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U 4/99

Bundesgericht · 2001-07-02 · Italiano CH
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Assicurazione contro gli infortuni

Sachverhalt

F.________, nato nel 1945, lamenta gli esiti di

quattro infortuni professionali intervenuti nel periodo

intercorso tra novembre 1988 e aprile 1997, quando lavorava

alle dipendenze di un'impresa di costruzioni come muratore.

Egli riportò, in particolare, lesioni alle spalle.

Dopo aver in precedenza riconosciuto all'assicurato il

diritto a indennità per menomazione all'integrità complessiva

del 20%, l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione

contro gli infortuni (INSAI), mediante decisione 28 agosto

1998, dispose l'erogazione di una rendita d'invalidità

del 30% dal 1° giugno 1998, confermando il provvedimento

anche dopo opposizione, il 15 ottobre 1998.

B.- Assistito dall'Organizzazione cristiano-sociale

ticinese (OCST), F.________ insorse con ricorso al Tribunale

delle assicurazioni del Cantone Ticino chiedendo

l'assegnazione di una rendita per un'invalidità pari almeno

al 40%.

Per giudizio 29 gennaio 1999 l'autorità giudiziaria

cantonale accolse parzialmente il gravame, obbligando

l'INSAI a versare all'insorgente una rendita calcolata su

un'invalidità del 35%.

C.- L'INSAI, rappresentato dall'avv. Enrico Broggini,

interpone a questa Corte un ricorso di diritto amministrativo

con cui chiede di annullare il giudizio querelato e di

stabilire il tasso d'invalidità al 30%, conformemente alla

decisione su opposizione litigiosa.

L'assicurato, sempre tramite l'OCST, postula la reiezione

del gravame. Da parte sua l'Ufficio federale delle

assicurazioni sociali rinuncia a determinarsi.

D i r i t t o :

1.- Nei considerandi del querelato giudizio il Tribunale

delle assicurazioni del Cantone Ticino ha già correttamente

ricordato le norme di diritto concernenti il tema

oggetto della lite, la quale verte unicamente sulla questione

della commisurazione dell'invalidità lamentata dall'opponente.

L'autorità giudiziaria cantonale ha in particolare

esposto come, giusta l'

art. 18 cpv. 2 LAINF

, il grado

d'invalidità venga determinato paragonando il reddito

del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire, dopo l'insorgenza

dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali

provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività

esigibile da lui in condizioni equilibrate di mercato del

lavoro, con quello che avrebbe potuto ottenere se non fosse

diventato invalido. Il giudice di prime cure ha poi rilevato,

pure a ragione, che al fine di poter graduare l'invalidità

all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso)

è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati

dal medico o eventualmente da altri specialisti, precisando,

da un lato, come il compito del medico consista

nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare

in quale misura e in quali attività l'assicurato sia incapace

al lavoro, dall'altro, come la documentazione medica

costituisca un importante elemento di giudizio per determinare

quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili

dall'assicurato. A questa esposizione non può che essere

fatto riferimento e prestata adesione.

2.- a) Nell'evenienza concreta dalla dettagliata documentazione

medica all'inserto risulta che l'assicurato, a

seguito dei postumi degli infortuni subiti, non può proseguire

la sua attività professionale di muratore. Emerge però

anche, in modo convincente, che egli, malgrado il danno

fisico patito, è da ritenere totalmente capace di eseguire

lavori leggeri confacenti. Queste valutazioni non sono in

questa sede oggetto di litigio, né questa Corte vede valido

motivo per scostarsene.

b) Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche

dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente

attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un

paragone dei redditi, come lo prescrive l'

art. 18 cpv. 2

LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare,

il reddito ipotetico d'invalido, il giudice di prime cure,

in modifica di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo

impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza

sviluppata in tema di determinazione del salario di

riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua,

ha ritenuto l'importo di fr. 35'000.-, che corrispondeva

negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua

media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai

o impiegati non qualificati con problemi di salute in

attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari

medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi

giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di

una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni

pubblicata in

DTF 126 V 75

segg.

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza

stabilito che ai fini della determinazione del reddito

da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale

e salariale concreta dell'interessato, a condizione

però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e

ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito

derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato

e non costituisca una paga sociale. Qualora difettino indicazioni

economiche effettive, possono, conformemente alla

giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche

salariali. La questione di sapere se e in quale misura

al caso i salari fondati su dati statistici debbano

essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali

e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile

al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità

e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),

criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare

globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come

una deduzione globale massima del 25% del salario statistico

permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili

di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale

federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella

medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione

globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione

deve succintamente motivare, il giudice non può

senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello

degli organi dell'assicurazione.

d) Ora, la prassi ticinese, secondo cui il presunto

reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro

equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività

confacenti allo stato di salute è valutato senza

particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso

concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa manifestamente

le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza

precitata (nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in

re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00, e 30

giugno 2000 in re B., I 411/98). Il giudizio querelato non

può quindi essere tutelato.

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato,

l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti

presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando

come in attività leggere, che anche l'interessato sarebbe

in grado di esercitare dal profilo sanitario e avuto

riguardo alle sue capacità professionali, i dipendenti di

tali ditte percepissero, nel 1998, un reddito annuo medio

pari a fr. 38'579.-. Orbene, il Tribunale federale delle

assicurazioni non ha motivo di non aderire alla valutazione

del guadagno ipotetico di invalido operata dall'INSAI, sebbene

la stessa possa se del caso apparire favorevole all'assicurato

alla luce dei dati statistici sulla struttura

dei salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo

i quali la retribuzione annua media dei lavoratori di

sesso maschile attivi in occupazioni semplici e ripetitive

nel settore privato ammontava, nel medesimo anno, a fr.

53'649.- (fr. 4'268.- : 40 x 41,9 x 12) - quando si consideri

come, ai sensi della giurisprudenza in

DTF 126 V 75

sopra indicata, le specifiche circostanze del caso concreto

siano suscettibili di comportare una riduzione del salario

statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite

massimo del 25%. Le critiche sollevate a questo riguardo

dall'assicurato non permettono di pervenire a diverso risultato.

3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico

conseguibile senza invalidità (fr. 53'998.- annui) non

è oggetto di litigio, la decisione amministrativa impugnata

che riconosce all'opponente il diritto a una rendita sulla

base di un'invalidità del 30% merita di essere ristabilita.

4.- In conformità all'art. 159 cpv. 2 in relazione con

l'

art. 135 OG

, non si assegnano ripetibili all'INSAI, poiché

esso istituto, conformemente alla giurisprudenza, è

equiparato a organismo con compiti di diritto pubblico (DTF

112 V 49 consid. 3 e rinvio).

Erwägungen (4 Absätze)

E. 1 Nei considerandi del querelato giudizio il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino ha già correttamente ricordato le norme di diritto concernenti il tema oggetto della lite, la quale verte unicamente sulla questione della commisurazione dell'invalidità lamentata dall'opponente. L'autorità giudiziaria cantonale ha in particolare esposto come, giusta l'art. 18 cpv. 2 LAINF, il grado d'invalidità venga determinato paragonando il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività esigibile da lui in condizioni equilibrate di mercato del lavoro, con quello che avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido. Il giudice di prime cure ha poi rilevato, pure a ragione, che al fine di poter graduare l'invalidità all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, precisando, da un lato, come il compito del medico consista nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato sia incapace al lavoro, dall'altro, come la documentazione medica costituisca un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato. A questa esposizione non può che essere fatto riferimento e prestata adesione.

E. 2 a) Nell'evenienza concreta dalla dettagliata documentazione

medica all'inserto risulta che l'assicurato, a

seguito dei postumi degli infortuni subiti, non può proseguire

la sua attività professionale di muratore. Emerge però

anche, in modo convincente, che egli, malgrado il danno

fisico patito, è da ritenere totalmente capace di eseguire

lavori leggeri confacenti. Queste valutazioni non sono in

questa sede oggetto di litigio, né questa Corte vede valido

motivo per scostarsene.

b) Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche

dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente

attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un

paragone dei redditi, come lo prescrive l'

art. 18 cpv. 2

LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare,

il reddito ipotetico d'invalido, il giudice di prime cure,

in modifica di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo

impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza

sviluppata in tema di determinazione del salario di

riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua,

ha ritenuto l'importo di fr. 35'000.-, che corrispondeva

negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua

media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai

o impiegati non qualificati con problemi di salute in

attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari

medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi

giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di

una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni

pubblicata in

DTF 126 V 75

segg.

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza

stabilito che ai fini della determinazione del reddito

da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale

e salariale concreta dell'interessato, a condizione

però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e

ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito

derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato

e non costituisca una paga sociale. Qualora difettino indicazioni

economiche effettive, possono, conformemente alla

giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche

salariali. La questione di sapere se e in quale misura

al caso i salari fondati su dati statistici debbano

essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali

e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile

al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità

e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),

criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare

globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come

una deduzione globale massima del 25% del salario statistico

permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili

di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale

federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella

medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione

globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione

deve succintamente motivare, il giudice non può

senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello

degli organi dell'assicurazione.

d) Ora, la prassi ticinese, secondo cui il presunto

reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro

equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività

confacenti allo stato di salute è valutato senza

particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso

concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa manifestamente

le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza

precitata (nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in

re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00, e 30

giugno 2000 in re B., I 411/98). Il giudizio querelato non

può quindi essere tutelato.

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato,

l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti

presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando

come in attività leggere, che anche l'interessato sarebbe

in grado di esercitare dal profilo sanitario e avuto

riguardo alle sue capacità professionali, i dipendenti di

tali ditte percepissero, nel 1998, un reddito annuo medio

pari a fr. 38'579.-. Orbene, il Tribunale federale delle

assicurazioni non ha motivo di non aderire alla valutazione

del guadagno ipotetico di invalido operata dall'INSAI, sebbene

la stessa possa se del caso apparire favorevole all'assicurato

alla luce dei dati statistici sulla struttura

dei salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo

i quali la retribuzione annua media dei lavoratori di

sesso maschile attivi in occupazioni semplici e ripetitive

nel settore privato ammontava, nel medesimo anno, a fr.

53'649.- (fr. 4'268.- : 40 x 41,9 x 12) - quando si consideri

come, ai sensi della giurisprudenza in

DTF 126 V 75

sopra indicata, le specifiche circostanze del caso concreto

siano suscettibili di comportare una riduzione del salario

statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite

massimo del 25%. Le critiche sollevate a questo riguardo

dall'assicurato non permettono di pervenire a diverso risultato.

E. 3 In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità (fr. 53'998.- annui) non è oggetto di litigio, la decisione amministrativa impugnata che riconosce all'opponente il diritto a una rendita sulla base di un'invalidità del 30% merita di essere ristabilita.

E. 4 In conformità all'art. 159 cpv. 2 in relazione con l'art. 135 OG, non si assegnano ripetibili all'INSAI, poiché esso istituto, conformemente alla giurisprudenza, è equiparato a organismo con compiti di diritto pubblico (DTF 112 V 49 consid. 3 e rinvio).

Dispositiv
  1. delle assicurazioni p r o n u n c i a : I. Il ricorso di diritto amministrativo è accolto, il giudizio querelato 29 gennaio 1999 essendo annullato. II. Non si percepiscono spese giudiziarie, né si assegnano indennità di parte. III. La presente sentenza sarà intimata alle parti, al Tribunale cantonale delle assicurazioni, Lugano, e all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. Lucerna, 2 luglio 2001 In nome del Tribunale federale delle assicurazioni Il Presidente Il Cancelliere: della IVa Camera:
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

Bundesgericht Eidgenössisches Versicherungsgericht 02.07.2001 U 4/99 Tribunal fédéral Tribunal fédéral des assurances 02.07.2001 U 4/99 Tribunale federale Tribunale federale delle assicurazioni 02.07.2001 U 4/99

Assicurazione contro gli infortuni

[AZA 7] U 4/99 Ge IVa Camera composta dei giudici federali Borella, Rüedi e Leuzinger; Schäuble, cancelliere Sentenza del 2 luglio 2001 nella causa Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni, Fluhmattstrasse 1, 6002 Lucerna, ricorrente, contro F.________, opponente, rappresentato dall'Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese (OCST), Via S. Balestra 19, 6901 Lugano, e Tribunale cantonale delle assicurazioni, 6901 Lugano F a t t i : A.- F.________, nato nel 1945, lamenta gli esiti di quattro infortuni professionali intervenuti nel periodo intercorso tra novembre 1988 e aprile 1997, quando lavorava alle dipendenze di un'impresa di costruzioni come muratore. Egli riportò, in particolare, lesioni alle spalle. Dopo aver in precedenza riconosciuto all'assicurato il diritto a indennità per menomazione all'integrità complessiva del 20%, l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), mediante decisione 28 agosto 1998, dispose l'erogazione di una rendita d'invalidità del 30% dal 1° giugno 1998, confermando il provvedimento anche dopo opposizione, il 15 ottobre 1998. B.- Assistito dall'Organizzazione cristiano-sociale ticinese (OCST), F.________ insorse con ricorso al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino chiedendo l'assegnazione di una rendita per un'invalidità pari almeno al 40%. Per giudizio 29 gennaio 1999 l'autorità giudiziaria cantonale accolse parzialmente il gravame, obbligando l'INSAI a versare all'insorgente una rendita calcolata su un'invalidità del 35%. C.- L'INSAI, rappresentato dall'avv. Enrico Broggini, interpone a questa Corte un ricorso di diritto amministrativo con cui chiede di annullare il giudizio querelato e di stabilire il tasso d'invalidità al 30%, conformemente alla decisione su opposizione litigiosa. L'assicurato, sempre tramite l'OCST, postula la reiezione del gravame. Da parte sua l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali rinuncia a determinarsi. D i r i t t o : 1.- Nei considerandi del querelato giudizio il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino ha già correttamente ricordato le norme di diritto concernenti il tema oggetto della lite, la quale verte unicamente sulla questione della commisurazione dell'invalidità lamentata dall'opponente. L'autorità giudiziaria cantonale ha in particolare esposto come, giusta l'art. 18 cpv. 2 LAINF, il grado d'invalidità venga determinato paragonando il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe conseguire, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività esigibile da lui in condizioni equilibrate di mercato del lavoro, con quello che avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido. Il giudice di prime cure ha poi rilevato, pure a ragione, che al fine di poter graduare l'invalidità all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, precisando, da un lato, come il compito del medico consista nel porre un giudizio sullo stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato sia incapace al lavoro, dall'altro, come la documentazione medica costituisca un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato. A questa esposizione non può che essere fatto riferimento e prestata adesione. 2.- a) Nell'evenienza concreta dalla dettagliata documentazione medica all'inserto risulta che l'assicurato, a seguito dei postumi degli infortuni subiti, non può proseguire la sua attività professionale di muratore. Emerge però anche, in modo convincente, che egli, malgrado il danno fisico patito, è da ritenere totalmente capace di eseguire lavori leggeri confacenti. Queste valutazioni non sono in questa sede oggetto di litigio, né questa Corte vede valido motivo per scostarsene.

b) Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, il giudice di prime cure, in modifica di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, ha ritenuto l'importo di fr. 35'000.-, che corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg.

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

d) Ora, la prassi ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata (nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 10/00, e 30 giugno 2000 in re B., I 411/98). Il giudizio querelato non può quindi essere tutelato.

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere, che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario e avuto riguardo alle sue capacità professionali, i dipendenti di tali ditte percepissero, nel 1998, un reddito annuo medio pari a fr. 38'579.-. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni non ha motivo di non aderire alla valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'INSAI, sebbene la stessa possa se del caso apparire favorevole all'assicurato alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazioni semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel medesimo anno, a fr. 53'649.- (fr. 4'268.- : 40 x 41,9 x 12) - quando si consideri come, ai sensi della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%. Le critiche sollevate a questo riguardo dall'assicurato non permettono di pervenire a diverso risultato. 3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità (fr. 53'998.- annui) non è oggetto di litigio, la decisione amministrativa impugnata che riconosce all'opponente il diritto a una rendita sulla base di un'invalidità del 30% merita di essere ristabilita. 4.- In conformità all'art. 159 cpv. 2 in relazione con l'art. 135 OG, non si assegnano ripetibili all'INSAI, poiché esso istituto, conformemente alla giurisprudenza, è equiparato a organismo con compiti di diritto pubblico (DTF 112 V 49 consid. 3 e rinvio). Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni p r o n u n c i a : I. Il ricorso di diritto amministrativo è accolto, il giudizio querelato 29 gennaio 1999 essendo annullato. II. Non si percepiscono spese giudiziarie, né si assegnano indennità di parte. III. La presente sentenza sarà intimata alle parti, al Tribunale cantonale delle assicurazioni, Lugano, e all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. Lucerna, 2 luglio 2001 In nome del Tribunale federale delle assicurazioni Il Presidente Il Cancelliere: della IVa Camera: