Appello contro la dichiarazione di fallimento
Erwägungen (4 Absätze)
E. 1 .
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a
disposizione del creditore; o che
3)
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta __________
(doc. F) emerge che l’appellante ha pagato il 20 giugno 2008 fr. 1'194.30.-- a
saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ e quindi posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto
delle esecuzioni __________ al 10 settembre 2008 si evince che nei confronti
dell’appellante sono pendenti 7 esecuzioni per un valore complessivo di fr.
9'332.45. In 5 procedure l’escussa ha interposto opposizione, per cui in questo
stadio di procedura i crediti posti in esecuzione non sono ancora stati
accertati, mentre in un’ulteriore procedura il debito è stato pagato. In merito
all’esecuzione n. 1251294, promossa dalla __________ per, attualmente, fr. 3'619.95,
l’appellante ha asserito di avere concordato pagamenti rateali. Dagli atti
risulta che la debitrice ha pagato solo 3 rate, ossia Fr. 500.-- il 3 novembre
2007 rispettivamente Fr. 500.-- l’8 gennaio 2008 rispettivamente fr. 500.-- l’8
febbraio 2008, complessivamente fr. 1'500.-- (doc. H). Determinante è che, come
risulta dal predetto estratto, il 3 luglio 2008 nell’esecuzione promossa da __________
è stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene, dedotte le 3 rate pagate
di complessivi fr. 1'500.--, il debito residuo ammonta ancora a fr. 2'119.95.
Il fatto che l’appellante non ha proseguito con il pagamento delle rate e che
la creditrice ha chiesto l’emissione della comminatoria di fallimento, porta a
concludere che la convenuta non è più in grado di far fronte ai suoi debiti,
nemmeno a un debito d’importo modesto.
L’appellante
ha prodotto fatture ricevute da suoi fornitori (doc. I) e fatture inviate a
suoi clienti (doc. L). Questi documenti non permettono di determinare la
situazione finanziaria dell’appellante, rilevato che non vi è certezza né in
merito al pagamento delle fatture ricevute né in merito all’incasso delle
fatture emesse. Non è d’altro compito di questa Camera di effettuare una
verifica contabile. A proposito del preteso ragguardevole inventario
dell’appellante va osservato che la solvibilità deve essere resa verosimile
entro il termine d’appello, mentre in merito alla liquidità derivante dalla
vendita dell’inventario non vi certezza alcuna.
In
base a queste considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso sufficientemente
verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui
il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
E. 1.1 Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da martedì 23 settembre 2008 alle ore 10.00
E. 2 . La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1.
E. 3 . Intimazione a:
- AP 1, __________;
- AO 1, __________
- Ufficio __________ - Ufficio del Registro fondiario del __________ Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: La segretaria: Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF)
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.09.2008 14.2008.56
Appello contro la dichiarazione di fallimento
Incarto n. 14.2008.56 Lugano 19 settembre 2008 B/fp/fb In nome della Repubblica e Cantone Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello composta dei giudici: Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 16 aprile 2008 presentata da AO 1 contro AP 1 sulla quale istanza la Pretora del Distretto di __________, con sentenza 13 giugno 2008 ha così deciso: “1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da lunedì 16 giugno 2008 alle ore 14.00. 2./3./4. Omissis.” Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 25 giugno 2008 ne postula l’annullamento; preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni; rilevato che con ordinanza presidenziale 27 giugno 2008 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale; ritenuto in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'058.25 oltre accessori, dedotti eventuali acconti. B. All’udienza di contraddittorio del 4 giugno 2008 nessuno è comparso. C. Con sentenza 13 giugno 2008 la Pretora del Distretto __________ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 16 giugno 2008 alle ore 14.00. D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 20 giugno 2008 __________ relativa al pagamento di fr. 1'194.30 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. 1__________ (doc. F). In merito alla sua solvibilità l’appellante rileva che i PE n.1295022 e __________ non gli sono ancora stati notificati, l’esecuzione n. __________ si trova in uno stadio di procedura in cui il presunto debito non è ancora stato accertato, mentre per la procedura esecutiva n. __________ ha concordato con la creditrice __________ il pagamento rateale e ha già pagato 3 rate per complessivamente fr. 1'500.-- (doc.H). AP 1 sostiene poi che la sua attività è in espansione e che dispone di merce per un valore ragguardevole, la cui vendita le permetterebbe di disporre di una notevole liquidità (doc. I). Inoltre è attiva nel commercio di cartucce per stampanti, per le quali ha già ricevuto numerosi ordini (doc. L). Considerato in diritto: 1 .
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento. L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172). b) Dalla ricevuta __________ (doc. F) emerge che l’appellante ha pagato il 20 giugno 2008 fr. 1'194.30.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. Per quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto delle esecuzioni __________ al 10 settembre 2008 si evince che nei confronti dell’appellante sono pendenti 7 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 9'332.45. In 5 procedure l’escussa ha interposto opposizione, per cui in questo stadio di procedura i crediti posti in esecuzione non sono ancora stati accertati, mentre in un’ulteriore procedura il debito è stato pagato. In merito all’esecuzione n. 1251294, promossa dalla __________ per, attualmente, fr. 3'619.95, l’appellante ha asserito di avere concordato pagamenti rateali. Dagli atti risulta che la debitrice ha pagato solo 3 rate, ossia Fr. 500.-- il 3 novembre 2007 rispettivamente Fr. 500.-- l’8 gennaio 2008 rispettivamente fr. 500.-- l’8 febbraio 2008, complessivamente fr. 1'500.-- (doc. H). Determinante è che, come risulta dal predetto estratto, il 3 luglio 2008 nell’esecuzione promossa da __________ è stata emessa la comminatoria di fallimento. Orbene, dedotte le 3 rate pagate di complessivi fr. 1'500.--, il debito residuo ammonta ancora a fr. 2'119.95. Il fatto che l’appellante non ha proseguito con il pagamento delle rate e che la creditrice ha chiesto l’emissione della comminatoria di fallimento, porta a concludere che la convenuta non è più in grado di far fronte ai suoi debiti, nemmeno a un debito d’importo modesto. L’appellante ha prodotto fatture ricevute da suoi fornitori (doc. I) e fatture inviate a suoi clienti (doc. L). Questi documenti non permettono di determinare la situazione finanziaria dell’appellante, rilevato che non vi è certezza né in merito al pagamento delle fatture ricevute né in merito all’incasso delle fatture emesse. Non è d’altro compito di questa Camera di effettuare una verifica contabile. A proposito del preteso ragguardevole inventario dell’appellante va osservato che la solvibilità deve essere resa verosimile entro il termine d’appello, mentre in merito alla liquidità derivante dalla vendita dell’inventario non vi certezza alcuna. In base a queste considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1 non può essere annullato. 2. L'appello va respinto. Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato. La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF). Per questi motivi, richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF pronuncia: 1 . L'appello è respinto. 1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da martedì 23 settembre 2008 alle ore 10.00 2 . La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di AP 1. 3 . Intimazione a:
- AP 1, __________;
- AO 1, __________
- Ufficio __________ - Ufficio del Registro fondiario del __________ Comunicazione alla Pretura __________ terzi implicati Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello Il presidente: La segretaria: Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF)