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11.1997.118

Sentenza o decisione senza scheda

Ticino · 1997-08-22 · Italiano TI
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Sentenza o decisione senza scheda

Erwägungen (6 Absätze)

E. 2 In concreto l’appellante chiede la riduzione del contributo alimentare dovuto al figlio __________, sostenendo che il primo giudice non ha correttamente valutato il suo reddito e il suo fabbisogno. Il Pretore ha determinato il fabbisogno minimo mensile del marito in fr. 2’211.90 e quello della moglie in fr. 1’333.–, senza esprimersi in modo chiaro su quello di __________. Per quel che concerne i redditi mensili, egli ha accertato un guadagno netto medio del marito di fr. 2’964.– e della moglie di fr. 731.– mensili, onde un ammanco manifesto. Ne ha concluso che il convenuto è ad ogni modo in grado di versare un contributo di fr. 570.– mensili per __________, già compreso l’assegno familiare.

E. 3 L’appellante critica anzitutto la determinazione del proprio reddito, sostenendo che tenuto conto del diritto alla tredicesima per un periodo limitato, il suo reddito di riferimento è al massimo di fr. 2’628.80. A torto. Dall’esame dei conteggi di stipendio mensili (doc. F e doc. 4 inc. __________.__________.__________) e del certificato fiscale 1996, emesso il 22 gennaio 1997 dal datore di lavoro (rubrica “corri-spondenza” inc. __________.__________.__________), emerge che l’appellante ha percepito nel 1996 un reddito annuo netto di fr. 38’883.–, comprensivo degli assegni familiari. Le prestazioni sociali versate per la figlia __________, estranea al nucleo familiare in cui vive __________, non devono evidentemente essere considerate. Ciò comporta lo stralcio dal reddito 1996 di fr. 915.–, la bambina essendo nata nell’agosto 1996 e avendo diritto a cinque mensilità di assegno familiare. Ne risulta che il reddito di riferimento per il contributo alimentare destinato a __________ ammonta a fr. 37’968.–, ossia mensilmente fr. 3’164.–, compreso l’assegno familiare di fr. 183.– che spetta a __________. L’appello cade quindi nel vuoto per quanto concerne il reddito di riferimento computabile al padre.

E. 4 L’appellante

contesta in seguito il fabbisogno minimo di fr. 2’211.90 che gli è stato

calcolato dal Pretore. Egli argomenta che il minimo vitale del diritto

esecutivo non può essere ridotto di fr. 100.– per tenere conto del “risparmio

dovuto al consumo di pasti fuori casa” come invece deciso dal primo giudice. A

ragione. Il supplemento previsto dalla Tabella dei minimi di esistenza ai fini

del diritto esecutivo, edita dalla CEF, deve in quanto tale essere aggiunto al

minimo di base del diritto esecutivo, che non va ulteriormente ridotto ed è

quindi di fr. 1’025.–, come previsto nell’attuale edizione della citata Tabella

(Rep. 1993 pag. 265).

Nel caso concreto il

Pretore non ha tenuto conto dell’onere fiscale, ritenendo che all’obbligato

alimentare deve rimanere solo il minimo del diritto esecutivo, né del

contributo di mantenimento per la figlia __________, nata dalla relazione con

un’altra donna in costanza di matrimonio. L’appellante contesta il mancato inserimento

dell’onere alimentare verso __________, adducendo che quest’ultima ha diritto

allo stesso trattamento di __________, motivo per cui nel fabbisogno del padre

dovrebbe essere inserito il contributo alimentare dovuto alla seconda figlia,

oppure l’importo disponibile del padre dovrebbe essere suddiviso in parti

uguali fra entrambi i figli.

L’appellante si è

impegnato a contribuire al mantenimento della figlia __________, nata il 31

agosto 1996, con un importo di fr. 270.– mensili, secondo una convenzione tra

genitori omologata dalla Delegazione tutoria (doc. I). Secondo la giurisprudenza

cantonale citata dal Pretore (I CCA, sentenza del 15 aprile 1994 nella casa M.

c. M.), gli oneri di mantenimento verso un figlio nato fuori dal matrimonio non

rientrano nel fabbisogno familiare determinante per il calcolo del contributo

alimentare dovuto nell’ambito matrimoniale, ma devono essere sopportati esclusivamente

dal coniuge genitore (

Hausheer/Brunner

,

in: Hand-buch des Unterhaltsrechts, Berna 1997, n. 3.22, pag. 127). Quest’ultimo

non può pretendere di vedere inserito nel proprio fabbisogno il contributo

dovuto al figlio nato fuori dal matrimonio (

Hausheer/Spycher

,

op. cit., n. 8.103 pag. 474 seg.) e deve far fronte all’obbligo di mantenimento

con quanto gli rimane dopo aver soddisfatto gli obblighi verso il proprio

coniuge e i figli comuni, se del caso riducendo i propri costi o estendendo la

propria attività lucrativa (

Hausheer/Brunner

,

op. cit., n. 3.24, pag. 128). Contrariamente a quanto sostiene l’appellante,

d’altra parte, il principio della parità tra i figli sancito dal Tribunale federale

