Sentenza o decisione senza scheda
Erwägungen (4 Absätze)
E. 5 Controversa nella fattispecie è essenzialmente la questione relativa alla legittimazione passiva del convenuto, mentre può rimanere irrisolta, in quanto ininfluente all’esito della vertenza, la problematica relativa ai difetti presenti nell’appartamento che __________, cliente del convenuto, ha acquistato dall’istante. Secondo l’art. 111 CO, disposto sul quale l’istante fonda la propria azione, chi promette ad altri la prestazione di un terzo è, se questa non segue, tenuto al risarcimento del danno che ne deriva. Nel contratto di garanzia il promittente garantisce la prestazione a proprio nome e per proprio conto e non quale rappresentante del terzo che non è parte al contratto e non diviene quindi debitore della prestazione promessa (Pestalozzi, in Comm. di Basilea, 1992, Vol. I, n. 1 e 2 ad art.111 CO). In particolare non rappresenta contratto di garanzia, ma mandato, l’impegno del promittente a intervenire presso il debitore affinché questi adempia un’obbligazione oppure a collaborare al fine di rendere possibile la prestazione (Pestalozzi, op.cit.,
n. 13 ad art. 111 CO).
E. 6 Diversamente, le
premesse della rappresentanza diretta sono: una procura del rappresentato al
rappresentante e l’agire del rappresentante in nome del rappresentato (art. 32
cpv. 1 CO; Zäch, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO; Guhl, Das Schweizerische
Obligationenrecht, 8. edizione, pag. 149 e segg.; Von Thur/ Peter, Allgemeiner Teil
del Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 1, pag. 348 e 349).
Per agire in nome del
rappresentato il rappresentante deve far in modo che la controparte riconosca
che egli intende far nascere nel rappresentato e non in sé stesso gli effetti
del negozio giuridico in questione. La volontà di fungere da rappresentante può
essere comunicata esplicitamente al terzo, oppure può essere desumibile dalle
circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di
modo che l’effetto della rappresentanza si attui.
Se questo sia il caso, si
decide interpretando il comportamento del rappresentante e della controparte
contrattuale secondo il principio dell’affidamento, badando in particolare a
ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della stipulazione (art.
32 cpv. 2 CO, art. 18 CO; DTF 90 II 285 consid. 1b a pag. 289; Zäch, op. cit.,
n. 45 ad art. 32 CO; Guhl, op. cit., pag. 152; Von Thur/Peter, op. cit., pag.
386 e segg.).
Nel caso concreto, emerge
dalle risultanze istruttorie:
che l’arch. __________
conosceva l’esistenza di un rapporto di rappresentanza fra la signora
__________ e l’avv. __________: in particolare questi lo avvertiva in data 26
gennaio 1994 di essere stato incaricato di tutelare gli interessi della signora
“nella vicenda relativa alla compravendita della PPP no. __________ part. no.
__________ RFD __________, avvenuta il 22.3.1991” (doc. B);
che già questa
formulazione non può far sussistere dubbi sulla natura del rapporto evocato,
corrispondente all’assunzione di un tipico mandato d’avvocato;
che i presupposti della
rappresentanza sono stati formalmente ripresi in ognuno degli scritti inviati
dall’avv. __________ all’arch. __________, in particolare negli scritti
contestati 18 febbraio e 14 marzo 1994 (ma anche 25 aprile) dell’avv.
__________ (doc. C, D e F);
che comunque il rapporto
di rappresentanza è stato confermato in istruttoria dalla testimonianza della
cliente che impartiva al suo legale istruzioni precise su come avrebbe dovuto
comportarsi nei confronti della controparte, in particolare per quanto riguarda
il pagamento del saldo (cfr. risposte rogatorie n. 7 e 8).
Da tutti questi elementi
si evince in modo chiaro e non suscettibile di interpretazione che il convenuto
-per ogni singola operazione- non agiva a titolo personale bensì a nome e per
conto della sua cliente __________, ciò che permette di escludere l’esistenza
di un contratto di garanzia, così come preteso dall’istante.
E. 7 Quanto fin qui descritto induce a ritenere che la valutazione delle prove operata dal primo giudice e l’applicazione del diritto non realizzino nessun motivo di cassazione, per cui il ricorso dev’essere respinto. A titolo abbondanziale, a prescindere quindi dal giudizio del ricorso e anche dell’inammissibilità della produzione di nuovi documenti in questa sede (art. 321 CPC), la fattispecie riferita nel resoconto __________ della NZZ non è sufficientemente descritta perché se ne possa trarre sufficiente insegnamento. E’ invece chiaro l’atteggiamento critico del redattore nei confronti della sentenza emessa dal Tribunale federale, considerato -nel merito- un caso limite. Quindi, anche qualora le due fattispecie poste a confronto dal ricorrente fossero identiche, vi sarebbe spazio per non giudicare arbitraria, secondo i criteri della cassazione, una soluzione diversa da quella adottata in sede federale.
