opencaselaw.ch

4P.218/1999

della presente causa. Per contro, non emerge da questo passaggio, e neppure dal resto della deposizione, che la ricorrente avesse concretamente eseguito prestazioni d'intermediazione anche per quest'ul- timo contratto. Anzi, il Pretore ha osservato come il te- stimone abbia dichiarato di non credere che la ricorrente fosse intervenuta presso la banca nazionale angolana per favorire l'apertura della lettera di credito per la conve- nuta.

Bundesgericht · 2000-04-17 · Italiano CH
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Sachverhalt

Il 10 settembre 1993 la Sweco S.A. ha convenu-

to in giudizio la Rivopharm S.A. con un'azione volta al pa-

gamento di fr. 135'825.--, oltre interessi, a titolo di

mercede del mediatore. L'attrice asserisce infatti di aver

svolto un ruolo di mediatrice nella conclusione del con-

tratto di compravendita intervenuto nel 1990/1991 fra la

convenuta - attiva nella fabbricazione e vendita di prodot-

ti farmaceutici - e la Angomedica - una compagnia legata al

governo dell'Angola. La petizione è stata respinta dal Pre-

tore del Distretto di Lugano, sezione 2, il 26 aprile 1999.

L'appello interposto dalla soccombente contro tale

giudizio è stato respinto dalla II Camera civile del Tribu-

nale d'appello del Cantone Ticino il 28 luglio 1999.

B.-

La Sweco S.A. ha impugnato quest'ultima pro-

nunzia, il 6 settembre 1999, tanto con ricorso di diritto

pubblico quanto con ricorso per riforma.

Prevalendosi della violazione dell'art. 4 Cost. -

arbitrio nell'apprezzamento delle prove e diniego di giu-

stizia - con il primo rimedio essa ha postulato in via

principale l'annullamento della querelata sentenza e il

rinvio degli atti all'autorità cantonale per nuovo giudi-

zio. In via subordinata ha invece chiesto l'accoglimento

della petizione, il rigetto definitivo dell'opposizione

interposta dalla convenuta al precetto esecutivo già noti-

ficatole nonché la riforma del giudizio su spese e ripeti-

bili di prima e seconda istanza.

Nelle osservazioni del 28 ottobre 1999 la Rivopharm

S.A. ha proposto la reiezione del gravame, mentre l'autori-

tà cantonale ha rinunciato a pronunciarsi.

C o n s i d e r a n d o i n d i r i t t o :

1.-

Giusta l'art. 57 cpv. 5 OG un ricorso di di-

ritto pubblico viene trattato, in linea di principio, prima

del parallelo ricorso per riforma (DTF 122 I 81 consid. 1;

Messmer/Imboden, Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivil-

sachen, Zurigo 1992, pag. 148 nota 12).

Nel caso in esame non vi è motivo di derogare alla

regola.

2.-

Salvo ipotesi estranee alla presente fattispe-

cie, il ricorso di diritto pubblico per violazione dell'

art. 4 Cost. ha natura meramente cassatoria (DTF 124 I 231

consid. 1d). Ciò significa che il Tribunale federale può

solamente annullare una decisione contraria alla Costitu-

zione, non invece modificarla o sostituirla con la propria

(

Forster, Staatsrechtliche Beschwerde, in: Prozessieren vor

Bundesgericht, nota 2.53). Le domande volte a conclusioni

diverse dal semplice annullamento della sentenza impugnata

sono pertanto irricevibili (DTF 119 Ia 28 consid. 1).

3.-

Ammessa l'esistenza di un contratto di media-

zione fra le parti, i giudici cantonali hanno negato l'esi-

stenza di un sufficiente nesso di causalità tra la pretesa

interposizione della qui ricorrente e il buon esito della

stipula contrattuale.