(DTF 116 II 110) non si riferisce all’importo del contributo alimentare, ma

alla valutazione dei rispettivi fabbisogni oggettivi ed è applicabile solo se

il genitore tenuto al mantenimento vive in condizioni economiche molto

favorevoli (Rivista di diritto tutelare 1994 pag. 166). La determinazione del

contributo alimentare dovuto da un genitore in situazioni economiche medio-basse,

invece, deve tenere conto della capacità contributiva che gli rimane dopo aver

soddisfatto gli obblighi alimentari preesistenti e delle possibilità contributive

dell’altro genitore. Nel caso concreto, pertanto, non si giustifica di inserire

il contributo per __________ nel fabbisogno dell’appellante.

E. 5 In conclusione il fabbisogno mensile della moglie, non contestato, rimane di fr. 1333.– mentre quello del marito ammonta a fr. 2’291.90 (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1025.–, alloggio fr. 790.–, premio cassa malati fr. 224.90, spese professionali per pasti fuori casa e trasferte fr. 252.–), il mancato inserimento dell’onere fiscale giustificandosi con la verosimile esenzione dell’appellante, visti i contributi alimentari da lui dovuti ai figli. I criteri cui si attiene questa Camera per determinare il fabbisogno di figli minorenni sono già stati evocati (consid. 1 in fine). Il Pretore ha fatto capo alle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù del Canton Zurigo, edizione 1996 (RDT 1996 pag. 33) e aggiornate al 1° gennaio 1996, ammettendo per __________, figlio unico tra i 7 e i 12 anni, un fabbisogno in denaro di fr. 700.– mensili, da ridurre per adeguarlo alle modeste condizioni di reddito della famiglia. Se non che, egli non ha precisato come deve essere corretto tale importo, ritenendo adeguato un contributo a carico del padre di fr. 570.– mensili. Tale apprezzamento regge tuttavia alla critica, se si considera che gli importi indicati nelle citate raccomandazioni sono fabbisogni medi. Nel caso concreto all’importo di fr. 700.– deve essere ancora aggiunta la retta dell’asilo nido (Culla __________) frequentato da __________, indispensabile visto che la madre lavora, anche se a tempo parziale. Tale costo supplementare ammonta notoriamente ad almeno fr. 150.–, di modo che la valutazione del Pretore appare corretta nel risultato.

E. 6 In sintesi, il quadro patrimoniale (mensile) della famiglia si presenta come segue: reddito mensile del marito                                           fr. 3’164.— reddito mensile della moglie                                        fr. 731.— fr. 3’895.— fabbisogno minimo del marito                                      fr. 2’291.90 fabbisogno minimo della moglie                                   fr. 1’333.— fabbisogno in denaro del figlio                                      fr.    570.— fr. 4’194.90 somma destinata alla famiglia: reddito mensile del marito                                           fr. 3’164.— ./. fabbisogno minimo                                                  fr. 2’291.90 fr. 872.10 L’appellante è quindi in grado di versare a __________ un contributo alimentare di fr. 570.–, compreso l’assegno familiare. L’appello, infondato in ogni suo punto, deve quindi essere respinto.

E. 7 Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono a carico dell’appellante, che deve rifondere alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili di appello. La domanda di assistenza giudiziaria contestuale all’appello non può essere accolta, nonostante la situazione di indigenza, poiché il gravame non presentava sin dall’inizio probabilità di esito favorevole (art. 157 CPC). Per questi motivi, vista sulle spese la tariffa giudiziaria, pronuncia:

1.   L’appello è respinto e il decreto impugnato è confermato.

2.   L’istanza di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria presentata da __________ è respinta.

3.   Gli oneri del presente giudizio, consistenti in: a) tassa di giustizia      fr. 250.– b) spese                         fr. 50.– fr. 300.– sono posti a carico dell’appellante, che rifonderà a __________ fr. 700.– per ripetibili di appello.

