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46_II_90

BGE 46 II 90

Bundesgericht (BGE) · 1920-01-01 · Italiano CH
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90 Familienrecht. N° 19. Nichtbeachtung kraft eidgenössischen Rechtes keine Ver- "'irkung des Anspruches zur Folge haben kann. Wollte man anders entscheiden, so wäre es den Kantonen unbe- nommen, zu verlangen, dass innerhalb der einjährigen Frist auch noch andere Beweismittel beigebracht werden müssen, und zu bestimmen, dass das Klagerecht ver- wirkt ist, sofern dies nicht geschieht, was sich aber offen- bar mit dem bundes rechtlichen Begriffe der Klagean- hebung nicht vereinbaren liesse. Demnach erkennt das Bundesgericht: Die Berufung .wird gutgeheissen, das Urteil des Ober- gerichts des Kantons Aargau vom 22. Dezember 1919 aufgehoben und die Sache zu neuer Entscheidung an die Vorinstanz zurückgewiesen.

19. Sentenza la maggio 19aO delIa IIa sezione civile nella causa Patocchi contro de ionchi. La domanda di assistenza giudiziaria non e atto iniziatore d' istanza ed interruttivo deI termine di preserizione pre- visto dall' art. 308 CC. - Non puö opporre l'eeeezione di tardivita il eonvenuto ehe abbia, eon atto proprio, indotto ]' attriee a lasciar traseorrere- infruttuosamente il termine den' art. 308 CC. A. - Il16 agosto 1917 Elisa Sartini vedova De Rocchi in Viganello dava alla Iuce un figlio illegittimo cui fu dato il norne di Silvio. Piero Patocehi, controllore di dogana in Lugano, ehe Ia puerpera aveva indieato come padre deI neonato, era allora unito in matrimonio eon Giu- seppina Sorio, da eui aveva chiesto il divorzio, che fu pronunciato dal Trjbunale di Appello del Cantone Tieino eon sentenza deI 21 maggio 1917. Questa sentenza fu con- f ermata dal Tribunale federale e divenne definitiva in Familienrecht. N° 19. 91 data deI 15 novembre 1917. Il 6 giugno1918 Piero Pa- toechi ammetteva a verbale davanti laDelegazione tutoria deI Comune di Lugano di aver avuto relazioni amorose colla de Rocchi, ma contestava di essere il padre deI nato. Cio nondimeno, in ima Iettera del 14 luglio, affennava alla De Roechi di non aver mai avuto l'intenzione di ingannarla e di sottrarsi alla responsibilita delle sue azioni, di voler riconoseere prossimamente il figlio eome suo, anzi di volerlo prendere ed allevare in easa propria, ma le raccomandava vivamente di serbare il silenzio. Il riconoscimento davanti 10 Stato civile di Viganello avvenne infatti poco tempo dopo, il 25 luglio 1918. Nel frattempo, e precisamente l' 11 Iuglio 1918 Ia De Rocchi aveva inoltrato domanda ;di assistenza giudi- ziaria per l' inizianda causa di paternita contro Piero Patocchi. Nella domanda si legge: «Si prega sollecito disbrigo, perehe il 16 agosto scade l' anno per I' azione di paternita. » La domanda venne tuttavia ritirata e, pel momento, De Rocchi non diede corso aHa causa, alla quale, dato il riconoscimento dell' infante, non credeva aver piiJ. alcun interesse. B. - Essendosi in seguito Patocehi rifiutato a contri- buire all' allevamento del figlio, Elisa de Rocchi, con petizione deI 17 febbraio 1919, domandava al Pretore di Lugano-Citta ehe pronunciasse : 1° La patria potesta sul figlio Silvio e concessa alla madre attrice. 2° Il eonvenuto e condamnato a pagare al figlio e per esso alla madre un sussidio di mensili 90 fr. 3° Il convenuto e inoltre condannato a pagare alla madre un' indennita di 400 fr. per spese di parto ecc., a mente dell'art. 318 CCS. Il convenuto conchiuse domandando il rigetto della seconda e terza domanda e ehiedendo, riconvenzional- mente. l' annullamento deI riconoscimento deI 25 luglio 1918 per difetto di fonna e in virtiJ. delI' art. 304 CCS. Di fronte all' azione di paternita, esso soHeva l' eccezione

92 Familienreeht. N° 19. di tardivita a sensi dell' art. 308 CCS e afferma ehe l' at- trice, nel periodo eritieo, ha avuto rapporti earnali eon altri am anti. C. - Con sentenza deI 12 gennaio 1920 il Tribunale di Appello deI Cantone Ticino, eonfermando Ia sentenza d~ primo grado, aeeoglieva la prima domanda deUa peti- ZIOne, ammetteva Ia seconda limitatamente ad una somma di 35 fr. mensili, respingeva Ia terza e eonfermava Ia domanda rieonvenzionale, diehiarando nullo il rieo- noscimento deU' in fante deI 25 Iuglio 1918. .l!' - L' eeee~ione di perenzione deU' azione di pater- mta basata sull art. 308 CC fu respinta dal Tribunale federale per i seguenti motivi : La deeisione eade neUa eompetenza deI Tribunale fede- rale perehe, eome esso ha ripetutamente ammesso il quesito di sapere quale atto proeessuale sia introduttivo d' istanza e quindi interruttivo deI termine annuo di perenzione previsto da quel disposto, involve inter- pretazione di un eoneetto di diritto federale (v. RU 42 II

p. 101 e seg. e le sentenze ivi citate). Ma l' istanza canto- nale ha ritenuto a torto ehe Ia domanda tendente aUa eoneessione deli' assistenza giudiziaria, interposta dal- r attriee l' 11 Iuglio 1918, vale a dire entro il termine di un anno dalla naseita dell' infante, possa essere eonside- rata eome atto interrutivo deI termine di perenzione pre- visto dall' art. 308 CC. Vero si e ehe il Tribunale federale ebbe ad ammettere ehe Ia dotnanda diretta al giudiee di . pace onde promuovere Ia proeedura di eoneiliazione sia introduttiva delI' azione di paternita, eome quella ehe in modo preeiso fa valere le pretese della madre illegit- tima davanti al giudice (RU 42 II p. 102 e seg.). Ma di- versa e la situazione quando si tratti di una domanda tendente alla coneessione deI benefieio dei povero. Men- tre, nei Cantoni dove e prescritta, Ia domanda di eon- eiliazione appare vero atto giudiziario, eome quello ehe tende ad una procedura ehe delI' inizio deUa causa e eondizione impreseindibile (proeedura di eoneiliazione), Famil1enreCht. N° 19. 93 la domanda di assistenza giudiziaria si appalesa eome misura prevalentemente amministrativa e meramente faeoitativa. In ale uni eantoni (eosi nel Tieino, art. 520 e seg. PC), non e precetto di legge ehe Ia domanda venga eomunieata alla parte avversa; il magistrato puo dun- que eonoseerne senza avvisare la parte, nei cui eon- fronti l' atto dovrebbe essere interruttivo ditermine perentorio. In altri (eosi nel Cantone di San Gallo, art. 99 e seg. PC), il proeedimento si svolge non solo senza I' intervento della parte avversa, ma davanti le Autorita amministrative (Uffieio distrettuale ed il Dipartimento cantonale di Giustizia), di modo ehe esso e, anche esteriormente, affatto indipendente dal proee- dimento giudiziario. DeI resto, una domanda di assis- tenza giudiziaria non ha tratto, contrariamente a quanto avviene in sede di conciliazione, al merito deHa causa ini- zianda : il proeedimento si svolge tra la parte istante e 10 Stato e non eoncerne ehe indirettamente Ia sostanza stessa deUa causa per cui l' assistenza e riehiesta. Non si puo quindi considerare la proeedura eceezionale deU'as- sistenza giudiziaria eome fase iniziale di una causa : ne segue, ehe anehe la domanda di assistenza non e atto iniziatore d' istanza e interruttivo di perenzione a sens i ~e1I' art. 308 CC. eiö nondimeno l'eecezione di tardivita sollevata dal convenuto non puö essere accolta per altri motivi: e eioe in forza delI' art. 2 a1. 2 CC . Interpretando questo disposto, il Tribunale federale ebbe a statuire ehe esso non pUD essere invocato da chi e vittima dena propria negligenza (sentenza 10 maggio 1917 neUa causa Eberle C. Hremmerli, Praxis vol. 6 p. 145 e seg.) ed e principio di diritto ehe nessuno pu6 invoeare l' ignoranza deHa legge onde sfuggire alle sue conse- guenze. Ma nel easo in esame non si tratta di negligenza o di ignoranza deUa legge : l' attriee non se ne prevale nemmeno, ammette anzi di aver saputo ehe il termine per proporre I' azione seadeva entro l' anno dalla nascita deI

94 Familienrecht. N° 19. , bambino. Set nondimeno, essa tardo a promuoverla fino al febbraio deI 1919, si e perehe vi fu indotta dall' agire del eonvenuto, il quale, nel momento appunto in eui l'attriee si aecingeva a farlo, le promise, con lettera appa- rentemente affettuosa e sincera (Iettera 14 luglio

1918) di voler rieonoscere ufficialmente l' infante, rendendo eosl affatto superflua l' imminente azione di paternita. TI riconoseimento ehe segui non fu che l'appa- rente adempimento della promessa, poiche esso non era valido; ma valse nondimeno a distogliere l'attrice, ehe 10 eredeva effieaee, dal proposito di iniziare la causa. Che il convenuto abbia saputo delIa nullita radicale deI rieonoseimento prima ehe 10 compiesse, non risulta in modo positivo dagli atti : non e pero escluso, dato il modo di agire subdolo e tortuoso ehe il convenuto ebbe a praticare nei eonfrontl dell' attriee. Comunque la pro- messa di riconoseimento ed il rieonoscimento stesso, che in seguito si appalesarono fallaci, trassero l'attriee in in- ganno e Ia indussero a rinuneiare all' introduzione delIa causa quando essa avrebbe ancora potuto essere proposta utilmente. La decorrenza del termine di cui all' art. 308 CC e dunque, in sostanza, imputabile al fatto deI eonvenuto stesso : il pronunciare la decadenza dei diritti dell' attrice edel neonato a vantaggio di chi questa deeadenza ha provocato con atti idonei a trarre la parte avversa in in- ganno, signifieherebbe saneire un abuso manifesto ed intollerabile di diritto (art. 2~. 2 CC). Obligationenreeht. N° 20. 95 H. OBLIGATIONENRECHT DROIT DES OBLIGATIONS

20. Urteil der I. ZivUabteilung vom 5. Februar 1920 i. S. 'l'hmauer gegen ~chweizerische Zol1verwaltung. B Ü l' g S c h a f t. Abschluss durch Stellvertretung. Erfordernis der Individualisierung der Hauptschuld: dazu gehört in der Regel die Nennung des Gläubigers, oder wenigstens dessen Bezeichnung in der Weise, dass er bestimmt werden kann. A. - Sigmund Baumann, Kaufmann in Zürich, schuldet der schweizerischen Zollverwaltung aus einer am

7. Februar 1918 ergangenen Bussenverfügung von 18,000 Fr. wegen Ausfuhrschmuggels einen Restbetrag von 5150 Fr. ; daneben haftet er solidarisch für die Busse eines Anstifters im Betrag von 2000 Fr. Im März 1918 wurde Baumann von der Zollverwaltung für den Betrag von 14,126 Fr. betrieben; die Gläubigerin blieb für den vollen Betrag ungedeckt und erhielt am 12. Oktober 1918 einen Verlustschein.

• Schon im August 1918 hatte die Zollverwaltung von Baumann BürgschaftsstelIung verlangt. DieseBürgschaft leistete der Kläger, Rudolf Tinnauer in Kreuzlingen, im Betrag von 6000 Fr. Die Bürgschaftsurkunde lautet: « Herr Sigmund Baumann, in Zürich 8, Helenastrasse » Nr. 9, hat mir berichtet, dass er einer Zahlungspflicht ») von 6000 Fr. nachzukommen habe, und er dieselbe in ) einzelnen Teilzahlungen entrichten möchte. da er mo-

l) mentan nicht über eine so hohe Barsumme verfügt. » Nachdem er zur Genehmigung behufs ratenweiser ») Abzahlung dieser Obliegenheit eine Bürgschaft benötigt, » so erkläre ich hiemit. dass ich für Herrn S. Baumann » für den genannten Betrag von 6000 Fr. sage: Sechs-