L'estraneità della ricorrente alla conclusione del

contratto ha trovato vari riscontri già negli allegati da

lei stessa introdotti: essa ha infatti dichiarato di non

aver potuto aiutare sul posto - in Angola - la convenuta e

di non aver utilizzato la relazione bancaria che deteneva

per conto di questa presso l'Unione di Banche Svizzere, pur

sapendo quale fosse l'importanza del finanziamento; essa ha

inoltre ammesso che, non avendo ricevuto alcuna istruzione,

pensava che fosse tutto in ordine e un suo intervento non

necessario. La sua sostanziale inattività è emersa, infine,

anche dalla scarsa conoscenza delle modalità d'esecuzione

del contratto, atteso che si è trovata in errore circa la

banca utilizzata per il pagamento e ignorava le lamentele

concernenti la qualità della merce.

Sulla scorta di queste circostanze, nonché dell'ap-

prezzamento delle prove operato dal Pretore, cui ha rinvia-

to - in particolare per quanto concerne la valutazione del-

le deposizioni Campana, Desouzart e Ardalan (consid. 9) -

la Corte cantonale ha negato alla ricorrente il diritto a

una mercede. Essa ha pertanto respinto l'appello e confer-

mato il giudizio di primo grado.

4.-

A mente della ricorrente tale giudizio viola

l'art. 4 vCost. per arbitrio nella valutazione delle prove.

L'autorità cantonale avrebbe segnatamente ignorato le depo-

sizioni determinanti dei testi Ardalan e Campana, nonché il

contenuto del documento S.

a) Per giurisprudenza invalsa, in materia di valu-

tazione delle prove il giudice cantonale del merito fruisce

di un ampio margine di apprezzamento (cfr. anche art. 90

CPC /TI; DTF 118 Ia 144 consid. 1a). Il Tribunale federale

annulla quindi la sentenza cantonale solo se il giudice ha

abusato di tale potere e ha pronunciato un giudizio che ap-

pare - e ciò non solo nella sua motivazione ma anche nell'

esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto

con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o

di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in

contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e

dell'equità (DTF 125 I 166 consid. 2a con rinvii).

Incombe al ricorrente il compito di dimostrare -

con un'argomentazione chiara e precisa, conforme ai dettami

dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG

- che l'autorità cantonale

ha emanato una siffatta decisione. Tale non è il caso quan-

do si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'au-

torità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una

superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivede-

re liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la cor-

retta applicazione delle norme invocate (DTF 120 Ia 369

consid. 3a).

b) In concreto giovi innanzitutto rilevare che,

contrariamente a quanto asseverato nel gravame, i giudici

cantonali non hanno ignorato le deposizioni dei testi Arda-

lan e Campana. Come già esposto, nella parte finale della

sentenza impugnata, la Corte ticinese ha infatti rinviato

al consid. 9 della pronunzia pretorile, nel quale queste

prove sono state considerate e valutate. Dal momento che la

ricorrente non sostiene che tale rinvio sarebbe in manife-

sto contrasto con la procedura civile ticinese, l'apprezza-

mento delle prove operato dal Pretore è divenuto parte in-

tegrante della sentenza d'appello.

aa) La ricorrente censura in primo luogo la valu-

tazione della deposizione del teste Ardalan, all'epoca di-

rettore di vendita della resistente per l'Africa, in parti-

colare con riferimento al seguente passaggio:

"Per quanto concerne lo svolgimento del secondo

contratto non vi sono state particolari differen-

ze rispetto al primo se non che incominciavamo a

conoscere gli organi di Angomedica. Tuttavia an-

che per il secondo non abbiamo ritenuto di fare a

meno dei servigi della Sweco S.A."

Orbene, l'unica conclusione che si può trarre da

questa precisazione è che, dopo la conclusione di un primo

contratto, il rapporto di mediazione fra le parti non era

caduto, bensì era stato rinnovato anche in vista della sti-

pulazione del secondo, oggetto della presente causa. Per

contro, non emerge da questo passaggio, e neppure dal resto

della deposizione, che la ricorrente avesse concretamente

eseguito prestazioni d'intermediazione anche per quest'ul-

timo contratto. Anzi, il Pretore ha osservato come il te-

stimone abbia dichiarato di non credere che la ricorrente

fosse intervenuta presso la banca nazionale angolana per

favorire l'apertura della lettera di credito per la conve-

nuta.

La critica rivolta contro l'apprezzamento di questa

testimonianza risulta pertanto infondata.

bb) Con riferimento alla deposizione del suo di-

rettore, Campana, la ricorrente pone in evidenza ch'egli ha

confermato di essersi recato in Angola per il secondo con-

tratto.

Diversamente da quanto asserito nell'impugnativa,

nemmeno questa circostanza è stata trascurata, avendola il

Pretore menzionata nel consid. 9. Il giudice ha però preci-

sato che questo teste si è espresso in modo assai vago sul-

le prestazioni effettivamente svolte a favore della conve-

nuta (le ha verosimilmente inviato un fax) né ha preteso

che la sua attività - o più in generale quella della ricor-

rente - avrebbe condotto in qualche modo alla sottoscrizio-

ne del contratto in discussione.

Anche su questo punto la decisione impugnata resi-

ste pertanto alla censura di arbitrio.

c) La ricorrente rimprovera infine ai giudici ti-

cinesi di aver trascurato il contenuto del documento S,

versato agli atti.

Si tratta di una comunicazione per telefax del 25

giugno 1991 con cui la resistente ha chiesto alla ricorren-

te l'approvazione di uno scritto, prima d'inviarlo alla An-

gomedica. Ora, è vero che i giudici cantonali non lo hanno

menzionato; ciò non costituisce tuttavia arbitrio, atteso

che, considerati tutti gli argomenti esposti nella sentenza

impugnata, il documento S non appare - da solo - suscetti-

bile di rendere insostenibili le conclusioni ivi raggiunte.

d) In sostanza, la ricorrente si è limitata ad

isolare alcune prove, o perfino parti di esse, senza con-

frontarsi veramente con gli accertamenti di fatto concreti

sui quali è fondato il giudizio criticato. Così facendo es-

sa non ha dimostrato l'asserito arbitrio.

Nulla muta il richiamo alla decisione pubblicata in

DTF 83 I 7, della quale viene citata, parzialmente, una

frase. Questa pronunzia riguarda infatti una vertenza del

tutto diversa, nell'ambito della quale l'autorità cantonale

ha effettivamente valutato in modo contraddittorio la depo-

sizione di un funzionario imparziale, considerando soltanto

le dichiarazioni favorevoli ad una parte.

5.-

Alla luce di tutto quanto esposto, il ricorso

di diritto pubblico va respinto in quanto ammissibile.

Gli oneri processuali e le spese ripetibili seguono

la soccombenza (art. 156 cpv. 1 e 159 cpv. 1 e 2 OG).

Per questi motivi,

i l   T r i b u n a l e   f e d e r a l e

p r o n u n c i a :

1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso

di diritto pubblico è respinto.

2. La tassa di giustizia di fr. 3000.-- è posta a

carico della ricorrente, la quale rifonderà alla resistente

fr. 6000.-- per spese ripetibili della sede federale.

3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e

alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone

Ticino.

Losanna, 17 aprile 2000

In nome della I Corte civile

del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:

Il Presidente,

La Cancelliera,

Erwägungen (5 Absätze)

E. 1 Giusta l'art. 57 cpv. 5 OG un ricorso di di-

ritto pubblico viene trattato, in linea di principio, prima

del parallelo ricorso per riforma (DTF 122 I 81 consid. 1;

Messmer/Imboden, Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivil-

sachen, Zurigo 1992, pag. 148 nota 12).

Nel caso in esame non vi è motivo di derogare alla

regola.

E. 2 Salvo ipotesi estranee alla presente fattispe-

cie, il ricorso di diritto pubblico per violazione dell'

art. 4 Cost. ha natura meramente cassatoria (DTF 124 I 231

consid. 1d). Ciò significa che il Tribunale federale può

solamente annullare una decisione contraria alla Costitu-

zione, non invece modificarla o sostituirla con la propria

(

Forster, Staatsrechtliche Beschwerde, in: Prozessieren vor

Bundesgericht, nota 2.53). Le domande volte a conclusioni

diverse dal semplice annullamento della sentenza impugnata

sono pertanto irricevibili (DTF 119 Ia 28 consid. 1).

E. 3 Ammessa l'esistenza di un contratto di media-

zione fra le parti, i giudici cantonali hanno negato l'esi-

stenza di un sufficiente nesso di causalità tra la pretesa

interposizione della qui ricorrente e il buon esito della

stipula contrattuale.

L'estraneità della ricorrente alla conclusione del

contratto ha trovato vari riscontri già negli allegati da

lei stessa introdotti: essa ha infatti dichiarato di non

aver potuto aiutare sul posto - in Angola - la convenuta e

di non aver utilizzato la relazione bancaria che deteneva

per conto di questa presso l'Unione di Banche Svizzere, pur

sapendo quale fosse l'importanza del finanziamento; essa ha

inoltre ammesso che, non avendo ricevuto alcuna istruzione,

pensava che fosse tutto in ordine e un suo intervento non

necessario. La sua sostanziale inattività è emersa, infine,

anche dalla scarsa conoscenza delle modalità d'esecuzione

del contratto, atteso che si è trovata in errore circa la

banca utilizzata per il pagamento e ignorava le lamentele

concernenti la qualità della merce.

Sulla scorta di queste circostanze, nonché dell'ap-

prezzamento delle prove operato dal Pretore, cui ha rinvia-

to - in particolare per quanto concerne la valutazione del-

le deposizioni Campana, Desouzart e Ardalan (consid. 9) -

la Corte cantonale ha negato alla ricorrente il diritto a

una mercede. Essa ha pertanto respinto l'appello e confer-

mato il giudizio di primo grado.

E. 4 A mente della ricorrente tale giudizio viola

l'art. 4 vCost. per arbitrio nella valutazione delle prove.

L'autorità cantonale avrebbe segnatamente ignorato le depo-

sizioni determinanti dei testi Ardalan e Campana, nonché il

contenuto del documento S.

a) Per giurisprudenza invalsa, in materia di valu-

tazione delle prove il giudice cantonale del merito fruisce

di un ampio margine di apprezzamento (cfr. anche art. 90

CPC /TI; DTF 118 Ia 144 consid. 1a). Il Tribunale federale

annulla quindi la sentenza cantonale solo se il giudice ha

abusato di tale potere e ha pronunciato un giudizio che ap-

pare - e ciò non solo nella sua motivazione ma anche nell'

esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto

con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o

di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in

contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e

dell'equità (DTF 125 I 166 consid. 2a con rinvii).

Incombe al ricorrente il compito di dimostrare -

con un'argomentazione chiara e precisa, conforme ai dettami

dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG

- che l'autorità cantonale

ha emanato una siffatta decisione. Tale non è il caso quan-

do si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'au-

torità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una

superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivede-

re liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la cor-

retta applicazione delle norme invocate (DTF 120 Ia 369

consid. 3a).

b) In concreto giovi innanzitutto rilevare che,

contrariamente a quanto asseverato nel gravame, i giudici

cantonali non hanno ignorato le deposizioni dei testi Arda-

lan e Campana. Come già esposto, nella parte finale della

sentenza impugnata, la Corte ticinese ha infatti rinviato

al consid. 9 della pronunzia pretorile, nel quale queste

prove sono state considerate e valutate. Dal momento che la

ricorrente non sostiene che tale rinvio sarebbe in manife-

sto contrasto con la procedura civile ticinese, l'apprezza-

mento delle prove operato dal Pretore è divenuto parte in-

tegrante della sentenza d'appello.

aa) La ricorrente censura in primo luogo la valu-

tazione della deposizione del teste Ardalan, all'epoca di-

rettore di vendita della resistente per l'Africa, in parti-

colare con riferimento al seguente passaggio:

"Per quanto concerne lo svolgimento del secondo

contratto non vi sono state particolari differen-

ze rispetto al primo se non che incominciavamo a

conoscere gli organi di Angomedica. Tuttavia an-

che per il secondo non abbiamo ritenuto di fare a

meno dei servigi della Sweco S.A."

Orbene, l'unica conclusione che si può trarre da

questa precisazione è che, dopo la conclusione di un primo

contratto, il rapporto di mediazione fra le parti non era

caduto, bensì era stato rinnovato anche in vista della sti-

pulazione del secondo, oggetto della presente causa. Per

contro, non emerge da questo passaggio, e neppure dal resto

della deposizione, che la ricorrente avesse concretamente

eseguito prestazioni d'intermediazione anche per quest'ul-

timo contratto. Anzi, il Pretore ha osservato come il te-

stimone abbia dichiarato di non credere che la ricorrente

fosse intervenuta presso la banca nazionale angolana per

favorire l'apertura della lettera di credito per la conve-

nuta.

La critica rivolta contro l'apprezzamento di questa

testimonianza risulta pertanto infondata.

bb) Con riferimento alla deposizione del suo di-

rettore, Campana, la ricorrente pone in evidenza ch'egli ha

confermato di essersi recato in Angola per il secondo con-

tratto.

Diversamente da quanto asserito nell'impugnativa,

nemmeno questa circostanza è stata trascurata, avendola il

Pretore menzionata nel consid. 9. Il giudice ha però preci-

sato che questo teste si è espresso in modo assai vago sul-

le prestazioni effettivamente svolte a favore della conve-

nuta (le ha verosimilmente inviato un fax) né ha preteso

che la sua attività - o più in generale quella della ricor-

rente - avrebbe condotto in qualche modo alla sottoscrizio-

ne del contratto in discussione.

Anche su questo punto la decisione impugnata resi-

ste pertanto alla censura di arbitrio.

c) La ricorrente rimprovera infine ai giudici ti-

cinesi di aver trascurato il contenuto del documento S,

versato agli atti.

Si tratta di una comunicazione per telefax del 25

giugno 1991 con cui la resistente ha chiesto alla ricorren-

te l'approvazione di uno scritto, prima d'inviarlo alla An-

gomedica. Ora, è vero che i giudici cantonali non lo hanno

menzionato; ciò non costituisce tuttavia arbitrio, atteso

che, considerati tutti gli argomenti esposti nella sentenza

impugnata, il documento S non appare - da solo - suscetti-

bile di rendere insostenibili le conclusioni ivi raggiunte.

d) In sostanza, la ricorrente si è limitata ad

isolare alcune prove, o perfino parti di esse, senza con-

frontarsi veramente con gli accertamenti di fatto concreti

sui quali è fondato il giudizio criticato. Così facendo es-

sa non ha dimostrato l'asserito arbitrio.

Nulla muta il richiamo alla decisione pubblicata in

DTF 83 I 7, della quale viene citata, parzialmente, una

frase. Questa pronunzia riguarda infatti una vertenza del

tutto diversa, nell'ambito della quale l'autorità cantonale

ha effettivamente valutato in modo contraddittorio la depo-

sizione di un funzionario imparziale, considerando soltanto

le dichiarazioni favorevoli ad una parte.

E. 5 Alla luce di tutto quanto esposto, il ricorso

di diritto pubblico va respinto in quanto ammissibile.

Gli oneri processuali e le spese ripetibili seguono

la soccombenza (art. 156 cpv. 1 e 159 cpv. 1 e 2 OG).

Per questi motivi,

i l   T r i b u n a l e   f e d e r a l e

p r o n u n c i a :

1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso

di diritto pubblico è respinto.

2. La tassa di giustizia di fr. 3000.-- è posta a

carico della ricorrente, la quale rifonderà alla resistente

fr. 6000.-- per spese ripetibili della sede federale.

3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e

alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone

Ticino.

