Erwägungen (5 Absätze)
E. 1 è entrato nella rotatoria ed ha iniziato la manovra per dirigersi verso l'entrata dell'autostrada, stringendo la curva verso sinistra, andando così a collidere contro il signor __________, che già si trovava all'interno della stessa in sella alla sua bicicletta. Entrambi i testi presenti sul luogo hanno potuto confermare con assoluta certezza che la vittima si era immessa nella rotatoria prima dell'imputato. E' pertanto fatto certo che quest'ultimo ha infranto l'obbligo di concedere la precedenza ai veicoli provenienti da sinistra rispetto al punto dal quale si è inserito nel percorso rotatorio circolare, omettendo di controllare adeguatamente il traffico.
Il fatto che il signor ACCU 1 abbia diminuito notevolmente la sua velocità prima di affrontare la rotatoria e vi si sia immesso ad andatura confacente, non consente di ritenere che egli abbia comunque prestato l'attenzione che ci si sarebbe dovuti aspettare da lui in simili circostanze. Prova ne è che si è accorto della presenza del ciclista solo nell'istante in cui è avvenuto il contatto con il suo veicolo. Egli avrebbe dovuto controllare meglio la situazione all'interno della rotatoria prima di accedervi, tenendo conto della visibilità che la morfologia della strada e le peculiarità del suo veicolo (furgoncino con i vetri laterali unicamente nella parte anteriore) gli concedevano e, se necessario, rallentare ancor più la sua andatura, in modo da non ostacolare gli altri utenti della strada, ed in particolar modo la vittima.
Il controllo effettuato dall'imputato, che a posteriori è risultato essere sicuramente carente, non rappresenta comunque una lesione volontaria degli obblighi di prudenza. L'infrazione all'art. 41b ONC è dunque avvenuta per negligenza.
15. Accertata la violazione delle norme sulla circolazione stradale, occorre esaminare se fra il comportamento negligente dell'interessato e la morte dell'anziano ciclista sussista un rapporto di causalità naturale ed adeguata (DTF 122 IV 17 consid. 2c).
Il nesso causale naturale è dato quando il comportamento in questione costituisce la condizione irrinunciabile ("conditio sine qua non") per l'insorgere dell'evento, cioè della morte. La dottrina e la giurisprudenza hanno avuto modo di precisare, come visto poco sopra, che non è indispensabile che ne sia la causa unica (decisione del TF del 14 ottobre 2003, 6S.297/2003; DTF 115 IV 199 consid.
E. 2 Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 5000.--.
E. 3 La parte civile __________ __________ sono rinviati al foro civile per le pretese di corrispondente natura.
E. 4 Ordina il dissequestro a crescita in giudicato del giudizio delle documentazione medico ospedaliera sequestrata il 20 gennaio 2003. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo fissato dall'art. 80 CPS, rispettivamente dall'art. 41 cifra 4 CPS; vista l'opposizione al decreto d'accusa interposta tempestivamente in data 22 gennaio 2004 dal difensore; indetto il dibattimento 1 luglio 2004, al quale hanno partecipato l'imputato, ACCU 1, il suo difensore, avv. DI 1, la patrocinatrice della parte civile, avv. __________, e la Sostituto Procuratore pubblico AINQ 1; accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato e dei testi; sentita la Sostituto Procuratore pubblico, la quale chiede la conferma integrale del decreto d'accusa. Ella ritiene che l'ipotesi di un'emorragia spontanea non trovi riscontri oggettivi nei fatti; le conclusioni dei medici dell'__________ misconoscono dati rilevanti. Il referto peritale è molto chiaro nel concludere che l'incidente è stata la condicio sine qua non per la morte del signor __________. La collisione appare anche causa idonea ed adeguata per il decesso. Non sussistono inoltre predisposizioni costituzionali della vittima tali da interrompere il nesso di causalità. L'affidabilità della perizia è incontrovertibile, per cui ella non vede motivo che possa consentire al giudice di scostarsene. La dinamica dell'incidente è quella descritta nel decreto ed è confermata sia dalle testimonianze che dai rilevamenti della scientifica. L'imputato ha pertanto leso le disposizioni di legge omettendo di dare la precedenza al ciclista che già si trovava nella rotonda. La pena proposta è contenuta in quanto tiene conto del comportamento del signor ACCU 1 sia immediatamente dopo l'incidente che in seguito; sentita la patrocinatrice della parte civile, la quale postula la riconferma del decreto d'accusa, ribadendo le richieste di indennizzo dei danni materiali e del torto morale avanzate con l'allegato scritto consegnato all'inizio del dibattimento. A giustificazione delle stesse, ella sottolinea come i coniugi __________, sposati da oltre 50 anni, vivessero in completa armonia, così come il defunto assistesse la moglie, ipovedente, nelle faccende domestiche. Ora la signora, rimasta vedova, deve fare capo all'aiuto domiciliare ed ai volontari dell'UNITAS. Pure da non dimenticare è il fatto che i 15 giorni nei quali il defunto è rimasto in coma all'ospedale hanno rappresentato per tutti i famigliari un calvario dalle pesanti conseguenze. Ricorda infine il forte legame tra il figlio ed il defunto; sentito il difensore, il quale chiede il proscioglimento del suo assistito e la reiezione delle pretese di parte civile, con riconoscimento di congrue ripetibili. In effetti, egli ritiene che la dinamica dell'incidente non sia stata chiarita a sufficienza, per cui non è possibile dedurre che il suo assistito ha infranto le norme della circolazione: quest'ultimo si è avvicinato alla rotonda a velocità molto ridotta e vi si è immesso dopo aver regolarmente controllato che non vi fossero dei veicoli che stavano per sopraggiungere. Oltre a ciò il decreto d'accusa non deve essere confermato in quanto difetta sia il nesso causale adeguato sia quello naturale tra l'incidente e la morte del signor __________. Egli ribadisce come la vittima abbia subito un'emorragia spontanea e non traumatica. Inoltre egli pone l'accento sul fatto che non sussista una prevedibilità oggettiva degli eventi: il concatenamento dei fatti non era assolutamente pronosticabile; sentita in replica la Sostituto Procuratore pubblico, la quale contesta le affermazioni della difesa e evidenzia come sia stata essa stessa a chiedere la perizia; sentita in replica la patrocinatrice della parte civile, la quale non ha nulla da aggiungere; sentito in duplica il difensore, il quale ribadisce le proprie argomentazioni in merito alla mancanza del nesso causale naturale e di quello adeguato; sentito da ultimo l'accusato; posti a giudizio i seguenti quesiti:
1. E' il signor ACCU 1 autore colpevole di omicidio colposo per i fatti commessi nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa n. DA 151/2004 del 19 gennaio 2004?
2. In caso affermativo deve, e se sì in che misura, essere modificata la pena proposta?
3. L'imputato può beneficiare della sospensione condizionale dell'eventuale pena privativa della libertà e, se sì, a quali condizioni?
4. L'eventuale condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione?
5. Deve essere confermato il rinvio della parte civile __________ al competente foro civile per le pretese di corrispondente natura o possono essere accolte le richieste di risarcimento presentate in data odierna ?
6. Deve essere confermato il dissequestro della documentazione medico ospedaliera?
7. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio e eventualmente assegnate ripetibili? letti ed esaminati gli atti; considerato in fatto ed in diritto
1. ACCU 1 è nato il __________ in Italia, e più precisamente a __________, nella provincia di __________. All'età di 8 anni si è trasferito nel Canton Ticino, ove ha frequentato le scuole dell'obbligo e seguito la formazione professionale per diventare pittore-imbianchino. In seguito egli ha lavorato quale magazziniere responsabile per la ditta __________, dalla quale è stato licenziato 15 anni più tardi, a causa di difficoltà economiche della società. Dopo un periodo in cui ha dovuto iscriversi alla disoccupazione, il signor ACCU 1 è stato assunto dalla __________, __________, con l'incarico di occuparsi della portineria di alcuni stabili e della gestione in generale di immobili della società situati nel Sottoceneri. Il salario mensile medio percepito per queste mansioni è stato stimato in fr. 4'300.-- circa. L'imputato è sposato, ma non ha figli. La moglie lavora al 50% presso la __________ di __________. I coniugi vivono in una casa di loro proprietà, sulla quale grava un debito ipotecario e possiedono un'automobile in leasing.
2. Il __________, dopo aver consumato il pranzo presso la nipote a __________, il signor ACCU 1 si è recato a per un sopralluogo in uno stabile del suo datore di lavoro, alla guida del furgone della ditta, di marca Ford, modello Curier, targato __________. Intenzionato a rientrare a __________, l'imputato ha imboccato via __________ proveniente dalla stazione e diretto verso l'entrata dell'autostrada. Arrivato all'altezza dell'area con percorso rotatorio obbligato (di seguito "rotatoria") che permette di raggiungere via __________ ed attraversare così il cavalcavia della ferrovia in direzione di __________, egli ha rallentato al segnale "dare precedenza" e, dopo avere verificato che la strada fosse libera, si è immesso nella rotatoria. Trovatosi nell'intersezione circolare, l'accusato ha impostato la propria traiettoria di marcia stringendo con il furgone verso l'interno della stessa, con l'intenzione di curvare verso sinistra per continuare il suo tragitto. Percorsi pochissimi metri l'imputato ha percepito un'ombra all'altezza della porta anteriore sinistra del suo veicolo ed è contemporaneamente entrato in leggera collisione - quasi di striscio - con il signor __________, che stava circolando in sella alla sua bicicletta, proveniente da __________ e diretto verso il centro di __________.
