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No. 58 - 162 - ist eine Verletzung des Strafgesetzes zu erblicken. Das Divisionsgericht 5a hat es unterlassen, angesichts der Stellungnahme des Angeklagten, die Bedeutung seines Irrtums zu würdigen. Darin erblickt das Kassa- tionsgericht eine Verletzung des Strafgesetzes. C. Art. 16, al. 2 MStG kann- entgegen der in der Vernehmlassung des Auditors vertretenen Ansicht - nicht zur Anwendung gelangen, weil der Tatbestand des Art. 82 MStG nur dann erfüllt ist, wenn der Tãter vorsãtzlich gehandelt hat. D. Die Kassationsbeschwerde ist deshalb gutzuheil3en, ohne dal3 weiterhin geprüft werden mul3, ob das Divisionsgericht 5a in seinem Ent- scheide Art. 32 MStG verletzt hat. E. In Anwendung des Art. 194 MStGO ist H. von der Anklage auf Dienstversãumnis freizusprechen. Das Verhalten des H. ist aber - als Disziplinarfehler zu bewerten. Eine aufmerksamere Prüfung des Aufgebotplakates hãtte den Angeklagten von seiner irrigen Vorstellung abbringen müssen. Jeder Wehrmann ist verpflichtet, sich über seine Dienstpflichten eingehend zu erkundigen. Die fahrlãssige Begehung eines Disziplinarfehlers ist strafbar (Art. 181 MStG). Bei der Strafzu- messung, die das Kassationsgericht gestützt auf Art. 224 sub 160a, al. l MStG selbst vornimmt, ist in Betracht zu ziehen, daB der Angeklagte bisher seinen militãrischen Pflichten nachkam, dal3 er sich aui3erdienstlich betãtigt, und daf.l er einen tadellosen Leumund besitzt. Eine Strafe von 10 Tagen einfachen Arrestes ist angemessen. (13. Mai 1935, Hãuptli 'e. D. G. 5a.) 58. Anwendung von MStGO Art. 188, Abs. 2 (E1·w. A) und 160, Abs. 1 (Erw. B), die Ietztere Bestimmung gilt auch für die münd- Iichen Antrãge des Auditors in der Hauptverhandlung. - Dienst- verweigerung (MStG Art. 81) un d Dienstvei·saumnis (MStG Art.
82) (Erw. D). - Stellung des Auditors zum Kassationsbegehren des Verurteilten (Erw. E). Application des art. 188, al. 2 OJM (cons. A) et 160, al. 1 (cons. B); cette derniere disposition va u t également à l'éga1·d des conclusions formulées oralement par l'auditeur à l'audience. - Distinction entre le refus de servir (art. 81 CPM) et l'insoumission (art. 82 CPM) (cons. D). - L'auditeur qui n'a pas recoUI'U ne peut d'une maniere indirecte, en se joignant au recours du con- damné, provoquer un e modification du jugement (cons. E).
163 -. No. 58 Applicazione dell'art. 188 lemma secondo (Cons. A) e del- Part. 160, len1ma 1 della OGM (Cons. B). Questa ultima disposi- zione vale anche in confronto delle proposte verbali dell'uditore al dibattimento. -· Rifiuto del servizio (art. 81 CPM) ed omissione del servizio (art. 82) (Cons. D). -. L'uditore, che non ha rico1·so contro una sentenza, non puõ, per via indiretta, appoggiando il ricorso del difensore, domandare una modificazione della stessa (Cons. E). A. Il prevenuto afferma che il suo difensore d'ufficio venne d_esignato il 23/24 maggio l 935; eh e, no n avendo potuto conferire con lui, a d di 26 maggio venne presentata al Grau Giudice una istanza di rinvio del pro- cesso; che a tale istanza no n venne da ta alcuna risposta ed il dibattimento ebbe luogo - come prestabilito - il 29 maggio. Questa obbiezione d'ordine procedurale no n puo essere esaminata, perche il prevenuto omise di sottoporla durante il dibattimento al Tri- bunale di divisione (vedi art. 188/2 OGM). Del resto sarebbe da repsin- gere come infondata, perche a seguito di intervento del segretario del tri- bunale - che ne era stato incaricato dai Gran Giudice - il difensore aveva pói rinunciato alia istanza di rinvio. Alla espressa domanda del Gran Giudice, nel corso del dibattimento, se avesse delle richieste pre- giudiziali da presentare (art. 142 OGM) la difesa non ne propose. Difatto poi risulta che il difensore, il quale abita a Mendrisio come l'imputato, ebbe occasione di conferire tempestivamente con lui. B. La difesa sostiene inoltre che sarebbe stata limita ta nei suoi diritti per il fatto che l'uditore della divisione nella sua requisitoria chiese la condanna so lo per >e no n p er > del servizio. Cio indusse il difensore a ritenere che non fossero necessarie ulteriori domande di ptove, in ispecie quella di una perizia psichiatrica, e che egli non avesse p iu bisogno di contestare la esistenza di un >. Ma una simile argomentazione e erronea. Allorche l'uditore prese la parola p er la sua requisitoria, l'assunzione delle prove era terminata. Inoltre il Tribunale di divisione, a norma della espressa disposizione del- 1' art. 160/1 della O GM, no n e p un to vincolato dalla apprezziazione giuri- dica del fatto, che sta alia base dell'atto di accusa. Tanto meno lo puo essere dall'opinione giuridica espressa dall'uditore al dibattimento. La difesa doveva dunque sapere che la posizione assunta dall'uditore non lo dispensava d'occuparsi del delitto di >, eh e era in- dicato, perlomeno in via eventuale, nello stesso atto di accusa. Per quanto riguarda - in ispecie - la questione di una perizia psichiatrica, e' e inoltre da osservare che il Tribunal e di divisione se ne e occupato ed ha deciso negativamente. Questa decisione- non potendosi
No. 58 - 164 - affatto considerarla come arbitraria - e vincolante per il Tribunale di cassaz1one. C. N el ricorso si sostiene inoltre eh e, contrariamente allo espresso disposto dell'art. 165 della OGM, non venne tenuto un verbale della udienza del 29 maggio. Questa affermazione e contraria al vero. li verbale esiste ed e steso in modo pienamente conforme alia legge. Sembra che, allorche il difensore dovette stendere il ricorso in cassazione, tale verbale non si trovasse fra gli atti. Ma se egli avesse insistito per vederlo, avrebbesi senza dubbio potuto rimetterglielo. Da questa momentanea mancanza del verpale, dagli atti del procedimento, non e derivata alcuna lesione dei diritti della difesa. D. An eh e nel merito il ricorso deve respingersi. Secondo la pratica costante del Tribunale di cassazione esiste > (e non semplicemente >) quando la determinazione, l'intenzione del prevenuto e diretta a sottrarsi dal servizio come tale; quando l'imputato non ha agito esclusivamente pêr ''motivi di na tura personale, come ad esempio per timore di perdere un impiego, per sopraccarico di occupazioni professionali, per malattia di un membro della famiglia ecc. Cià che conta - secondo il Tribunale di cassazione - e l'intenzione principale, determinante del prevenuto. Se tale intenzione si riferisce direttamente, in modo principale al servizio, per esempio ha per iscopo di evitarne i pericoli e gli strapazzi, o di non prestarlo per motivi di coscienza, prevale l'elemento >. In tai caso si deve ammettere che vi f u >. li contrario invece e a dirsi quando la intenzione del prevenuto si riferisce solo indiretta- mente, conseguenzialmente al servizio, cioe quando il motivo determi- nante non concerne il servizio di per se, ma induce a non prestarlo per altre prevalenti ragioni. In questa eventualità esiste solo > (vedi la ricapitolazione della giurisprudenza del Tribunale di cassazione nella SJZ 30. 326 e seg.). La condotta del R. costituisce un caso tipico di > nel senso della soprarichiamata giurisprudenza. Il R. non ha indicato alcun motivo personale, indipendente dai servizio, che giustifichi le sue mancanze. Viceversa si puà dire che egli non fece i suoi servizi sempli- cemente perche essi, come tali, no n g li aggradivano. Ê vero eh e egli ha fatto presente la circostanza che da anni aveva depositato presso dei conoscenti ne l Cantone di Glarona tutti di su oi effetti militari. Ma al riguardo il Tribunale di divisione ha con ragione osservato che il fatto costituisce unicamente un pretesto. Invero con un po' di buona volontà il prevenuto avrebbe potuto richiamare quegli effetti. E del resto egli avrebbe potuto presentarsi per i suoi servizi anche in abito civile. Ma egli non si decise a fare ne l'una ne l'altra cosa, semplicemente per.che non voleva piu prestare servizio. Precisamente la circostanza che egli abbandonà p er tanti a:hni