4.   Intimazione:

–   avv. dott. __________ __________ __________, __________;

–   lic. iur. __________, studio legale __________, __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello La presidente                                                        La segretaria

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.08.1997 11.1997.118 Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.08.1997 11.1997.118 Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.08.1997 11.1997.118

Sentenza o decisione senza scheda

Incarto n.. 11.97.00118 Lugano 22 agosto 1997 /cs In nome della Repubblica e Cantone del Ticino La prima Camera civile del Tribunale d’appello composta dei giudici: Epiney-Colombo, presidente, G. Bernasconi e Giani segretaria: Galfetti, vicecancelliera sedente per statuire nella causa __________.__________.__________ (misure provvisionali in causa di stato) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza 7 febbraio 1997 da __________ __________ __________, nata __________, __________ (patrocinata dalla lic. iur. __________ __________, studio legale __________, __________, __________, __________) contro __________, __________ (patrocinato dall’avv. dott. __________ __________ __________, __________); esaminati gli atti, posti i seguenti punti di questione:

1.  Se dev’essere accolto l’appello dell’8 luglio 1997 presentato da __________ contro il decreto cautelare emesso il 2 luglio 1997 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6;

2.  Se dev’essere accolta l’istanza di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria presentata con l’appello;

3.  Il giudizio sulle spese e le ripetibili. Ritenuto ____________________ (1957), cittadino brasiliano, e __________ (1962) si sono sposati a Lugano l’__________ __________ 1991. Dall’unione è nato __________ l’__________ __________ 1994. Il marito è alle dipendenze della __________ di __________ e la moglie lavora a tempo parziale come __________ presso la __________ __________ di __________. I coniugi si sono separati di fatto nel maggio 1996: la moglie è rimasta con il figlio nell’abitazione coniugale e il marito si è trasferito in un appartamento proprio. __________ è padre di __________ __________, nata il __________ 1996 da una relazione con __________ __________ __________ __________. B. L’esperimento di conciliazione, richiesto dalla moglie il 10 giugno 1996, è decaduto infruttuoso il 4 novembre 1996. __________ ha postulato il 7 febbraio 1997 l’adozione di misure cautelari, in particolare l’affidamento di __________ (riservato al padre il diritto di visita), un contributo alimentare mensile di fr. 650.– per il figlio e di fr. 641.– per sé, oltre una provvigione ad litem di fr. 2’000.– o, in via subordinata, l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria. Il diritto di visita del padre, oggetto di un’istanza cautelare presentata il 10 marzo 1997 dal padre stesso (inc. __________.__________.__________), è stato regolato dalle parti con un accordo sottoscritto il 4/8 aprile 1997, omologato dal Pretore con decreto 11 aprile 1997. C. Alla discussione del 24 febbraio 1997 __________ ha confermato l’istanza, alla quale si è opposto il marito, che ha negato ogni contributo alimentare. Conclusa l’istruttoria, le parti hanno rinunciato a comparire al dibattimento finale, producendo un riassunto scritto nel quale l’istante ha ribadito le richieste pecuniarie, mentre il convenuto ha offerto per il figlio un contributo alimentare di fr. 301.– mensili, compreso l’assegno familiare. D. Statuendo il 2 luglio 1997, il Pretore ha fatto obbligo al convenuto di versare dal 1° febbraio 1997 un contributo alimentare mensile di fr. 570.– per __________, compreso l’assegno familiare. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese sono state poste a carico delle parti metà ciascuno, compensate le ripetibili. E.   __________ è insorto con un appello dell’8 luglio 1997 contro il decreto del Pretore, di cui chiede la riforma nel senso di ridurre a fr. 341.45 il contributo dovuto a __________, compreso l’assegno familiare. Con il gravame l’appellante ha postulato l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria. Nelle sue osservazioni del 18 luglio 1997 __________ conclude per il rigetto dell’appello e per la conferma del giudizio pretorile. Considerando in diritto:                  1. L’art. 145 cpv. 2 CC prescrive che il giudice, in pendenza di un’azione di separazione o di divorzio, prende le opportune misure provvisionali, specialmente circa l’abitazione e il mantenimento della famiglia, i rapporti patrimoniali e la custodia dei figli. Il criterio per la definizione dei contributi alimentari a norma dell’art. 145 cpv. 2 CC è disciplinato dal diritto federale e si fonda sul riparto dell’eccedenza – di regola a metà – una volta dedotto dal reddito familiare il fabbisogno minimo dei coniugi e dei figli (DTF 114 II 31 consid. 