Sachverhalt
Lindizio, per consolidata dottrina e giurisprudenza, è una circostanza di fatto certa dalla quale si può trarre, dopo unprocesso di induzione condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso sulla base di una loro valutazione dinsieme,una conclusione circa la sussistenza o non del fatto da provarsi(Hauser/Schweri/Hartmann, Schweizerisches Strafprozessrecht, Basilea 2005, § 59, n. 12 a 15 con richiami, pag. 277; Manzini, Trattato di diritto processuale penale italiano, Vol. terzo, 1956, pag. 416 e segg.; Rep. 1980 pag. 192 consid. 3; Rep. 1980 pag. 147 consid. 4).
In assenza di prove tranquillanti e sicure, si può, dunque, emanare un giudizio di condanna soltanto se vi sono più indizi - cioè fatti certi - che, correlati logicamente nel loro insieme, consentano deduzioni precise e rigorose così da far concludere che lesistenza dei fatti ritenuti nellatto di accusa non può essere ragionevolmente posta in dubbio (cfr. Hans Walder, Der Indizienbeweis im Strafprozess, in RPS 108 (1991) pag. 309 cit., in part., in STF 6P.72/2004 del 28 giugno 2004 consid. 1.2 ed in 6P.37/2003 del 7 maggio 2003 consid. 2.2; cfr. anche STF 6P.218/2006 del 30 marzo 2007 consid. 3.9; cfr. pure sentenze CARP 17.2011.55 del 26 ottobre 2011 consid. 11; 17.2011.42 del 2 settembre 2011 consid. 6.3; 17.2011.1 dell8 aprile 2011 consid. 2.5; 17.2010.69 dell8 aprile 2011 consid. 3.3.1 e sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 4.3.b, confermata dal TF).
Il precetto non impone, tuttavia, che l'assunzione delle prove conduca ad un assoluto convincimento. Semplici dubbi astratti e teorici - sempre possibili poiché ogni fatto collegato a vicende umane lascia inevitabilmente spazio alle incertezze - non sono sufficienti ad imporre lapplicazione del principioin dubio pro reo.
Il principioin dubio pro reoè così disatteso soltanto quando il giudice penale avrebbe dovuto nutrire, dopo un'analisi globale e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'imputato (DTF 127 I 38 consid. 2a; 124 IV 86 consid. 2a; 120 Ia 31 consid. 2c; STF 6B_369/2011 del 29 luglio 2011 consid. 1.1; 6B_253/2009 del 26 ottobre 2009 consid. 6.1; 6B_579/2009 del 9 ottobre 2009 consid. 1.3; 6B_235/2007 del 13 giugno 2008 consid. 2.2; 6B.230/2008 del 13 maggio 2008 consid. 2.1; 1P.121/2007 del 5 marzo 2008 consid. 2.1; 6P.218/2006 del 30 marzo 2007 consid. 3.8.1; 1P.20/2002 del 19 aprile 2002 consid. 3.2; sentenze CARP 17.2011.16 del
1. settembre 2011 consid. 10.3.e nonché 17.2011.3 del 24 maggio 2011 consid. 3.3; Schmid, Praxiskommentar, ad art. 10, n. 10, pag. 24; Schmid, Handbuch, § 13, n. 233-235, pag. 90-91; Tophinke, Basler Kommentar, StPO, ad art. 10, n. 82-83, pag. 182; Wohlers, Kommentar zur StPO, Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, ad art. 10, n. 11-13, pag. 80-81; Riklin, StPO, Kommentar, Zurigo 2014, ad art. 10, n. 9, pag. 106; Verniory, Commentaire romand, CPP, ad art. 10, n. 19, pag. 66 e n. 47, pag. 73).
Le sue attuali entrate sono rappresentate dalle rendite AVS e di cassa pensione per fr. 3'760.00 circa (doc. TPC 3). Il reddito imponibile risultante dall'ultima tassazione agli atti è di fr. 45'120.00, al quale va aggiunto un reddito raggruppato di fr. 10'539.00 (doc. TPC 3 e 8).
I fatti
A seguito di questo atto sono state avviate le indagini che hanno consentito di appurare che a prelevare il denaro è effettivamente stata AP 1 e di trovare dei giustificativi scagionanti solo per una parte dellimporto sottratto. Per i restanti fr. 117'000.00 ritirati a contanti dal __________ intestato al fu PC 1 il magistrato inquirente non ha invece ritenuto sussistere una motivazione valida ed ha così deciso di emanare il decreto daccusa a carico della prevenuta, poi trasformato in atto daccusa dopo la sua opposizione.
Al termine del dibattimento di fronte al giudice unico della Corte delle assise correzionali, AP 1 è stata come detto, ritenuta autrice colpevole di appropriazione indebita, per avere impiegato a profitto proprio il denaro in questione.