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15.1995.00208

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1995-11-27 · Italiano TI
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Incarto n.15.95.00208

Lugano

27 novembre 1995

/C/fc/kc

In nomedella Repubblica e Cantonedel Ticino

La Camera di esecuzione e fallimentidel Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

Composta dei giudici:

Cometta, presidente,Pellegrini, Zali

Segretario:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sul reclamo 27/28 settembre 1995 di

__________

contro

l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Luganoin materia di formazione di un inventario a tutela del diritto di ritenzione del locatore ante esecuzione per pigioni e affitti di cui alla domanda presentata contro il reclamante da

__________

in tema di inventario degli oggetti colpiti dal diritto di ritenzione;

viste le osservazioni:

-9 ottobre 1995 di __________

-11 ottobre 1995 dell’UE di Lugano;

esaminati atti e documenti;

ritenuto

C.Con tempestivo reclamo 27/28 settembre 1995 __________ di __________ ha postulato l’esclusione dall’inventario degli oggetti sub n. 2, 3, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 in quanto indicati di proprietà di __________ e sub n. 4 perché di proprietà della __________.

D.Con osservazioni 9 ottobre 1995 __________ ha chiesto la reiezione del gravame contestando “la rivendicazione di __________ in quanto il diritto di ritenzione del locatore prevale su un’eventuale riserva di proprietà che, peraltro, nella fattispecie non ci è mai stata regolarmente notificata”.

E.Con osservazioni 11 ottobre 1995 pure l’UE di Lugano ha chiesto, con argomentazioni che se del caso saranno riprese in seguito, che il reclamo venga respinto.

Considerato

2.Il locatore di locali commerciali ha un diritto di ritenzione sulle cose mobili che vi si trovano e servono al loro uso e godimento: il diritto si estende in termini temporali alla pigione annuale scaduta e a quella del semestre in corso (art. 268 cpv. 1 CO).

La LEF ha previsto disposizioni speciali in materia di pigioni e affitti: l’art. 283 cpv. 1 LEF stabilisce che il locatore di locali commerciali può, anche prima di iniziare l’esecuzione, domandare l’assistenza dell’ufficio esecuzione per la tutela provvisoria del suo diritto di ritenzione.

3.La formazione d’inventario presuppone l’esistenza di un contratto di locazione così come di un credito derivante da tale contratto. L’Ufficio esecuzione può rifiutare di erigere, per ragioni di diritto materiale, l’inventario degli oggetti sottoposti al diritto di ritenzione del locatore soltanto se l’inesistenza di questo diritto è manifesta e inequivocabile (cfr.DTF103 III 41-42 con rif. ivi;DTF97 III 45;Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1988, § 34 m. 20;Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, Losanna 1993, p. 114;Ernest Brand, Dispositions particuliculières sur les loyers et fermages I, inFJSn. 1092 p. 4), come sarebbe ad es. il caso se fosse chiesto l’inventario per un canone locatizio successivo alla rescissione del contratto: in tale evenienza sarebbe infatti evidente la mancanza di un credito dipendente da pigione e il locatore non potrebbe prevalersi del diritto di ritenzione ex art. 268 CO.

a)L’allestimento di un atto di ritenzione è provvedimento incisivo, suscettibile di arrecare pregiudizio al locatario: l’ufficio esecuzione deve pertanto procedere ad un esame sommario dei suoi presupposti (DTF61 III 78;Hans Fritzsche, Schuldbetreibung und Konkurs nach schw. Recht, vol. II, Zurigo 1968, p. 252), ritenuto che eventuali controversie vanno sottoposte in via di reclamo all’Autorità di vigilanza (DTF103 III 42;Amonn, op. cit., § 34

m. 22).

b)L’esistenza di un contratto di locazione di locali commerciali è la prima ovvia condizione per l’esercizio del diritto di ritenzione (cfr.BlSchK1966 p. 53;Amonn, op. cit., § 34 m. 18;Ernst Blumenstein, Handbuch des schw. Schuldbetreibungsrechts, Berna 1911, p. 534).

4.La determinazione dell’ammontare delle pigioni e la fissazione dei periodi cui tali pigioni si riferiscono sono questioni di diritto materiale che vanno risolte dal giudice civile: in linea di principio, le autorità esecutive devono fondarsi sulle richieste del creditore a meno che siano manifestamente inammissibili (Emil Schmid, Zürcher Kommentar, 3. ed, Zurigo 1977, n. 48 ad art. 272-274 CO).

5.Nel caso di specie non è contestato che il reclamante occupa, per espletare la propria attività economica, un appartamento sito in __________ locatogli dalla __________ e che gli oggetti ritenuti si trovano in questi locali. In siffatte evenienze l’UE di Lugano non poteva rifiutarsi di erigere l’inventario degli oggetti sottoposti al diritto di ritenzione del locatore (DTF29 I 525 s.), atteso che la controversia tra il locatore ed il terzo rivendicante sulla questione se la rivendicazione e il diritto di ritenzione sono fondati e se la rivendicazione prevale sul diritto di ritenzione va risolta nella procedura di rivendicazione ex art. 106/109 LEF. Diritti rivendicati da terzi su oggetti elencati nell’atto di ritenzione non impediscono infatti la loro annotazione nell’inventario e avranno quale effetto di determinare la procedura di rivendicazione ex art. 106/109 LEF.

6.Visto l’esito del gravame, avuto riguardo al fatto che __________ rivendica per il figlio __________ e per __________ l’esclusiva proprietà di parte dei beni inventariati, l’UE di Lugano dovrà aprire la procedura di rivendicazione ex art. 106/109 LEF.

7.Ne consegue la reiezione del gravame.

Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF).

Per questi motivi,

richiamati gli art. 106-109, 283 cpv. 1 LEF; 268 CO

pronuncia:           1.Il reclamo 27/28 settembre 1995 __________ è respinto.

1.1.E’ fatto ordine all’UE di Lugano di dare inizio alla procedura di rivendicazione ex art. 106-109 LEF.

2.Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

3.Intimazione a:

- __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                           La segretaria