7 e 8). Il fabbisogno minimo è determinato sulla scorta del minimo esistenziale del diritto esecutivo, cui vanno aggiunti gli oneri fiscali e le spese correnti della famiglia, in particolare i premi della cassa malati e delle assicurazioni domestiche (DTF 114 II 394 consid. 4b; Perrin, La méthode du minimum vital, in: SJ 115/1993 pag. 429). Il fabbisogno dei figli minorenni è stabilito, per prassi costante di questa Camera (Rep. 1994 298 consid. 5), secondo le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù del Canton Zurigo (edizione 1996 in: RDT 1996 pag. 33), adattate caso per caso in virtù del citato principio inquisitorio che governa il diritto di filiazione. 2. In concreto l’appellante chiede la riduzione del contributo alimentare dovuto al figlio __________, sostenendo che il primo giudice non ha correttamente valutato il suo reddito e il suo fabbisogno. Il Pretore ha determinato il fabbisogno minimo mensile del marito in fr. 2’211.90 e quello della moglie in fr. 1’333.–, senza esprimersi in modo chiaro su quello di __________. Per quel che concerne i redditi mensili, egli ha accertato un guadagno netto medio del marito di fr. 2’964.– e della moglie di fr. 731.– mensili, onde un ammanco manifesto. Ne ha concluso che il convenuto è ad ogni modo in grado di versare un contributo di fr. 570.– mensili per __________, già compreso l’assegno familiare. 3. L’appellante critica anzitutto la determinazione del proprio reddito, sostenendo che tenuto conto del diritto alla tredicesima per un periodo limitato, il suo reddito di riferimento è al massimo di fr. 2’628.80. A torto. Dall’esame dei conteggi di stipendio mensili (doc. F e doc. 4 inc. __________.__________.__________) e del certificato fiscale 1996, emesso il 22 gennaio 1997 dal datore di lavoro (rubrica “corri-spondenza” inc. __________.__________.__________), emerge che l’appellante ha percepito nel 1996 un reddito annuo netto di fr. 38’883.–, comprensivo degli assegni familiari. Le prestazioni sociali versate per la figlia __________, estranea al nucleo familiare in cui vive __________, non devono evidentemente essere considerate. Ciò comporta lo stralcio dal reddito 1996 di fr. 915.–, la bambina essendo nata nell’agosto 1996 e avendo diritto a cinque mensilità di assegno familiare. Ne risulta che il reddito di riferimento per il contributo alimentare destinato a __________ ammonta a fr. 37’968.–, ossia mensilmente fr. 3’164.–, compreso l’assegno familiare di fr. 183.– che spetta a __________. L’appello cade quindi nel vuoto per quanto concerne il reddito di riferimento computabile al padre. 4. L’appellante contesta in seguito il fabbisogno minimo di fr. 2’211.90 che gli è stato calcolato dal Pretore. Egli argomenta che il minimo vitale del diritto esecutivo non può essere ridotto di fr. 100.– per tenere conto del “risparmio dovuto al consumo di pasti fuori casa” come invece deciso dal primo giudice. A ragione. Il supplemento previsto dalla Tabella dei minimi di esistenza ai fini del diritto esecutivo, edita dalla CEF, deve in quanto tale essere aggiunto al minimo di base del diritto esecutivo, che non va ulteriormente ridotto ed è quindi di fr. 1’025.–, come previsto nell’attuale edizione della citata Tabella (Rep. 1993 pag. 265). Nel caso concreto il Pretore non ha tenuto conto dell’onere fiscale, ritenendo che all’obbligato alimentare deve rimanere solo il minimo del diritto esecutivo, né del contributo di mantenimento per la figlia __________, nata dalla relazione con un’altra donna in costanza di matrimonio. L’appellante contesta il mancato inserimento dell’onere alimentare verso __________, adducendo che quest’ultima ha diritto allo stesso trattamento di __________, motivo per cui nel fabbisogno del padre dovrebbe essere inserito il contributo alimentare dovuto alla seconda figlia, oppure l’importo disponibile del padre dovrebbe essere suddiviso in parti uguali fra entrambi i figli. L’appellante si è impegnato a contribuire al mantenimento della figlia __________, nata il 31 agosto 1996, con un importo di fr. 270.– mensili, secondo una convenzione tra genitori omologata dalla Delegazione tutoria (doc. I). Secondo la giurisprudenza cantonale citata dal Pretore (I CCA, sentenza del 15 aprile 1994 nella casa M.

c. M.), gli oneri di mantenimento verso un figlio nato fuori dal matrimonio non rientrano nel fabbisogno familiare determinante per il calcolo del contributo alimentare dovuto nell’ambito matrimoniale, ma devono essere sopportati esclusivamente dal coniuge genitore (Hausheer/Brunner, in: Hand-buch des Unterhaltsrechts, Berna 1997, n. 3.22, pag. 127). Quest’ultimo non può pretendere di vedere inserito nel proprio fabbisogno il contributo dovuto al figlio nato fuori dal matrimonio (Hausheer/Spycher, op. cit., n. 8.103 pag. 474 seg.) e deve far fronte all’obbligo di mantenimento con quanto gli rimane dopo aver soddisfatto gli obblighi verso il proprio coniuge e i figli comuni, se del caso riducendo i propri costi o estendendo la propria attività lucrativa (Hausheer/Brunner, op. cit., n. 3.24, pag. 128). Contrariamente a quanto sostiene l’appellante, d’altra parte, il principio della parità tra i figli sancito dal Tribunale federale (DTF 116 II 110) non si riferisce all’importo del contributo alimentare, ma alla valutazione dei rispettivi fabbisogni oggettivi ed è applicabile solo se il genitore tenuto al mantenimento vive in condizioni economiche molto favorevoli (Rivista di diritto tutelare 1994 pag. 166). La determinazione del contributo alimentare dovuto da un genitore in situazioni economiche medio-basse, invece, deve tenere conto della capacità contributiva che gli rimane dopo aver soddisfatto gli obblighi alimentari preesistenti e delle possibilità contributive dell’altro genitore. Nel caso concreto, pertanto, non si giustifica di inserire il contributo per __________ nel fabbisogno dell’appellante. 5. In conclusione il fabbisogno mensile della moglie, non contestato, rimane di fr. 1333.– mentre quello del marito ammonta a fr. 2’291.90 (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1025.–, alloggio fr. 790.–, premio cassa malati fr. 224.90, spese professionali per pasti fuori casa e trasferte fr. 252.–), il mancato inserimento dell’onere fiscale giustificandosi con la verosimile esenzione dell’appellante, visti i contributi alimentari da lui dovuti ai figli. I criteri cui si attiene questa Camera per determinare il fabbisogno di figli minorenni sono già stati evocati (consid. 1 in fine). Il Pretore ha fatto capo alle raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù del Canton Zurigo, edizione 1996 (RDT 1996 pag. 33) e aggiornate al 1° gennaio 1996, ammettendo per __________, figlio unico tra i 7 e i 12 anni, un fabbisogno in denaro di fr. 700.– mensili, da ridurre per adeguarlo alle modeste condizioni di reddito della famiglia. Se non che, egli non ha precisato come deve essere corretto tale importo, ritenendo adeguato un contributo a carico del padre di fr. 570.– mensili. Tale apprezzamento regge tuttavia alla critica, se si considera che gli importi indicati nelle citate raccomandazioni sono fabbisogni medi. Nel caso concreto all’importo di fr. 700.– deve essere ancora aggiunta la retta dell’asilo nido (Culla __________) frequentato da __________, indispensabile visto che la madre lavora, anche se a tempo parziale. Tale costo supplementare ammonta notoriamente ad almeno fr. 150.–, di modo che la valutazione del Pretore appare corretta nel risultato. 6. In sintesi, il quadro patrimoniale (mensile) della famiglia si presenta come segue: reddito mensile del marito                                           fr. 3’164.— reddito mensile della moglie                                        fr. 731.— fr. 3’895.— fabbisogno minimo del marito                                      fr. 2’291.90 fabbisogno minimo della moglie                                   fr. 1’333.— fabbisogno in denaro del figlio                                      fr.    570.— fr. 4’194.90 somma destinata alla famiglia: reddito mensile del marito                                           fr. 3’164.— ./. fabbisogno minimo                                                  fr. 2’291.90 fr. 872.10 L’appellante è quindi in grado di versare a __________ un contributo alimentare di fr. 570.–, compreso l’assegno familiare. L’appello, infondato in ogni suo punto, deve quindi essere respinto. 7. Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono a carico dell’appellante, che deve rifondere alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili di appello. La domanda di assistenza giudiziaria contestuale all’appello non può essere accolta, nonostante la situazione di indigenza, poiché il gravame non presentava sin dall’inizio probabilità di esito favorevole (art. 157 CPC). Per questi motivi, vista sulle spese la tariffa giudiziaria, pronuncia:

1.   L’appello è respinto e il decreto impugnato è confermato.

2.   L’istanza di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria presentata da __________ è respinta.

3.   Gli oneri del presente giudizio, consistenti in: a) tassa di giustizia      fr. 250.– b) spese                         fr. 50.– fr. 300.– sono posti a carico dell’appellante, che rifonderà a __________ fr. 700.– per ripetibili di appello.

4.   Intimazione:

–   avv. dott. __________ __________ __________, __________;

–   lic. iur. __________, studio legale __________, __________. Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello La presidente                                                        La segretaria