E. 8 L’esito del ricorso non comporta, in assenza dei presupposti dell’art. 152 CPC, la dichiarazione di temerarietà dello stesso. Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC). Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 147 CPC e la vigente LTG pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 26 gennaio 1996 __________ è respinto. 2. Le spese del presente giudizio, consistenti in:
a) tassa di giustizia fr. 200.-
b) spese fr. 50.- fr. 250.- sono poste a carico del ricorrente che rifonderà all’avv. __________ l’importo di fr. 300.- a titolo di ripetibili di questa sede. 3. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 05.11.1996 16.1996.16
Sentenza o decisione senza scheda
Incarto n. 16.96.00016 Lugano 5 novembre 1996/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Chiesa, presidente, Cocchi e Giani segretaria: Petralli, vicecancelliera sedente per giudicare il ricorso per cassazione 26 gennaio 1996 presentato da __________ patr. dall’avv. __________ Contro la sentenza 8 gennaio 1996 del Pretore della giurisdizione di Locarno-Città nella causa civile inappellabile promossa con istanza 23 gennaio 1995 nei confronti di __________ con la quale l’istante ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 5’000.- oltre accessori, domanda respinta dal primo giudice, letti ed esaminati gli atti, considerato in fatto e in diritto: 1. Con atto notarile 22 marzo 1991 __________ aveva venduto a __________ una quota di PPP del fondo base n. __________ di __________. Sul prezzo di compravendita pattuito rimaneva un saldo a favore del venditore di fr. 12’000.-, importo che l’acquirente ha versato sul conto clienti del proprio legale, avv. __________, che ha proceduto a trasferire al venditore unicamente fr. 7’000.-, trattenendo, come da istruzioni della sua mandante, la differenza di fr. 5’000.- a garanzia dei difetti riscontrati nell’immobile venduto. Da qui l’inoltro dell’istanza 23 gennaio 1995 con la quale __________ chiede la condanna dell’avv. __________ al pagamento di fr. 5’000.- oltre accessori. L’istante fonda la sua pretesa sugli scritti 18 febbraio e 14 marzo 1994 (doc. C e D) con i quali il legale si sarebbe personalmente impegnato a pagare l’importo di fr. 12’000.- previa prova da parte del venditore del pagamento dell’__________ e consegna della cartella ipotecaria gravante il fondo, condizioni che quest’ultimo ha ossequiato. L’istante osserva inoltre che in questi scritti l’avv. __________ non ha mai fatto riferimento a eventuali pretese dell’acquirente derivanti da difetti della cosa, condizionando il pagamento del saldo del prezzo di compravendita alle sole due condizioni di cui si è detto. Il convenuto si è opposto alla pretesa avversaria eccependo innanzi tutto la sua carenza di legittimazione passiva non essendo egli parte all’atto giuridico sul quale l’istante fonda la propria pretesa (ossia il contratto di compravendita concluso con la sua cliente __________), né essendosi mai impegnato personalmente nei confronti dell’istante. Inoltre, egli ha contestato la pretesa avversaria per il fatto che il contratto di garanzia sarebbe semmai viziato da errore essenziale. 2. Con il querelato giudizio il primo giudice, previa valutazione delle risultanze istruttorie dalle quali ha dedotto che il convenuto ha sempre agito quale rappresentante della sua mandante __________ senza mai assumere nei confronti dell’istante alcun impegno a titolo personale, ha respinto l‘istanza per carenza di legittimazione passiva. 3. Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. L’insorgente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie ed erroneamente applicato il diritto sostanziale, in particolare per non aver esaminato tutta la documentazione agli atti che rivelerebbe la conclusione di un contratto di garanzia a tenore del quale il convenuto si è impegnato a pagare il saldo del prezzo di compravendita di fr. 12’000.- non appena egli avesse adempiuto alle due condizioni menzionate nei suoi scritti 18 febbraio e 14 marzo 1994 (doc. C e D). Per quanto attiene alla trattenuta dell’importo di fr. 5’000.- a garanzia dei difetti, il ricorrente rimprovera al pretore di non aver considerato che l’acquirente, mettendogli a disposizione fr. 12’000.- anziché il saldo dovuto di fr. 13’600.-, ha già tenuto conto di questa problematica, ragione per la quale più non si giustifica l’ulteriore trattenuta di fr. 5’000.- allo stesso titolo. Con osservazioni 27 febbraio 1996 la controparte postula la reiezione del gravame in quanto temerario. 4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 121 I 114 consid. 3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a). 5. Controversa nella fattispecie è essenzialmente la questione relativa alla legittimazione passiva del convenuto, mentre può rimanere irrisolta, in quanto ininfluente all’esito della vertenza, la problematica relativa ai difetti presenti nell’appartamento che __________, cliente del convenuto, ha acquistato dall’istante. Secondo l’art. 111 CO, disposto sul quale l’istante fonda la propria azione, chi promette ad altri la prestazione di un terzo è, se questa non segue, tenuto al risarcimento del danno che ne deriva. Nel contratto di garanzia il promittente garantisce la prestazione a proprio nome e per proprio conto e non quale rappresentante del terzo che non è parte al contratto e non diviene quindi debitore della prestazione promessa (Pestalozzi, in Comm. di Basilea, 1992, Vol. I, n. 1 e 2 ad art.111 CO). In particolare non rappresenta contratto di garanzia, ma mandato, l’impegno del promittente a intervenire presso il debitore affinché questi adempia un’obbligazione oppure a collaborare al fine di rendere possibile la prestazione (Pestalozzi, op.cit.,