3. Il ciclista è sbandato finendo con la ruota sul cordolo centrale della rotatoria, ha così perso l'equilibrio ed è stato catapultato a terra, facendo una semi piroetta con il busto ed andando a sbattere violentemente il capo al suolo. Egli non era munito di casco di protezione, per cui l'urto, localizzato nella zona occipitale destra del capo, è stato particolarmente traumatico. L'imputato ha fermato immediatamente la sua vettura e ne è uscito per prestare soccorso al signor __________. La stessa cosa hanno fatto gli occupanti di un veicolo che si trovava nelle vicinanze - i signori __________ e __________ - e che hanno avuto modo di vedere l'incidente. Inizialmente la vittima era ancora cosciente ed ha risposto correttamente alle domande di coloro che gli hanno prestato le prime cure (il teste __________, nel suo verbale del __________, ha dichiarato: " A mia precisa domanda mi disse di chiamarsi __________ e che oggi era il __________ "). Questi ha addirittura tentato a più riprese di alzarsi, nonostante la ferita alla testa, dalla quale perdeva addirittura sangue, ma è stata giustamente fermata dai presenti (cfr. le dichiarazioni rese il __________ dai testi __________: " Lo stesso ha insistito varie volte per potersi alzare, cosa che io non gli ho permesso. Ad un certo punto addirittura il ciclista, con le gambe a terra, è riuscito a sollevare il busto (…) " e __________: " L'anziano voleva a tutti i costi alzarsi" , oltre che dall'imputato stesso, nel suo verbale di medesima data: " Ora ricordo che l'uomo in un primo momento cercava di alzarsi ma io gli dicevo di stare a terra e lo adagiavo con la sua testa sulla mia gamba ").
4. Con il passare del tempo lo stato del signor __________ è andato rapidamente peggiorando, tanto che pochi minuti dopo (circa 15), all'arrivo dell'ambulanza, egli aveva già perso conoscenza, come ha ricordato il teste dr. med. __________ __________ nel suo verbale del 12 febbraio 2003: " Giunto sul luogo ho trovato un paziente maschio, anziano, sdraiato al suolo, assistito da passanti e dall'équipe della prima ambulanza. Il Paziente presentava una ferita occipitale e un ematoma sopraciliare destro, senza apparenti lesioni ossee evidenti con un'alterazione dello stato della coscienza valutabile secondo la scala di Glasgow (…) a un punteggio di 6, il che significa che era necessaria un'intubazione per proteggere le vie aeree. Il Paziente non era cosciente: nessuna risposta motoria, nessuna risposta verbale e un'apertura occhi spontanea, pupille miochitiche (cioè di piccolo diametro), la pressione era di 160 la massima con 90 di minima, una saturazione aerea di 86% (qualità di ossigeno in sangue circolante, relativamente bassa), frequenza respiratoria di 10 (bradipnea, diminuzione della frequenza respiratoria). I parametri vitali del paziente al mio arrivo erano già instabili, le condizioni erano gravi. ".
5. Il signor __________ è stato trasportato con un elicottero della Rega all'Ospedale __________, ove gli è stata suturata con un punto la ferita alla testa (regione temporo-parietale destra) ed ove è gli sono state effettuate le prime analisi. Proprio in questo contesto il paziente è stato sottoposto ad un esame TAC, per mezzo del quale i medici hanno potuto costatare che l'estensione del danno era tale da non consentire alcun intervento neurochirurgico. Di conseguenza è stato ordinato il ricovero nel reparto cure intense ed è stata prescritta una terapia palliativa (cfr. scritto __________ del dr. med. __________ __________, dell'ospedale __________, indirizzato al dr. med. __________). Per questioni di competenza regionale il paziente - che è sempre rimasto per tutto il tempo della sua degenza in uno stato di coma profondo (cfr. cartella clinica e referto autoptico del 7 febbraio 2003, pag. 4) - è in seguito stato trasferito al reparto cure intense dell'Ospedale __________, ove è stato dato avvio al trattamento conservativo. Le condizioni neurologiche del signor __________ sono in seguito peggiorate di giorno in giorno con l'insorgenza di una polmonite. Questa infezione è progredita nonostante la cura antibiotica, al punto che ad un certo momento i medici, dopo aver chiesto il consenso dei familiari, hanno deciso di prescindere da ulteriori terapie invasive. In data 18 gennaio 2003, alle ore 20:34, il signor __________ è spirato.
6. Il giorno 20 gennaio 2003 la vittima è stata sottoposta ad autopsia presso l'istituto cantonale di patologia. I dr. med. __________ e dr. med. __________, che si sono occupati dell'esame, hanno concluso che le cause della morte sono da far risalire ad un'insufficienza respiratoria terminale secondaria ad una broncopolmonite lobare acuta di tutti i lobi, in parte necrotizzante, in soggetto anziano colpito da un'estesa emorragia cerebrale intraparenchimale sinistra (cfr. referto autoptico 7 febbraio 2003, punto n. IV). Questa analisi è stata condivisa pienamente anche dal perito prof. dott. __________ (cfr. referto pag. 8).
7. Più controversa è stata per contro l'origine dell'emorragia cerebrale. In effetti i responsabili del reparto neurochirurgico dell'Ospedale __________ hanno avanzato l'ipotesi che si fosse potuto trattare di un ictus spontaneo. Della stessa opinione sono stati pure i medici del nosocomio di __________. Il dr. med. __________, in un certificato del __________ ha in effetti scritto " Il paziente summenzionato è affetto da estesa emorragia intracerebrale sinistra verosimilmente spontanea ". Questa presunzione è stata in seguito ripresa dal dr. med. __________, primario di medicina interna dell'Ospedale __________, e dai suoi collaboratori in un rapporto all'attenzione del medico curante del defunto (doc. 15), nel quale ha scritto: " (…) ampia emorragia intraparenchimale all'emisfero cerebrale sx che morfologicamente non sembra di origine traumatica. L'ipotesi è quindi di un ictus cerebri emorragico spontaneo con conseguente incidente. A consolidare questa ipotesi vi è la ricostruzione dell'incidente: il paziente, ciclista, si sarebbe accasciato sulla fiancata di un'autovettura che lo stava superando a velocità moderata. ". Sulla scorta di queste prese di posizione l'incidente poteva quindi apparire una conseguenza dell'emorragia, piuttosto che il contrario.
8. In data 2 aprile 2003 la Sostituto Procuratore pubblico ha sentito il dr. med. __________, al fine di ottenere maggiori ragguagli in merito alle cause della morte ed all'esistenza di un nesso di causalità con l'incidente della circolazione avvenuto il __________. Proprio nel corso di questo interrogatorio il teste, dopo aver passato in rassegna i fatti e chiarito i dati salienti relativi allo stato di salute del signor __________ al momento del sinistro, ha precisato: "Il __________ dopo essere caduto di bicicletta ha sicuramente riportato un trauma cranico (rilevamento di una frattura cranica nell'autopsia). Questo trauma non ha però determinato l'emorragia cerebrale sinistra. In effetti il versamento emorragico intracerebrale è stato molto probabilmente determinato da un rialzo pressorio che ha prodotto una rottura vascolare. In effetti i soccorritori poterono misurare una pressione arteriosa massima di 160 mm di mercurio. ". Per quando concerne l'eventualità di una connessione di rilevanza tra l'incidente e la morte, egli ne ha sostenuto l'esistenza di fronte al magistrato inquirente nei seguenti termini: " (…) Ciò significa che sul piano medico legale un rapporto di causalità materiale tra l'incidente della circolazione del __________ e la morte del __________ debba essere ammesso secondo la seguente sequenza: incidente à stress emotivo (spavento) à rialzo della pressione arteriosa à rottura vascolare intracerebrale à emorragia intraparenchimale dell'emisfero cerebrale sinistro à broncopolmonite lobare acuta diffusa à insufficienza respiratoria terminale à morte " (cfr. verbale di audizione 2 aprile 2003, pag. 2 s.). Il patologo ha infine avuto modo di specificare che non è un evento straordinario, al di fuori del normale andamento delle cose - seppur comunque raro - che una persona vittima di un incidente della circolazione ne subisca uno stress tale da provocarne l'aumento della pressione ed una conseguente emorragia cerebrale, soprattutto se essa è già in età avanzata (cfr. verbale di audizione 2 aprile 2003, pag. 3).
9. L'esistenza di opinioni quantomeno discordanti ha indotto le parti a ritenere opportuna una perizia che permettesse di fare luce sugli eventi e sulla loro connessione. A tal fine il prof. dott. __________, ricercatore e docente di medicina legale all'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, Istituto di Medicina legale e delle Assicurazioni, è stato incaricato di accertare se l'incidente della circolazione qui in discussione è da porsi in nesso causale con il decesso del signor __________ e, in caso di risposta affermativa, per quali motivi. Il 22 settembre 2003 il referto peritale è stato consegnato al Ministero pubblico cantonale. Da esso emerge che l'ipotesi di una emorragia cerebrale di natura spontanea, avanzata dai medici degli ospedali di __________ e __________, non è sostenibile in quanto sono stati misconosciuti dei dati rilevanti ed oggettivi relativi all'incidente, tra i quali l'esistenza di un significativo trauma cranico con correlata frattura dell'osso temporale di destra. A detta del perito ciò trova spiegazione nel fatto che i medici curanti non hanno effettuato delle radiografie del cranio ma solo un esame TAC encefalo che, per sua natura, non consente una valutazione ottimale delle strutture ossee (a meno che esso non sia mirato proprio ad una ricerca di simili fratture, cosa non avvenuta nel caso di specie). Altro elemento che secondo il prof. dott. __________ induce ad escludere l'ictus spontaneo, è il fatto che il signor __________ nei minuti immediatamente seguenti all'incidente era ancora cosciente, ha risposto alle domande delle prime persone che gli si sono avvicinate ed ha addirittura cercato di rialzarsi a più riprese. Non è di conseguenza immaginabile che egli si sia accasciato sull'automobile in preda al malore, ma è piuttosto vero il contrario e cioè che il mancamento è intervenuto una quindicina di minuti dopo la rovinosa caduta a terra del ciclista. Di transenna va rilevato che nel corso del dibattimento anche il dr. med. __________, venuto a conoscenza delle risultanze dell'esame autoptico e della perizia, ha riconosciuto che la versione della dinamica dell'incidente da lui fornita nello scritto del 4 febbraio 2003 (doc. 15) è in effetti azzardata e non suffragata da alcun elemento oggettivo.
10. Nel referto tecnico il prof. dott. __________ ha attribuito con certezza le cause della morte del signor __________ ad una seriazione causale da lui così riassunta: "
1. Estesa emorragia cerebrale intraparenchimale sinistra con stato di coma.
2. Broncopolmonite lobare acuta di tutti i lobi polmonari, in parte necrotizzante.
3. Insufficienza cardio-respiratoria terminale. ". Per quanto concerne l'origine dell'emorragia cerebrale egli ha, come accennato in precedenza, condiviso la presa di posizione del patologo, secondo la quale essa sarebbe da ricondurre allo stress emotivo (cioè allo spavento) subito dal defunto a seguito dell'incidente, che ha comportato un aumento della pressione arteriosa, che a sua volta ha cagionato la rottura vascolare cerebrale. A questi elementi - da lui definiti come trauma psichico - egli ha però aggiunto anche quello del trauma fisico, in senso stretto, cioè quello di natura contusiva a livello cranico. A detta del prof. dott. __________ quest'ultimo avrebbe addirittura prevalso nel determinismo e nella diffusione dell'emorragia endocratica intracerebrale sinistra (cfr. referto peritale, pag. 10).
11. A mente del perito il trauma cranico ha potuto cagionare l'emorragia e, in un secondo tempo, la morte della vittima a seguito dell'età avanzata del signor __________ (77 anni), della preesistenza di una sclerosi vascolare nonché di un difetto di coagulazione. Il trauma cranico si è verificato con l'impatto del capo senza difesa (il ciclista era privo di casco di protezione) contro una superficie rigida e di dimensioni contenute: quella del cordolo in porfido. La conferma di questa lesione ossea si è avuta solo con l'autopsia, che ha permesso di rilevare una rima di frattura di 10 cm a carico dell'osso temporale di destra, con sovrastante infiltrazione ematica dei tessuti molli pericranici (cfr. referto autoptico 7 febbraio 2003, punto n. I, pag. 2). Il fatto che lo stravaso ematico sia avvenuto in sede controlaterale al punto d'impatto è da considerare come una " lesione da contraccolpo per trasmissione dell'energia cinetica lungo le principali linee di distribuzione della forza " (cfr. referto peritale, pag. 12). Sia dall’autopsia che dall'esame dei dati istologici allegati, è stato possibile appurare l'esistenza di elementi che hanno permesso al perito di stabilire che il signor __________ soffriva di una sclerosi vascolare che aveva colpito anche i piccoli vasi encefalici, riconducibile in linea di massima all'età. L'alterazione dei parametri della coagulazione (comunque non particolarmente grave, cfr. referto peritale, pag. 13), è stata notata sin dai primi esami del sangue eseguiti dopo il ricovero in ospedale della vittima. Essa ha influito sullo sviluppo dell'ematoma cerebrale, favorendolo.
12. Concludendo il suo rapporto il perito giudiziario ha stabilito l'esistenza del nesso causale tra l'incidente del __________ e la morte del signor __________, ritenendo che esso ha provocato in quest'ultimo una reazione psichica al trauma ed un trauma contusivo cranio-encefalico con lesione cerebrovascolare da contraccolpo che, a loro volta, aiutati da concause preesistenti (quali l'età avanzata con connessa sclerosi vascolare, la labilità emotiva del signor __________ ed un deficit della capacità di coagulazione), hanno provocato l'emorragia cerebrale. L'incidente è stato così ritenuto dal prof. dott. __________ non solo condizione idonea ed adeguata del decesso, ma pure necessaria, senza la quale la vittima non sarebbe spirata.
13. Giusta l'art. 117 CPS chiunque per negligenza cagiona la morte di una persona è punito con la detenzione o la multa. Commette un crimine o un delitto per negligenza colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione o non ne ha tenuto conto (art. 18 cpv. 3 prima frase CPS). Un comportamento viola i doveri di prudenza laddove l'autore, al momento dei fatti, avrebbe potuto, tenuto conto delle sue conoscenze e delle sue capacità, rendersi conto della messa in pericolo altrui e ha contemporaneamente oltrepassato i limiti del rischio ammissibile (art. 18 cpv. 3 seconda frase CPS; DTF 127 IV 62 consid. 2d). Per poter comprendere quali sono i doveri imposti dalla prudenza ci si riferisce alle disposizioni legali emanate dall'ente pubblico a tutela della sicurezza. In ambito di circolazione stradale, la negligenza è fondata quindi in primo luogo sulla violazione delle norme di comportamento sancite dalla relativa legislazione (cfr. DTF 127 IV 38 consid. 2a, 122 IV 20 consid. 2b/aa, 121 IV 290 consid. 3, 106 IV 80; Rep. 1985 pag. 185). Occorre altresì dimostrare l'esistenza di un nesso causale – naturale e adeguato – fra il mancato ossequio delle norme della circolazione e il decesso, laddove il nesso adeguato non presuppone che il comportamento negligente sia la causa unica e immediata del risultato: tale requisito va ammesso anche quando all'evento abbiano contribuito altre circostanze, a meno da essere tanto eccezionali e sconsiderate da non poter essere previste e da far passare in seconda linea tutti gli altri fattori (DTF 115 IV 102 consid. 2b con richiami di giurisprudenza).
14. L'imputato ha anzitutto obiettato di non avere in alcun modo infranto le norme della circolazione stradale, in quanto egli si sarebbe avvicinato alla rotatoria ed in seguito vi si sarebbe immesso, in maniera incensurabile L'art. 41b ONC stabilisce che colui che deve entrare in un'area con percorso rotatorio obbligato, è tenuto a rallentare ed a dare la precedenza ai veicoli che arrivano da sinistra nella rotatoria. L'istruttoria di causa ha consentito di appurare che l'incidente si è verificato in quanto il signor ACCU 1 è entrato nella rotatoria ed ha iniziato la manovra per dirigersi verso l'entrata dell'autostrada, stringendo la curva verso sinistra, andando così a collidere contro il signor __________, che già si trovava all'interno della stessa in sella alla sua bicicletta. Entrambi i testi presenti sul luogo hanno potuto confermare con assoluta certezza che la vittima si era immessa nella rotatoria prima dell'imputato. E' pertanto fatto certo che quest'ultimo ha infranto l'obbligo di concedere la precedenza ai veicoli provenienti da sinistra rispetto al punto dal quale si è inserito nel percorso rotatorio circolare, omettendo di controllare adeguatamente il traffico. Il fatto che il signor ACCU 1 abbia diminuito notevolmente la sua velocità prima di affrontare la rotatoria e vi si sia immesso ad andatura confacente, non consente di ritenere che egli abbia comunque prestato l'attenzione che ci si sarebbe dovuti aspettare da lui in simili circostanze. Prova ne è che si è accorto della presenza del ciclista solo nell'istante in cui è avvenuto il contatto con il suo veicolo. Egli avrebbe dovuto controllare meglio la situazione all'interno della rotatoria prima di accedervi, tenendo conto della visibilità che la morfologia della strada e le peculiarità del suo veicolo (furgoncino con i vetri laterali unicamente nella parte anteriore) gli concedevano e, se necessario, rallentare ancor più la sua andatura, in modo da non ostacolare gli altri utenti della strada, ed in particolar modo la vittima. Il controllo effettuato dall'imputato, che a posteriori è risultato essere sicuramente carente, non rappresenta comunque una lesione volontaria degli obblighi di prudenza. L'infrazione all'art. 41b ONC è dunque avvenuta per negligenza.
15. Accertata la violazione delle norme sulla circolazione stradale, occorre esaminare se fra il comportamento negligente dell'interessato e la morte dell'anziano ciclista sussista un rapporto di causalità naturale ed adeguata (DTF 122 IV 17 consid. 2c). Il nesso causale naturale è dato quando il comportamento in questione costituisce la condizione irrinunciabile ("conditio sine qua non") per l'insorgere dell'evento, cioè della morte. La dottrina e la giurisprudenza hanno avuto modo di precisare, come visto poco sopra, che non è indispensabile che ne sia la causa unica (decisione del TF del 14 ottobre 2003, 6S.297/2003; DTF 115 IV 199 consid.
E. 5 b).
Nemmeno indispensabile è che sia fornita la certezza assoluta del legame causale naturale. In effetti, soprattutto allorquando è necessario un accertamento medico dell'origine del danno alla salute o della morte, chiedere una prova simile risulterebbe spesso impossibile, proprio per i limiti d'indagine dell'arte medica stessa. Dottrina e giurisprudenza hanno pertanto ritenuto che sia sufficiente che il rapporto di causalità naturale appaia altamente verosimile (cfr. DTF 118 IV 130, consid. 6a; Rep. 1974, pag. 230 ss., nota a pié di pagina).
Dalla perizia è emerso in maniera chiara che l'emorragia cerebrale che ha poi portato al declino psicofisico del signor __________ e quindi al suo decesso, è di origine traumatica e non spontanea.
Origine traumatica significa
- come esaurientemente spiegato durante il dibattimento dal perito prof. dott. __________
- che essa trae origine direttamente dall'incidente. Il fatto poi che la fuoriuscita di sangue nell'encefalo sia stata ricondotta ad un trauma psichico e ad uno fisico, non cambia nulla a tale conclusione. In effetti anche il trauma psichico (cioè lo stress che è stato provocato dal fatto di essere stato vittima di un incidente della circolazione) è un risultato diretto del sinistro e non ha nulla di spontaneo.
Pertanto, come ben sintetizzato dal perito nelle ultime pagine del suo rapporto, l'incidente della circolazione avvenuto il __________ è condizione necessaria del decesso del signor __________. Senza la collisione e la tremenda caduta al suolo del ciclista, egli non sarebbe morto.
L'età e la presenza di una preesistente sclerosi vascolare, nonché di una diminuita capacità di coagulazione del sangue, rappresentano concause di minore importanza che nulla tolgono all'esistenza del nesso causale naturale.
16. Il nesso causale adeguato è dato quando il comportamento contrario ai doveri di prudenza è idoneo, secondo l'andamento ordinario delle cose, nonché l'esperienza generale della vita, a produrre o a favorire un evento simile a quello in concreto realizzatosi. Una causalità adeguata di questa natura viene tuttavia meno in presenza di cause concomitanti che costituiscono circostanze del tutto eccezionali, oppure di fronte ad un atteggiamento della vittima talmente straordinario, insensato o stravagante, da non poter essere prevedibile.
Come riconosciuto dal Tribunale federale, non è sufficiente l'imprevedibilità dell'atto concomitante o l'eccezionalità di fattori paralleli per interrompere il nesso di causalità adeguata, ma è necessario che essi siano di una gravità tale da imporsi come la causa più probabile ed immediata della morte, relegando in un secondo piano tutti gli altri fattori che hanno contribuito a provocarlo, in modo particolare il comportamento dell'imputato (decisione del TF del 14 ottobre 2003, 6S.297/2003; DTF 127 IV 62 consid. 2d).
Il riferimento all'andamento ordinario delle cose ed all'esperienza generale della vita non significa che sia indispensabile che in circostanze analoghe a quelle in oggetto si debba regolarmente verificare un effetto simile a quello prodottosi. L'esigenza di una idoneità generica non deve portare a prendere esclusivamente in considerazione quelle conseguenze di un incidente che, secondo la dinamica dell'evento e le sue ripercussioni sulla vittima, sono solite verificarsi.
17. Come l'istruttoria ha permesso di appurare un'emorragia intracerebrale si verifica nella maggior parte dei casi in maniera spontanea, primitiva (cfr. referto peritale, pag. 9).
Il dr. med. __________ ed il prof. dott. __________, in occasione delle loro audizioni effettuate durante il dibattimento, hanno entrambi avuto modo di precisare che, in effetti, le emorragie nelle zone centrali del cervello come quella subita dal signor __________ sono quasi sempre di origine spontanea, mentre le emorragie traumatiche sono di norma più superficiali. Ciò però, sempre a detta dei due medici, non esclude che, in un numero molto minore di situazioni, una lesione come quella in discussione possa essere stata provocata da un trauma. Il fatto che quest'ultima possibilità sia rara, non significa ancora che essa sia straordinaria ed imprevedibile. La dottrina medica ripresa dal perito (cfr. referto peritale, pag.
11) lo conferma (cfr. ad esempio il brano tratto dal libro di Harrison, Principi di medicina interna, Milano, 1995, vol. II, pagg. 2545 s.: Un processo traumatico può comportare un ematoma cerebrale. Bisogna pensare a un evento traumatico in ogni paziente con un difetto neurologico a comparsa acuta e non altrimenti giustificabile .soprattutto se il disturbo funzionale simile all'ictus si è verificato nel contesto di una caduta.), così come lo hanno d'altronde fatto pure i medici sentiti (cfr. ad es. verbale di audizione 2 aprile 2003 del teste dr. med. __________, pag. 3).
Come visto in precedenza, è assodato che il mancato rispetto da parte dell'imputato della precedenza del signor __________, già presente in sella alla sua bicicletta all'interno della rotatoria, al momento di immettersi all'interno di quest'ultima, ha fatto sì che i due mezzi di trasporto si toccassero e che il ciclista cadesse al suolo picchiando violentemente il capo, fratturandosi il cranio nella zona temporale destra e venendo colpito da un'emorragia intracerebrale. A seguito di queste gravi lesioni la vittima è entrata in uno stato di coma ed ha subito un graduale declino fisico che ha portato all'insorgere della broncopolmonite ed infine all'insufficienza respiratoria terminale con susseguente morte.
La natura traumatica dell'emorragia del signor __________, è stata confermata dalla perizia e ricondotta ad un trauma contusivo cranio-encefalico con lesione cerebrovascolare da contraccolpo, che ha - probabilmente -prevalso su uno da energia biodinamica (cioè psichico). Un'origine spontanea della stessa è stata esclusa.
Dalle risultanze di causa non emerge alcun elemento che permetta di ipotizzare un'interruzione del nesso causale adeguato. Nemmeno l'età avanzata del signor __________, la sua particolare emotività, la sclerosi vascolare e il deficit dei fattori di coagulazione del sangue, assumono un ruolo a tal punto determinante da prevalere sull'incidente della circolazione quale motivo del decesso.
18. La concatenazione degli eventi che, partendo dal mancato rispetto delle norme della circolazione da parte dell'imputato, hanno portato alla morte del ciclista non si distanzia dunque da quelle che sono le normali aspettative in casi analoghi. Secondo l'esperienza quotidiana della vita e l'andamento normale delle cose un incidente come quello in discussione è del tutto idoneo a cagionare il decesso del ciclista investito e si trova pertanto in un legame di causalità naturale ed adeguata con esso.
Preso atto del fatto che la disgrazia deve essere imputata ad una negligenza del signor ACCU 1, sussistono dunque tutti i presupposti per decretarne la condanna per omicidio colposo ai sensi dell'art. 117 CPS.
Giusta l'art. 63 CPS, il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle sue condizioni personali.
Nella scelta del tipo di pena e nella sua quantificazione, il giudice gode di un ampio margine di apprezzamento (cfr. Hans Wiprächtiger, in Marcel Niggli/Hans Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch I, art. 63, n. 16): egli deve valutare le singole circostanze del caso concreto alla luce degli atti e delle risultanze dibattimentali, prendendo quindi in globale considerazione tutto quanto emerso. Il giudice deve così giungere - pur ovviamente entro precisi limiti - a prescrivere la pena in una certa entità, sulla base dei fatti oggettivi da un lato, ma anche sulle proprie sensazioni soggettive.
In concreto si devono anzitutto considerare le funeste conseguenze che la negligenza del signor ACCU 1 ha provocato, rilevato che una persona ha perso la vita a seguito dell'incidente della circolazione del __________. Vi è quindi una oggettiva gravità dell'imputazione che non può essere messa in secondo piano.
Oltre a ciò è necessario tenere conto della colpa dell'imputato, che va circoscritta all'insufficiente accertamento della presenza di altri veicoli con diritto di precedenza all'interno della rotatoria.
A favore dell'accusato gioca comunque il fatto che egli è incensurato e può contare su una vita anteriore irreprensibile: è sposato senza figli, ben inserito nella società e gode di una stabilità a livello professionale conquistata in tanti anni di lavoro. Non ha debiti.
A questo va aggiunto il fatto che il signor ACCU 1 ha immediatamente soccorso la vittima, si è poi subito recato all'Ospedale __________ per verificare come stesse il signor __________, si è sempre interessato presso i parenti di quest'ultimo circa il suo stato di salute ed ha collaborato a pieno con gli inquirenti per la chiarificazione dei fatti.
Infine egli ha dimostrato (anche in occasione del dibattimento) di essere una persona di buon cuore, che ha molto sofferto e soffre ancora per quanto successo alla vittima.
In base a queste premesse la richiesta formulata dalla Sostituto Procuratore pubblico nel suo decreto d'accusa del 19 gennaio 2004 di una pena di 50 giorni di detenzione appare adeguata e deve pertanto essere confermata.
Essendo adempiti i presupposti previsti dall'art. 41 cifra 1 CPS, nulla osta ad una sospensione condizionale della pena privativa della libertà, con un periodo di prova limitato a due anni.
20. In occasione del processo, la parte civile ha formulato istanza di risarcimento dei danni subiti, così quantificati e suddivisi:
danni materiali fr. 16'871.40
torto morale __________ fr. 30'000.--
torto morale __________ fr. 20'000.--.
Il decreto d'accusa prevede il rinvio della parte civile al competente foro civile per le sue pretese di corrispondente natura. La parte civile non vi ha interposto alcuna opposizione, mentre quella genericamente sollevata dallaccusato deve essere interpretata come contestazione dei punti del dispositivo che si esprimo a suo sfavore. Il rinvio al foro civile non può essere annoverato tra questi ed è dunque da considerarsi cresciuto in giudicato.
La richiesta di indennizzo formulata dagli __________esula pertanto dal quadro dell'opposizione ad esso interposta dall'accusato, per cui si impone una conferma del rimando alla sede civile.
21. La tassa e le spese della presente procedura sono poste a carico del signor ACCU 1, ad eccezione di quelle relative all'audizione testimoniale del prof. dott. __________, il cui addebito all'imputato risulterebbe essere sproporzionato ed iniquo, viste le circostanze in cui è stato deciso di ammettere la prova.
visti gli art. 18, 41 e 117 CPS; 26 e 27 LCStr; 41b ONC; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
dichiaraACCU 1
autore colpevole di omicidio colposo, art. 117 CPS,
per i fatti compiuti a __________ il __________ nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. DA 151/2004 del 19 gennaio 2004;
condanna ACCU 1
1. alla pena di 50 (cinquanta) giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni;
2. al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 5'810.--;
ordinal'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli art. 80 e 41 cifra 4 CPS;
confermail rinvio della parte civile __________ al competente foro civile per le pretese di corrispondente natura (art. 208 cpv. 1 lett. b CPP);
ordinail dissequestro, alla crescita in giudicato della presente sentenza, della documentazione medico ospedaliera sequestrata in data 20 gennaio 2003;
caricale spese relative all'audizione del perito prof. dott. __________ allo Stato;
le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
Ministero pubblico della Confederazione, Berna,
e, alla crescita in giudicato della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,
Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,
Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,
Sezione della circolazione, Camorino,
Ufficio dei Giudici dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.
Il giudice: Il segretario:
Distinta spese a carico di ACCU 1
fr. 700.00 tassa di giustizia
fr. 5'050.00 spese giudiziarie
fr. 60.00 testi (dr. med. _________)
fr. 5'810.00 totale
Volltext (verifizierbarer Originaltext)
Incarto n.10.2004.31
DA 151/2004
Bellinzona
1 luglio 2004
Sentenza con motivazione
In nomedella Repubblica e Cantonedel Ticino
Il Giudice della Pretura penale
Damiano Stefani
sedente con Marco Agustoni in qualità di segretario, per giudicare
ACCU 1,
difeso da: DI 1
prevenuto colpevole di omicidio colposo,
per avere, in data __________, a __________ all'interno dell'area con percorso rotatorio, via __________ - via __________, per imprevidenza colpevole cagionato la morte di __________ intervenuta in data __________ e meglio
alla guida dell'autofurgone Ford targato __________ in provenienza a velocità moderata da via __________, nell'immettersi nell'area rotatoria, non prestando la dovuta attenzione, omesso di concedere la precedenza al ciclista __________ __________, proveniente da sinistra già presente all'interno di suddetta area con la conseguenza che stringendo la sua manovra nello svoltare a destra collise di striscio il velocipedi con la parte anteriore posto guida del proprio autofurgone, provocandone la caduta di __________, il quale urtò con il capo contro cordolo, riportando un trauma psichico rispettivamente fisico di natura contusivo a livello cranico così come descritto dal rapporto peritale allestito dal prof. dott. __________ agli atti, che ne cagionò il decesso presso l'Ospedale __________ in data 18 gennaio 2003;
fatti avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto dall'art. 117 CPS, richiamati gli art. 41 cifra 1 CPS, 26, 27 LCStr, 41b ONC;
1.Alla pena di 50 (cinquanta) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova 2 (due) anni.
2.Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 5000.--.
3.La parte civile __________ __________ sono rinviati al foro civile per le pretese di corrispondente natura.
4.Ordina il dissequestro a crescita in giudicato del giudizio delle documentazione medico ospedaliera sequestrata il 20 gennaio 2003.
La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo fissato dall'art. 80 CPS, rispettivamente dall'art. 41 cifra 4 CPS;
vista l'opposizione al decreto d'accusa interposta tempestivamente in data 22 gennaio 2004 dal difensore;
indetto il dibattimento 1 luglio 2004, al quale hanno partecipato l'imputato, ACCU 1, il suo difensore, avv. DI 1, la patrocinatrice della parte civile, avv. __________, e la Sostituto Procuratore pubblico AINQ 1;
accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato e dei testi;
sentita la Sostituto Procuratore pubblico, la quale chiede la conferma integrale del decreto d'accusa. Ella ritiene che l'ipotesi di un'emorragia spontanea non trovi riscontri oggettivi nei fatti; le conclusioni dei medici dell'__________ misconoscono dati rilevanti. Il referto peritale è molto chiaro nel concludere che l'incidente è stata la condicio sine qua non per la morte del signor __________. La collisione appare anche causa idonea ed adeguata per il decesso. Non sussistono inoltre predisposizioni costituzionali della vittima tali da interrompere il nesso di causalità. L'affidabilità della perizia è incontrovertibile, per cui ella non vede motivo che possa consentire al giudice di scostarsene. La dinamica dell'incidente è quella descritta nel decreto ed è confermata sia dalle testimonianze che dai rilevamenti della scientifica. L'imputato ha pertanto leso le disposizioni di legge omettendo di dare la precedenza al ciclista che già si trovava nella rotonda. La pena proposta è contenuta in quanto tiene conto del comportamento del signor ACCU 1 sia immediatamente dopo l'incidente che in seguito;
sentita la patrocinatrice della parte civile, la quale postula la riconferma del decreto d'accusa, ribadendo le richieste di indennizzo dei danni materiali e del torto morale avanzate con l'allegato scritto consegnato all'inizio del dibattimento. A giustificazione delle stesse, ella sottolinea come i coniugi __________, sposati da oltre 50 anni, vivessero in completa armonia, così come il defunto assistesse la moglie, ipovedente, nelle faccende domestiche. Ora la signora, rimasta vedova, deve fare capo all'aiuto domiciliare ed ai volontari dell'UNITAS. Pure da non dimenticare è il fatto che i 15 giorni nei quali il defunto è rimasto in coma all'ospedale hanno rappresentato per tutti i famigliari un calvario dalle pesanti conseguenze. Ricorda infine il forte legame tra il figlio ed il defunto;
sentito il difensore, il quale chiede il proscioglimento del suo assistito e la reiezione delle pretese di parte civile, con riconoscimento di congrue ripetibili. In effetti, egli ritiene che la dinamica dell'incidente non sia stata chiarita a sufficienza, per cui non è possibile dedurre che il suo assistito ha infranto le norme della circolazione: quest'ultimo si è avvicinato alla rotonda a velocità molto ridotta e vi si è immesso dopo aver regolarmente controllato che non vi fossero dei veicoli che stavano per sopraggiungere. Oltre a ciò il decreto d'accusa non deve essere confermato in quanto difetta sia il nesso causale adeguato sia quello naturale tra l'incidente e la morte del signor __________. Egli ribadisce come la vittima abbia subito un'emorragia spontanea e non traumatica. Inoltre egli pone l'accento sul fatto che non sussista una prevedibilità oggettiva degli eventi: il concatenamento dei fatti non era assolutamente pronosticabile;
sentita in replica la Sostituto Procuratore pubblico, la quale contesta le affermazioni della difesa e evidenzia come sia stata essa stessa a chiedere la perizia;
sentita in replica la patrocinatrice della parte civile, la quale non ha nulla da aggiungere;
sentito in duplica il difensore, il quale ribadisce le proprie argomentazioni in merito alla mancanza del nesso causale naturale e di quello adeguato;
sentito da ultimo l'accusato;
posti a giudizio i seguenti quesiti:
1. E' il signor ACCU 1 autore colpevole di omicidio colposo per i fatti commessi nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa n. DA 151/2004 del 19 gennaio 2004?
7. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio e eventualmente assegnate ripetibili?
letti ed esaminati gli atti;
considerato in fatto ed in diritto
1. ACCU 1 è nato il __________ in Italia, e più precisamente a __________, nella provincia di __________. All'età di 8 anni si è trasferito nel Canton Ticino, ove ha frequentato le scuole dell'obbligo e seguito la formazione professionale per diventare pittore-imbianchino.
In seguito egli ha lavorato quale magazziniere responsabile per la ditta __________, dalla quale è stato licenziato 15 anni più tardi, a causa di difficoltà economiche della società.
Dopo un periodo in cui ha dovuto iscriversi alla disoccupazione, il signor ACCU 1 è stato assunto dalla __________, __________, con l'incarico di occuparsi della portineria di alcuni stabili e della gestione in generale di immobili della società situati nel Sottoceneri. Il salario mensile medio percepito per queste mansioni è stato stimato in fr. 4'300.-- circa.
L'imputato è sposato, ma non ha figli. La moglie lavora al 50% presso la __________ di __________.
I coniugi vivono in una casa di loro proprietà, sulla quale grava un debito ipotecario e possiedono un'automobile in leasing.
2. Il __________, dopo aver consumato il pranzo presso la nipote a __________, il signor ACCU 1 si è recato a per un sopralluogo in uno stabile del suo datore di lavoro, alla guida del furgone della ditta, di marca Ford, modello Curier, targato __________.
Intenzionato a rientrare a __________, l'imputato ha imboccato via __________ proveniente dalla stazione e diretto verso l'entrata dell'autostrada.
Arrivato all'altezza dell'area con percorso rotatorio obbligato (di seguito "rotatoria") che permette di raggiungere via __________ ed attraversare così il cavalcavia della ferrovia in direzione di __________, egli ha rallentato al segnale "dare precedenza" e, dopo avere verificato che la strada fosse libera, si è immesso nella rotatoria.
Trovatosi nell'intersezione circolare, l'accusato ha impostato la propria traiettoria di marcia stringendo con il furgone verso l'interno della stessa, con l'intenzione di curvare verso sinistra per continuare il suo tragitto.
Percorsi pochissimi metri l'imputato ha percepito un'ombra all'altezza della porta anteriore sinistra del suo veicolo ed è contemporaneamente entrato in leggera collisione - quasi di striscio - con il signor __________, che stava circolando in sella alla sua bicicletta, proveniente da __________ e diretto verso il centro di __________.
3. Il ciclista è sbandato finendo con la ruota sul cordolo centrale della rotatoria, ha così perso l'equilibrio ed è stato catapultato a terra, facendo una semi piroetta con il busto ed andando a sbattere violentemente il capo al suolo. Egli non era munito di casco di protezione, per cui l'urto, localizzato nella zona occipitale destra del capo, è stato particolarmente traumatico.
L'imputato ha fermato immediatamente la sua vettura e ne è uscito per prestare soccorso al signor __________. La stessa cosa hanno fatto gli occupanti di un veicolo che si trovava nelle vicinanze - i signori __________ e __________ - e che hanno avuto modo di vedere l'incidente.
Inizialmente la vittima era ancora cosciente ed ha risposto correttamente alle domande di coloro che gli hanno prestato le prime cure (il teste __________, nel suo verbale del __________, ha dichiarato: "A mia precisa domanda mi disse di chiamarsi __________ e che oggi era il __________"). Questi ha addirittura tentato a più riprese di alzarsi, nonostante la ferita alla testa, dalla quale perdeva addirittura sangue, ma è stata giustamente fermata dai presenti (cfr. le dichiarazioni rese il __________ dai testi __________: "Lo stesso ha insistito varie volte per potersi alzare, cosa che io non gli ho permesso. Ad un certo punto addirittura il ciclista, con le gambe a terra, è riuscito a sollevare il busto ( )" e __________: "L'anziano voleva a tutti i costi alzarsi", oltre che dall'imputato stesso, nel suo verbale di medesima data: "Ora ricordo che l'uomo in un primo momento cercava di alzarsi ma io gli dicevo di stare a terra e lo adagiavo con la sua testa sulla mia gamba").
4. Con il passare del tempo lo stato del signor __________ è andato rapidamente peggiorando, tanto che pochi minuti dopo (circa 15), all'arrivo dell'ambulanza, egli aveva già perso conoscenza, come ha ricordato il teste dr. med. __________ __________ nel suo verbale del 12 febbraio 2003: "Giunto sul luogo ho trovato un paziente maschio, anziano, sdraiato al suolo, assistito da passanti e dall'équipe della prima ambulanza. Il Paziente presentava una ferita occipitale e un ematoma sopraciliare destro, senza apparenti lesioni ossee evidenti con un'alterazione dello stato della coscienza valutabile secondo la scala di Glasgow ( ) a un punteggio di 6, il che significa che era necessaria un'intubazione per proteggere le vie aeree. Il Paziente non era cosciente: nessuna risposta motoria, nessuna risposta verbale e un'apertura occhi spontanea, pupille miochitiche (cioè di piccolo diametro), la pressione era di 160 la massima con 90 di minima, una saturazione aerea di 86% (qualità di ossigeno in sangue circolante, relativamente bassa), frequenza respiratoria di 10 (bradipnea, diminuzione della frequenza respiratoria). I parametri vitali del paziente al mio arrivo erano già instabili, le condizioni erano gravi.".
5. Il signor __________ è stato trasportato con un elicottero della Rega all'Ospedale __________, ove gli è stata suturata con un punto la ferita alla testa (regione temporo-parietale destra) ed ove è gli sono state effettuate le prime analisi. Proprio in questo contesto il paziente è stato sottoposto ad un esame TAC, per mezzo del quale i medici hanno potuto costatare che l'estensione del danno era tale da non consentire alcun intervento neurochirurgico. Di conseguenza è stato ordinato il ricovero nel reparto cure intense ed è stata prescritta una terapia palliativa (cfr. scritto __________ del dr. med. __________ __________, dell'ospedale __________, indirizzato al dr. med. __________).
Per questioni di competenza regionale il paziente - che è sempre rimasto per tutto il tempo della sua degenza in uno stato di coma profondo (cfr. cartella clinica e referto autoptico del 7 febbraio 2003, pag. 4) - è in seguito stato trasferito al reparto cure intense dell'Ospedale __________, ove è stato dato avvio al trattamento conservativo. Le condizioni neurologiche del signor __________ sono in seguito peggiorate di giorno in giorno con l'insorgenza di una polmonite. Questa infezione è progredita nonostante la cura antibiotica, al punto che ad un certo momento i medici, dopo aver chiesto il consenso dei familiari, hanno deciso di prescindere da ulteriori terapie invasive.
In data 18 gennaio 2003, alle ore 20:34, il signor __________ è spirato.
6. Il giorno 20 gennaio 2003 la vittima è stata sottoposta ad autopsia presso l'istituto cantonale di patologia. I dr. med. __________ e dr. med. __________, che si sono occupati dell'esame, hanno concluso che le cause della morte sono da far risalire ad un'insufficienza respiratoria terminale secondaria ad una broncopolmonite lobare acuta di tutti i lobi, in parte necrotizzante, in soggetto anziano colpito da un'estesa emorragia cerebrale intraparenchimale sinistra (cfr. referto autoptico 7 febbraio 2003, punto n. IV). Questa analisi è stata condivisa pienamente anche dal perito prof. dott. __________ (cfr. referto pag. 8).
7. Più controversa è stata per contro l'origine dell'emorragia cerebrale. In effetti i responsabili del reparto neurochirurgico dell'Ospedale __________ hanno avanzato l'ipotesi che si fosse potuto trattare di un ictus spontaneo. Della stessa opinione sono stati pure i medici del nosocomio di __________. Il dr. med. __________, in un certificato del __________ ha in effetti scritto "Il paziente summenzionato è affetto da estesa emorragia intracerebrale sinistra verosimilmente spontanea". Questa presunzione è stata in seguito ripresa dal dr. med. __________, primario di medicina interna dell'Ospedale __________, e dai suoi collaboratori in un rapporto all'attenzione del medico curante del defunto (doc. 15), nel quale ha scritto: "( ) ampia emorragia intraparenchimale all'emisfero cerebrale sx che morfologicamente non sembra di origine traumatica. L'ipotesi è quindi di un ictus cerebri emorragico spontaneo con conseguente incidente. A consolidare questa ipotesi vi è la ricostruzione dell'incidente: il paziente, ciclista, si sarebbe accasciato sulla fiancata di un'autovettura che lo stava superando a velocità moderata.". Sulla scorta di queste prese di posizione l'incidente poteva quindi apparire una conseguenza dell'emorragia, piuttosto che il contrario.
8. In data 2 aprile 2003 la Sostituto Procuratore pubblico ha sentito il dr. med. __________, al fine di ottenere maggiori ragguagli in merito alle cause della morte ed all'esistenza di un nesso di causalità con l'incidente della circolazione avvenuto il __________. Proprio nel corso di questo interrogatorio il teste, dopo aver passato in rassegna i fatti e chiarito i dati salienti relativi allo stato di salute del signor __________ al momento del sinistro, ha precisato:"Il __________ dopo essere caduto di bicicletta ha sicuramente riportato un trauma cranico (rilevamento di una frattura cranica nell'autopsia). Questo trauma non ha però determinato l'emorragia cerebrale sinistra. In effetti il versamento emorragico intracerebrale è stato molto probabilmente determinato da un rialzo pressorio che ha prodotto una rottura vascolare. In effetti i soccorritori poterono misurare una pressione arteriosa massima di 160 mm di mercurio.".
Per quando concerne l'eventualità di una connessione di rilevanza tra l'incidente e la morte, egli ne ha sostenuto l'esistenza di fronte al magistrato inquirente nei seguenti termini: "( ) Ciò significa che sul piano medico legale un rapporto di causalità materiale tra l'incidente della circolazione del __________ e la morte del __________ debba essere ammesso secondo la seguente sequenza: incidenteàstress emotivo (spavento)àrialzo della pressione arteriosaàrottura vascolare intracerebraleàemorragia intraparenchimale dell'emisfero cerebrale sinistroàbroncopolmonite lobare acuta diffusaàinsufficienza respiratoria terminaleàmorte" (cfr. verbale di audizione 2 aprile 2003, pag. 2 s.).
Il patologo ha infine avuto modo di specificare che non è un evento straordinario, al di fuori del normale andamento delle cose - seppur comunque raro - che una persona vittima di un incidente della circolazione ne subisca uno stress tale da provocarne l'aumento della pressione ed una conseguente emorragia cerebrale, soprattutto se essa è già in età avanzata (cfr. verbale di audizione 2 aprile 2003, pag. 3).
9. L'esistenza di opinioni quantomeno discordanti ha indotto le parti a ritenere opportuna una perizia che permettesse di fare luce sugli eventi e sulla loro connessione. A tal fine il prof. dott. __________, ricercatore e docente di medicina legale all'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, Istituto di Medicina legale e delle Assicurazioni, è stato incaricato di accertare se l'incidente della circolazione qui in discussione è da porsi in nesso causale con il decesso del signor __________ e, in caso di risposta affermativa, per quali motivi.
Il 22 settembre 2003 il referto peritale è stato consegnato al Ministero pubblico cantonale. Da esso emerge che l'ipotesi di una emorragia cerebrale di natura spontanea, avanzata dai medici degli ospedali di __________ e __________, non è sostenibile in quanto sono stati misconosciuti dei dati rilevanti ed oggettivi relativi all'incidente, tra i quali l'esistenza di un significativo trauma cranico con correlata frattura dell'osso temporale di destra. A detta del perito ciò trova spiegazione nel fatto che i medici curanti non hanno effettuato delle radiografie del cranio ma solo un esame TAC encefalo che, per sua natura, non consente una valutazione ottimale delle strutture ossee (a meno che esso non sia mirato proprio ad una ricerca di simili fratture, cosa non avvenuta nel caso di specie).
Altro elemento che secondo il prof. dott. __________ induce ad escludere l'ictus spontaneo, è il fatto che il signor __________ nei minuti immediatamente seguenti all'incidente era ancora cosciente, ha risposto alle domande delle prime persone che gli si sono avvicinate ed ha addirittura cercato di rialzarsi a più riprese. Non è di conseguenza immaginabile che egli si sia accasciato sull'automobile in preda al malore, ma è piuttosto vero il contrario e cioè che il mancamento è intervenuto una quindicina di minuti dopo la rovinosa caduta a terra del ciclista.
Di transenna va rilevato che nel corso del dibattimento anche il dr. med. __________, venuto a conoscenza delle risultanze dell'esame autoptico e della perizia, ha riconosciuto che la versione della dinamica dell'incidente da lui fornita nello scritto del 4 febbraio 2003 (doc. 15) è in effetti azzardata e non suffragata da alcun elemento oggettivo.
10. Nel referto tecnico il prof. dott. __________ ha attribuito con certezza le cause della morte del signor __________ ad una seriazione causale da lui così riassunta:
"1. Estesa emorragia cerebrale intraparenchimale sinistra con stato di coma.
2. Broncopolmonite lobare acuta di tutti i lobi polmonari, in parte necrotizzante.
3. Insufficienza cardio-respiratoria terminale.".
Per quanto concerne l'origine dell'emorragia cerebrale egli ha, come accennato in precedenza, condiviso la presa di posizione del patologo, secondo la quale essa sarebbe da ricondurre allo stress emotivo (cioè allo spavento) subito dal defunto a seguito dell'incidente, che ha comportato un aumento della pressione arteriosa, che a sua volta ha cagionato la rottura vascolare cerebrale. A questi elementi - da lui definiti come trauma psichico - egli ha però aggiunto anche quello del trauma fisico, in senso stretto, cioè quello di natura contusiva a livello cranico. A detta del prof. dott. __________ quest'ultimo avrebbe addirittura prevalso nel determinismo e nella diffusione dell'emorragia endocratica intracerebrale sinistra (cfr. referto peritale, pag. 10).
11. A mente del perito il trauma cranico ha potuto cagionare l'emorragia e, in un secondo tempo, la morte della vittima a seguito dell'età avanzata del signor __________ (77 anni), della preesistenza di una sclerosi vascolare nonché di un difetto di coagulazione.
Il trauma cranico si è verificato con l'impatto del capo senza difesa (il ciclista era privo di casco di protezione) contro una superficie rigida e di dimensioni contenute: quella del cordolo in porfido. La conferma di questa lesione ossea si è avuta solo con l'autopsia, che ha permesso di rilevare una rima di frattura di 10 cm a carico dell'osso temporale di destra, con sovrastante infiltrazione ematica dei tessuti molli pericranici (cfr. referto autoptico 7 febbraio 2003, punto n. I, pag. 2).
Il fatto che lo stravaso ematico sia avvenuto in sede controlaterale al punto d'impatto è da considerare come una "lesione da contraccolpo per trasmissione dell'energia cinetica lungo le principali linee di distribuzione della forza" (cfr. referto peritale, pag. 12).
Sia dallautopsia che dall'esame dei dati istologici allegati, è stato possibile appurare l'esistenza di elementi che hanno permesso al perito di stabilire che il signor __________ soffriva di una sclerosi vascolare che aveva colpito anche i piccoli vasi encefalici, riconducibile in linea di massima all'età.
L'alterazione dei parametri della coagulazione (comunque non particolarmente grave, cfr. referto peritale, pag. 13), è stata notata sin dai primi esami del sangue eseguiti dopo il ricovero in ospedale della vittima. Essa ha influito sullo sviluppo dell'ematoma cerebrale, favorendolo.
12. Concludendo il suo rapporto il perito giudiziario ha stabilito l'esistenza del nesso causale tra l'incidente del __________ e la morte del signor __________, ritenendo che esso ha provocato in quest'ultimo una reazione psichica al trauma ed un trauma contusivo cranio-encefalico con lesione cerebrovascolare da contraccolpo che, a loro volta, aiutati da concause preesistenti (quali l'età avanzata con connessa sclerosi vascolare, la labilità emotiva del signor __________ ed un deficit della capacità di coagulazione), hanno provocato l'emorragia cerebrale.
L'incidente è stato così ritenuto dal prof. dott. __________ non solo condizione idonea ed adeguata del decesso, ma pure necessaria, senza la quale la vittima non sarebbe spirata.
13. Giusta l'art. 117 CPS chiunque per negligenza cagiona la morte di una persona è punito con la detenzione o la multa.
Commette un crimine o un delitto per negligenza colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione o non ne ha tenuto conto (art. 18 cpv. 3 prima frase CPS).
Un comportamento viola i doveri di prudenza laddove l'autore, al momento dei fatti, avrebbe potuto, tenuto conto delle sue conoscenze e delle sue capacità, rendersi conto della messa in pericolo altrui e ha contemporaneamente oltrepassato i limiti del rischio ammissibile (art. 18 cpv. 3 seconda frase CPS; DTF 127 IV 62 consid. 2d).
Per poter comprendere quali sono i doveri imposti dalla prudenza ci si riferisce alle disposizioni legali emanate dall'ente pubblico a tutela della sicurezza. In ambito di circolazione stradale, la negligenza è fondata quindi in primo luogo sulla violazione delle norme di comportamento sancite dalla relativa legislazione (cfr. DTF 127 IV 38 consid.2a, 122 IV 20 consid. 2b/aa, 121 IV 290 consid. 3, 106 IV 80; Rep. 1985 pag. 185).
Occorre altresì dimostrare l'esistenza di un nesso causale naturale e adeguato fra il mancato ossequio delle norme della circolazione e il decesso, laddove il nesso adeguato non presuppone che il comportamento negligente sia la causa unica e immediata del risultato: tale requisito va ammesso anche quando all'evento abbiano contribuito altre circostanze, a meno da essere tanto eccezionali e sconsiderate da non poter essere previste e da far passare in seconda linea tutti gli altri fattori (DTF 115 IV 102 consid. 2b con richiami di giurisprudenza).
14. L'imputato ha anzitutto obiettato di non avere in alcun modo infranto le norme della circolazione stradale, in quanto egli si sarebbe avvicinato alla rotatoria ed in seguito vi si sarebbe immesso, in maniera incensurabile
L'art. 41b ONC stabilisce che colui che deve entrare in un'area con percorso rotatorio obbligato, è tenuto a rallentare ed a dare la precedenza ai veicoli che arrivano da sinistra nella rotatoria.
L'istruttoria di causa ha consentito di appurare che l'incidente si è verificato in quanto il signor ACCU 1 è entrato nella rotatoria ed ha iniziato la manovra per dirigersi verso l'entrata dell'autostrada, stringendo la curva verso sinistra, andando così a collidere contro il signor __________, che già si trovava all'interno della stessa in sella alla sua bicicletta. Entrambi i testi presenti sul luogo hanno potuto confermare con assoluta certezza che la vittima si era immessa nella rotatoria prima dell'imputato. E' pertanto fatto certo che quest'ultimo ha infranto l'obbligo di concedere la precedenza ai veicoli provenienti da sinistra rispetto al punto dal quale si è inserito nel percorso rotatorio circolare, omettendo di controllare adeguatamente il traffico.
Il fatto che il signor ACCU 1 abbia diminuito notevolmente la sua velocità prima di affrontare la rotatoria e vi si sia immesso ad andatura confacente, non consente di ritenere che egli abbia comunque prestato l'attenzione che ci si sarebbe dovuti aspettare da lui in simili circostanze. Prova ne è che si è accorto della presenza del ciclista solo nell'istante in cui è avvenuto il contatto con il suo veicolo. Egli avrebbe dovuto controllare meglio la situazione all'interno della rotatoria prima di accedervi, tenendo conto della visibilità che la morfologia della strada e le peculiarità del suo veicolo (furgoncino con i vetri laterali unicamente nella parte anteriore) gli concedevano e, se necessario, rallentare ancor più la sua andatura, in modo da non ostacolare gli altri utenti della strada, ed in particolar modo la vittima.
Il controllo effettuato dall'imputato, che a posteriori è risultato essere sicuramente carente, non rappresenta comunque una lesione volontaria degli obblighi di prudenza. L'infrazione all'art. 41b ONC è dunque avvenuta per negligenza.
15. Accertata la violazione delle norme sulla circolazione stradale, occorre esaminare se fra il comportamento negligente dell'interessato e la morte dell'anziano ciclista sussista un rapporto di causalità naturale ed adeguata (DTF 122 IV 17 consid. 2c).
Il nesso causale naturale è dato quando il comportamento in questione costituisce la condizione irrinunciabile ("conditio sine qua non") per l'insorgere dell'evento, cioè della morte. La dottrina e la giurisprudenza hanno avuto modo di precisare, come visto poco sopra, che non è indispensabile che ne sia la causa unica (decisione del TF del 14 ottobre 2003, 6S.297/2003; DTF 115 IV 199 consid. 5 b).
Nemmeno indispensabile è che sia fornita la certezza assoluta del legame causale naturale. In effetti, soprattutto allorquando è necessario un accertamento medico dell'origine del danno alla salute o della morte, chiedere una prova simile risulterebbe spesso impossibile, proprio per i limiti d'indagine dell'arte medica stessa. Dottrina e giurisprudenza hanno pertanto ritenuto che sia sufficiente che il rapporto di causalità naturale appaia altamente verosimile (cfr. DTF 118 IV 130, consid. 6a; Rep. 1974, pag. 230 ss., nota a pié di pagina).
Dalla perizia è emerso in maniera chiara che l'emorragia cerebrale che ha poi portato al declino psicofisico del signor __________ e quindi al suo decesso, è di origine traumatica e non spontanea.
Origine traumatica significa
- come esaurientemente spiegato durante il dibattimento dal perito prof. dott. __________
- che essa trae origine direttamente dall'incidente. Il fatto poi che la fuoriuscita di sangue nell'encefalo sia stata ricondotta ad un trauma psichico e ad uno fisico, non cambia nulla a tale conclusione. In effetti anche il trauma psichico (cioè lo stress che è stato provocato dal fatto di essere stato vittima di un incidente della circolazione) è un risultato diretto del sinistro e non ha nulla di spontaneo.
Pertanto, come ben sintetizzato dal perito nelle ultime pagine del suo rapporto, l'incidente della circolazione avvenuto il __________ è condizione necessaria del decesso del signor __________. Senza la collisione e la tremenda caduta al suolo del ciclista, egli non sarebbe morto.
L'età e la presenza di una preesistente sclerosi vascolare, nonché di una diminuita capacità di coagulazione del sangue, rappresentano concause di minore importanza che nulla tolgono all'esistenza del nesso causale naturale.
16. Il nesso causale adeguato è dato quando il comportamento contrario ai doveri di prudenza è idoneo, secondo l'andamento ordinario delle cose, nonché l'esperienza generale della vita, a produrre o a favorire un evento simile a quello in concreto realizzatosi. Una causalità adeguata di questa natura viene tuttavia meno in presenza di cause concomitanti che costituiscono circostanze del tutto eccezionali, oppure di fronte ad un atteggiamento della vittima talmente straordinario, insensato o stravagante, da non poter essere prevedibile.
Come riconosciuto dal Tribunale federale, non è sufficiente l'imprevedibilità dell'atto concomitante o l'eccezionalità di fattori paralleli per interrompere il nesso di causalità adeguata, ma è necessario che essi siano di una gravità tale da imporsi come la causa più probabile ed immediata della morte, relegando in un secondo piano tutti gli altri fattori che hanno contribuito a provocarlo, in modo particolare il comportamento dell'imputato (decisione del TF del 14 ottobre 2003, 6S.297/2003; DTF 127 IV 62 consid. 2d).
Il riferimento all'andamento ordinario delle cose ed all'esperienza generale della vita non significa che sia indispensabile che in circostanze analoghe a quelle in oggetto si debba regolarmente verificare un effetto simile a quello prodottosi. L'esigenza di una idoneità generica non deve portare a prendere esclusivamente in considerazione quelle conseguenze di un incidente che, secondo la dinamica dell'evento e le sue ripercussioni sulla vittima, sono solite verificarsi.
17. Come l'istruttoria ha permesso di appurare un'emorragia intracerebrale si verifica nella maggior parte dei casi in maniera spontanea, primitiva (cfr. referto peritale, pag. 9).
Il dr. med. __________ ed il prof. dott. __________, in occasione delle loro audizioni effettuate durante il dibattimento, hanno entrambi avuto modo di precisare che, in effetti, le emorragie nelle zone centrali del cervello come quella subita dal signor __________ sono quasi sempre di origine spontanea, mentre le emorragie traumatiche sono di norma più superficiali. Ciò però, sempre a detta dei due medici, non esclude che, in un numero molto minore di situazioni, una lesione come quella in discussione possa essere stata provocata da un trauma. Il fatto che quest'ultima possibilità sia rara, non significa ancora che essa sia straordinaria ed imprevedibile. La dottrina medica ripresa dal perito (cfr. referto peritale, pag.
11) lo conferma (cfr. ad esempio il brano tratto dal libro di Harrison, Principi di medicina interna, Milano, 1995, vol. II, pagg. 2545 s.: Un processo traumatico può comportare un ematoma cerebrale. Bisogna pensare a un evento traumatico in ogni paziente con un difetto neurologico a comparsa acuta e non altrimenti giustificabile .soprattutto se il disturbo funzionale simile all'ictus si è verificato nel contesto di una caduta.), così come lo hanno d'altronde fatto pure i medici sentiti (cfr. ad es. verbale di audizione 2 aprile 2003 del teste dr. med. __________, pag. 3).
Come visto in precedenza, è assodato che il mancato rispetto da parte dell'imputato della precedenza del signor __________, già presente in sella alla sua bicicletta all'interno della rotatoria, al momento di immettersi all'interno di quest'ultima, ha fatto sì che i due mezzi di trasporto si toccassero e che il ciclista cadesse al suolo picchiando violentemente il capo, fratturandosi il cranio nella zona temporale destra e venendo colpito da un'emorragia intracerebrale. A seguito di queste gravi lesioni la vittima è entrata in uno stato di coma ed ha subito un graduale declino fisico che ha portato all'insorgere della broncopolmonite ed infine all'insufficienza respiratoria terminale con susseguente morte.
La natura traumatica dell'emorragia del signor __________, è stata confermata dalla perizia e ricondotta ad un trauma contusivo cranio-encefalico con lesione cerebrovascolare da contraccolpo, che ha - probabilmente -prevalso su uno da energia biodinamica (cioè psichico). Un'origine spontanea della stessa è stata esclusa.
Dalle risultanze di causa non emerge alcun elemento che permetta di ipotizzare un'interruzione del nesso causale adeguato. Nemmeno l'età avanzata del signor __________, la sua particolare emotività, la sclerosi vascolare e il deficit dei fattori di coagulazione del sangue, assumono un ruolo a tal punto determinante da prevalere sull'incidente della circolazione quale motivo del decesso.
18. La concatenazione degli eventi che, partendo dal mancato rispetto delle norme della circolazione da parte dell'imputato, hanno portato alla morte del ciclista non si distanzia dunque da quelle che sono le normali aspettative in casi analoghi. Secondo l'esperienza quotidiana della vita e l'andamento normale delle cose un incidente come quello in discussione è del tutto idoneo a cagionare il decesso del ciclista investito e si trova pertanto in un legame di causalità naturale ed adeguata con esso.
Preso atto del fatto che la disgrazia deve essere imputata ad una negligenza del signor ACCU 1, sussistono dunque tutti i presupposti per decretarne la condanna per omicidio colposo ai sensi dell'art. 117 CPS.
Giusta l'art. 63 CPS, il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle sue condizioni personali.
Nella scelta del tipo di pena e nella sua quantificazione, il giudice gode di un ampio margine di apprezzamento (cfr. Hans Wiprächtiger, in Marcel Niggli/Hans Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch I, art. 63, n. 16): egli deve valutare le singole circostanze del caso concreto alla luce degli atti e delle risultanze dibattimentali, prendendo quindi in globale considerazione tutto quanto emerso. Il giudice deve così giungere - pur ovviamente entro precisi limiti - a prescrivere la pena in una certa entità, sulla base dei fatti oggettivi da un lato, ma anche sulle proprie sensazioni soggettive.
In concreto si devono anzitutto considerare le funeste conseguenze che la negligenza del signor ACCU 1 ha provocato, rilevato che una persona ha perso la vita a seguito dell'incidente della circolazione del __________. Vi è quindi una oggettiva gravità dell'imputazione che non può essere messa in secondo piano.
Oltre a ciò è necessario tenere conto della colpa dell'imputato, che va circoscritta all'insufficiente accertamento della presenza di altri veicoli con diritto di precedenza all'interno della rotatoria.
A favore dell'accusato gioca comunque il fatto che egli è incensurato e può contare su una vita anteriore irreprensibile: è sposato senza figli, ben inserito nella società e gode di una stabilità a livello professionale conquistata in tanti anni di lavoro. Non ha debiti.
A questo va aggiunto il fatto che il signor ACCU 1 ha immediatamente soccorso la vittima, si è poi subito recato all'Ospedale __________ per verificare come stesse il signor __________, si è sempre interessato presso i parenti di quest'ultimo circa il suo stato di salute ed ha collaborato a pieno con gli inquirenti per la chiarificazione dei fatti.
Infine egli ha dimostrato (anche in occasione del dibattimento) di essere una persona di buon cuore, che ha molto sofferto e soffre ancora per quanto successo alla vittima.
In base a queste premesse la richiesta formulata dalla Sostituto Procuratore pubblico nel suo decreto d'accusa del 19 gennaio 2004 di una pena di 50 giorni di detenzione appare adeguata e deve pertanto essere confermata.
Essendo adempiti i presupposti previsti dall'art. 41 cifra 1 CPS, nulla osta ad una sospensione condizionale della pena privativa della libertà, con un periodo di prova limitato a due anni.
20. In occasione del processo, la parte civile ha formulato istanza di risarcimento dei danni subiti, così quantificati e suddivisi:
danni materiali fr. 16'871.40
torto morale __________ fr. 30'000.--
torto morale __________ fr. 20'000.--.
Il decreto d'accusa prevede il rinvio della parte civile al competente foro civile per le sue pretese di corrispondente natura. La parte civile non vi ha interposto alcuna opposizione, mentre quella genericamente sollevata dallaccusato deve essere interpretata come contestazione dei punti del dispositivo che si esprimo a suo sfavore. Il rinvio al foro civile non può essere annoverato tra questi ed è dunque da considerarsi cresciuto in giudicato.
La richiesta di indennizzo formulata dagli __________esula pertanto dal quadro dell'opposizione ad esso interposta dall'accusato, per cui si impone una conferma del rimando alla sede civile.
21. La tassa e le spese della presente procedura sono poste a carico del signor ACCU 1, ad eccezione di quelle relative all'audizione testimoniale del prof. dott. __________, il cui addebito all'imputato risulterebbe essere sproporzionato ed iniquo, viste le circostanze in cui è stato deciso di ammettere la prova.
visti gli art. 18, 41 e 117 CPS; 26 e 27 LCStr; 41b ONC; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
dichiaraACCU 1
autore colpevole di omicidio colposo, art. 117 CPS,
per i fatti compiuti a __________ il __________ nelle circostanze descritte nel decreto di accusa n. DA 151/2004 del 19 gennaio 2004;
condanna ACCU 1
1. alla pena di 50 (cinquanta) giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni;
2. al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 5'810.--;
ordinal'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli art. 80 e 41 cifra 4 CPS;
confermail rinvio della parte civile __________ al competente foro civile per le pretese di corrispondente natura (art. 208 cpv. 1 lett. b CPP);
ordinail dissequestro, alla crescita in giudicato della presente sentenza, della documentazione medico ospedaliera sequestrata in data 20 gennaio 2003;
caricale spese relative all'audizione del perito prof. dott. __________ allo Stato;
le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).
La motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
Ministero pubblico della Confederazione, Berna,
e, alla crescita in giudicato della sentenza,
intimazione a: Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,
Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,
Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,
Sezione della circolazione, Camorino,
Ufficio dei Giudici dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.
Il giudice: Il segretario:
Distinta spese a carico di ACCU 1
fr. 700.00 tassa di giustizia
fr. 5'050.00 spese giudiziarie
fr. 60.00 testi (dr. med. _________)
fr. 5'810.00 totale