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43_III_267

BGE 43 III 267

Bundesgericht (BGE) · 1917-01-01 · Italiano CH
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Entscheidungen der Schuldbetreibungs-

ä Montreux. L'intimee peut cependant etrepoursuivie a

eet androit a moins qu'elle ne prouve avoir conserve son

domicile a Cracovie (cf. RO M. spec. 5 p. 122* et suiv.;

JAEGER art. 48 LP note 3).

Aux termes de l'art. 48 LP, celui qui n'a pas de domi-

eile fixe peut etre poursuivi au lieu o'il il se trouve, et

d'apres rart. 24, al. 2 ce, 1e lieu oil la personne reside

est (! considere comme son domicile 1> ••••• « lorsqu'elle a

quitte son domicile a l'etranger et n'en a pas acquis un

nouveau en Suisse)).

Cette hypothese est bien realisee dans le cas particu-

lier, contrairement a l'opinion emise par rautorite canto-

nale.

Les epoux Weiner sont en sejour ininterrompu en-

Suisse depuis environ dcux ans et rien ne permet da sup-

poser que ce sejour doive prendre fin prochainement. En

1916, le mari de la debitrice a, au contraire, sollicite et

obtenu l'autorisation du Ministere autrichien de la Jus-

tice de continuer a resider en Suisse. Dans ces conditions,

il est a presumer que les epoux \Veiner ont quitte leur

domicile a l'etranger.

Les preuves invoquees pour d~truire eette presomption

ne sont pas convaincantes. La declaration QU Ministere

de la Justice ne prouve pas l'existence d'un domicile a

Cracovie, et celle du comite de l'ordre des avocats de

Cracovie prouve simplement· que Me 'Weiner est inscrit

au tableau des avoeats de eette ville, elle ne prouve pas

qu'il y a conserve le centre de son activite et de ses intc-

rets. Il n'est pas etabli en particulier que le mari de l'in-

timee a encore son etuded'avocat et un appartement a

Cracovie. Le fait qu'il pro longe si longtemps son sejour

a l'etranger sans exercer sa profession, lais se plutöt sup-

poser qu'il a d'autres ressources pour vivre et que son

inscription au tableau des avocats constitue une forma-

lite sans portee dccisive pour la question du domicile.

* Ed, gen. 21 I p. 218.

und Konkurskammer. N° M.

367

II Y a done lieu d'ecarter comme mal fonde le moyen

de l'intimee tire de SOll. pretendu domicile a Cracovie.

2. -

L'instance cantonale n'ayant pas statue sur les

conclusions subsidiaires de Dame Weiner tendant a faire

annuler la poursuite pour cause d'irregularite de la noti-

fication, la cause doit etre renvoyee a l'autorite vaudoise

de surveillance pour statuer sur ce point.

Par ces motifs,

la Chambre des poursuites et des faHlites

prononce:

Le recöursest admis dans ce sens que la decision atta-

quee est annulee et la eause renvoyee a l'instance canto-

nale pour statuer sur les eonclusions subsidiiüres de

Dame Weiner.

54. Sentenza 11 ottobre 1917 nella causa Comun9 di Biasca.

Un pignoramento non preC€duto da regolare avviso e annul-

labile quando in seguito di questa irregolarita il debitore

non ha potuto assistervi 0 farvisi validamente rappresen-

tare. La notifica di atti esecutivi diretti contro un comune

dev'esser fatta al suo presidente (sindaco), il quale solo ha

veste per rappresentare il comune all'atto deI pignoramento.

Annullabilita di un pignoramento avvenuto senza regolare

avviso e solo in presenza deI vice-sindaco.

A. -

In un'esecuzione promossa dalla Massa deI

fallimento della Banea eantonale ticinese in Bellinzona

eontro il comune di Biasea per l'esazione di 8765 fr.

ed aceessori, il debitore non feee apposizione e I'avviso

di pignoramento gli fu notifieato il 5 giugno per il

2 giugno 1917. In seguito, il pignoramento fu rinviato :

esso non ebbe luogo ehe il 15 giugno nel pome-

riggio, nella sala municipale, poscia ehe l'ufficiale ebbe

ad attendere due ore il vice-sindaeo sig. Silvio Rivera,

ehiamato appositamente. Il sindaeo non era presente

268

Entscheidungen der Schuldbetreibungs-

ed il pignoramento venne eseguito sopra una somma

di 9600 fr., ehe tanto il viee-sindaco ehe l'esattore eomu-

nale rifiutarono di consegnare all'ufficio «(li Riviera):

essa non venne ritirata daU'ufficio se non il 21 seguente

dietro esplicita istanza deI ereditore. e coll'intervento

della forza pubblica.

B. -

Tanto contro il pignoramento 15 giugno ehe

contro il provvedimento succitato deI 21 giugno 1917

il debitore sollevo reclamo presso l'Autorita cantonale

di Vigilanza, so stenendo, in sostanza, che esso non era

stato avvisato deI pignoramentoeseguito il 15 giuguo.

Il debitore asserisce inoltre che il 15 giugno .Iu pignorata

somma non esistente, « ipotetica ed invisibile », perehe

in realta essa non si trovava nella cassa comunale e

ehe, deI resto, il Consiglio munieipale non aveva mai

avuto conoscenia, ne dell'esistenza deI debito, ne del-

l'esecuzione, motivi per cui esso domando in seguito

di essere ammesso a sollevare I'opposizione tardiva di

cui all'art. 77 LEF.

C. -

Con decisione deI 12 luglio l'Autorita cantonale

di Vigilanza respinse il reclamo basandosi sul rapporto

delI 'ufficio, secondo il quale il .pignoramento, avvisato

per i1 9 giugno, era stato rinviato ed istanza deI debitore,

il cui eonsiglio municipale aveva risolto .di pagare il

debito : ma che poi, avendo detto eonsiglio annullata

questa risoluzione, l'uffieio '« avverti in Munieipio ehe

»avrebbe proeeduto senz'altro al pignoramento I).

D. -

Da questa decisione il eomune di Biasca ricorre

al Tribunale federale eonehiudendo all'annullazione deI

pignoramento 15 giugno.

Considerando in diritto:

10

-

Ornisssis.

20

-

A mente della giurisprudenza di questa Corte,

un pignoramento non preeeduto da regolare avviso e

viziato di annullabilita, quando in seguito a questa

irregolarita il debitore non lla potuto assistervi 0 farvisi

~1

I

I

und Konkurskammer. N' 54.

269

validamente rappresentare onde far valere la sue ragioni

(RU 35 I N° 40; ed. sep. 12 N0 11 e Ia sentenze ivi

cita~e.; . JA~GER, eommento 5 all'art. 90). Per quali

motiv! Il pIgnoramento, avvisato per il 9 giugno, non

ebbe luogo in quel giorno, eindifferente; sta in fatto

ehe esso fu rinviato e ehe, se I 'ufficio assevera di aver

in seguito avvertito verbalmente « in Municipio ehe

avrebbe proceduto senz'altro nei suoi incombenti I),

non e eonstatato a chi esso abbia dato quest'avviso,

ne ehe avesse indicato aHa persona, eui 10 diede, esatta-

mente il giorno e I'ora deI pignoramento, ehe venne

poi eseguito il 15. Ond'e ehe al pignoramento non assisle

il sindaeo deI eomune, ma solo il viee-sindaco, chiama-

tovi appositamente ed inaspettatamente.

In queste condizioni iI pignoramento non puo essere

mantenuto. Giusta l'art. 65 LEF, la notifica degli atti

esecutivi diretti contro un comune (dunque anclle di

un avviso di pignoramento) deve esser fatta al suo pre-

sidente, cioe al sindaco. Il sindaco e dunque la persona

ehe sola ha la facolta di rappresentare il comune nei

confronti di un ufficio di esecuzione e fallimenti : e se,

in virtiI della legge. l'avviso di pignoramento deve

essere notificato, per il cornune, al sindaco, ciö vuol dire

ehe la legge 10 considera come la sola persona ehe

abbia veste a rappresentarlo anche all'atto dell'ese-

euzione deI pign,oramento. E dunque dal sindaco e non

da aItra persona che l'ufficio deve recarsi per eseguire

un pignoramento contro un comune : un pignoramen.to

eseguito presso od in presenza di altri non puo quindi

eonsiderarsi valido. Che, in dati casi, il vice-sindaco

possa sostituire il sindaco nella rappresentanza deI

eomune non entra in linea di eonto 11el easo in esame

poiehe nella fattispeeie non'. si pretende nemmeno ch~

il viee-sindaco sia stato incaricato di ciö fare. Donde

segue che il pignoramento querelato deve venir annul-

lato. Vero e che, secondo l'art. 30 cu. 3 LEF, questa

Iegge non si appliea all'esecuzione forzata eontro Ull

2-;0

Entscheidungen der Schuldbetreibunga-

cOIliune • semprecche vi siano in proposito spe-ciaIi

»disposizioni eantonali.) Ma se tali speciali precetti

esistessero nel Cantone Ticino, sarebbe stato compito

delI' Autorita cantonale di Vigilanza di indicarle ed

essa l'avrebbe certamente fatto. Occorre dunque rite-

nere ehe speeiali disposti cantonali non. esistono e che

i comuni ticinesi siano sottoposti, in tema di esecuzione,

ai precetti comuni della LEF.

La Camera esecuzioni e fallimenti

pronuncia:

n ricorso e ammesso.

55. Entscheid vom 12. Oktober 1917 i. S. Parplies.

Unzulässigkeit der Fortsetzung einer Betreibung auf Grund

eines Rechtsöffnungsentscheides, der die Forderung in frem-

der Währung angibt mit der Bestimmuug, dass der Kurs

des Zahlungstages massgebend sei.

A. -

In der Betreibung der Rekurrentin Frau Marie

Parplies in Königsberg gegen Hermann Parplies in

Walchwil erteilte der Audienzrichter des Bezirksge-

richtes Zürich am 11. August 1917 der Rekurrentin

auf Grund eines deutschen Urteils definitive Rechts-

öffnung für 5210 Mark 40 nebst Zins und Kosten « in

Franken zu leisten zum Tageskurs im Zeitpunkt der

Zahlung I). Als die Rekurrentin aber auf Grund dieses

Entscheides das Fortsetzungsbegehren stellte, weigerte

sich das Betreibungsamt Zürich 6, dem Begehren Folge

zu geben, indem es erklärte, die Forderungs&umme

müsse in Schweizerwährung ausgedrückt sein.

B. -

Hierauf erhob die Rekurrentin Beschwerde mit

dem Antrag, das Betreibungsamt sei anzuweisen, die

Pfändung der RechtsöffnungsverfügunK gemäss zu voll-

und Konkurskammer. No 55.

271

ziehen. Sie führte aus: Die Bestimmung des Art. 67

Ziff. 3 SchKG, wonach im Betreibungsbegehren die

Forderungssumme in Schweizerwährung anzugeben sei,

gelte für das Fortsetzungsbegehren nicht, wenn es

sich auf ein Urteil stütze, das auf fremde Währung

laute und die Umrechnung zur Zeit nicht ermögliche.

Da die Kursschwankungen jetzt sehr gross seien, sei

es nicht möglich, eine Umrechnung nach dem Kun

des Tages des Fortsetzungsbegehrens vorzunehmen.

Im vorliegenden Falle könne die Schuld jederzeit in

Mark bezahlt werden. Deshalb müsse für die Umrechnung

der Kurs des Zahlungstages massgebend sein. Werde

der Kurs des Verfalltages oder des Tages der Geltend-

machung der Forderung für die Umrechnung ange-

wendet, so werde der Gläubiger geschädigt, wenn der

Kurs der ausländischen Währung zur Zeit der Zahlung

höher sei.

Die obere Aufsichtsbehörde des Kantons Zürich wies

die Beschwerde durch Entscheid vom 26. September 1917

mit folgender Begründung ab: « Mit Recht verlangt

» das Betreibungsamt, dass, wie im Betreibungsbegehren

» die Fordemngssumme in gesetzlicher Schweizerwährung

»anzugeben ist (Art. 67 Ziff. 3 SchKG), so auch die

• Rechtsöffnung den Betrag, in welchem die Betreibung

»fortgesetzt werden kann, in· gesetzlicher Schweizer-

» währung angebe ... (JAEGER, Praxis I Note 16 zu Art.

» 67, Zeitschr. für Betr. u. K.-R. II Nr. 71... Z.-R. XVI

)} Nr. 101) ... eine vom Verfall bis zur Zahlung zu Un-

»gunsten des Gläubigers eintretende Verschiebung des

» Kurses würde einen infolge des Verzuges eingetretenen

» Schaden bedeuten, welcher als solcher vom Gläubiger

»besonders geltend zu machen ist, ... »

C. -

Diesen Entscheid hat die Rekurrentin am 3. Ok-

tober 1917 unter Erneuerung ihres Begehrens· an: das

Bundesgericht weitergezogen.