n. 13 ad art. 111 CO). 6. Diversamente, le premesse della rappresentanza diretta sono: una procura del rappresentato al rappresentante e l’agire del rappresentante in nome del rappresentato (art. 32 cpv. 1 CO; Zäch, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, 8. edizione, pag. 149 e segg.; Von Thur/ Peter, Allgemeiner Teil del Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 1, pag. 348 e 349). Per agire in nome del rappresentato il rappresentante deve far in modo che la controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in sé stesso gli effetti del negozio giuridico in questione. La volontà di fungere da rappresentante può essere comunicata esplicitamente al terzo, oppure può essere desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di modo che l’effetto della rappresentanza si attui. Se questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante e della controparte contrattuale secondo il principio dell’affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO; DTF 90 II 285 consid. 1b a pag. 289; Zäch, op. cit.,
n. 45 ad art. 32 CO; Guhl, op. cit., pag. 152; Von Thur/Peter, op. cit., pag. 386 e segg.). Nel caso concreto, emerge dalle risultanze istruttorie: che l’arch. __________ conosceva l’esistenza di un rapporto di rappresentanza fra la signora __________ e l’avv. __________: in particolare questi lo avvertiva in data 26 gennaio 1994 di essere stato incaricato di tutelare gli interessi della signora “nella vicenda relativa alla compravendita della PPP no. __________ part. no. __________ RFD __________, avvenuta il 22.3.1991” (doc. B); che già questa formulazione non può far sussistere dubbi sulla natura del rapporto evocato, corrispondente all’assunzione di un tipico mandato d’avvocato; che i presupposti della rappresentanza sono stati formalmente ripresi in ognuno degli scritti inviati dall’avv. __________ all’arch. __________, in particolare negli scritti contestati 18 febbraio e 14 marzo 1994 (ma anche 25 aprile) dell’avv. __________ (doc. C, D e F); che comunque il rapporto di rappresentanza è stato confermato in istruttoria dalla testimonianza della cliente che impartiva al suo legale istruzioni precise su come avrebbe dovuto comportarsi nei confronti della controparte, in particolare per quanto riguarda il pagamento del saldo (cfr. risposte rogatorie n. 7 e 8). Da tutti questi elementi si evince in modo chiaro e non suscettibile di interpretazione che il convenuto -per ogni singola operazione- non agiva a titolo personale bensì a nome e per conto della sua cliente __________, ciò che permette di escludere l’esistenza di un contratto di garanzia, così come preteso dall’istante. 7. Quanto fin qui descritto induce a ritenere che la valutazione delle prove operata dal primo giudice e l’applicazione del diritto non realizzino nessun motivo di cassazione, per cui il ricorso dev’essere respinto. A titolo abbondanziale, a prescindere quindi dal giudizio del ricorso e anche dell’inammissibilità della produzione di nuovi documenti in questa sede (art. 321 CPC), la fattispecie riferita nel resoconto __________ della NZZ non è sufficientemente descritta perché se ne possa trarre sufficiente insegnamento. E’ invece chiaro l’atteggiamento critico del redattore nei confronti della sentenza emessa dal Tribunale federale, considerato -nel merito- un caso limite. Quindi, anche qualora le due fattispecie poste a confronto dal ricorrente fossero identiche, vi sarebbe spazio per non giudicare arbitraria, secondo i criteri della cassazione, una soluzione diversa da quella adottata in sede federale. 8. L’esito del ricorso non comporta, in assenza dei presupposti dell’art. 152 CPC, la dichiarazione di temerarietà dello stesso. Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC). Per i quali motivi, richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 147 CPC e la vigente LTG pronuncia: 1. Il ricorso per cassazione 26 gennaio 1996 __________ è respinto. 2. Le spese del presente giudizio, consistenti in:
a) tassa di giustizia fr. 200.-
b) spese fr. 50.- fr. 250.- sono poste a carico del ricorrente che rifonderà all’avv. __________ l’importo di fr. 300.- a titolo di ripetibili di questa sede. 3. Intimazione a: - __________ Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello Il presidente La segretaria