Losanna, 17 aprile 2000

In nome della I Corte civile

del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:

Il Presidente,

La Cancelliera,

Volltext (verifizierbarer Originaltext)

[AZA 3]

4P.218/1999 flo

I C O R T E C I V I L E

***************************

17 aprile 2000

Composizione della Corte: giudici federali Walter, presi-

dente, Leu e Ramelli, supplente.

Cancelliera: Gianinazzi.

________

Visto il ricorso di diritto pubblico del 6 settembre 1999

presentato dalla

S w e c o S.A., Ginevra, patrocinata

dall'avv. Fabio Soldati, contro la sentenza emanata il 28

luglio 1999 dalla

II Camera civile del Tribunale d'appello

del Cantone Ticino nella causa che la oppone alla

R i v o-

p h a r m S.A., Manno, patrocinata dall'avv. Carlo Pedro-

lini, Chiasso, in materia di contratto di mediazione (arbi-

trio nell'apprezzamento delle prove);

R i t e n u t o i n f a t t o :

A.-

Il 10 settembre 1993 la Sweco S.A. ha convenu-

to in giudizio la Rivopharm S.A. con un'azione volta al pa-

gamento di fr. 135'825.--, oltre interessi, a titolo di

mercede del mediatore. L'attrice asserisce infatti di aver

svolto un ruolo di mediatrice nella conclusione del con-

tratto di compravendita intervenuto nel 1990/1991 fra la

convenuta - attiva nella fabbricazione e vendita di prodot-

ti farmaceutici - e la Angomedica - una compagnia legata al

governo dell'Angola. La petizione è stata respinta dal Pre-

tore del Distretto di Lugano, sezione 2, il 26 aprile 1999.

L'appello interposto dalla soccombente contro tale

giudizio è stato respinto dalla II Camera civile del Tribu-

nale d'appello del Cantone Ticino il 28 luglio 1999.

B.-

La Sweco S.A. ha impugnato quest'ultima pro-

nunzia, il 6 settembre 1999, tanto con ricorso di diritto

pubblico quanto con ricorso per riforma.

Prevalendosi della violazione dell'art. 4 Cost. -

arbitrio nell'apprezzamento delle prove e diniego di giu-

stizia - con il primo rimedio essa ha postulato in via

principale l'annullamento della querelata sentenza e il

rinvio degli atti all'autorità cantonale per nuovo giudi-

zio. In via subordinata ha invece chiesto l'accoglimento

della petizione, il rigetto definitivo dell'opposizione

interposta dalla convenuta al precetto esecutivo già noti-

ficatole nonché la riforma del giudizio su spese e ripeti-

bili di prima e seconda istanza.

Nelle osservazioni del 28 ottobre 1999 la Rivopharm

S.A. ha proposto la reiezione del gravame, mentre l'autori-

tà cantonale ha rinunciato a pronunciarsi.

C o n s i d e r a n d o i n d i r i t t o :

1.-

Giusta l'art. 57 cpv. 5 OG un ricorso di di-

ritto pubblico viene trattato, in linea di principio, prima

del parallelo ricorso per riforma (DTF 122 I 81 consid. 1;

Messmer/Imboden, Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivil-

sachen, Zurigo 1992, pag. 148 nota 12).

Nel caso in esame non vi è motivo di derogare alla

regola.

2.-

Salvo ipotesi estranee alla presente fattispe-

cie, il ricorso di diritto pubblico per violazione dell'

art. 4 Cost. ha natura meramente cassatoria (DTF 124 I 231

consid. 1d). Ciò significa che il Tribunale federale può

solamente annullare una decisione contraria alla Costitu-

zione, non invece modificarla o sostituirla con la propria

(

Forster, Staatsrechtliche Beschwerde, in: Prozessieren vor

Bundesgericht, nota 2.53). Le domande volte a conclusioni

diverse dal semplice annullamento della sentenza impugnata

sono pertanto irricevibili (DTF 119 Ia 28 consid. 1).

