Sentenza o decisione senza scheda
Erwägungen (5 Absätze)
E. 1 In tema di appuramento bonale dei debiti mediante trattative private ex art. 333 ss. LEF è data al debitore facoltà di impugnazione alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale Autorità giudiziaria superiore dei concordati (cfr. Flavio Cometta, La procedura concordataria nel nuovo diritto, in: La revisione della legge federale sull'esecuzione e sul fallimento, Collana CFPG vol. 16, Lugano 1996, p.164 n.14.2).
E. 2 a)
Il nuovo istituto dell'appuramento
bonale dei debiti mediante trattative private costituisce un miniconcordato ed
è utile in casi minori, con pochi creditori, in prevalenza per casi sociali
(cfr. Mario Roncoroni, Rechtliche Anmerkungen zur Schuldensanierung, in: ZöF
1995 p.185), con commissario un operatore sociale per ridurre al minimo le
spese procedurali e per non incappare in ulteriori massicce spese di
risanamento e nella notula di professionisti che operano sulla base di tariffe
professionali e non conformemente ai principi di natura sociale che
caratterizzano la OTLEF (cfr. Cometta, op. cit., p.163 n.14.1; Roncoroni, op.
cit., p.184).
b)
La procedura di appuramento
è obbligatoria in caso di domanda di autofallimento ex art. 191 LEF per chi non
è soggetto a fallimento: in questa ipotesi vi è il rischio di cumulo di spese e
perdita di tempo e denaro per debitore e creditori (cfr. Dominik Gasser, Das
"neue" SchKG - eine Einführung, in: ST [Der Schweizer Treuhänder]
1995, p. 475 terza colonna in basso e p.476).
c)
Negli intendimenti
del legislatore, forse troppo ottimista e al limite dell'ingenuo, l'appuramento
dovrebbe determinare una consistente riduzione delle domande di fallimento su
istanza del debitore. Perplessità sono state espresse nel rapporto 14 settembre
1992 del Gruppo d'esperti sul diritto di risanamento che a p.19 prospetta un
riesame radicale delle modalità risanatorie per persone fisiche non soggette
alla procedura ordinaria di fallimento: i modelli proposti sono quelli della novella
tedesca e della legge francese del 31 dicembre 1989 "relative à la prévention
et au règlement des difficultés liées au surendettement des particuliers et des
familles". Anche Hans Ulrich Hardmeier, Neuerungen im Nachlassvertragsrecht,
in: Das revidierte Schuldbetreibungs- und Konkursgesetz, Collana FSA vol. 13,
Berna 1995, p.157, sembra esprimere incertezza (cfr. Cometta, op. cit., p.163 e
nota 275).
d)
La moratoria viene
concessa se si realizzano due condizioni cumulative (art. 334 cpv.1 LEF):
a) l'appuramento
bonale dei debiti non deve apparire escluso già di primo acchito;
b) le spese
procedurali devono essere anticipate o garantite.
E. 3 L'obbligo di anticipare o garantire le spese procedurali è assoluto, come rettamente assume il primo giudice in linea con la dottrina dominante (cfr. Kurt Amonn / Dominik Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, §57 n.3, p.476; Cometta, op. cit., p.164 n.14.2; Louis Dallèves, Règlement amiable ou judiciaire des dettes selon la LP révisée, in: AJP 1995, p.1570). Non vi è quindi spazio, in questa materia, per l'assistenza giudiziaria onnicomprensiva come richiesto, ritenuto che il debitore potrà ancora far capo ad altri mezzi di tutela che la LEF gli consente, ad esempio all'autofallimento ex art. 191 LEF e al successivo concordato nella procedura di fallimento (art. 332 LEF).
E. 4 Abbondanzialmente va pur evidenziato che dai dati a disposizione del primo giudice già era anche possibile escludere d'acchito l'ipotesi di appuramento bonale dei debiti, atteso che:
- è difficile credere che il debitore sia in grado di mettere a disposizione dei creditori Fr. 500.-- al mese, quando già vi è uno sbilancio di Fr. 264.--;
- il debitore non può permettersi di mantenere la proprietà della casa che incide pesantemente sulla sua posizione debitoria (Fr. 2'800.-- di interessi ipotecari su un reddito di Fr. 3'800.--), solo sperando nella magnanimità dei creditori chiamati a sacrifici per consentirgli di vivere sopra i suoi mezzi, la locazione di un appartamento a __________ adatto ai suoi bisogni non richiedendo più di Fr. 500.--/700.-- in applicazione dei principi dedotti dall'art. 93 LEF.
E. 5 L’appello va pertanto respinto. Viste le peculiarità del caso di specie, si prescinde dal prelevare la tassa di giustizia. Richiamati gli art. 333 ss. LEF, in particolare l'art. 334 cpv.1 LEF, PRONUNCIA 1. L’appello 21 aprile 1997 dell'ing. __________, è respinto. 2. Non si preleva la tassa di giustizia. 3. Intimazione all'ing. __________ Comunicazione alla Pretura del Distretto di Leventina, Faido. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello -quale Autorità giudiziaria superiore dei concordati- Il presidente La segretaria:
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.07.1997 14.1997.54
Sentenza o decisione senza scheda
Incarto n. 14.97.00054 Lugano 21 luglio 1997 /FC/fb In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello -quale Autorità giudiziaria superiore dei concordati- composta dei giudici: Cometta, presidente, Pellegrini e Zali segretaria: Baur Martinelli, vicecancelliera statuendo nella causa a procedura sommaria appellabile promossa davanti al Pretore del Distretto di Leventina con istanza 1° aprile 1997 dell' __________ chiedente l'appuramento bonale dei debiti mediante trattative private ex art. 333 ss. LEF; richiamata la sentenza 11 aprile 1997 del Pretore del Distretto di Leventina; sentenza tempestivamente dedotta in appello dall'istante con appello 21 aprile 1997; ritenuto in fatto: A. Il 1° aprile 1997 l'ing. __________ ha chiesto l'appuramento bonale dei debiti mediante trattative private ex art. 333 ss. LEF, atteso che:
- percepisce Fr. 3'800.-- al mese di indennità di disoccupazione;
- spende Fr. 2'800.-- al mese per pagare gli interessi sul mutuo ipotecario di Fr. 440'000.-- concessogli dalla __________ sulla sua casa di __________ del valore di Fr. 570'000.--;
- ogni mese spende in tutto Fr. 4'064.-- (Fr. 2'800.-- per interessi, Fr. 1'000.-- per "spese di sopravvivenza" e Fr. 264.-per cassa malati);
- benché vi sia una maggiore uscita di Fr. 264.-- al mese, "al momento l'istante può mettere a disposizione una somma pari a Fr. 500.-- al mese";
- sono in corso procedure esecutive per oltre Fr. 90'000.--;
- il 9 gennaio 1997 l'ing. __________ ha notificato allo __________ una pretesa di risarcimento ex art. 19 LResp. di Fr. 10'000'000.-- riferita all'agire della Pretura di Bellinzona nella procedura di sfratto in re __________ e sfociata nella sentenza 9 gennaio 1996 del segretario assessore. Contestualmente __________ ha chiesto il beneficio dell'assistenza giudiziaria. B. All'udienza dell'8 aprile 1997, su invito del Pretore, l'ing. __________ si è impegnato ad anticipare entro 20 giorni "Fr. 3'000.--, rispettivamente di produrre cessioni di crediti su pretese sulla cui fondatezza il giudice si pronuncerà in presenza della relativa documentazione", come pure a produrre "la perizia sul danno subito e fatto valere nei confronti dello __________ C. Con sentenza 11 aprile 1997 il Pretore ha respinto l'istanza di assistenza giudiziaria, e implicitamente anche la domanda di appuramento bonale dei debiti mediante trattative private ex art. 333 ss. LEF, perché le spese del procedimento devono essere garantite dall'istante per espressa volontà del legislatore (art. 334 cpv.1 LEF). Per il primo giudice lo scopo della norma non è peregrino e muove dal presupposto che "l'istante debba comunque poter disporre di un reddito sufficiente per formulare ai creditori delle attendibili proposte di risanamento e così evitare che il nuovo istituto sia pretesto per ritardare, a discapito dei creditori, la continuazione di procedure esecutive già avviate, pur senza del resto per questo precludere la possibile richiesta di una moratoria concordataria". D. Con tempestivo appello 21 aprile 1997 l'ing. __________ ha chiesto di essere ammesso al beneficio dell'assistenza giudiziaria onnicomprensiva, atteso che l'art. 4 Cost. impone siffatta concessione in qualsivoglia procedura per tutelare correttamente il soggetto di diritto carente di liquidità e che "nel caso della mancata concessione del gratuito patrocinio si avrebbe l'assurdo caso che per mancanza di fondi necessari il richiedente risulterebbe soccombente in casi in cui non dovrebbe neanche pagare i relativi importi". Considerato in diritto: 1. In tema di appuramento bonale dei debiti mediante trattative private ex art. 333 ss. LEF è data al debitore facoltà di impugnazione alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale Autorità giudiziaria superiore dei concordati (cfr. Flavio Cometta, La procedura concordataria nel nuovo diritto, in: La revisione della legge federale sull'esecuzione e sul fallimento, Collana CFPG vol. 16, Lugano 1996, p.164 n.14.2). 