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12.1996.23

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1996-04-25 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (10 Absätze)

E. 1 L’appellante nel proprio gravame (pag. 3 e 4) ammette esplicitamente di avere chiesto alla ditta attrice l’esecuzione delle opere in questione: “Il padre del signor __________, qui appellante, pensionato e presente quotidianamente sul cantiere, sia perché abita nelle immediate vicinanze, sia perché percorreva la strada in oggetto per recarsi sul suo podere, si è allora rivolto agli operai della __________ presenti sul cantiere municipale e successivamente all’amministratore __________ che pure abita nelle immediate vicinanze, per riferirgli, su                     incarico del figlio, che la ditta, previo accordo con __________, era autorizzata ad iniziare la pavimentazione quando voleva, ritenuto comunque che del pagamento dell’opera si sarebbe fatto carico il suddetto __________”. Tale ammissione è sostanzialmente ribadita alla pag. 8 dell’appello.

E. 2 Premesso che, secondo l’ordinario andamento delle cose, un’impresa non apre un cantiere per effettuarvi delle opere se nessuno l’ha chiamata, questa ammissione lascia spazio a due sole possibilità:

-     __________ ha validamente agito quale rappresentante del figlio o del __________, ed in questo caso egli nulla deve all’attrice;

-     __________, a prescindere dalle sue soggettive intenzioni, non ha agito quale valido rappresentante di un terzo, e deve perciò pagare di tasca propria la mercede in questione (art. 39 CO).

E. 3 Le premesse della rappresentanza diretta secondo l’art. 32 CO sono due: una procura del rappresentato al rappresentante e l’agire del rappresentante in nome del rappresentato (per tante: II CCA 12 febbraio 1996 in re A. S.p.A./T. SA; Zäch, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, 8. edizione, pag. 149 e segg.; Von Thur/Peter, Allgemeiner Teil del Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 1, pag. 348 e 349). La procura al rappresentante può venire conferita in qualsiasi forma (DTF 99 II 159), anche solo tollerando consapevolmente che esso si comporti come tale (DTF 85 II 22 e segg.). Essa è revocabile in qualunque momento (art. 34 cpv. 1 CO) e di regola si estingue con la morte, la scomparsa, la perdita della capacità civile e il fallimento del rappresentante o del rappresentato (art. 35 cpv. 1 CO). Se il rappresentante agisce senza procura, la controparte è nondimeno vincolata; non invece il rappresentato che ha però la possibilità di ratificare il negozio giuridico (art. 38 cpv. 1 CO; Zäch, opera citata, n. 33 ad art. 38 CO; Guhl, opera citata, pag. 156 e 157; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 400). Agire in nome del rappresentato significa che il rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in se stesso gli effetti del negozio giuridico in questione. Questo può ad esempio avvenire comunicando esplicitamente al terzo la propria qualità di rappresentante. Non si tratta di un precetto imperativo: in determinati casi la volontà di fungere quale rappresentante, pur se non esplicitata, è desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di modo che l’effetto di rappresentanza si verifica ugualmente. Se questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante e della controparte contrattuale secondo il principio dell’affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO; DTF 90 II 285 consid. 1b a pag. 289; Zäch, opera citata, n. 45 ad art. 32 CO; Guhl, opera citata, pag. 152; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 386 e segg.). Rimane ovviamente salvo il caso, in concreto non realizzato, in cui al terzo è indifferente la persona con cui stipula (art. 32 cpv. 2 in fine CO; Rep . 1982, pag. 38 e 39; DTF 117 II 389).

E. 4 Nella specie, contrariamente all’opinione dell’appellante, che sopporta l’onere della prova delle circostanze di fatto che consentirebbero di ritenerlo (art. 8 CC; II CCA 29 febbraio 1996 in re H./E. SA), non sussiste alcun rapporto di rappresentanza.

E. 4.1 I convenuti con il congiunto allegato responsivo del 26 gennaio 1994  hanno espressamente negato la venuta in essere di un contratto tra uno di loro e l’attrice. Questa tesi esclude la possibilità che __________ abbia agito quale rappresentante del figlio, ipotesi che avrebbe condotto all’esistenza del negato contratto, così che dall’affermazione dei convenuti si deve in buona fede evincere che da una parte il figlio non ha inteso concedere procura al padre per impegnarlo contrattualmente, e che d’altra parte il padre non ha inteso vincolare contrattualmente il figlio con l’attrice.

E. 4.2 Né può essere ammesso che __________ abbia con il suo agire validamente rappresentato il __________.

E. 4.2.1 Nel proprio interrogatorio formale egli non ha sostenuto di aver avuto un’autorizzazione del __________ ad agire quale suo rappresentante, ma ha per contro addotto, seppure in forma dubitativa, la diversa tesi (smentita dalle predette ammissioni contenute nell’appello) secondo cui la ditta attrice sarebbe stata direttamente incaricata dal __________ (esplicita: risposta 4 dell’interrogatorio formale). L’esistenza di una procura del __________ non risulta nemmeno dall’interrogatorio formale di __________, il quale si è limitato ad affermare (risposta 2) che il __________ “confermò che avrebbe preso contatto con la ditta __________ al fine di far realizzare l’opera”, il che non deve però essere avvenuto, visto che l’amministratore dell’attrice ha esplicitamente smentito la circostanza. La prova decisiva sul tema della procura avrebbe potuto essere fornita dal preteso rappresentato, ma nessuna delle parti ha ritenuto di doverlo citare come testimone. Deve perciò valere per non provato il conferimento di una procura dal __________ a uno dei convenuti.

E. 4.2.2 Stante l’assenza di procura, non vi è motivo di verificare se l’appellante abbia comunicato all’attrice con la necessaria chiarezza di voler agire in nome e per conto del rappresentato, il che non sembra tuttavia essere stato il caso (deposizioni __________ e __________ __________, risposta 4).

E. 5 La tesi del conferimento diretto dell’appalto da parte del __________ è evidentemente stata abbandonata dall’appellante, stante la sua ammissione riportata al considerando 1. La stessa, come rettamente stabilito dal Pretore, non era comunque confortata da altro che non le affermazioni dei convenuti. Se ne deve concludere, come rettamente stabilito dal Pretore, che “autorizzando” l’attrice ad eseguire i lavori, __________ ha concluso con lei, che non poteva o doveva capire qualcosa di diverso, un contratto di appalto, e deve perciò pagare la relativa mercede, riservati evidentemente i suoi eventuali diritti di regresso -inconferenti in questa sede- verso terze persone.

E. 6 A questa soluzione non possono ostare le altre argomentazioni dell’appellante, di nessuna pertinenza giuridica, quali la mancanza di un accordo preventivo sulla mercede (appello, pag. 11), la suddivisione della fattura in due parti (ibidem), e il fatto che il committente non fosse proprietario del fondo sul quale eseguire l’opera (cfr. II CCA 31 maggio 1995 in re V./F. e D.). Ne consegue la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto. Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC). Per i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG dichiara e pronuncia I. L’appello 22 gennaio 1996 di __________ è respinto. II. Le spese della procedura d’appello consistenti in: a) tassa di giustizia                                     fr.    580.-- b) spese                                                      fr.      20.-- T o t a l e                                                      fr.    600.-- già anticipati dall’appellante, restano a suo carico. __________ rifonderà all’attrice fr. 800.-- per ripetibili di appello. III. Intimazione:    -    __________ Comunicazione alla Pretura di Mendrisio-Sud. Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente                                                   Il segretario

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 25.04.1996 12.1996.23

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n. 12.96.00023 Lugano 25 aprile 1996 In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La seconda Camera civile del Tribunale d'appello composta dei giudici: Cocchi, presidente Chiesa e Zali segretario: Petrini sedente per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.94.54 (inc. n. 2784) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud promossa con petizione 26 novembre 1993 da __________ rappr. dallo studio legale __________ contro __________ rappr. dall'avv. __________ con cui l’attrice ha chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr. 16’375.15 oltre interessi a titolo di mercede dell’appaltatrice; Domanda avversata dai convenuti, che hanno postulato la reiezione della petizione e che il Pretore con sentenza 1° dicembre 1995 ha accolto nei confronti di __________ e respinto nei confronti di __________ Appellante __________, che con atto di appello del 22 gennaio 1996 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione anche nei suoi confronti; Mentre l’attrice con osservazioni del 28 febbraio 1996 postula la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili. Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti, posti a giudizio i seguenti punti di questione 1.

- se deve essere accolto l’appello 2.

