opencaselaw.ch

57_II_393

BGE 57 II 393

Bundesgericht (BGE) · 1931-01-01 · Deutsch CH
Quelle Original Export Word PDF BibTeX RIS
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

392 Familienrecht. No 58. zu Grunde, die nach Art. 19, 410 ZGB unwirksam war, weshalb auch die zu deren Erfüllung erfolgte Pfand- bestellung nicht wirksam sein konnte (vgl. BGE 55 II S. 302), obgleich sie nicht die Aufgabe eines eigenen Rechtes des Bevonnundeten in sich schloss. Hieraus folgt nach dem Ausgeführten ohne weiteres auch, dass die Beklagten sich so behandeln lassen müssen, als ob sie das Automobil in bösem Glauben besessen hätten, und z war von A n fan g a n. Diese Folge konnte nicht etwa dadurch beseitigt werden, dass die Beklagten nachträglich glaubten, Retentionsrechte in Anspruch nehmen zu dürfen, und deswegen einen Prozess führten. Indessen begann die Ersatzpflicht der Beklagten erst später, nämlich dadurch, dass sie das Automobil dem Kläger vorenthielten, als -er dessen Herausgabe verlangte (vgl. Art. 940 Abs. 1 ZGB). Dass hier die Verantwortlich- keit der Beklagten aus bösgläubigem Besitz nicht. dem ße.;. vormundetenselbst, sondern einem Dritten zugute kommt, erweckt keine Bedenken; denn wenn die zum Schutze des Entmündigten aufgestellten Vorschriften ausnahms- weise einmal zum Schutz eines Dritten ausschlagen, so gibt dies keinen zureichenden Grund ab, um von ihrer Anwendung abzusehen. Dass es der Kläger und niemand anders sei, der die Herausgabe des Automobils verlangen könne, haben die Beklagten nie in Zweifel gezogen, weshalb Art. 940 Abs. 3 ZGB nicht Platz greift. Aus diesen Gründen erweist sich das angefochtene Urteilim Ergebnis als zutreffend, und zwar auch gegenüber dem Beklagten Meier-Kägi, der ja nie den Standpunkt eingenommen hat, er mache keinerlei Ansprüche mehr am Automobil geltend, und es könne seinetwegen an den Kläger herausgegeben werden. Die Verurteilung zur Erstattung der Kosten der vorsorglichen Expertise wird durch Art. 940 ZGB ohne weiteres gedeckt, obwohl der Schaden nur auf weniger als die Hälfte des behaupteten Betrages geschätzt wurde. Familienrecht. N° 59. 393 Demnach erkennt das Bundesgericht : Die Berufung wird abgewiesen und das "Urteil des Ober- gerichtes des Kantons Zürich vom 25. März 1931 bestätigt.

59. Sentenz& 1B aettembre 1931 4el1& ll& seien. civUe in caus& P. c. B. Oausa di paternitci. - In materia di figliazione illegittima il judiee non puo esigere prova tale, ehe gli proeuri 1a « eertezza » della paternitA, bastando, a quest'uopo, indizi serie coneludenti. Ove la madre illegittima pretenda, ehe i rapporti avuti eon altri uomini non possono, per Ia loro data, essere causa deI eoncepimento, spetta ad essa 1a prova, ehe, pep 10 stalto di maturanza in em il figlio venne alle luce, quei rapporti non poterono essere influenti. 'Oonsiderando in diritto:

1. - La questione di sapere, se il convenuto abbia avuto rapporti carnali coll'attrice nel periodo critico, e di puro fatto e la soluzione datale dal giudice cantonale vincoia questa Corte, a meno che essa non sia in contrad- dizione cogli atti 0 violi principi di diritto federale concer- nenti I'onere della prova (art. 81 OG ; RU 43 II p. 565 ; 45 II p. 427 ed altre piu recenti, quali Gamboni c. Stoffel deI 22 giugno 1927, Bassi c. Lotti deI 18 maggio 1926, ecc.). La prima di queste eccezioni non fu sollevata ne oggi, ne, nelle -forme di legge, nella dichiarazione di ricorso (art. 67, nuovo, OGF). Nell'odierna discussione il rappre- sentante degli attori ha pero sostenuto, che i1 giudice cantonale avrebbe violato un principio fondamentale di diritto federale concernente l'onere della prove esigendo, per ammettere il concubito, ehe gli attori gli fornissero prova tale, da ingenerare nel suo animo la «certezza) che tra la madre dell'infante ed il convenuto fossero intervenuti rapporti carnali nel periodo critico. E vero 394 Familienreeht. N° 59. ehe, in materia di patemita, la giurisprndenza costante di questa Corte ha stabilito non potersi esigere uua prova diretta ne tale da togliere ogni dubbio sul fatto 001 COReU- bito : per la natura stessa deI fatto da dimostrare dovere il giudiee ammetterlo, tosto ehe sia suffragato da una (! violenta presumptio )) (violenta presumptio fornieatio:nis). Nondimeno, la tesi degli attori si appalesa infondata. Parlando di (! certezza » il giudiee cantonale ha impiegato una parola impropria e ehe andava .oltre il suo pensiero. Egli l'ha usata per il termine (! eonvineimento)). E ehe la prova da fomirsi in materia di paternita, per quanto indiretta e basata su meri indizi creando una (! presunzione violenta)) debba pure essere tale da eonvineere il giudice, e fuori di dubbio. Nel easo in esame la Corte eantonale non ha richiesto una prova diretta, ma ammette esplicita- mente e rettamente ehe po~a-essere solo indiziaria. E poiehe siffatta prova, quantunque suffragatada indizi gravi e serii, non puo assurgere a prova invineibile, cioo ingenerare nell'animo deI giudice la « certezza» assoluta ehe il fatto da dimostrare sia avvenuto, e ovvio ehe il termine {( eertezza)), usato dalla Corte eanton ale , altro non puo signifieare ehe persuasione 0 eonvineimento.

2. - DeI rimanente il rieorso non potrebbe essere ammesso anehe in base all'art. 314ep. 2. La Corte eantonale ha ritenuto ehe nel periodo eritieo Fattrice ha avuto rapporti earnali eo11. altri uoJ1!ini. La parte rieorrente ha .oggi tentato d'infirmare questo motivo da un doppio punto di vista: anzitutto, contestando ehe i testi Bassi e Bertolini fossero feOOdegni ed in seeondo luogo sostenendo ehe se anehe avessero avuto rapporti earnali eoll'attriee, il primo, com'egli asserisce, nel febbraio deI 1928, ed il Secondo, il primo gennaio dello stesso anno, questi rapporti non potrebbero far sorgere seri dubbi sulla paternita (art. 314 al. 2), l'infante essendo nato in istato di piena maturanza e dovendosi quindi ammettere ehe, venuto aHa luce il14 agosto 1928, sia stato eoneepito nove mesi prima, eioe verso la meta di novembre dell'anno preeedente. Familienrecht. No 59. 395

a) La prima di queste eeeezioni non regge, perehe l'istanza cantonale, dopo aver diseusso le deposizioni dei testi Bassi e Bertolini e averne rilevato le manehevolezze, li diehiaro nondimeno attendibili, faeendo eon eio uso della faeolta, ehe le spetta, di libe~o ed insindaeabile apprezzamento deI valore delle prove e speeialmente, tra divergenti deposizioni, dell'attendibilita dei testi (art. 147 eod. proc. eiv. tieinese).

b) :Ma non regge neppure la seeonda, per riflesso ehe, a stregua deli' art. 314 all, potendo la presunzione di patemita essere dedotta da ogni eoneubito avvenuto nell'epoca eritiea, il eOnvenuto poteva limitarsi a fornire la prova dell'eeeezione «plurium eonstupratorum)), senza ehe, inoltre, gli ineombesse l'onere di dimostrare ehe veramente, seeondo eriteri oggettivi, Ia gravidanza era dovuta ai rapporti earnali eon uno di questi. Sarebbe stato eompito dell'attrice dimostrare i1 contrario, vale a dire ehe, malgrado il concubito eon altri uomini, l'infante, per 10 stato di maturita in eui venne alla luee, non poteva esser stato ingenerato se non da ehi aveva avuto con lei rapporti earnali verso la meta di novembre deI 1927. :Ma questa prova non fu nemmeno tentata: dagli atti non risulta ehe, per 10 stato di maturanza in eui venne al mondo, l'infante abbia dovuto essere eoneepito prima deI prineipio deI 1928. 11 Tribunale federale pronuncia : Il rieorso e respinto.