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57_II_393

BGE 57 II 393

Bundesgericht (BGE) · 1931-01-01 · Deutsch CH
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Familienrecht. No 58.

zu Grunde, die nach Art. 19, 410 ZGB unwirksam war,

weshalb auch die zu deren Erfüllung erfolgte Pfand-

bestellung

nicht

wirksam

sein

konnte (vgl.

BGE

55 II S. 302), obgleich sie nicht die Aufgabe eines eigenen

Rechtes des Bevonnundeten in sich schloss.

Hieraus

folgt nach dem Ausgeführten ohne weiteres auch, dass

die Beklagten sich so behandeln lassen müssen, als ob sie

das Automobil in bösem Glauben besessen hätten, und

z war von A n fan g

a n.

Diese Folge konnte

nicht etwa dadurch beseitigt werden, dass die Beklagten

nachträglich glaubten, Retentionsrechte in Anspruch

nehmen zu dürfen, und deswegen einen Prozess führten.

Indessen begann die Ersatzpflicht der Beklagten erst

später, nämlich dadurch, dass sie das Automobil dem

Kläger vorenthielten, als -er dessen Herausgabe verlangte

(vgl. Art. 940 Abs. 1 ZGB). Dass hier die Verantwortlich-

keit der Beklagten aus bösgläubigem Besitz nicht. dem ße.;.

vormundetenselbst, sondern einem Dritten zugute kommt,

erweckt keine Bedenken; denn wenn die zum Schutze

des Entmündigten aufgestellten Vorschriften ausnahms-

weise einmal zum Schutz eines Dritten ausschlagen,

so gibt dies keinen zureichenden Grund ab, um von

ihrer Anwendung abzusehen. Dass es der Kläger und

niemand anders sei, der die Herausgabe des Automobils

verlangen könne, haben die Beklagten nie in Zweifel

gezogen, weshalb Art. 940 Abs. 3 ZGB nicht Platz

greift.

Aus diesen Gründen erweist sich das angefochtene

Urteilim Ergebnis als zutreffend, und zwar auch gegenüber

dem Beklagten Meier-Kägi, der ja nie den Standpunkt

eingenommen hat, er mache keinerlei Ansprüche mehr

am Automobil geltend, und es könne seinetwegen an

den Kläger herausgegeben werden.

Die Verurteilung

zur Erstattung der Kosten der vorsorglichen Expertise

wird durch Art. 940 ZGB ohne weiteres gedeckt, obwohl

der Schaden nur auf weniger als die Hälfte des behaupteten

Betrages geschätzt wurde.

Familienrecht. N° 59.

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Demnach erkennt das Bundesgericht :

Die Berufung wird abgewiesen und das "Urteil des Ober-

gerichtes des Kantons Zürich vom 25. März 1931 bestätigt.

59. Sentenz& 1B aettembre 1931 4el1& ll& seien. civUe

in caus& P. c. B.

Oausa di paternitci. -

In materia di figliazione illegittima il

judiee non puo esigere prova tale, ehe gli proeuri 1a « eertezza »

della paternitA, bastando, a quest'uopo, indizi serie coneludenti.

Ove la madre illegittima pretenda, ehe i rapporti avuti eon

altri uomini non possono, per Ia loro data, essere causa deI

eoncepimento, spetta ad essa 1a prova, ehe, pep 10 stalto di

maturanza in em il figlio venne alle luce, quei rapporti non

poterono essere influenti.

'Oonsiderando in diritto:

1. -

La questione di sapere, se il convenuto abbia

avuto rapporti carnali coll'attrice nel periodo critico,

e di puro fatto e la soluzione datale dal giudice cantonale

vincoia questa Corte, a meno che essa non sia in contrad-

dizione cogli atti 0 violi principi di diritto federale concer-

nenti I'onere della prova (art. 81 OG; RU 43 II p. 565;

45 II p. 427 ed altre piu recenti, quali Gamboni c. Stoffel

deI 22 giugno 1927, Bassi c. Lotti deI 18 maggio 1926,

ecc.).

La prima di queste eccezioni non fu sollevata ne oggi,

ne, nelle -forme di legge, nella dichiarazione di ricorso

(art. 67, nuovo, OGF). Nell'odierna discussione il rappre-

sentante degli attori ha pero sostenuto, che i1 giudice

cantonale avrebbe violato un principio fondamentale di

diritto federale concernente l'onere della prove esigendo,

per ammettere il concubito, ehe gli attori gli fornissero

prova tale, da ingenerare nel suo animo la «certezza)

che tra la madre dell'infante ed il convenuto fossero

intervenuti rapporti carnali nel periodo critico. E vero

394

Familienreeht. N° 59.

ehe, in materia di patemita, la giurisprndenza costante

di questa Corte ha stabilito non potersi esigere uua prova

diretta ne tale da togliere ogni dubbio sul fatto 001 COReU-

bito : per la natura stessa deI fatto da dimostrare dovere

il giudiee ammetterlo, tosto ehe sia suffragato da una

(! violenta presumptio)) (violenta presumptio fornieatio:nis).

Nondimeno, la tesi degli attori si appalesa infondata.

Parlando di (! certezza » il giudiee cantonale ha impiegato

una parola impropria e ehe andava .oltre il suo pensiero.

Egli l'ha usata per il termine (! eonvineimento)). E ehe

la prova da fomirsi in materia di paternita, per quanto

indiretta e basata su meri indizi creando una (! presunzione

violenta)) debba pure essere tale da eonvineere il giudice,

e fuori di dubbio. Nel easo in esame la Corte eantonale

non ha richiesto una prova diretta, ma ammette esplicita-

mente e rettamente ehe po~a-essere solo indiziaria. E

poiehe siffatta prova, quantunque suffragatada indizi

gravi e serii, non puo assurgere a prova invineibile, cioo

ingenerare nell'animo deI giudice la « certezza» assoluta

ehe il fatto da dimostrare sia avvenuto, e ovvio ehe il

termine {(eertezza)), usato dalla Corte eanton ale, altro

non puo signifieare ehe persuasione 0 eonvineimento.

2. -

DeI rimanente il rieorso non potrebbe essere

ammesso anehe in base all'art. 314ep. 2. La Corte eantonale

ha ritenuto ehe nel periodo eritieo Fattrice ha avuto

rapporti earnali eo11. altri uoJ1!ini. La parte rieorrente ha

.oggi tentato d'infirmare questo motivo da un doppio

punto di vista: anzitutto, contestando ehe i testi Bassi

e Bertolini fossero feOOdegni ed in seeondo luogo sostenendo

ehe se anehe avessero avuto rapporti earnali eoll'attriee,

il primo, com'egli asserisce, nel febbraio deI 1928, ed il

Secondo, il primo gennaio dello stesso anno, questi rapporti

non potrebbero far sorgere seri dubbi sulla paternita

(art. 314 al. 2), l'infante essendo nato in istato di piena

maturanza e dovendosi quindi ammettere ehe, venuto aHa

luce il14 agosto 1928, sia stato eoneepito nove mesi prima,

eioe verso la meta di novembre dell'anno preeedente.

Familienrecht. No 59.

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a) La prima di queste eeeezioni non regge, perehe

l'istanza cantonale, dopo aver diseusso le deposizioni dei

testi Bassi e Bertolini e averne rilevato le manehevolezze,

li diehiaro nondimeno attendibili, faeendo eon eio uso

della faeolta, ehe le spetta, di libe~o ed insindaeabile

apprezzamento deI valore delle prove e speeialmente, tra

divergenti deposizioni, dell'attendibilita dei testi (art. 147

eod. proc. eiv. tieinese).

b) :Ma non regge neppure la seeonda, per riflesso ehe, a

stregua deli' art. 314 all, potendo la presunzione di

patemita essere dedotta da ogni eoneubito avvenuto

nell'epoca eritiea, il eOnvenuto poteva limitarsi a fornire

la prova

dell'eeeezione «plurium eonstupratorum)),

senza ehe, inoltre, gli ineombesse l'onere di dimostrare

ehe veramente, seeondo eriteri oggettivi, Ia gravidanza

era dovuta ai rapporti earnali eon uno di questi. Sarebbe

stato eompito dell'attrice dimostrare i1 contrario, vale

a dire ehe, malgrado il concubito eon altri uomini, l'infante,

per 10 stato di maturita in eui venne alla luee, non poteva

esser stato ingenerato se non da ehi aveva avuto con

lei rapporti earnali verso la meta di novembre deI 1927.

:Ma questa prova non fu nemmeno tentata: dagli atti

non risulta ehe, per 10 stato di maturanza in eui venne al

mondo, l'infante abbia dovuto essere eoneepito prima deI

prineipio deI 1928.

11 Tribunale federale pronuncia :

Il rieorso e respinto.