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39_II_629

BGE 39 II 629

Bundesgericht (BGE) · 1913-01-01 · Italiano CH
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6'.!!:!

Oberste Zivilgerichtsinstanz. -

J. Materiellrechtliche Entscheidungen.

bell Qanaen bur~ ben Unj'aU bOn 1911 entft4lllbenen Sdjilben au

erf~en, wefl nadj bem @utadjten be~ ()bere;r~erten ber Unfcdl born

3a~re 1911 . o~ne bie ~imuirfung b~ frü~eren Unfa~ feine weis

teren lJotgen für ben Jtlliger g~abt ~ätte. lRadj

~ft. I) litt. c

lJs)@, bell bie 58orinftll11aen

glinali~ auper ~~t getaffen

~a6en,

wirb bie (hf~flidjt ~

&trie~unteme~mer~ tn bmiger ?!Beife

~era6gef~t, wenn ~ @efdjlibigten ~er erlittene l8edeiungen auf

Die~te unb beren ljolgen ~nflup ~ben, b. ~. wenn ffÜ~re l8ers

let\ungen ba~ ~intreten be~ UnfaUeß ßegÜRftigt ~aben unb wenn

Die ~nbupe an (hwerßßfli~igfeit o~ne bell ~eren Unfall feine

fo er~ebli~e gewefen 1OOre. 3m borliegenben ljaU fte~t nun bloF

feft, bau ber Unfall l)on 1911 09ne benjenigen l)on 1904 feine

fo f~weren ~olgen für ben Jttliger ge~bt 9litte. ljür baß weitere

im @ef~ er1OO~nte fuforberniß, baa bel'

~ntritt b~ UnfaUe6

Don 1911 bur~ bell ~eren UnfaU ßegünftigt worben fei, liegt

nid)tß l)or. ~ß fragt fi~ bager, ob bie ßeiben in ~rt. I) litt. c

O:S)@ aufgeftellten 580raußf~ungen 3ufllmmen gegeben fein müffen,

ober ob fd)on baß l8or9anbenfein beß einen ober beß anbern imos

menteß aur ~ebuftion ber S)aftl>ffi~t beß $effagten genüge. ~ie

I~tere ~uffaffung ift bie rid)tige (in biefem Stnne aud) S~eref,

i)ie S)aftl)f1id)t b~ Unteme9merß S. 138). ~enn mit bem ~rt. f>

litt. c mm ba5 @efe~ ben ~tbeitge6er \)on ber 'tragung b~ ganaen

Sd)aben5 entfaften, wenn ber erlittene Sd)aben aum :teil Mn Urs

flld)en ~errit~rt, bie auaer9alb beß $etriebe~ liegen. ~aß ift aber

nidjt erft bann ber ljall, menn ber frül)ere Unran rumulClti\) \)on

~nfluu Cluf bie l8erleilwg unb bie %olgen mar, fonbern

f~on

i>llnn, wenn Cllternati\) bie eine ober bie Clnbere ber beiben $ebing~

ungen erfüUt tft.

$ei ber $emeffung Der ~ebuftion tft ballon

aU93ug~en, 00&

eß pd) um eine $iUigfeit~rebuftion ~nhelt. ~ieß fd)Iiefjt nid)t

ilUß, baU babei ber @rab beß ~influff~ ber frU~eren l8erle~ung

iluf Me %o(gen ber I~ten berftdfitVtlgt werbe. 3nbeffen barf biefe

tJetüdfid)tigung nitVt fomeit ge9e1t, ba&

o~ne meitereß auf OOß

iRCl{i bel' urfäd)lid)en ?IDitfung bes ffÜ9eren UnfClUeß a6geftellt

mirb.

iSie{me~r ift eine @renae oU 3iegen, über bie

~inau~ eine

~llebuftiDn ni~t auliifitg tft. Sm l)orliegenben ljClll

ge~t nun aUß

btm (~utac&telt beS 06ererperten

~eruor, bClR hie l8erlel5ung, bie

6. Haftpflicht für den Fabrik- und Gewerbebetrieb. N° 109.

629

fidj ber .\tläger im @efd)lifte bei $eflagten 3ugeaogen

~Clt,

O~lte

bie llom Unfall ClUß bem Sa9re 1904 aurüdgebliebene !prlibifl>os

fition feine breibenben 91iltVteile our %oIge ge9Clbt 9iitte. ~Cl über-

bt~ bie iSorClußfeßungen für bie BufaUsrebuftion gegeben finb,

unb biefe neben bem ~ebuftion~grunb be~ ~rt. 5 litt. c berüd-

fid)ttgt werben mus, fo red)tfertigt es fitV, aUß ßeiben @efttVt~l>unt­

ten 3ufammen, einen ~b3u9 l)on ungefli9r 60 % ou mlldjen. ~l~bann

tft unter Bugrunbelegung einer ~rwerß~ein6ufle l)on 8 %, etneß

~{{terß llon 41,3Cl9ren unb einfß Sa9re~etnfomme1t6 uon 1620 %r.

bie bom $eflllgten ou be3Cl9lenbe,~aftl>f{itVtentftVabigung Cluf 900 %r.

feft3ufet\en.

edClnnt:

.jn 2lbmeifung ber ~nftVluj3berufung unb teUweijer ®utgeij3ung

ber S)aul>tberufung wirh bie uom ~efrClgten Cln ben .\triiger au bes

~a9lenbe S)aft~flitVteutfdj&bigultg llon 1787 %r. ·40 @;tß. auf

900 tJr. 9erabgefe~t; im übrigen wirb bll~ Urteil b~ ()ßergeridjt~

be5 jtClnton~ ~Clfel-~anbfdjClft bom 27. 3uni 1913 beftlitigt.

109. S.ntenz& 10 ottobre 1913 della IIa Sezione civile

nella cattsa BegazzoDi, attore, contro Koccetti, convenuto.

Infortullio sullavoro. -

Misura deI suo risarcimento e motivi di

riduzione. Quando Ia colpa auche grave deUa vittima non esclude

mR diminuisce solamente Ia responsabilita deI padrone'! - Sua

responsabilitä per H capo-operaio. -

LF 25 giugno 1881 e 2ti aprile

1887.

n Tribunale di Appello deI Canto ne Ticino giudicava il

10 luglio 1913 :

c La domanda dell'attore e ammessa limitatamente alla

~ somma di fr. 2500, coll'interesse legale apartire dal

» 9 novembre 1911. •

Queata sentenza viene deferita dal convenuto a questa

Corte per via di appello. L'appellante conchiude a1 rigetto

completo della petizione e unisee all'atto di appellazione una

680

Oberste Zivilgerichtsinstanz. -

1. MaterieJlrechtliche Entscheidungen.

memoria tendente a motivarla: della quale non si potrs. tener,

conto perehe il valore della causa raggiunge fr.400Q (art. 67,

capov. 4, OGF).

Assenti le parti,

Ritenuto in linea di fatto :

A. -

Regazzoni Alberto, diciasettenne, apprendista neUa

fabbrica di carri deI convenuto in Lugano, fu H 9 novembre

1911 vittima di un infortunio. Mentre accudiva aHa lavora-

zione di un tappo per freno di carro si ebbe quasi asportati

il dito medio e l'anulare delIa mano destra che gli vennero

poi amputati a meta della prima falange. Regazzoni usciva

dall'ospedale il 28 dicembre 1911 in grado di riprendere le

sue occupazioni, ma subendo una diminuzione permanente

deIJa capacits. di lavoro deI 20 % ed un danno di fr. 109.25

per spese di ospedale e giornate perse durante Ia malattia.

B. -

Nella fabbrica di earri Moecetti lav(Jl'avano all'epoca

delI'infortunio 60perai. In essa si trovano delle macchine

piallatrici e delle seghe anastro e eircolal'i. La fabbrica nOll

possiede un regolamento generale di fabbriea, ne un rego-

lamento circa l'uso delle macchine: le macchine stesse non

sono protette da nessun speciale riparo contra l'ingerenza di

estranei. Sta di fa.tto pero che il COlll'enuto Moccetti aveva

ripetutamente proibito agli apprendisti di servirsi delle mac-

chine, il capo-operaio solo essendo addetto alle medesime.

Sul banco deDa macchina piallatrice era poi scritto eon

gesso: «E proibito toccare alle macchine sotto pena di

multa di fr. 2. ~ E pero parimenti stabilito che di questo di-

vieto gli apprendisti non si curavano e ehe essi giornalmente

Javoravano alle macchine quando ce n'era bisogno, 8pecial-

mente alle seghe. Cio era a conoseenza deI eapo-operaio, i1

quale, pur pl'otestando, usava tolleranza. Non fu invece ben

dimostrato ehe Moccetti medesimo, sovente assente daU'offi-

dna per le sue incombenze, vedesse e tollerasse Ie continue

trasgressioni al suo divieto. Niuna multa per contravvenzionf'

\-enne mai applicata e nessuno mai fu licenziato per questo

Illotivo; per cui certi testi dichiarano che il divieto nOll era

preso snl serio.

