo tutti gli sforzi per riattivare il miocardio e la circolazione, nonostante qualche segnale allapparenza positivo come la risalita dei valori (compreso quello dellemoglobina, riportato a 7.9 Hb alle 16.10, AI 12, doc. 20) sono risultati vani e la paziente è deceduta alle ore 16:45.
In data 18 maggio 2009, il procuratore pubblico incaricato delle indagini ha dato mandato ai prof. __________ e __________, dellUniversità di Genova, di allestire una perizia medico legale. Il relativo referto è stato redatto il 25 settembre 2009 (AI 86).
Pur non essendovi una domanda diretta, in merito alle cause della morte di CO 1, i due esperti si sono così espressi:
Il caso della sig.ra CO 1 riguarda, dunque, il decesso di una donna per emorragia post cesareo eseguito per gravidanza gemellare a cui era stata riscontrata una placenta parzialmente accreta. Il decesso è avvenuto nel postpartum a causa della massiva perdita ematica nonostante lesecuzione di procedure per fermare la perdita ematica e di pratiche rianimatorie.
( ) Nel caso della sig.ra CO 1 la perdita ematica alla fine dellintervento era stata del 70% circa della massa di sangue, tenendo conto dei valori iniziali di 10.1 g/dl e del valore ottenuto alle 09:20 di 3.2 g/dl dopo la fine del cesareo.
Anche se è necessario considerare una certa quota di diluzione come conseguenza della somministrazione di liquidi durante lanestesia, la perdita ematica a quel momento era stata di circa 4000-5000 ml.
( ) La paziente è stata trasferita in sala operatoria per listerectomia ( ). Durante lintervento non è stata considerata la possibile insorgenza di una coagulazione intravasale disseminata (CID) da patologia da consumo, che ha portato a shock e quindi ipocapnia ed arresto cardiocircolatorio: tale condizione era da ritenersi più probabile in una situazione di CID rispetto ad unembolia polmonare.
( ) Nel caso della signora CO 1 la non adeguata interpretazione della situazione ha portato ad un intervento cardiochirurgico non utile, ma quando ormai la paziente si trovava in una situazione disperata.
( ) Lintervento di isterectomia è stato deciso quando ormai la patologia coagulatoria da consumo era già in atto in maniera irreversibile. (AI 86, pag. 51-54).
Questa Corte ritiene di poter condividere le conclusioni testé riassunte e di ascrivere la morte alle suddette complicanze. In altri termini, la vittima ha perso la vita a seguito delle gravi complicazioni insorte a causa delle importanti perdite di sangue subite a partire dalla nascita delle sue piccole gemelle.
Dal canto suo, la difesa ha commissionato al prof. dr. med. __________, del Servizio dostetricia dellOspedale universitario di Ginevra, una contro perizia, il cui esito è stato formalizzato nel rapporto trasmesso agli inquirenti il 6 ottobre 2011 (AI 119 nella versione francese e AI 128 in quella tradotta).
Lo stesso è stato inviato poi ai periti giudiziari, che hanno allestito una relazione di chiarimenti sulla relazione del prof. __________ del 1° dicembre 2012 (AI 138).