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15.1995.00242

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1996-04-09 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (2 Absätze)

E. 16 L'aggiudicatario deve produrre l'autorizzazione o depositare i costi per un nuovo incanto e richiedere l'autorizzazione entro 10 giorni dall'aggiudicazione. Se l'aggiudicatario non chiede l'autorizzazione, o se questa è rifiutata, l'autorità preposta all'incanto revoca l'aggiudicazione e ordina una nuova asta. Il primo aggiudicatario risponde delle spese della nuova asta (art. 67 LDFR).

E. 17 Se vi sono più offerte di prezzo

ammissibile, l'aggiudicatario è designato dalla sorte (art. 68 cpv.2

LDFR)";

che dal verbale d'incanto 30 novembre 1995 risulta che

vi sono state cinque offerte di Fr. 29'138.40 corrispondenti al prezzo massimo

non esorbitante fissato dall'autorità, oltre a __________ offerte di importi

superiori (__________per Fr. 40'000.--; __________ per Fr. 41'000.--;

__________ per Fr. 45'000.--) non considerate siccome non conformi al diritto

fondiario rurale;

che

l'operazione di sorteggio tra i cinque pari offerenti ha dato questo risultato:

1.

__________

2.

__________

3. __________

4. __________

5.

__________

che l'aggiudicatario __________ è stato diffidato,

"se non in possesso dell'autorizzazione cantonale ex art. 67 LDFR, a

richiedere la stessa entro e non oltre dieci giorni dalla data d'incanto",

ritenuto che - ove non fosse richiesta o venisse rifiutata -

"l'aggiudicazione verrà revocata e l'assegnazione verrà fatta al secondo

estratto dalla sorte, con le diffide di cui sopra e così di seguito, fino al

raggiungimento dei requisiti richiesti o ad esaurimento dei sorteggiati. Non

avendo ottenuto fra gli offerenti sorteggiati l'autorizzazione richiesta, l'UEF

di Mendrisio ordinerà una nuova asta, le cui spese verranno ripartite fra gli

aggiudicatari sorteggiati";

che la Sezione agricoltura ha respinto il 14 dicembre

1995 la richiesta di autorizzazione 9 dicembre 1995 di __________;

che con reclamo 9 dicembre 1995 __________, pari

oblatore sorteggiato al terzo posto e detentore di autorizzazione rilasciatagli

il 22 novembre 1995, ha chiesto l'annullamento dell'aggiudicazione con

contestuale obbligo per l'UEF di Mendrisio di indire una nuova asta ex art. 67

cpv.2 LDFR, con spese a carico del primo aggiudicatario;

che per __________ non vi può essere altra soluzione,

il "chiaro testo dell'art. 67 cpv.2 LDFR essendo inequivocabile

nell'ordinare una nuova asta, ritenuto altresì che per il cpv.3 "le spese

della nuova asta sono a carico del primo aggiudicatario";

che con reclamo 11 dicembre 1995 la debitrice

__________ e __________ __________, pari oblatore sorteggiato al quinto posto,

hanno chiesto l'annullamento dell'aggiudicazione, atteso che:

-    il fondo messo all'asta era stato stimato il

9 aprile 1990 dall'arch__________ come terreno edificabile per Fr.

1'888'600.--, corrispondente a Fr. 700.-- al mq;

-    successivamente il fondo è stato scorporato

dalla zona edificabile per essere inserito in zona agricola;

-    __________ è proprietaria del fondo mentre

__________ è titolare di una cartella ipotecaria di Fr. 500'000.-- in terzo

rango dopo precedenze di Fr. 800'000.--;

-    i ricorrenti non possono accettare che si

debba subire il valore vessatorio fissato dall'autorità in Fr. 29'138.40 e che

di conseguenza non si sia deliberato a __________ quale maggior offerente (Fr.

45'000.--);

-    la LDFR è nel caso di specie "un mezzo

vessatorio e comunque in contrasto con il principio costituzionale della

garanzia della proprietà";

-    "i ricorrenti si riservano già sin d'ora

di ricorrere al Tribunale federale per far accertare l'incostituzionalità della

normativa che ha così pesantemente ed arbitrariamente gravato sulla loro

situazione patrimoniale";

che i due reclami hanno per oggetto lo stesso

provvedimento dell'organo d'esecuzione (aggiudicazione di fondo soggetto al

diritto fondiario rurale) e sono fondati in sostanza su argomentazioni del

medesimo tenore;

che le vertenze inc. __________ e __________ possono

quindi essere congiunte per ragioni di economia processuale ed evase con una

sola sentenza, pur mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi

restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente;

che __________, primo sorteggiato ma privo di

autorizzazione, con atto 12 gennaio 1996 contesta in linea di principio di

doversi assumere qualsivoglia spesa d'asta;

che __________, quarto sorteggiato, contesta pure

qualsivoglia spesa;

che l'UEF di Mendrisio si è rimesso al giudizio della

Camera;

che ex art. 136bis LEF l'acquisto della proprietà da

parte del compratore all'incanto può essere impugnato solamente in via di

ricorso (recte: reclamo) per l'annullamento dell'aggiudicazione;

che i due gravami sono pertanto ricevibili;

che l'art. 68 cpv.1 LDFR (Legge federale sul diritto

fondiario rurale, in: RS 211.412.11) stabilisce che se un fondo agricolo è

realizzato in occasione di un incanto forzato, l'autorità competente ad

accordare l'autorizzazione fissa il prezzo ammissibile a richiesta

dell'autorità preposta all'incanto;

che nel caso di specie la Sezione dell'agricoltura con

decisione 19 giugno 1995, cresciuta in giudicato, ha autorizzato la vendita a

pubblico incanto del fondo n. __________ RFD di __________ al prezzo massimo di

Fr. 10.80/m

2

;

che, in caso di incanto forzato, l'aggiudicatario deve

produrre l'autorizzazione o depositare i costi per un nuovo incanto e

richiedere l'autorizzazione entro dieci giorni dall'aggiudicazione (art. 67

cpv.1 LDFR), ritenuto che se l'aggiudicatario non chiede l'autorizzazione o se

questa è rifiutata, l'autorità preposta all'incanto revoca l'aggiudicazione e

ordina una nuova asta (art. 67 cpv.2 LDFR), caricando al primo aggiudicatario

le spese della nuova asta (art. 67 cpv.3 LDFR);

che se vi sono più offerte al prezzo ammissibile,

l'aggiudicatario è designato dalla sorte (art. 68 cpv.2 LDFR);

che in caso vi sono stati cinque offerenti il prezzo

massimo autorizzato e che il primo aggiudicatario non è stato autorizzato

all'acquisto dall'autorità competente (Sezione dell'agricoltura);

che la legge nulla dice sulle modalità ipotizzabili

nel caso in cui vi siano più pari offerenti, salvo che l'aggiudicazione debba

essere decisa dalla sorte;

che per i reclamanti non può darsi altro che una nuova

asta;

che il silenzio della legge consente per certo

soluzioni razionali, preferibili all'alea e alle spese connesse a una seconda

asta;

che, tra le soluzioni prospettabili, ottima si

dimostra quella attuata dall'UEF di Mendrisio che non si è limitato al

sorteggio del primo aggiudicatario ma, accertato che il designato non disponeva

ancora di autorizzazione all'acquisto di fondo agricolo, ha allestito - sempre

per sorteggio - la graduatoria degli altri quattro offerenti, avuto riguardo al

fatto, rilevante, che i cinque offerenti già avevano raggiunto il prezzo

massimo autorizzato;

che i reclamanti non portano validi argomenti atti a

contrastare l'interpretazione, meritevole di encomio, dell'UEF di Mendrisio e

si attestano su tesi di vuoto formalismo che mal si conciliano con lo scopo

della norma, che persegue - in tutta evidenza - la sollecita conclusione della

procedura di incanto forzato nell'ossequio del principio della parità di

trattamento e dell'imperativo del contenimento delle spese procedurali;

che l'esame della costituzionalità di una legge

federale sfugge manifestamente al potere di cognizione dell'autorità cantonale

di vigilanza;

che l'UEF di Mendrisio si determinerà ulteriormente

sul seguito di procedura nell'ossequio dei prescritti ex art. 67 e 68 LDFR;

che i gravami vanno pertanto respinti, ritenuto che

non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art.

68 cpv.2 OTLEF);

PRONUNCIA

1.

Le

procedure inc. n. __________ e __________ sono dichiarate congiunte.

2.

Il

reclamo 9 dicembre 1995 (inc. n. __________) di __________ __________, è

respinto.

2.1.

Non

si prelevano spese e non si assegnano indennità.

3.

Il

reclamo 11 dicembre 1995 (inc. n. __________) di __________, e __________, è

respinto.

3.1.

Non

si prelevano spese e non si assegnano indennità.

4.

Intimazione:    __________

Per

la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale

autorità di vigilanza

Il

presidente                                                                   La

segretaria

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 09.04.1996 15.1995.00242

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n. 15.95.00242 15.95.00244 Lugano 9 aprile 1996 /FC/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Zali segretario: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sui reclami:

1) 9 dicembre 1995 (inc. n. __________) di __________

2) 11 dicembre 1995 (inc. n. __________) di __________ entrambi patr. dall'avv. __________ contro l’operato dell’UEF di Mendrisio nell'esecuzione

n. __________ in via di realizzazione del pegno promossa da __________ Succursale di __________ contro __________ con quali altre parti interessate __________ in materia di aggiudicazione di fondo soggetto alle restrizioni fondate sul diritto fondiario rurale; viste le osservazioni 12 gennaio 1996 di __________, 7 febbraio 1996 dell'UEF di Mendrisio e 16 febbraio 1996 di __________; RITENUTO IN FATTO E CONSIDERANDO IN DIRITTO che con avviso d'incanto 10 luglio 1995 l'UEF di Mendrisio ha reso noto che il 30 novembre 1995 sarebbe stato messo all'asta il fondo n. __________ di __________ di proprietà dell'escussa __________ che il fondo è stato correttamente indicato quale "fondo soggetto alla Legge federale sul diritto fondiario rurale", con "prezzo massimo non esorbitante fissato dall'autorità in Fr. 29'138.40 (= Fr. 10.80 al mq)" e con l'osservazione che "giusta gli art. 63 e 64 LDFR entra prioritariamente in considerazione come acquirente un coltivatore diretto, il quale dovrà produrre in sede d'asta la necessaria autorizzazione della Sezione dell'agricoltura, Divisione dell'economia, Bellinzona"; che dalle condizioni d'asta risultano anche le due condizioni seguenti: " 16. L'aggiudicatario deve produrre l'autorizzazione o depositare i costi per un nuovo incanto e richiedere l'autorizzazione entro 10 giorni dall'aggiudicazione. Se l'aggiudicatario non chiede l'autorizzazione, o se questa è rifiutata, l'autorità preposta all'incanto revoca l'aggiudicazione e ordina una nuova asta. Il primo aggiudicatario risponde delle spese della nuova asta (art. 67 LDFR). 17. Se vi sono più offerte di prezzo ammissibile, l'aggiudicatario è designato dalla sorte (art. 68 cpv.2 LDFR)"; che dal verbale d'incanto 30 novembre 1995 risulta che vi sono state cinque offerte di Fr. 29'138.40 corrispondenti al prezzo massimo non esorbitante fissato dall'autorità, oltre a __________ offerte di importi superiori (__________per Fr. 40'000.--; __________ per Fr. 41'000.--; __________ per Fr. 45'000.--) non considerate siccome non conformi al diritto fondiario rurale; che l'operazione di sorteggio tra i cinque pari offerenti ha dato questo risultato: 1. __________ 2. __________

3. __________

4. __________ 5. __________ che l'aggiudicatario __________ è stato diffidato, "se non in possesso dell'autorizzazione cantonale ex art. 67 LDFR, a richiedere la stessa entro e non oltre dieci giorni dalla data d'incanto", ritenuto che - ove non fosse richiesta o venisse rifiutata - "l'aggiudicazione verrà revocata e l'assegnazione verrà fatta al secondo estratto dalla sorte, con le diffide di cui sopra e così di seguito, fino al raggiungimento dei requisiti richiesti o ad esaurimento dei sorteggiati. Non avendo ottenuto fra gli offerenti sorteggiati l'autorizzazione richiesta, l'UEF di Mendrisio ordinerà una nuova asta, le cui spese verranno ripartite fra gli aggiudicatari sorteggiati"; che la Sezione agricoltura ha respinto il 14 dicembre 1995 la richiesta di autorizzazione 9 dicembre 1995 di __________; che con reclamo 9 dicembre 1995 __________, pari oblatore sorteggiato al terzo posto e detentore di autorizzazione rilasciatagli il 22 novembre 1995, ha chiesto l'annullamento dell'aggiudicazione con contestuale obbligo per l'UEF di Mendrisio di indire una nuova asta ex art. 67 cpv.2 LDFR, con spese a carico del primo aggiudicatario; che per __________ non vi può essere altra soluzione, il "chiaro testo dell'art. 67 cpv.2 LDFR essendo inequivocabile nell'ordinare una nuova asta, ritenuto altresì che per il cpv.3 "le spese della nuova asta sono a carico del primo aggiudicatario"; che con reclamo 11 dicembre 1995 la debitrice __________ e __________ __________, pari oblatore sorteggiato al quinto posto, hanno chiesto l'annullamento dell'aggiudicazione, atteso che:

-    il fondo messo all'asta era stato stimato il 9 aprile 1990 dall'arch__________ come terreno edificabile per Fr. 1'888'600.--, corrispondente a Fr. 700.-- al mq;

-    successivamente il fondo è stato scorporato dalla zona edificabile per essere inserito in zona agricola;

-    __________ è proprietaria del fondo mentre __________ è titolare di una cartella ipotecaria di Fr. 500'000.-- in terzo rango dopo precedenze di Fr. 800'000.--;

-    i ricorrenti non possono accettare che si debba subire il valore vessatorio fissato dall'autorità in Fr. 29'138.40 e che di conseguenza non si sia deliberato a __________ quale maggior offerente (Fr. 45'000.--);

-    la LDFR è nel caso di specie "un mezzo vessatorio e comunque in contrasto con il principio costituzionale della garanzia della proprietà";

-    "i ricorrenti si riservano già sin d'ora di ricorrere al Tribunale federale per far accertare l'incostituzionalità della normativa che ha così pesantemente ed arbitrariamente gravato sulla loro situazione patrimoniale"; che i due reclami hanno per oggetto lo stesso provvedimento dell'organo d'esecuzione (aggiudicazione di fondo soggetto al diritto fondiario rurale) e sono fondati in sostanza su argomentazioni del medesimo tenore; che le vertenze inc. __________ e __________ possono quindi essere congiunte per ragioni di economia processuale ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente; che __________, primo sorteggiato ma privo di autorizzazione, con atto 12 gennaio 1996 contesta in linea di principio di doversi assumere qualsivoglia spesa d'asta; che __________, quarto sorteggiato, contesta pure qualsivoglia spesa; che l'UEF di Mendrisio si è rimesso al giudizio della Camera; che ex art. 136bis LEF l'acquisto della proprietà da parte del compratore all'incanto può essere impugnato solamente in via di ricorso (recte: reclamo) per l'annullamento dell'aggiudicazione; che i due gravami sono pertanto ricevibili; che l'art. 68 cpv.1 LDFR (Legge federale sul diritto fondiario rurale, in: RS 211.412.11) stabilisce che se un fondo agricolo è realizzato in occasione di un incanto forzato, l'autorità competente ad accordare l'autorizzazione fissa il prezzo ammissibile a richiesta dell'autorità preposta all'incanto; che nel caso di specie la Sezione dell'agricoltura con decisione 19 giugno 1995, cresciuta in giudicato, ha autorizzato la vendita a pubblico incanto del fondo n. __________ RFD di __________ al prezzo massimo di Fr. 10.80/m 2; che, in caso di incanto forzato, l'aggiudicatario deve produrre l'autorizzazione o depositare i costi per un nuovo incanto e richiedere l'autorizzazione entro dieci giorni dall'aggiudicazione (art. 67 cpv.1 LDFR), ritenuto che se l'aggiudicatario non chiede l'autorizzazione o se questa è rifiutata, l'autorità preposta all'incanto revoca l'aggiudicazione e ordina una nuova asta (art. 67 cpv.2 LDFR), caricando al primo aggiudicatario le spese della nuova asta (art. 67 cpv.3 LDFR); che se vi sono più offerte al prezzo ammissibile, l'aggiudicatario è designato dalla sorte (art. 68 cpv.2 LDFR); che in caso vi sono stati cinque offerenti il prezzo massimo autorizzato e che il primo aggiudicatario non è stato autorizzato all'acquisto dall'autorità competente (Sezione dell'agricoltura); che la legge nulla dice sulle modalità ipotizzabili nel caso in cui vi siano più pari offerenti, salvo che l'aggiudicazione debba essere decisa dalla sorte; che per i reclamanti non può darsi altro che una nuova asta; che il silenzio della legge consente per certo soluzioni razionali, preferibili all'alea e alle spese connesse a una seconda asta; che, tra le soluzioni prospettabili, ottima si dimostra quella attuata dall'UEF di Mendrisio che non si è limitato al sorteggio del primo aggiudicatario ma, accertato che il designato non disponeva ancora di autorizzazione all'acquisto di fondo agricolo, ha allestito - sempre per sorteggio - la graduatoria degli altri quattro offerenti, avuto riguardo al fatto, rilevante, che i cinque offerenti già avevano raggiunto il prezzo massimo autorizzato; che i reclamanti non portano validi argomenti atti a contrastare l'interpretazione, meritevole di encomio, dell'UEF di Mendrisio e si attestano su tesi di vuoto formalismo che mal si conciliano con lo scopo della norma, che persegue - in tutta evidenza - la sollecita conclusione della procedura di incanto forzato nell'ossequio del principio della parità di trattamento e dell'imperativo del contenimento delle spese procedurali; che l'esame della costituzionalità di una legge federale sfugge manifestamente al potere di cognizione dell'autorità cantonale di vigilanza; che l'UEF di Mendrisio si determinerà ulteriormente sul seguito di procedura nell'ossequio dei prescritti ex art. 67 e 68 LDFR; che i gravami vanno pertanto respinti, ritenuto che non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv.2 OTLEF); PRONUNCIA 1. Le procedure inc. n. __________ e __________ sono dichiarate congiunte. 2. Il reclamo 9 dicembre 1995 (inc. n. __________) di __________ __________, è respinto. 2.1. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità. 3. Il reclamo 11 dicembre 1995 (inc. n. __________) di __________, e __________, è respinto. 3.1. Non si prelevano spese e non si assegnano indennità. 4. Intimazione:    __________ Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza Il presidente                                                                   La segretaria