opencaselaw.ch

43_III_267

BGE 43 III 267

Bundesgericht (BGE) · 1917-01-01 · Italiano CH
Fonte Original Esporta Word PDF BibTeX RIS
Volltext (verifizierbarer Originaltext)

266 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- ä Montreux. L'intimee peut cependant etrepoursuivie a eet androit a moins qu'elle ne prouve avoir conserve son domicile a Cracovie (cf. RO M. spec. 5 p. 122* et suiv.; JAEGER art. 48 LP note 3). Aux termes de l'art. 48 LP, celui qui n'a pas de domi- eile fixe peut etre poursuivi au lieu o'il il se trouve, et d'apres rart. 24, al. 2 ce, 1e lieu oil la personne reside est (! considere comme son domicile 1> ••••• « lorsqu'elle a quitte son domicile a l'etranger et n'en a pas acquis un nouveau en Suisse )). Cette hypothese est bien realisee dans le cas particu- lier, contrairement a l'opinion emise par rautorite canto- nale. Les epoux Weiner sont en sejour ininterrompu en- Suisse depuis environ dcux ans et rien ne permet da sup- poser que ce sejour doive prendre fin prochainement. En 1916, le mari de la debitrice a, au contraire, sollicite et obtenu l'autorisation du Ministere autrichien de la Jus- tice de continuer a resider en Suisse. Dans ces conditions, il est a presumer que les epoux \Veiner ont quitte leur domicile a l'etranger. Les preuves invoquees pour d~truire eette presomption ne sont pas convaincantes. La declaration QU Ministere de la Justice ne prouve pas l'existence d'un domicile a Cracovie, et celle du comite de l'ordre des avocats de Cracovie prouve simplement· que Me 'Weiner est inscrit au tableau des avoeats de eette ville, elle ne prouve pas qu'il y a conserve le centre de son activite et de ses intc- rets. Il n'est pas etabli en particulier que le mari de l'in- timee a encore son etuded'avocat et un appartement a Cracovie. Le fait qu'il pro longe si longtemps son sejour a l'etranger sans exercer sa profession, lais se plutöt sup- poser qu'il a d'autres ressources pour vivre et que son inscription au tableau des avocats constitue une forma- lite sans portee dccisive pour la question du domicile.

* Ed, gen. 21 I p. 218. und Konkurskammer. N° M. 367 II Y a done lieu d'ecarter comme mal fonde le moyen de l'intimee tire de SOll. pretendu domicile a Cracovie.

2. - L'instance cantonale n'ayant pas statue sur les conclusions subsidiaires de Dame Weiner tendant a faire annuler la poursuite pour cause d'irregularite de la noti- fication, la cause doit etre renvoyee a l'autorite vaudoise de surveillance pour statuer sur ce point. Par ces motifs, la Chambre des poursuites et des faHlites prononce: Le recöursest admis dans ce sens que la decision atta- quee est annulee et la eause renvoyee a l'instance canto- nale pour statuer sur les eonclusions subsidiiüres de Dame Weiner.

54. Sentenza 11 ottobre 1917 nella causa Comun9 di Biasca. Un pignoramento non preC€duto da regolare avviso e annul- labile quando in seguito di questa irregolarita il debitore non ha potuto assistervi 0 farvisi validamente rappresen- tare. La notifica di atti esecutivi diretti contro un comune dev'esser fatta al suo presidente (sindaco), il quale solo ha veste per rappresentare il comune all'atto deI pignoramento. Annullabilita di un pignoramento avvenuto senza regolare avviso e solo in presenza deI vice-sindaco. A. - In un'esecuzione promossa dalla Massa deI fallimento della Banea eantonale ticinese in Bellinzona eontro il comune di Biasea per l'esazione di 8765 fr. ed aceessori, il debitore non feee apposizione e I'avviso di pignoramento gli fu notifieato il 5 giugno per il 2 giugno 1917. In seguito, il pignoramento fu rinviato : esso non ebbe luogo ehe il 15 giugno nel pome- riggio, nella sala municipale, poscia ehe l'ufficiale ebbe ad attendere due ore il vice-sindaeo sig. Silvio Rivera, ehiamato appositamente. Il sindaeo non era presente 268 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- ed il pignoramento venne eseguito sopra una somma di 9600 fr., ehe tanto il viee-sindaco ehe l'esattore eomu- nale rifiutarono di consegnare all'ufficio «(li Riviera): essa non venne ritirata daU'ufficio se non il 21 seguente dietro esplicita istanza deI ereditore. e coll'intervento della forza pubblica. B. - Tanto contro il pignoramento 15 giugno ehe contro il provvedimento succitato deI 21 giugno 1917 il debitore sollevo reclamo presso l' Autorita cantonale di Vigilanza, so stenendo , in sostanza, che esso non era stato avvisato deI pignoramentoeseguito il 15 giuguo. Il debitore asserisce inoltre che il 15 giugno .Iu pignorata somma non esistente, « ipotetica ed invisibile », perehe in realta essa non si trovava nella cassa comunale e ehe, deI resto, il Consiglio munieipale non aveva mai avuto conoscenia, ne dell'esistenza deI debito, ne del- l'esecuzione, motivi per cui esso domando in seguito di essere ammesso a sollevare I'opposizione tardiva di cui all'art. 77 LEF. C. - Con decisione deI 12 luglio l' Autorita cantonale di Vigilanza respinse il reclamo basandosi sul rapporto delI 'ufficio , secondo il quale il .pignoramento, avvisato per i1 9 giugno, era stato rinviato ed istanza deI debitore, il cui eonsiglio municipale aveva risolto .di pagare il debito : ma che poi, avendo detto eonsiglio annullata questa risoluzione, l'uffieio '« avverti in Munieipio ehe »avrebbe proeeduto senz'altro al pignoramento I). D. - Da questa decisione il eomune di Biasca ricorre al Tribunale federale eonehiudendo all'annullazione deI pignoramento 15 giugno. Considerando in diritto: 10 - Ornisssis. 20 - A mente della giurisprudenza di questa Corte, un pignoramento non preeeduto da regolare avviso e viziato di annullabilita, quando in seguito a questa irregolarita il debitore non lla potuto assistervi 0 farvisi ~1 I I und Konkurskammer. N' 54. 269 validamente rappresentare onde far valere la sue ragioni (RU 35 I N° 40; ed. sep. 12 N0 11 e Ia sentenze ivi cita~e.; . JA~GER, eommento 5 all'art. 90). Per quali motiv! Il pIgnoramento, avvisato per il 9 giugno, non ebbe luogo in quel giorno, eindifferente; sta in fatto ehe esso fu rinviato e ehe, se I 'ufficio assevera di aver in seguito avvertito verbalmente « in Municipio ehe avrebbe proceduto senz'altro nei suoi incombenti I), non e eonstatato a chi esso abbia dato quest'avviso, ne ehe avesse indicato aHa persona, eui 10 diede, esatta- mente il giorno e I'ora deI pignoramento, ehe venne poi eseguito il 15. Ond'e ehe al pignoramento non assisle il sindaeo deI eomune, ma solo il viee-sindaco, chiama- tovi appositamente ed inaspettatamente. In queste condizioni iI pignoramento non puo essere mantenuto. Giusta l'art. 65 LEF, la notifica degli atti esecutivi diretti contro un comune (dunque anclle di un avviso di pignoramento) deve esser fatta al suo pre- sidente, cioe al sindaco. Il sindaco e dunque la persona ehe sola ha la facolta di rappresentare il comune nei confronti di un ufficio di esecuzione e fallimenti : e se, in virtiI della legge. l'avviso di pignoramento deve essere notificato, per il cornune, al sindaco, ciö vuol dire ehe la legge 10 considera come la sola persona ehe abbia veste a rappresentarlo anche all'atto dell'ese- euzione deI pign,oramento. E dunque dal sindaco e non da aItra persona che l'ufficio deve recarsi per eseguire un pignoramento contro un comune : un pignoramen.to eseguito presso od in presenza di altri non puo quindi eonsiderarsi valido. Che, in dati casi, il vice-sindaco possa sostituire il sindaco nella rappresentanza deI eomune non entra in linea di eonto 11el easo in esame poiehe nella fattispeeie non'. si pretende nemmeno ch~ il viee-sindaco sia stato incaricato di ciö fare. Donde segue che il pignoramento querelato deve venir annul- lato. Vero e che, secondo l'art. 30 cu. 3 LEF, questa Iegge non si appliea all'esecuzione forzata eontro Ull 2-;0 Entscheidungen der Schuldbetreibunga- cOIliune • semprecche vi siano in proposito spe-ciaIi »disposizioni eantonali.) Ma se tali speciali precetti esistessero nel Cantone Ticino, sarebbe stato compito delI' Autorita cantonale di Vigilanza di indicarle ed essa l'avrebbe certamente fatto. Occorre dunque rite- nere ehe speeiali disposti cantonali non. esistono e che i comuni ticinesi siano sottoposti, in tema di esecuzione, ai precetti comuni della LEF. La Camera esecuzioni e fallimenti pronuncia: n ricorso e ammesso.

55. Entscheid vom 12. Oktober 1917 i. S. Parplies. Unzulässigkeit der Fortsetzung einer Betreibung auf Grund eines Rechtsöffnungsentscheides, der die Forderung in frem- der Währung angibt mit der Bestimmuug, dass der Kurs des Zahlungstages massgebend sei. A. - In der Betreibung der Rekurrentin Frau Marie Parplies in Königsberg gegen Hermann Parplies in Walchwil erteilte der Audienzrichter des Bezirksge- richtes Zürich am 11. August 1917 der Rekurrentin auf Grund eines deutschen Urteils definitive Rechts- öffnung für 5210 Mark 40 nebst Zins und Kosten « in Franken zu leisten zum Tageskurs im Zeitpunkt der Zahlung I). Als die Rekurrentin aber auf Grund dieses Entscheides das Fortsetzungsbegehren stellte, weigerte sich das Betreibungsamt Zürich 6, dem Begehren Folge zu geben, indem es erklärte, die Forderungs&umme müsse in Schweizerwährung ausgedrückt sein. B. - Hierauf erhob die Rekurrentin Beschwerde mit dem Antrag, das Betreibungsamt sei anzuweisen, die Pfändung der RechtsöffnungsverfügunK gemäss zu voll- und Konkurskammer. No 55. 271 ziehen. Sie führte aus: Die Bestimmung des Art. 67 Ziff. 3 SchKG, wonach im Betreibungsbegehren die Forderungssumme in Schweizerwährung anzugeben sei, gelte für das Fortsetzungsbegehren nicht, wenn es sich auf ein Urteil stütze, das auf fremde Währung laute und die Umrechnung zur Zeit nicht ermögliche. Da die Kursschwankungen jetzt sehr gross seien, sei es nicht möglich, eine Umrechnung nach dem Kun des Tages des Fortsetzungsbegehrens vorzunehmen. Im vorliegenden Falle könne die Schuld jederzeit in Mark bezahlt werden. Deshalb müsse für die Umrechnung der Kurs des Zahlungstages massgebend sein. Werde der Kurs des Verfalltages oder des Tages der Geltend- machung der Forderung für die Umrechnung ange- wendet, so werde der Gläubiger geschädigt, wenn der Kurs der ausländischen Währung zur Zeit der Zahlung höher sei. Die obere Aufsichtsbehörde des Kantons Zürich wies die Beschwerde durch Entscheid vom 26. September 1917 mit folgender Begründung ab: « Mit Recht verlangt » das Betreibungsamt, dass, wie im Betreibungsbegehren » die Fordemngssumme in gesetzlicher Schweizerwährung »anzugeben ist (Art. 67 Ziff. 3 SchKG), so auch die

• Rechtsöffnung den Betrag, in welchem die Betreibung »fortgesetzt werden kann, in· gesetzlicher Schweizer- » währung angebe ... (JAEGER, Praxis I Note 16 zu Art. » 67, Zeitschr. für Betr. u. K.-R. II Nr. 71... Z.-R. XVI )} Nr. 101) ... eine vom Verfall bis zur Zahlung zu Un- »gunsten des Gläubigers eintretende Verschiebung des » Kurses würde einen infolge des Verzuges eingetretenen » Schaden bedeuten, welcher als solcher vom Gläubiger »besonders geltend zu machen ist, ... » C. - Diesen Entscheid hat die Rekurrentin am 3. Ok- tober 1917 unter Erneuerung ihres Begehrens· an: das Bundesgericht weitergezogen.