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15.1997.00209

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1998-11-02 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (1 Absätze)

E. 6 ed., Bern 1997, §34 n.18 s., p.275 s.); che nel caso in esame non è contestato che il ricorrente occupa a titolo oneroso, per espletare la propria attività di carrozziere, parte del capannone sito sulla part. n. __________ RFD __________; che soggetti al diritto di ritenzione del locatore sono le “cose mobili” che si trovano nei locali occupati e servono al loro uso e godimento (art. 268 cpv. 1 CO); che in concreto non è contestato che i beni inventariati si trovano negli spazi occupati dal ricorrente, né che servono al godimento degli stessi; che esclusi dal diritto di ritenzione sono tuttavia gli oggetti che in virtù del diritto esecutivo non potrebbero essere pignorati dai creditori del conduttore (art. 268 cpv. 3 CO); che sulla pignorabilità degli oggetti inventariati decide l’organo d’esecuzione, e su ricorso, l’autorità di vigilanza (DTF 82 III p. 85 ss; cfr. Amonn/ Gasser, op. cit., §34 n.20 p.276); che per l’art. 92 cpv. 1 n.3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi, gli apparecchi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della professione; che tuttavia non ogni attività commerciale gode del beneficio della (limitata) impignorabilità, ma soltanto la professione in senso stretto, nel senso che occorre distinguere tra professione e impresa, e ciò sulla base dei fattori di guadagno che prevalgono: nel primo caso la forza lavoro personale e le conoscenze professionali del debitore e dei membri della sua famiglia, nel secondo l’elemento capitalistico e il supporto di mano d’opera salariata (cfr. Amonn/ Gasser, op.cit., §23 n.20ss., p.169 s; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.177 e rif. ivi; Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. I, Zurigo 1997, n.37 ss. ad art. 92 LEF); che questi fattori vanno valutati secondo le circostanze del caso specifico al momento del pignoramento (Amonn/ Gasser, op.cit., §23 n.14 p.168 e n.24  p.170); che le persone giuridiche e le società commerciali non beneficiano della protezione legale ex art.92 e 93 LEF (DTF 67 III 21; Amonn/ Gasser, op.cit., § 23 n.24 p.170; Antoine Favre, Droit de poursuite, Fribourg 1974, p.182); che interrogato formalmente il ricorrente ha dichiarato in sostanza:

–      che tutti gli attrezzi inseriti nell’inventario 6 novembre 1997 sono di sua proprietà,

–      che prima di mettersi in proprio, nel gennaio 1994, lavorava nello stesso capannone alle dipendenze della Carrozzeria __________, presso la quale erano impiegati due operai e due apprendisti,

–      che dopo aver ripreso l’attività della carrozzeria ha mantenuto alle sue dipendenze

- per periodi limitati - soltanto i due apprendisti,

–      che successivamente ha avuto alle sue dipendenze un operaio;

–      che è iscritto a registro di commercio e attualmente dispone di un apprendista;

–      che tuttavia, se vi fosse lavoro a sufficienza, la sua carrozzeria potrebbe dare lavoro ad almeno cinque persone; che alla luce delle dichiarazioni del ricorrente, considerate le dimensioni e la capacità della carrozzeria (che può ospitare fino a cinque operai), il tipo, il numero e il valore dei macchinari inventariati, l’investimento iniziale di ca. fr. 70’000.-- (cfr. doc.2 - contratto 21 dicembre 1993), a cui si sono aggiunte attrezzature acquistate successivamente, si può concludere che __________ __________ non esercita una professione nel senso dell’art. 92 LEF, ma piuttosto gestisce una vera e propria impresa, dove il fattore del capitale investito prevale sul lavoro personale e sulle conoscenze del mestiere del ricorrente (cfr. anche lo scritto 23 luglio 1998 - doc.4, in cui il ricorrente quantifica una richiesta di risarcimento “per il capannone, le installazioni e le merci presenti nel capannone stesso, l’interruzione di esercizio ed il danno commerciale e di immagine arrecato alla mia attività (...)” in fr. 1’112’000.--); che per le considerazioni che precedono l’ufficio di esecuzione si è pertanto correttamente determinato includendo nell’inventario gli oggetti contestati, non beneficiando gli stessi - benché indispensabili all’esercizio dell’attività del ricorrente - della protezione legale ex art.92 e 93 LEF; che il ricorso di __________ va quindi respinto; che non si prelevano tasse (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF), né si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF). Richiamati gli art. 93, 283 LEF, 268 CO pronuncia:           1. Il ricorso 24 novembre 1997 __________, è respinto. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a: – __________. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente La segretaria

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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 02.11.1998 15.1997.00209

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n. 15.97.00209 Lugano 2 novembre 1998 /MR/fc/kc In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Zali segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sul ricorso 24 novembre 1997 __________ contro l’operato dell’Ufficio Esecuzione e Fallimenti del Distretto di __________ e meglio contro il processo verbale per la formazione di un inventario a tutela del diritto di ritenzione (n.__________) nell’esecuzione per pigioni e affitti (n. __________) promossa contro il ricorrente da __________ richiamata l’ordinanza 26 novembre 1997 del Vicepresidente di questa Camera, con la quale al ricorso è stato concesso l’effetto sospensivo; viste le osservazioni 12 dicembre 1997 dell’Immobiliare __________ e 22 dicembre 1997 dell’UEF completata l’istruttoria il 14 ottobre 1998; esaminati atti e documenti; ritenuto in fatto e considerando in diritto: che con domanda 5 novembre 1997 la __________, __________,  ha chiesto all’UEF __________ l’erezione di un inventario dei beni siti nel capannone sulla part.

n. __________ RFD __________, occupati da __________, a garanzia di un diritto di ritenzione per pigioni scadute (febbraio 1997- novembre 1997) per complessivi fr. 25’000.-- nonché per pigioni in corso (dicembre 1997 - maggio

1998) per complessivi fr. 15’000.--; che il 6 novembre 1997 l’UEF ha proceduto presso il capannone   occupato dall’escusso all’allestimento dell’inventario redigendone relativo verbale; che dal verbale 6 novembre 1997, spedito alle parti il’11 novembre 1997, risultano inventariati i seguenti beni: “1.    forno per carrozzeria __________ completo di bruciatore e aerazione         stima fr.     12’000.--

2.    lift a 4 colonne senza marca                     stima fr.       2’000.--

3.    DYMA UB x ancoraggio auto con carrello completo accessori                     stima fr.     17’000.--

4.    impianto riscaldamento CEISA funz. a nafta                                                stima  fr.       5’000.-- 5     compressore 1000 lt marca ALUP          stima  fr.       3’000.--

6.    impianto riciclaggio diluenti marca Indiecom                                         stima  fr.       3’000.--

7.    idem marca FIDI                                        stima  fr.       3’000.--

8.    saldatrice CEM                                          stima fr.       3’000.--

9.    impianto levigazione orbitale con aspiratore FESTO                              stima  fr.     4’000.--”; che con ricorso 24 novembre 1997 __________ chiede l’annullamento dell’inventario degli oggetti vincolati dal diritto di ritenzione, affermando in sostanza:

–      che l’escusso “svolge la sua attività professionale d’indipendente, in qualità di carrozziere, presso la Carrozzeria __________ (recte : Balerna, N.d.R.)”;

–      che possono essere inventariati unicamente gli oggetti pignorabili;

–      che per l’art. 92 cpv. 1 n.3 LEF sono impignorabili “gli arnesi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della professione ...”;

–      che “con l’inventario 06/12.11.1997 sono stati inventariati unicamente degli oggetti che servono palesemente all’attività professionale svolta dal signor __________ presso la __________ ”;

–      che “infatti non si vede come il debitore possa continuare a svolgere la sua attività professionale se privato del forno per carrozzeria, del lift a 4 colonne - per caricare le auto -, dell’ancoraggio auto con carrello, dell’impianto di riscaldamento, del compressore, dell’impianto di riciclaggio diluenti, della saldatrice e dell’impianto levigazione orbitale con aspiratore”,

–      che “se dovesse essere privato di questi macchinari il signor __________ non avrebbe nient’altro da fare che chiudere la sua attività”; che delle osservazioni delle altre parti si dirà, se necessario, in seguito; che per l’art. 268 cpv. 1 CO il locatore di locali commerciali beneficia di un diritto di ritenzione sulle cose mobili che vi si trovano e servono al loro uso e godimento e che siffatto diritto si estende in termini temporali alla pigione annuale scaduta e a quella del semestre in corso; che in materia di esecuzione per pigioni e affitti l’art. 283 cpv. 1 LEF stabilisce che il locatore di locali commerciali può, anche prima di iniziare l’esecuzione, domandare l’assistenza dell’ufficio esecuzione per la tutela provvisoria del suo diritto di ritenzione; che la formazione d’inventario presuppone l’esistenza di un contratto di locazione così come di un credito derivante da tale contratto; l’ufficio esecuzione può rifiutare, per ragioni di diritto materiale, di erigere l’inventario degli oggetti sottoposti al diritto di ritenzione del locatore soltanto se l’inesistenza di questo diritto è manifesta e inequivocabile (DTF 103 III 41 s. con rif.; 97 III 45; Ernest Brand, Dispositions particulières sur les loyers et fermages I, in: FJS/SJK n. 1092, p.4; Fritzsche/ Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. II, Zürich, §63, p.520); l’ufficio esecuzione, e su ricorso l’autorità di vigilanza, può infatti procedere a un esame solo sommario, in via pregiudiziale, dei suoi presupposti (cfr. DTF 109 III 43); l’esame di merito sull’esistenza ed estensione del diritto di ritenzione, (come del resto sull’esistenza e ammontare del credito preteso garantito) è infatti demandato al giudice nell’ambito di un’eventuale procedura di rigetto dell’opposizione, rispettivamente, in assenza di titolo idoneo di rigetto, nell’ambito della necessaria causa ordinaria (cfr. Amonn/ Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,

6. ed., Bern 1997, §34 n.18 s., p.275 s.); che nel caso in esame non è contestato che il ricorrente occupa a titolo oneroso, per espletare la propria attività di carrozziere, parte del capannone sito sulla part. n. __________ RFD __________; che soggetti al diritto di ritenzione del locatore sono le “cose mobili” che si trovano nei locali occupati e servono al loro uso e godimento (art. 268 cpv. 1 CO); che in concreto non è contestato che i beni inventariati si trovano negli spazi occupati dal ricorrente, né che servono al godimento degli stessi; che esclusi dal diritto di ritenzione sono tuttavia gli oggetti che in virtù del diritto esecutivo non potrebbero essere pignorati dai creditori del conduttore (art. 268 cpv. 3 CO); che sulla pignorabilità degli oggetti inventariati decide l’organo d’esecuzione, e su ricorso, l’autorità di vigilanza (DTF 82 III p. 85 ss; cfr. Amonn/ Gasser, op. cit., §34 n.20 p.276); che per l’art. 92 cpv. 1 n.3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi, gli apparecchi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della professione; che tuttavia non ogni attività commerciale gode del beneficio della (limitata) impignorabilità, ma soltanto la professione in senso stretto, nel senso che occorre distinguere tra professione e impresa, e ciò sulla base dei fattori di guadagno che prevalgono: nel primo caso la forza lavoro personale e le conoscenze professionali del debitore e dei membri della sua famiglia, nel secondo l’elemento capitalistico e il supporto di mano d’opera salariata (cfr. Amonn/ Gasser, op.cit., §23 n.20ss., p.169 s; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna 1993, p.177 e rif. ivi; Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. I, Zurigo 1997, n.37 ss. ad art. 92 LEF); che questi fattori vanno valutati secondo le circostanze del caso specifico al momento del pignoramento (Amonn/ Gasser, op.cit., §23 n.14 p.168 e n.24  p.170); che le persone giuridiche e le società commerciali non beneficiano della protezione legale ex art.92 e 93 LEF (DTF 67 III 21; Amonn/ Gasser, op.cit., § 23 n.24 p.170; Antoine Favre, Droit de poursuite, Fribourg 1974, p.182); che interrogato formalmente il ricorrente ha dichiarato in sostanza:

–      che tutti gli attrezzi inseriti nell’inventario 6 novembre 1997 sono di sua proprietà,

–      che prima di mettersi in proprio, nel gennaio 1994, lavorava nello stesso capannone alle dipendenze della Carrozzeria __________, presso la quale erano impiegati due operai e due apprendisti,

–      che dopo aver ripreso l’attività della carrozzeria ha mantenuto alle sue dipendenze

- per periodi limitati - soltanto i due apprendisti,

–      che successivamente ha avuto alle sue dipendenze un operaio;

–      che è iscritto a registro di commercio e attualmente dispone di un apprendista;

–      che tuttavia, se vi fosse lavoro a sufficienza, la sua carrozzeria potrebbe dare lavoro ad almeno cinque persone; che alla luce delle dichiarazioni del ricorrente, considerate le dimensioni e la capacità della carrozzeria (che può ospitare fino a cinque operai), il tipo, il numero e il valore dei macchinari inventariati, l’investimento iniziale di ca. fr. 70’000.-- (cfr. doc.2 - contratto 21 dicembre 1993), a cui si sono aggiunte attrezzature acquistate successivamente, si può concludere che __________ __________ non esercita una professione nel senso dell’art. 92 LEF, ma piuttosto gestisce una vera e propria impresa, dove il fattore del capitale investito prevale sul lavoro personale e sulle conoscenze del mestiere del ricorrente (cfr. anche lo scritto 23 luglio 1998 - doc.4, in cui il ricorrente quantifica una richiesta di risarcimento “per il capannone, le installazioni e le merci presenti nel capannone stesso, l’interruzione di esercizio ed il danno commerciale e di immagine arrecato alla mia attività (...)” in fr. 1’112’000.--); che per le considerazioni che precedono l’ufficio di esecuzione si è pertanto correttamente determinato includendo nell’inventario gli oggetti contestati, non beneficiando gli stessi - benché indispensabili all’esercizio dell’attività del ricorrente - della protezione legale ex art.92 e 93 LEF; che il ricorso di __________ va quindi respinto; che non si prelevano tasse (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF), né si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF). Richiamati gli art. 93, 283 LEF, 268 CO pronuncia:           1. Il ricorso 24 novembre 1997 __________, è respinto. 2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità. 3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF. 4. Intimazione a: – __________. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente La segretaria