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15.1996.91

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1996-11-18 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (3 Absätze)

E. 1 a)

Ex art. 19 cpv. 1 LPR

l’Autorità di vigilanza accerta d’ufficio i fatti nei limiti delle allegazioni

delle parti, non è vincolata alle domande di prova delle parti, valuta le prove

secondo il suo libero convincimento e applica d’ufficio il diritto.

b)

Nel procedere al

sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute

ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione

del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno

suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III

13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle

successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto

mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

c)

Dal verbale interno

per le operazioni di pignoramento datato 10 maggio 1996 si evince che

__________, interrogato dall’UEF di Bellinzona, ha dichiarato di  lavorare al

50% come tassista per __________, guadagnando Fr. 1’500.-- al mese, di essere

coniugato e di avere due figli minorenni. Il debitore paga Fr. 540.-- al mese

per l’affitto, Fr. 331.-- per la cassa malati e Fr. 270.-- ogni tre mesi per il

posteggio di tassista. Egli ha poi rilevato di essere in attesa dell’AI.

Inoltre non possiede né beni immobili, né mobili. L’autovettura Peugeot 605,

che gli serve per il suo lavoro, non gli appartiene. Queste indicazioni sono

state dichiarate vere dall’escusso, dopo essere stato edotto sulle conseguenze

penali che comporta la dissimulazione di beni, l’arbitraria disposizione di

oggetti pignorati o l’incompleta indicazione dei beni che gli appartengono.

Dalla documentazione agli

atti risulta che con scritto 9 maggio 1996 __________ ha dichiarato che il

debitore lavora alle sue dipendenze a metà tempo e che percepisce un salario

lordo di Fr. 1’500.-- al mese, confermando pertanto la dichiarazione

dell'escusso in merito al suo introito. Dovesse il reclamante ritenere che le

suddette dichiarazioni non corrispondano al vero, egli dovrà procedere nei

termini che il diritto penale consente, dal profilo esecutivo non essendovi

mezzi coercitivi in tal senso. Appare pertanto superflua la richiesta del

conteggio AVS, mentre la pretesa verifica del permesso di attività della ditta

__________ e della documentazione relativa alla rendita AI esula dal reclamo in

oggetto.

E. 2 Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

E. 3 Intimazione:    -    __________ per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello quale autorità di vigilanza Il vicepresidente                                                    La segretaria

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.11.1996 15.1996.91

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n. 15.96.00091 Lugano 18 novembre 1996 /B/fp/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Pellegrini, vicepresidente, Chiesa e Giani, (quest'ultimi in sostituzione dei giudici Cometta e Zali, assenti) segretario: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sul reclamo 2 maggio 1996 di __________ patr. da: avv. __________ contro l’operato dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona e meglio contro il verbale di pignoramento 17/23 aprile 1996 emesso nell’esecuzione n. __________ promossa dal reclamante contro __________ viste le osservazioni 13 giugno 1996 dell’UEF di Bellinzona; ritenuto in fatto A. Il Garage __________ procede contro __________ per l’incasso di un credito di Fr. 13’773.25 interessi e spese compresi. B. Dal verbale di pignoramento 17 aprile 1996 risulta che l’UEF di Bellinzona non ha potuto procedere al pignoramento del salario del debitore, non risultando eccedenza pignorabile e ha emesso un attestato di carenza di beni. C. Contro siffatto provvedimento si è tempestivamente aggravato il creditore contestando l’introito mensile del debitore ammontante a Fr. 1’500.-- e chiedendo la sua audizione. D. Il 9 maggio 1996 __________ ha dichiarato che il debitore lavora alle sue dipendenze, percependo un salario lordo di Fr. 1’500.--. Il 30 maggio 1996 l’UEF di Bellinzona ha comunicato al reclamante di avere interrogato __________, il quale ha dichiarato di essere coniugato, di avere due figli a carico e di lavorare quale tassista al 50% alle dipendenze di __________. Per questa attività percepisce Fr. 1’500.-- al mese.  Il debitore ha affermato di essere in attesa di una decisione dell’Assicurazione invalidità. Per il resto ha confermato le dichiarazioni contenute nel verbale di pignoramento 17 aprile 1996. Il 10 giugno 1996 il reclamante ha dichiarato di dubitare della vericidità della dichiarazione di __________, per cui ha preteso oltre al richiamo dalla competente Cassa AVS del conteggio relativo al debitore, anche una verifica del permesso di attività della ditta __________ e dalla Commissione AI  la documentazione relativa alla prevista rendita di invalidità. Con le sue osservazioni 13 giugno 1996 l’UEF di Bellinzona ha rilevato che l’audizione del debitore è stata ammessa, ma che  il reclamante, senza avervi partecipato, ha chiesto ulteriori giusitificativi, che secondo l’UEF esulano dal suo potere indagatorio Considerato in diritto 1. a) Ex art. 19 cpv. 1 LPR l’Autorità di vigilanza accerta d’ufficio i fatti nei limiti delle allegazioni delle parti, non è vincolata alle domande di prova delle parti, valuta le prove secondo il suo libero convincimento e applica d’ufficio il diritto. b) Nel procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13). c) Dal verbale interno per le operazioni di pignoramento datato 10 maggio 1996 si evince che __________, interrogato dall’UEF di Bellinzona, ha dichiarato di  lavorare al 50% come tassista per __________, guadagnando Fr. 1’500.-- al mese, di essere coniugato e di avere due figli minorenni. Il debitore paga Fr. 540.-- al mese per l’affitto, Fr. 331.-- per la cassa malati e Fr. 270.-- ogni tre mesi per il posteggio di tassista. Egli ha poi rilevato di essere in attesa dell’AI. Inoltre non possiede né beni immobili, né mobili. L’autovettura Peugeot 605, che gli serve per il suo lavoro, non gli appartiene. Queste indicazioni sono state dichiarate vere dall’escusso, dopo essere stato edotto sulle conseguenze penali che comporta la dissimulazione di beni, l’arbitraria disposizione di oggetti pignorati o l’incompleta indicazione dei beni che gli appartengono. Dalla documentazione agli atti risulta che con scritto 9 maggio 1996 __________ ha dichiarato che il debitore lavora alle sue dipendenze a metà tempo e che percepisce un salario lordo di Fr. 1’500.-- al mese, confermando pertanto la dichiarazione dell'escusso in merito al suo introito. Dovesse il reclamante ritenere che le suddette dichiarazioni non corrispondano al vero, egli dovrà procedere nei termini che il diritto penale consente, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in tal senso. Appare pertanto superflua la richiesta del conteggio AVS, mentre la pretesa verifica del permesso di attività della ditta __________ e della documentazione relativa alla rendita AI esula dal reclamo in oggetto. 2. Il reclamo 2 maggio 1996 del Garage __________ va quindi respinto. Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF). Per i quali motivi, richiamati gli art. 17 e 93 LEF pronuncia 1. Il reclamo 2 maggio 1996 del Garage __________ è respinto. 2. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità. 3. Intimazione:    -    __________ per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello quale autorità di vigilanza Il vicepresidente                                                    La segretaria