2. a) Il nuovo istituto dell'appuramento bonale dei debiti mediante trattative private costituisce un miniconcordato ed è utile in casi minori, con pochi creditori, in prevalenza per casi sociali (cfr. Mario Roncoroni, Rechtliche Anmerkungen zur Schuldensanierung, in: ZöF 1995 p.185), con commissario un operatore sociale per ridurre al minimo le spese procedurali e per non incappare in ulteriori massicce spese di risanamento e nella notula di professionisti che operano sulla base di tariffe professionali e non conformemente ai principi di natura sociale che caratterizzano la OTLEF (cfr. Cometta, op. cit., p.163 n.14.1; Roncoroni, op. cit., p.184). b) La procedura di appuramento è obbligatoria in caso di domanda di autofallimento ex art. 191 LEF per chi non è soggetto a fallimento: in questa ipotesi vi è il rischio di cumulo di spese e perdita di tempo e denaro per debitore e creditori (cfr. Dominik Gasser, Das "neue" SchKG - eine Einführung, in: ST [Der Schweizer Treuhänder] 1995, p. 475 terza colonna in basso e p.476). c) Negli intendimenti del legislatore, forse troppo ottimista e al limite dell'ingenuo, l'appuramento dovrebbe determinare una consistente riduzione delle domande di fallimento su istanza del debitore. Perplessità sono state espresse nel rapporto 14 settembre 1992 del Gruppo d'esperti sul diritto di risanamento che a p.19 prospetta un riesame radicale delle modalità risanatorie per persone fisiche non soggette alla procedura ordinaria di fallimento: i modelli proposti sono quelli della novella tedesca e della legge francese del 31 dicembre 1989 "relative à la prévention et au règlement des difficultés liées au surendettement des particuliers et des familles". Anche Hans Ulrich Hardmeier, Neuerungen im Nachlassvertragsrecht, in: Das revidierte Schuldbetreibungs- und Konkursgesetz, Collana FSA vol. 13, Berna 1995, p.157, sembra esprimere incertezza (cfr. Cometta, op. cit., p.163 e nota 275). d) La moratoria viene concessa se si realizzano due condizioni cumulative (art. 334 cpv.1 LEF):
a) l'appuramento bonale dei debiti non deve apparire escluso già di primo acchito;
b) le spese procedurali devono essere anticipate o garantite. 3. L'obbligo di anticipare o garantire le spese procedurali è assoluto, come rettamente assume il primo giudice in linea con la dottrina dominante (cfr. Kurt Amonn / Dominik Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, §57 n.3, p.476; Cometta, op. cit., p.164 n.14.2; Louis Dallèves, Règlement amiable ou judiciaire des dettes selon la LP révisée, in: AJP 1995, p.1570). Non vi è quindi spazio, in questa materia, per l'assistenza giudiziaria onnicomprensiva come richiesto, ritenuto che il debitore potrà ancora far capo ad altri mezzi di tutela che la LEF gli consente, ad esempio all'autofallimento ex art. 191 LEF e al successivo concordato nella procedura di fallimento (art. 332 LEF). 4. Abbondanzialmente va pur evidenziato che dai dati a disposizione del primo giudice già era anche possibile escludere d'acchito l'ipotesi di appuramento bonale dei debiti, atteso che:
- è difficile credere che il debitore sia in grado di mettere a disposizione dei creditori Fr. 500.-- al mese, quando già vi è uno sbilancio di Fr. 264.--;
- il debitore non può permettersi di mantenere la proprietà della casa che incide pesantemente sulla sua posizione debitoria (Fr. 2'800.-- di interessi ipotecari su un reddito di Fr. 3'800.--), solo sperando nella magnanimità dei creditori chiamati a sacrifici per consentirgli di vivere sopra i suoi mezzi, la locazione di un appartamento a __________ adatto ai suoi bisogni non richiedendo più di Fr. 500.--/700.-- in applicazione dei principi dedotti dall'art. 93 LEF. 5. L’appello va pertanto respinto. Viste le peculiarità del caso di specie, si prescinde dal prelevare la tassa di giustizia. Richiamati gli art. 333 ss. LEF, in particolare l'art. 334 cpv.1 LEF, PRONUNCIA 1. L’appello 21 aprile 1997 dell'ing. __________, è respinto. 2. Non si preleva la tassa di giustizia. 3. Intimazione all'ing. __________ Comunicazione alla Pretura del Distretto di Leventina, Faido. Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello -quale Autorità giudiziaria superiore dei concordati- Il presidente La segretaria: