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Familienrecht. No 58.
zu Grunde, die nach Art. 19, 410 ZGB unwirksam war,
weshalb auch die zu deren Erfüllung erfolgte Pfand-
bestellung
nicht
wirksam
sein
konnte (vgl.
BGE
55 II S. 302), obgleich sie nicht die Aufgabe eines eigenen
Rechtes des Bevonnundeten in sich schloss.
Hieraus
folgt nach dem Ausgeführten ohne weiteres auch, dass
die Beklagten sich so behandeln lassen müssen, als ob sie
das Automobil in bösem Glauben besessen hätten, und
z war von A n fan g
a n.
Diese Folge konnte
nicht etwa dadurch beseitigt werden, dass die Beklagten
nachträglich glaubten, Retentionsrechte in Anspruch
nehmen zu dürfen, und deswegen einen Prozess führten.
Indessen begann die Ersatzpflicht der Beklagten erst
später, nämlich dadurch, dass sie das Automobil dem
Kläger vorenthielten, als -er dessen Herausgabe verlangte
(vgl. Art. 940 Abs. 1 ZGB). Dass hier die Verantwortlich-
keit der Beklagten aus bösgläubigem Besitz nicht. dem ße.;.
vormundetenselbst, sondern einem Dritten zugute kommt,
erweckt keine Bedenken; denn wenn die zum Schutze
des Entmündigten aufgestellten Vorschriften ausnahms-
weise einmal zum Schutz eines Dritten ausschlagen,
so gibt dies keinen zureichenden Grund ab, um von
ihrer Anwendung abzusehen. Dass es der Kläger und
niemand anders sei, der die Herausgabe des Automobils
verlangen könne, haben die Beklagten nie in Zweifel
gezogen, weshalb Art. 940 Abs. 3 ZGB nicht Platz
greift.
Aus diesen Gründen erweist sich das angefochtene
Urteilim Ergebnis als zutreffend, und zwar auch gegenüber
dem Beklagten Meier-Kägi, der ja nie den Standpunkt
eingenommen hat, er mache keinerlei Ansprüche mehr
am Automobil geltend, und es könne seinetwegen an
den Kläger herausgegeben werden.
Die Verurteilung
zur Erstattung der Kosten der vorsorglichen Expertise
wird durch Art. 940 ZGB ohne weiteres gedeckt, obwohl
der Schaden nur auf weniger als die Hälfte des behaupteten
Betrages geschätzt wurde.
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Demnach erkennt das Bundesgericht :
Die Berufung wird abgewiesen und das "Urteil des Ober-
gerichtes des Kantons Zürich vom 25. März 1931 bestätigt.
59. Sentenz& 1B aettembre 1931 4el1& ll& seien. civUe
in caus& P. c. B.
Oausa di paternitci. -
In materia di figliazione illegittima il
judiee non puo esigere prova tale, ehe gli proeuri 1a « eertezza »
della paternitA, bastando, a quest'uopo, indizi serie coneludenti.
Ove la madre illegittima pretenda, ehe i rapporti avuti eon
altri uomini non possono, per Ia loro data, essere causa deI
eoncepimento, spetta ad essa 1a prova, ehe, pep 10 stalto di
maturanza in em il figlio venne alle luce, quei rapporti non
poterono essere influenti.
'Oonsiderando in diritto:
1. -
La questione di sapere, se il convenuto abbia
avuto rapporti carnali coll'attrice nel periodo critico,
e di puro fatto e la soluzione datale dal giudice cantonale
vincoia questa Corte, a meno che essa non sia in contrad-
dizione cogli atti 0 violi principi di diritto federale concer-
nenti I'onere della prova (art. 81 OG; RU 43 II p. 565;
45 II p. 427 ed altre piu recenti, quali Gamboni c. Stoffel
deI 22 giugno 1927, Bassi c. Lotti deI 18 maggio 1926,
ecc.).
La prima di queste eccezioni non fu sollevata ne oggi,
ne, nelle -forme di legge, nella dichiarazione di ricorso
(art. 67, nuovo, OGF). Nell'odierna discussione il rappre-
sentante degli attori ha pero sostenuto, che i1 giudice
cantonale avrebbe violato un principio fondamentale di
diritto federale concernente l'onere della prove esigendo,
per ammettere il concubito, ehe gli attori gli fornissero
prova tale, da ingenerare nel suo animo la «certezza)
che tra la madre dell'infante ed il convenuto fossero
intervenuti rapporti carnali nel periodo critico. E vero
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ehe, in materia di patemita, la giurisprndenza costante
di questa Corte ha stabilito non potersi esigere uua prova
diretta ne tale da togliere ogni dubbio sul fatto 001 COReU-
bito : per la natura stessa deI fatto da dimostrare dovere
il giudiee ammetterlo, tosto ehe sia suffragato da una
(! violenta presumptio)) (violenta presumptio fornieatio:nis).
Nondimeno, la tesi degli attori si appalesa infondata.
Parlando di (! certezza » il giudiee cantonale ha impiegato
una parola impropria e ehe andava .oltre il suo pensiero.
Egli l'ha usata per il termine (! eonvineimento)). E ehe
la prova da fomirsi in materia di paternita, per quanto
indiretta e basata su meri indizi creando una (! presunzione
violenta)) debba pure essere tale da eonvineere il giudice,
e fuori di dubbio. Nel easo in esame la Corte eantonale
non ha richiesto una prova diretta, ma ammette esplicita-
mente e rettamente ehe po~a-essere solo indiziaria. E
poiehe siffatta prova, quantunque suffragatada indizi
gravi e serii, non puo assurgere a prova invineibile, cioo
ingenerare nell'animo deI giudice la « certezza» assoluta
ehe il fatto da dimostrare sia avvenuto, e ovvio ehe il
termine {(eertezza)), usato dalla Corte eanton ale, altro
non puo signifieare ehe persuasione 0 eonvineimento.
2. -
DeI rimanente il rieorso non potrebbe essere
ammesso anehe in base all'art. 314ep. 2. La Corte eantonale
ha ritenuto ehe nel periodo eritieo Fattrice ha avuto
rapporti earnali eo11. altri uoJ1!ini. La parte rieorrente ha
.oggi tentato d'infirmare questo motivo da un doppio
punto di vista: anzitutto, contestando ehe i testi Bassi
e Bertolini fossero feOOdegni ed in seeondo luogo sostenendo
ehe se anehe avessero avuto rapporti earnali eoll'attriee,
il primo, com'egli asserisce, nel febbraio deI 1928, ed il
Secondo, il primo gennaio dello stesso anno, questi rapporti
non potrebbero far sorgere seri dubbi sulla paternita
(art. 314 al. 2), l'infante essendo nato in istato di piena
maturanza e dovendosi quindi ammettere ehe, venuto aHa
luce il14 agosto 1928, sia stato eoneepito nove mesi prima,
eioe verso la meta di novembre dell'anno preeedente.
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a) La prima di queste eeeezioni non regge, perehe
l'istanza cantonale, dopo aver diseusso le deposizioni dei
testi Bassi e Bertolini e averne rilevato le manehevolezze,
li diehiaro nondimeno attendibili, faeendo eon eio uso
della faeolta, ehe le spetta, di libe~o ed insindaeabile
apprezzamento deI valore delle prove e speeialmente, tra
divergenti deposizioni, dell'attendibilita dei testi (art. 147
eod. proc. eiv. tieinese).
b) :Ma non regge neppure la seeonda, per riflesso ehe, a
stregua deli' art. 314 all, potendo la presunzione di
patemita essere dedotta da ogni eoneubito avvenuto
nell'epoca eritiea, il eOnvenuto poteva limitarsi a fornire
la prova
dell'eeeezione «plurium eonstupratorum)),
senza ehe, inoltre, gli ineombesse l'onere di dimostrare
ehe veramente, seeondo eriteri oggettivi, Ia gravidanza
era dovuta ai rapporti earnali eon uno di questi. Sarebbe
stato eompito dell'attrice dimostrare i1 contrario, vale
a dire ehe, malgrado il concubito eon altri uomini, l'infante,
per 10 stato di maturita in eui venne alla luee, non poteva
esser stato ingenerato se non da ehi aveva avuto con
lei rapporti earnali verso la meta di novembre deI 1927.
:Ma questa prova non fu nemmeno tentata: dagli atti
non risulta ehe, per 10 stato di maturanza in eui venne al
mondo, l'infante abbia dovuto essere eoneepito prima deI
prineipio deI 1928.
11 Tribunale federale pronuncia :
Il rieorso e respinto.