- tassa di giustizia e ripetibili Ritenuto in fatto A. L’attrice nel 1992 ha eseguito le opere di pavimentazione stradale di cui alla fattura doc. A. Ritenendo di essere stata incaricata dell’esecuzione da __________ a, e considerato che il fondo interessato era di proprietà di __________, con la petizione in rassegna l’appaltatrice ha chiesto la condanna in solido dei convenuti al pagamento della mercede residua, ritenuti i fr. 7’565.-- già pagati da __________, di fr. 16’375.15 oltre interessi. B. Nella risposta del 26 gennaio 1994 i convenuti si sono opposti alla petizione, contestando l’esistenza di rapporto contrattuale con la ditta attrice, rapporto che sarebbe invece venuto in essere con __________, acquirente di un fondo vicino e impegnatosi contrattualmente nei confronti di __________ alla realizzazione dell’opera eseguita dall’attrice. __________ avrebbe per sua parte appaltato l’esecuzione di alcune opere non riguardanti il signor __________, opere da lui regolarmente pagate. Nulla sarebbe perciò dovuto alla procedente. C. Le parti hanno in seguito mantenuto le rispettive tesi e domande, contestando nel contempo quelle della parte avversaria. D. Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha ritenuto che si sia perfezionato un contratto di appalto tra l’attrice e __________, il quale avrebbe agito in proprio nome e per proprio conto, e non quale rappresentante del figlio e proprietario del fondo __________ di __________. Dal che, in assenza di contestazioni sull’opera o sulla mercede, l’accoglimento della petizione nei suoi confronti e la reiezione della stessa nei confronti di __________. E. Con l’appello, __________ ha chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso di respingere la petizione anche nei suoi confronti. Il Pretore avrebbe male apprezzato le risultanze istruttorie, giungendo all’errata conclusione del perfezionamento tra le parti del contratto di appalto. In realtà l’appellante si sarebbe rivolto agli operai della ditta attrice, già presenti per un lavoro su un vicino cantiere, per riferire, su incarico del figlio, che la ditta, previo accordo con __________ era autorizzata ad iniziare l’opera, che sarebbe stata pagata dal __________ stesso. F. Nelle osservazioni del 28 febbraio 1996 l’attrice ha chiesto la reiezione del gravame sulla base di argomentazioni che, per quanto necessario, verranno riprese nei successivi considerandi. Considerato in diritto 1. L’appellante nel proprio gravame (pag. 3 e 4) ammette esplicitamente di avere chiesto alla ditta attrice l’esecuzione delle opere in questione: “Il padre del signor __________, qui appellante, pensionato e presente quotidianamente sul cantiere, sia perché abita nelle immediate vicinanze, sia perché percorreva la strada in oggetto per recarsi sul suo podere, si è allora rivolto agli operai della __________ presenti sul cantiere municipale e successivamente all’amministratore __________ che pure abita nelle immediate vicinanze, per riferirgli, su                     incarico del figlio, che la ditta, previo accordo con __________, era autorizzata ad iniziare la pavimentazione quando voleva, ritenuto comunque che del pagamento dell’opera si sarebbe fatto carico il suddetto __________”. Tale ammissione è sostanzialmente ribadita alla pag. 8 dell’appello. 2. Premesso che, secondo l’ordinario andamento delle cose, un’impresa non apre un cantiere per effettuarvi delle opere se nessuno l’ha chiamata, questa ammissione lascia spazio a due sole possibilità:

-     __________ ha validamente agito quale rappresentante del figlio o del __________, ed in questo caso egli nulla deve all’attrice;

-     __________, a prescindere dalle sue soggettive intenzioni, non ha agito quale valido rappresentante di un terzo, e deve perciò pagare di tasca propria la mercede in questione (art. 39 CO). 3. Le premesse della rappresentanza diretta secondo l’art. 32 CO sono due: una procura del rappresentato al rappresentante e l’agire del rappresentante in nome del rappresentato (per tante: II CCA 12 febbraio 1996 in re A. S.p.A./T. SA; Zäch, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO; Guhl, Das Schweizerische Obligationenrecht, 8. edizione, pag. 149 e segg.; Von Thur/Peter, Allgemeiner Teil del Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 1, pag. 348 e 349). La procura al rappresentante può venire conferita in qualsiasi forma (DTF 99 II 159), anche solo tollerando consapevolmente che esso si comporti come tale (DTF 85 II 22 e segg.). Essa è revocabile in qualunque momento (art. 34 cpv. 1 CO) e di regola si estingue con la morte, la scomparsa, la perdita della capacità civile e il fallimento del rappresentante o del rappresentato (art. 35 cpv. 1 CO). Se il rappresentante agisce senza procura, la controparte è nondimeno vincolata; non invece il rappresentato che ha però la possibilità di ratificare il negozio giuridico (art. 38 cpv. 1 CO; Zäch, opera citata, n. 33 ad art. 38 CO; Guhl, opera citata, pag. 156 e 157; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 400). Agire in nome del rappresentato significa che il rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in se stesso gli effetti del negozio giuridico in questione. Questo può ad esempio avvenire comunicando esplicitamente al terzo la propria qualità di rappresentante. Non si tratta di un precetto imperativo: in determinati casi la volontà di fungere quale rappresentante, pur se non esplicitata, è desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di modo che l’effetto di rappresentanza si verifica ugualmente. Se questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante e della controparte contrattuale secondo il principio dell’affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO; DTF 90 II 285 consid. 1b a pag. 289; Zäch, opera citata, n. 45 ad art. 32 CO; Guhl, opera citata, pag. 152; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 386 e segg.). Rimane ovviamente salvo il caso, in concreto non realizzato, in cui al terzo è indifferente la persona con cui stipula (art. 32 cpv. 2 in fine CO; Rep . 1982, pag. 38 e 39; DTF 117 II 389). 4. Nella specie, contrariamente all’opinione dell’appellante, che sopporta l’onere della prova delle circostanze di fatto che consentirebbero di ritenerlo (art. 8 CC; II CCA 29 febbraio 1996 in re H./E. SA), non sussiste alcun rapporto di rappresentanza. 4.1 I convenuti con il congiunto allegato responsivo del 26 gennaio 1994  hanno espressamente negato la venuta in essere di un contratto tra uno di loro e l’attrice. Questa tesi esclude la possibilità che __________ abbia agito quale rappresentante del figlio, ipotesi che avrebbe condotto all’esistenza del negato contratto, così che dall’affermazione dei convenuti si deve in buona fede evincere che da una parte il figlio non ha inteso concedere procura al padre per impegnarlo contrattualmente, e che d’altra parte il padre non ha inteso vincolare contrattualmente il figlio con l’attrice. 4.2 Né può essere ammesso che __________ abbia con il suo agire validamente rappresentato il __________. 4.2.1 Nel proprio interrogatorio formale egli non ha sostenuto di aver avuto un’autorizzazione del __________ ad agire quale suo rappresentante, ma ha per contro addotto, seppure in forma dubitativa, la diversa tesi (smentita dalle predette ammissioni contenute nell’appello) secondo cui la ditta attrice sarebbe stata direttamente incaricata dal __________ (esplicita: risposta 4 dell’interrogatorio formale). L’esistenza di una procura del __________ non risulta nemmeno dall’interrogatorio formale di __________, il quale si è limitato ad affermare (risposta 2) che il __________ “confermò che avrebbe preso contatto con la ditta __________ al fine di far realizzare l’opera”, il che non deve però essere avvenuto, visto che l’amministratore dell’attrice ha esplicitamente smentito la circostanza. La prova decisiva sul tema della procura avrebbe potuto essere fornita dal preteso rappresentato, ma nessuna delle parti ha ritenuto di doverlo citare come testimone. Deve perciò valere per non provato il conferimento di una procura dal __________ a uno dei convenuti. 4.2.2 Stante l’assenza di procura, non vi è motivo di verificare se l’appellante abbia comunicato all’attrice con la necessaria chiarezza di voler agire in nome e per conto del rappresentato, il che non sembra tuttavia essere stato il caso (deposizioni __________ e __________ __________, risposta 4). 5. La tesi del conferimento diretto dell’appalto da parte del __________ è evidentemente stata abbandonata dall’appellante, stante la sua ammissione riportata al considerando 1. La stessa, come rettamente stabilito dal Pretore, non era comunque confortata da altro che non le affermazioni dei convenuti. Se ne deve concludere, come rettamente stabilito dal Pretore, che “autorizzando” l’attrice ad eseguire i lavori, __________ ha concluso con lei, che non poteva o doveva capire qualcosa di diverso, un contratto di appalto, e deve perciò pagare la relativa mercede, riservati evidentemente i suoi eventuali diritti di regresso -inconferenti in questa sede- verso terze persone. 6. A questa soluzione non possono ostare le altre argomentazioni dell’appellante, di nessuna pertinenza giuridica, quali la mancanza di un accordo preventivo sulla mercede (appello, pag. 11), la suddivisione della fattura in due parti (ibidem), e il fatto che il committente non fosse proprietario del fondo sul quale eseguire l’opera (cfr. II CCA 31 maggio 1995 in re V./F. e D.). Ne consegue la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto. Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC). Per i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG dichiara e pronuncia I. L’appello 22 gennaio 1996 di __________ è respinto. II. Le spese della procedura d’appello consistenti in: a) tassa di giustizia                                     fr.    580.-- b) spese                                                      fr.      20.-- T o t a l e                                                      fr.    600.-- già anticipati dall’appellante, restano a suo carico. __________ rifonderà all’attrice fr. 800.-- per ripetibili di appello. III. Intimazione:    -    __________ Comunicazione alla Pretura di Mendrisio-Sud. Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello Il presidente                                                   Il segretario