3.-

Ammessa l'esistenza di un contratto di media-

zione fra le parti, i giudici cantonali hanno negato l'esi-

stenza di un sufficiente nesso di causalità tra la pretesa

interposizione della qui ricorrente e il buon esito della

stipula contrattuale.

L'estraneità della ricorrente alla conclusione del

contratto ha trovato vari riscontri già negli allegati da

lei stessa introdotti: essa ha infatti dichiarato di non

aver potuto aiutare sul posto - in Angola - la convenuta e

di non aver utilizzato la relazione bancaria che deteneva

per conto di questa presso l'Unione di Banche Svizzere, pur

sapendo quale fosse l'importanza del finanziamento; essa ha

inoltre ammesso che, non avendo ricevuto alcuna istruzione,

pensava che fosse tutto in ordine e un suo intervento non

necessario. La sua sostanziale inattività è emersa, infine,

anche dalla scarsa conoscenza delle modalità d'esecuzione

del contratto, atteso che si è trovata in errore circa la

banca utilizzata per il pagamento e ignorava le lamentele

concernenti la qualità della merce.

Sulla scorta di queste circostanze, nonché dell'ap-

prezzamento delle prove operato dal Pretore, cui ha rinvia-

to - in particolare per quanto concerne la valutazione del-

le deposizioni Campana, Desouzart e Ardalan (consid. 9) -

la Corte cantonale ha negato alla ricorrente il diritto a

una mercede. Essa ha pertanto respinto l'appello e confer-

mato il giudizio di primo grado.

4.-

A mente della ricorrente tale giudizio viola

l'art. 4 vCost. per arbitrio nella valutazione delle prove.

L'autorità cantonale avrebbe segnatamente ignorato le depo-

sizioni determinanti dei testi Ardalan e Campana, nonché il

contenuto del documento S.

a) Per giurisprudenza invalsa, in materia di valu-

tazione delle prove il giudice cantonale del merito fruisce

di un ampio margine di apprezzamento (cfr. anche art. 90

CPC /TI; DTF 118 Ia 144 consid. 1a). Il Tribunale federale

annulla quindi la sentenza cantonale solo se il giudice ha

abusato di tale potere e ha pronunciato un giudizio che ap-

pare - e ciò non solo nella sua motivazione ma anche nell'

esito - manifestamente insostenibile, in aperto contrasto

con la situazione reale, gravemente lesivo di una norma o

di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in

contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e

dell'equità (DTF 125 I 166 consid. 2a con rinvii).

Incombe al ricorrente il compito di dimostrare -

con un'argomentazione chiara e precisa, conforme ai dettami

dell'art. 90 cpv. 1 lett. b OG

- che l'autorità cantonale

ha emanato una siffatta decisione. Tale non è il caso quan-

do si limita a contrapporre il suo parere a quello dell'au-

torità cantonale, come se il Tribunale federale fosse una

superiore giurisdizione di appello a cui compete di rivede-

re liberamente il fatto e il diritto e di ricercare la cor-

retta applicazione delle norme invocate (DTF 120 Ia 369

consid. 3a).

b) In concreto giovi innanzitutto rilevare che,

contrariamente a quanto asseverato nel gravame, i giudici

cantonali non hanno ignorato le deposizioni dei testi Arda-

lan e Campana. Come già esposto, nella parte finale della

sentenza impugnata, la Corte ticinese ha infatti rinviato

al consid. 9 della pronunzia pretorile, nel quale queste

prove sono state considerate e valutate. Dal momento che la

ricorrente non sostiene che tale rinvio sarebbe in manife-

sto contrasto con la procedura civile ticinese, l'apprezza-

mento delle prove operato dal Pretore è divenuto parte in-

tegrante della sentenza d'appello.

aa) La ricorrente censura in primo luogo la valu-

tazione della deposizione del teste Ardalan, all'epoca di-

rettore di vendita della resistente per l'Africa, in parti-

colare con riferimento al seguente passaggio:

"Per quanto concerne lo svolgimento del secondo

contratto non vi sono state particolari differen-

ze rispetto al primo se non che incominciavamo a

conoscere gli organi di Angomedica. Tuttavia an-

che per il secondo non abbiamo ritenuto di fare a

meno dei servigi della Sweco S.A."

Orbene, l'unica conclusione che si può trarre da

questa precisazione è che, dopo la conclusione di un primo

contratto, il rapporto di mediazione fra le parti non era

caduto, bensì era stato rinnovato anche in vista della sti-

pulazione del secondo, oggetto della presente causa. Per

contro, non emerge da questo passaggio, e neppure dal resto

della deposizione, che la ricorrente avesse concretamente

eseguito prestazioni d'intermediazione anche per quest'ul-

timo contratto. Anzi, il Pretore ha osservato come il te-

stimone abbia dichiarato di non credere che la ricorrente

fosse intervenuta presso la banca nazionale angolana per

favorire l'apertura della lettera di credito per la conve-

nuta.

La critica rivolta contro l'apprezzamento di questa

testimonianza risulta pertanto infondata.

bb) Con riferimento alla deposizione del suo di-

rettore, Campana, la ricorrente pone in evidenza ch'egli ha

confermato di essersi recato in Angola per il secondo con-

tratto.

Diversamente da quanto asserito nell'impugnativa,

nemmeno questa circostanza è stata trascurata, avendola il

Pretore menzionata nel consid. 9. Il giudice ha però preci-

sato che questo teste si è espresso in modo assai vago sul-

le prestazioni effettivamente svolte a favore della conve-

nuta (le ha verosimilmente inviato un fax) né ha preteso

che la sua attività - o più in generale quella della ricor-

rente - avrebbe condotto in qualche modo alla sottoscrizio-

ne del contratto in discussione.

Anche su questo punto la decisione impugnata resi-

ste pertanto alla censura di arbitrio.

c) La ricorrente rimprovera infine ai giudici ti-

cinesi di aver trascurato il contenuto del documento S,

versato agli atti.

Si tratta di una comunicazione per telefax del 25

giugno 1991 con cui la resistente ha chiesto alla ricorren-

te l'approvazione di uno scritto, prima d'inviarlo alla An-

gomedica. Ora, è vero che i giudici cantonali non lo hanno

menzionato; ciò non costituisce tuttavia arbitrio, atteso

che, considerati tutti gli argomenti esposti nella sentenza

impugnata, il documento S non appare - da solo - suscetti-

bile di rendere insostenibili le conclusioni ivi raggiunte.

d) In sostanza, la ricorrente si è limitata ad

isolare alcune prove, o perfino parti di esse, senza con-

frontarsi veramente con gli accertamenti di fatto concreti

sui quali è fondato il giudizio criticato. Così facendo es-

sa non ha dimostrato l'asserito arbitrio.

Nulla muta il richiamo alla decisione pubblicata in

DTF 83 I 7, della quale viene citata, parzialmente, una

frase. Questa pronunzia riguarda infatti una vertenza del

tutto diversa, nell'ambito della quale l'autorità cantonale

ha effettivamente valutato in modo contraddittorio la depo-

sizione di un funzionario imparziale, considerando soltanto

le dichiarazioni favorevoli ad una parte.

5.-

Alla luce di tutto quanto esposto, il ricorso

di diritto pubblico va respinto in quanto ammissibile.

Gli oneri processuali e le spese ripetibili seguono

la soccombenza (art. 156 cpv. 1 e 159 cpv. 1 e 2 OG).

Per questi motivi,

i l   T r i b u n a l e   f e d e r a l e

p r o n u n c i a :

1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso

di diritto pubblico è respinto.

2. La tassa di giustizia di fr. 3000.-- è posta a

carico della ricorrente, la quale rifonderà alla resistente

fr. 6000.-- per spese ripetibili della sede federale.

3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e

alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone

Ticino.

Losanna, 17 aprile 2000

In nome della I Corte civile

del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:

Il Presidente,

La Cancelliera,