Il 9 novembre 1911 Angelo Regazzoni attendeva, assente

Q. öaftptlicht für den Fabrik- und Gewerhebetrieb. NO 109.

6l:II

il padrone Moccetti, a fare un tappo 'per carl'O aUa sega a

nastro, senza, a quanto pare, che il capo-operaio da prima

se ne avvedesse. Ma avendo il Regazzoni reso inservibile Ja

sega a nastro, il Leoni, accortosene, ne Jo rimprovero viva-

mente. 11 Regazzoni subito dopo, invece di tener conto deI

tlivieto edel, rimprovero, si dava a fare aHa sega circolare,

mentre il Leoni attendeva ad altro lavol'o. In uu battel' d'oc-

ehio l'infortnnio era successo.

C. -- Con petiziolle 8 febbraio 1912 l'attol'e domunuava

11 pagamento di fr. 4000 a titolo di indelluitä. per diminu-

zione permanente della eapacitä. di lavoro, fr. 62.50 per spe!t:'

di cura e di malattia, fr. 103 per due mesi di disoccupazione a

fr. 1.70 al giorno e fr. 4.25 per due giornate e mezza arretrate.

Il Tribunale di Appello, direttamente adito, gli accordava

fr. 2500. La Corte cantonale calcola coi peritlla diminuzione

della eapacita di lavol'O nel 20 °/0 deI guadagno annuale di

fr. 1160 (290 giol'ni di Iavoro a fr.4 al giorno), eioe in fr.

232, corrispondente ad un eapitale di fr. 4847 a norma della

tabella III deI manuale Soldan. Da questa somma il Tribunale

di Appello deduce il 30 % per la colpa di non grave entita ehe

esso addebita aUa vittima e 25 °/0 per i vantaggi dell'aggin-

dicazione di un capitale invece di una rendita vitalizia. Ri-

dotta cosl Ia somma a fr. 2420. il giudiee cantonale le ag-

giunge fr. 109.25 per spese di ospedale, giornate perse ecc.,

arrivando cosl ad un totale di fl'. 2500 in cifra tonda.

Considemndo in diriUo .'

to -

Il calcolo deI guadagno deI Regazzoni edella dimi-

nuzione delIa sua capacita di lavoro e, come tale, confol'me

alle risultanze della causa e alle norme che la giurisprudenza

e andata continuamente applicando. Che Regazzoni lavori

290 giorni all'anno e accertamento di fatto non co~tralio agli

atti e che quindi sfugge aII'esame di questa Corte. E conforme

ai precetti segniti dalla giurisprudenza il tener calcolo, non

deI guadagno ehe Regazzoni pel'cepiva al momento dell'infor-

tonio come apprendista, ma di quello che avrebbe avuto poco

tempo dopo come operaio compito, cioe di fr. 4: al giorno

(RU 22 p. 1339; 27 11 p. 409, 413; 30 11 p. 219; 38 11 p.

247). L'apprezzazione poi della diminuzione della capacita di

Oberste Zivilgerichtsinstanz. - I. Matel'iellrechtliehe Entseheidun(ßlI.

lavoro col 20 0(0 della capacita totale e parimenti una cireo-

stanza di fatto non contraria agli atti (RU 2-3 I p. 627); essa

riposa sulla perizia assunta in modo rego)are e come tale

non impugnata. n danno derivante alla vittima dell'infortunio

dalla diminuita sua produttivitä e dunque, comme ammette la

Gorte cantonale, di fr. 2;j2 all'anno. Ai quali corrisponde un

eapitaJe di circa fr. 4800 a norma delle tabelle Soldan e

Scherer.

2

0

-

Erra invece, a mente di questo giudic~, I'istanza

cantonale considerando la eolpa di Regazzoni solamente

come « tenue ~ e riducendo quindi Ja responsabilitä dei pa-

drone solamente deI 30 °(0. La colpa di Regazzoni e invece

preponderante e gravissima e si trova in nesso diretto di

eausalitä eon)a disgrazia da lui subita. Regazzoni eonosceva

il divieto di Iavorare alle macchine: ma egli nou se oe ellrava.

L'infortunio poi avvenne per avere Regazzoni disobbedito

all'or~ine ~iretto, ~ lui dato immediatamente prima dal capo-

operruo, dl teners! lontano dalle maeehine. La disgrazia non

sarebbe eertamente avveouta se Regazzoni, come era suo

obbligo, e eome egli stesso ammette (ved. testimonianza

Leoni) avesse ohberiito al suo superiore. La colpa sua e

dunque grave e decisiva, appena seusata dalla eireostanza ehe

Regazzoni era un giovane apprendista (RU 21 p. 1258), ma

aggravata poi anehe da! fatto ehe l'uso delte seghe non era

affatto neeessario sI Iavoro da eseguirsi : tanto vero ehe dopo

l'infortunio questo Iavoro fu inito a mano dagJi altri operai.

A norma della eostante giurisprudenza di questo Tribunale

(RU 2t p. 660, 894; 22 p. 13 ~O ece.) la colpa della vittima

dell'infortunio eselude la responsabHita deI padrone qualora

essa non sia eondivisa dal padrone stesso 0 daUe persone di

cui esso e responsabile. Che gli operai contravvenivano eOD-

tinuamente al divieto di non usare delle maechine e fatto

eonstatato dal Tribunale cantonale. E quaud'anche non fosse

dimostrato in modo aS80luto ehe cio avvenisse direttamente

sotto gli oechi dei padrone, fu pero provato ehe iI capo-ope·

raio non ignorava questo stato di eose. Anzi, 10 tollerava, o.

almeno, non reagiva in modo abbastanza energico. La tolle-

ranza e la rilassatezza erano tali ehe gli operai" non pren-

6. Hal'tpllicht ror den Fabrik- und Gewerbebetrieb. N° 109.

633

devano sul serio » il divieto e ehe Dessnna punizione mai fu

data per averio essi trasgredito. In queste ein'ostanze nna

parte della colpa deve ascriversi al convennto, il quaIe, so-

vente assente abbandonava la sorveglianza della fabbriea al

capo-operaio, di modo ehe egli e da eonsiderarsi responsabile

auche per la negligenza di quest'ultimo (Legge federale sulla

respoosabilitä. dei 25 giugno 1881, al't. 10

; RU 31 II p. 219,

$5 II p. 22~). E poi da ammettersi ehe se gIi operai fossero

stati abituati a tenersi lontani dalle macchine, anche Regaz-

zoni non avrebbe cosi facilmente messo in non cale l'ordine

diretto impartitogli da Leoni il 9 novembre 1911: mentre,

per il converso, e fuor di dubbio ehe egli trovo preeisa~ente

nell'ordinaria indulgenza un incentivo alla disobbedlenza.

Di modo ehe la colpa concomitante deI eonvenuto si trova

anch'essa in rapporto causale coll'infortunio di quel giorno.

11 convenuto ~ dunque tenuto a risarcire il danno equa.mente

ridotto a cagione della eolpa sua molto meno grave di quella

della vittima. Questa riduzione deve comportare non meno

dei due terzi deldanno totale. La somma di fl'. 4800 resta eosl

ridotta a fr. 1600, cui va aggiunto l'importo di fr. 109.25. In

tutto dunque l'indennizzo sara.. in cifra rotonda, di fr. 1700.

Non sono ledte invece altre riduzioni: non per il preteso

vautaggio dell'aggiudicazione di un capi~I~ ~ non ~er ~so

fortuito. La seconda ridnzione non i~ ammlsslbile per 11 motivo

ehe come fu dimostl'ato, non si tratta di eRSO fortuito, ma di

inf~rtunio ioO'enerato da colpa. 11 vantaggio poi di una liqui-

,tazione deI danno in un eapitale si trova escll1so daIla tenuitä

della somma aecordata (RU 3a II p. 40). Gli interessi si com-

putano da! giorno dell'infortunio (RU 17 p. 727).

11 Tribunale federale pronuncia:

L'appellazione deI convenuto e parzialm~n~ ammes~a e la

sentenza deI 10 luglio 1913 della Camera cmle deI Tnbunale

di Appello deI Cantone Ticino viene rifol'mata \leI senso eh<'

Ia somma di fr. 2500 da prestarsi dal convenuto all'attore e

ridotta a fr. 1700, coll'interesse legale apartire dal 9 novern-

hre 1911.